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I morti - Jorge Carrión - copertina

Descrizione


La serie di fiction scientifica "I morti" è ambientata a New York, nel 1995 la prima stagione e nel 2015 la seconda. La gente si materializza, nascendo a qualsiasi età senza distinzione di sesso. I nati, detti i Nuovi, sono marcati da inspiegabili cicatrici e oggetti di violenze e discriminazione. I Nuovi appaiono all'improvviso e di solito sono ricevuti da skinhead che compiono un rituale battesimo, picchiandoli con bastoni e, se si tratta di una donna, la stuprano. In questo mondo violento, ci sono problemi di identità e ricordi. I Nuovi non conservano alcuna memoria del proprio passato, al quale possono risalire solo attraverso la consultazione di indovini. Intorno a loro si affollano teppisti violenti, persone caritatevoli, probabili compagni della vita precedente, in un crescendo mozzafiato. Uno dei Nuovi è Gaff. Quando scopre che è già "nato" per la seconda volta, sospetta che qualcosa di terribile sia accaduto nella sua vita passata. Le sue indagini lo portano alla spietata Nadia, che elimina i suoi nemici con l'aiuto di Bruce. Ma questi ha perso il senso della misura... Le comunità stanno scomparendo a causa di una pandemia generata da un processo chiamato BrainGate. Secondo la definizione stessa dell'autore, si tratta di "un'opera audiovisiva in formato narrativo", in cui si alternano fiction e saggistica.
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Dettagli

2012
16 maggio 2012
173 p., Brossura
9788865640265

Voce della critica

Jorge Carrión, nato a Tarragona nel 1976, è un critico letterario molto attivo su riviste e quotidiani e un eccellente scrittore di viaggio. Questo suo primo romanzo ha fatto sensazione in Spagna come emblema della poetica di una generazione nata negli anni settanta che rifiuta la scrittura convenzionale e commerciale, utilizza il blog multimediale come area di sperimentazione e si chiama fuori dal quotidiano e dalla tradizione, proponendo uno sguardo interdisciplinare, ipertestuale e frammentario, in un collage saturo di nuove tecnologie e cultura pop, specie di provenienza anglosassone. I nomi scelti per questo movimento (Nocilla o Afterpop) non convincono e i singoli percorsi differiscono, ma la sensibilità comune è contundente. I morti ha una struttura perfettamente congegnata, indispensabile per incanalare contenuti magmatici, giustapposti mediante ellissi fino a rasentare lo zapping. Due sezioni comprendono ciascuna otto capitoli di una serie televisiva ambientata a New York e creata da Mario Alvares e George Carrington. La prima si colloca nel 1995 e rinvia a Blade Runner, la seconda nel 2015 e ammicca a I Soprano. Ognuna è seguita da un saggio di taglio accademico che tenta un'interpretazione teorica e decifra la straripante intertestualità cinematografica e televisiva delle puntate. Chiude il libro una brevissima intervista agli autori. Nella prima stagione, in alcuni punti della città si materializzano dal nulla i "nuovi", provenienti da una sorta di aldilà con cui cercano in tutti i modi di riconnettersi, tramite indovini a pagamento, per recuperare un nome e brandelli d'identità. Alcuni dei "vecchi" li aiutano, nella speranza di incappare in qualcuno con cui avevano avuto rapporti nell'altra vita (che riemerge solo in saltuarie interferenze) e associarlo alla loro comunità. Nella seconda stagione, New York è, all'opposto, in preda a una pandemia che smaterializza inesorabilmente le persone, governo statunitense compreso, mentre i clan mafiosi si contendono il deserto che rimane. I personaggi principali avanzano alla cieca, a caccia di un pugno di ricordi o di un affetto stabile o di sesso per stordirsi, tra l'intrico di menzogne e tradimenti, l'esplodere della violenza incontrollata e i complotti della Cia. Carrión domina perfettamente l'enciclopedia dei suoi coetanei. Non a caso è autore anche di Teleshakespeare (2011), saggio sulle serie televisive statunitensi nel contesto del XXI secolo. Qui il suo stile è minimalista, con dialoghi nudi, cadenza veloce e paragrafi corti come riprese, nell'esplicito tentativo di tradurre il codice seriale audiovisivo in linguaggio letterario. Gli scenari e i gesti sono quelli già visti in thriller cyberpunk o fumetti dark. Potrebbe trattarsi non del nostro mondo, ma di uno parallelo e virtuale alla Matrix, oppure di un videogioco. Infatti da I morti nasce Mypain.com, uno spazio web in cui resuscitano i personaggi di finzione, incarnandosi in chi può comprarne l'esclusiva. Ma è plausibile anche una lettura politica, secondo cui I morti presenta una distopia perversa, dove le "comunità" sono l'unico ambito resistenziale, e affronta i temi dell'immigrazione (non a caso esistono centri d'accoglienza per i "nuovi"), dello smarrimento di ogni credibile identità e del genocidio. Danilo Manera

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