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Francesco Recami

Collana: La memoria
Anno edizione: 2016
Pagine: 309 p. , Brossura

61 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838935220


Recami gioca ancora con gli stereotipi della narrazione, non ha remore a prendere in giro mostri sacri come Buzzati e Nabokov, ma questa volta, di fronte all’amore vero, deve fermarsi.

«Una specie di Commedia umana che stravolge i canoni del thriller ma ne apre di nuovi e geniali». - Alessandra Rota, la Repubblica

«Recami gioca a rimpiattino col lettore, facendogli credere di aver scritto un vero noir». - Sergio Pent, TTL - La Stampa

«Insieme con Malvaldi e Robecchi Recami forma il miglior trio del giallo ironico italiano». - Il Fatto Quotidiano

No, non ci credo, non è possibile; appena ho aperto questo nuovo, atteso libro di Francesco Recami ecco lì una notizia che non avrei mai voluto leggere: il Consonni è morto.
No! come può essere successo? Sì, non era più un giovanotto, ma neppure si poteva definire un anziano, con i suoi sessantasei anni portati bene. L’adorato nipotino – il piccolo Cipolla - come l’avrà presa? E la figlia? Come farà senza di lui adesso a organizzare la sua vita da madre single con un lavoro impegnativo? E la professoressa Angela Mattioli, la sua fidanzata che gli voleva bene, malgrado tutto? Per non parlare poi di tutti gli altri coinquilini della casa di ringhiera milanese in cui vive – no, già, in cui viveva - e che erano suoi amici (chi più chi meno) e spesso si erano trovati a condividere con lui quelle strane avventure che sembravano vere e proprie indagini poliziesche nelle quali lui si buttava con tanta passione…
Ma andiamo con ordine, perché Recami ci racconta tutta la storia dall’inizio.
Un inizio un po’ burrascoso perché il Consonni ha preso una deriva insolita per un uomo serio come lui: mentre Angela è momentaneamente a Bruxelles, si è innamorato di Svetka, una giovane donna di origine ceca, una barista. Non credeva affatto di farsi così coinvolgere da lei: l’idea iniziale era quella di aiutare, soprattutto dal punto di vista economico, una bella ragazza in difficoltà. Tuttavia pensala oggi, pensala domani, ecco che si è trovato a pensarla spesso, troppo spesso, quella prorompente, gentile ragazza. E così ci troviamo di fronte a un Consonni cambiato, più allegro, ringiovanito, un po’ farfallone.
Ma la sua debolezza senile (della cui assurdità è il primo a rendersi conto) non è destinata a rimanere solo una parentesi divertente e sentimentale perché Svetka ha tanti, seri problemi. Questa volta l’indagine diventa poliziesca sul serio e Consonni non gioca – più o meno consapevolmente - con ironia e qui pro quo, ma si trova a fronteggiare sfruttamento e tratta di giovani donne dall’Est. Una questione seria davvero, che prima lo fa ammalare e poi perdere la testa.
Con i piccoli sgarbi, le maldicenze, le vendette quotidiane restano a giocare gli altri inquilini della casa di ringhiera: l’amico-nemico De Angelis, ossessionato dalla sua automobile BMW; l’ex alcolista Claudio passato dal ruolo di padre di famiglia in un appartamento a quello di badante in un altro, per la perfida Mattei-Ferri, invalida per convenienza; i peruviani caciaroni… La solita caotica, stralunata e incattivita convivenza.
Recami questa volta riesce, percorrendo la stessa strada battuta da Camilleri, Robecchi o Manzini (per citare giallisti contemporanei tra i più amati dai lettori), a mescolare dramma e commedia trasformando la sua casa di ringhiera, che sino a oggi era stata più che altro lo scenario di una serie di farse, in un anfiteatro da tragedia greca. Ma non temete, rimanendo sempre fedele a sé stesso e alla scrittura leggera e divertente che abbiamo imparato ad amare.

Recensione a cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Ritochka

    14/08/2016 07.41.52

    È il primo libro di Recami che leggo. Non mi ha entusiasmato ma non mi sento stroncarlo. Certamente, vorrò leggere qualche altra opera, prima di farmi un giudizio sull'autore.

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    giulia

    19/07/2016 12.06.02

    Non attribuisco a questo libro il voto più basso solo per l'affetto che mi legava (nel passato) alla scrittura di Recami. No, non doveva lasciare la vecchia strada, quella del "finto" giallo, della storia divertente e piena di qui pro quo. Recami è uno scrittore di vaudeville strepitoso, ricco di humour pungente e intelligente. Perché cercare altre strade?

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    Monica Arduini

    13/07/2016 00.55.14

    Sindrome di Arthur Conan Doyle: uccidere il proprio personaggio. Conan Doyle dichiarò che Holmes lo distoglieva da cose più importanti. Come sanno tutti, lo dovette resuscitare. Recami non si limita a uccidere Consonni, svilisce il personaggio all'interno di una trama noiosa e artefatta.

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    ChiaraElisa

    03/07/2016 21.11.42

    Poco credibile e noioso,sembra una farsa, una presa in giro nei confronti di chi legge. L'ho finito a fatica con la certezza di aver sprecato tempo prezioso da dedicare ad altre letture.

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    Claudio

    24/06/2016 10.37.53

    Non si può far morire così il Consonni. Recami ci priva di un nostro piccolo eroe, protagonista più o meno consapevole di storie avventurose, forse fin troppo.

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    marcello

    14/06/2016 20.04.30

    Non è malvagio per quanto inverosimile ; si legge, ma si è letto di meglio ! Se....è la fine di Amedeo mi pare l'idea possa essere una buona svolta alla strada di Recami-noir ....altrimenti si tornerà su di un noir-macchiettistico che per non lasciare il tempo che trova deve raggiungere livelli ottimali difficili da raggiungere e che in questo romanzo sono molto lontani !

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