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Emanuele Severino

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2006
Pagine: 203 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817012744

Recensioni dei clienti

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    Andrea

    11/06/2008 22.47.49

    Vorrei solo dire all'amico Alberti che molti tentano di buttare fango su Severino senza portare alcun argomento atto a confutare la sua filosofia, e nemmeno potrebbero, visto che il bresciano ha sempre spazzato via le critiche con ragionamenti rigorosi, e non con la "logichetta" (cit. La Legna e la cenere) di alcuni che propongono critiche semplicistiche e soprattutto, senza aver neppure minimamente compreso che il fondo di tutto quello che chiami logica e scienza. Tra l'altro ne suggerisci lo studio a Severino, il quale esorta tutti, i grandi fisici e logici, a riflettere sul fondamento delle loro affermazioni e sull'incoerenza di fondo (identificare l'essere al non-essere) che accompagna le magiche elugubrazioni di fisici e supremi intellettuali, coloro che non capiscono che per nulla si intende l'annichilimento, il nihil absolutum e non lo stato minimo di energia (che è uno stato, che è minimo e che non è nulla, dando tra l'altro ragione a Severino). Se non si potessero dominare le cose, la scienza nemmeno la vedresti in embrione. Ma le cose che non si capiscono, si sa, sono solo giochi di parole.

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    eugenio ferrero

    06/10/2006 18.28.04

    Questo libro costituisce una sintesi di alcuni studi letterari e filosofici dell'autore, da quelli magnifici su Leopardi a quelli su Eschilo. Ci sono poi preziosi suggerimenti su Dostoevskij e su altri scrittori. La filosofia dell'A. è ormai nota e solo chi la ignora può credere che Severino non conosca le differenze tra valori fisici e logici, o non conosca la scienza attuale, anche la più complessa. Questo filosofo ha un sapere incredibile e sa sempre evidenziare come i problemi tornino sempre al punto di partenza, allo sfondo archetipico della cultura occidentale: le distinzioni della scienza non fanno che confermarne l' appartenenza al mondo della Follia dell'Occidente e per sottolineare che solo la filosofia autentica sa vedere - oltre le apparenti differenze - l'autentica identità nichilista del pensiero che ha elevato la volontà di potenza a unica madre di tutte le battaglie. Lo stile di Severino resta sempre seducente e scorrevole. Si può solo lamentare che alcuni passi risultino in questo libro più ostici del solito. Ma nell'insieme il testo è meraviglioso e degno di ogni elogio.

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    Matteo

    26/09/2006 15.35.21

    Solo per dire che chi giudica un libro di Severino dovrebbe per lo meno leggerlo come si deve e chi giudica in generale la sua filosofia dovrebbe leggersi i libri base della sua filosofia. Uno che se ne viene a dire che Severino non conosce la logica di sicuro non conosce Severino. Quanto al tema della contingenza, ad esempio, si vada a rileggere la prima parte di "Destino della necessità" e poi ne riparliamo.

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    Mario Alberti

    08/09/2006 10.47.31

    Emanuele Severino continua sempre a non capire la differenza tra il nulla psicologico-esistenziale , il nulla in matematica ( lo zero , l'insieme vuoto ) e il nulla in fisica ( lo stato di minima energia ).Confonde la psicologia con l'ontologia , gioca con le parole . A pagina 72 del suo libro ,ripetendo Aristotele , scrive che ciò che è stato ( nel passato )è necessario che sia stato ;l'interpretazione non è questa , ma che ciò che è stato è avvenuto in modo contingente,non in modo necessario , non bisogna confondere una necessità relativa con una necessità assoluta,altrimenti tutto il passato è prederminato.Severino continua sempre con le stesse amenità , tipiche di molti filosofi italiani . Se almeno studiassero logica , matematica e fisica ,farebbero cosa utilissima per loro stessi, e non ci riempirebbero di libri totalmente inutili e diseducativi . Voto : al di sotto dello zero.

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