Categorie

Ida Magli

Collana: Alta fedeltà
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 265 p. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Argomenti d'interesse generale - Religioni comparate

  • EAN: 9788817014946

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Andrea

    30/06/2012 01.55.35

    Un libro(saggio)che sicuramente va letto,scritto da una delle migliori antropologhe di fama mondiale. Un libro ricco... Mi chiedo:l'uomo puo'non credere in niente???

  • User Icon

    Nico Carlucci

    14/02/2010 21.43.01

    Belle sono le pagine dedicate all'immagine della "donna ideale", all'Occidente che ha "perso la sua strada" dopo le varie rivoluzioni del secolo scorso: marxismo, psicoanalisi, femminismo. E bella è l'opera di Gesu' di Nazaret di cui la Magli ha fatto uno studio approfondito che, tuttora, continua ad "aggiornare" per rispondere alle domande che il presente pone. L'uomo ha creato le religioni, come abbiamo detto, ha proiettato fuori di sé la sua "potenza", ha controllato, tramite la Morte e la paura della morte, il Sacro che, di volta in volta, è stato regolato da papi, imperatori, re, capi di governo, presidenti. Ciò è stato fatto anche in Oriente, nel vicino e lontano Oriente. La Magli ne parla con forza, evidenziando costanti culturali, ma anche "diversità" che "informano" i popoli islamici, cinesi, giapponesi, indiani. Al riguardo, l'antropologa mette in luce il "focus" del Confucianesimo, del Buddhismo, del Musulmanesimo in una antropologia "totale". E commuove quando studia quei fenomeni a cui l'uomo è ricorso per "farsi compagnia": il ciclo lunare, le stelle che nascono e muoiono, il volo degli uccelli diventati divini, rivelatori di significati trascendenti. Anche questi poteri, sicuramente, sfera siderale del Sacro, ma che "parlano noi", gli Uomini, come aveva sottolineato Claude Levi-Strauss a proposito dei miti. Il Mulino di Ofelia si chiude mettendo in luce il rapporto tra maschio e femmina, oggi. La studiosa si chiede che cosa è successo in Occidente tra gli uomini e le donne nel momento in cui sembra sia saltata la polarità oppositiva del sistema culturale di appartenenza: maschio-femmina, sole-luna, giorno-notte, destra-sinistra. E l'Italia, forse, fa parte di questo "gioco" inconsapevole? Come viene ridisegnato la globalità del suo modello nella storia presente? Dove sono la Musica, l'Arte degli italiani quando il "tema" della "donna ideale" muore? Il silenzio copre, allora, il "genio", l'italianità del genio, punto di riferimento del mondo occidentale in un passato recente.

  • User Icon

    fabio

    05/07/2007 17.35.18

    Nel cercare di spiegare le ragioni profonde ed un po' metafisiche che stanno sotto alle organizzazioni umane, e che portano sempre alla costituzione di un gruppo di potere, l'autrice ha l'onestà di non entrare nel merito teologico delle soluzioni proposte dalle maggiori religioni, ma si limita ad osservare che comunque il meccanismo da lei descritto avviene sempre. Addirittura la figura di Gesù viene ancor più esaltata nel suo aspetto umano e ribelle nei confronti delle vecchie ideologie allora imperanti. Tuttavia, a mio avviso, ci sono alcuni ragionamenti un po' troppo tirati per i capelli ed altri un po' troppo astratti per essere capiti nella realtà quotidiana. Il merito del testo sta comunque anche nel linguaggio abbastanza comprensibile e con una certa vena poetica.

  • User Icon

    Teseo Tesei

    02/02/2007 08.03.33

    No, non ho letto il libro ma solo la breve descrizione fatta qui da Ida Magli. Su questa è il mio commento. Conosco la visione etico-politica della Magli e la condivido. Ma ho sempre avuto la sensazione che al fondo qualcosa non funzionasse. E in poche parole Ida Magli ha spiegato cosa. La prospettiva di un'antropologa nei confronti delle religioni non può essere che materialistica. La religione è vista come strumento di un uomo inadeguato alla realtà che lo circonda. Tutto lì. Pur riconoscendo la grande onestà intellettuale della Magli non sono d'accordo su questa visione; mi sembra riduttiva. L'uomo che "si inventa" la religione è un modello desolante. Se fosse coerente con questa desolazione, la Magli non dovrebbe sostenere le sue sacrosante battaglie civili. Che senso può avere in mancanza di una prospettiva trascendente, di una giustizia trascendente, che questa o quella civiltà prevalga ingiustamente per un'infinitesima frazione di eternità sulla nostra minuscola terra governata dal caso? Un consiglio (certamente umile di fronte al suo valore di studiosa) alla signora Magli: quando scrive per impegno civile, dimentichi per un attimo il materialismo dell'antropologa.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione