Il museo della lingua italiana

Giuseppe Antonelli

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 10,6 MB
Pagine della versione a stampa: 366 p.
  • EAN: 9788852090585
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La lingua italiana non ha mai avuto un suo museo. Un museo grande, articolato, tecnologico come quelli dedicati ad altre lingue. A dispetto di progetti e tentativi, quel museo è rimasto un sogno: questo libro è un modo per realizzarlo. Aprire questo libro significa entrare in un ideale museo della lingua italiana e attraversare, pagina dopo pagina, una storia fatta di parole ma anche di oggetti da cui sprigionano suoni, colori, profumi, rumori, emozioni, ricordi, sapori. A ricostruire questa storia secolare, sessanta pezzi distribuiti in quindici sale disposte su tre piani corrispondenti ad altrettante epoche: l'italiano antico, moderno e contemporaneo. Quando l'Italia ancora non esisteva, Dante definì gli italiani come «le genti del bel paese là dove 'l sì suona». La lingua come essenziale punto di riferimento e il suono di quella parola - che serve a esprimere accordo e consenso - come base di una comune identità. L'italiano è stato per secoli una lingua fondata sul prestigio letterario: una lingua soprattutto scritta, perché il parlato era dei dialetti. Ma attraverso la lingua non passa solo la cultura intellettuale, passa l'intera vita di una comunità. Passano i cambiamenti sociali, i rivolgimenti politici, l'immaginario collettivo, le abitudini individuali. Ecco perché un viaggio nella storia della lingua italiana non può fermarsi alla lingua letteraria, ma deve prevedere molte tappe nei territori della lingua comune. E un museo della lingua italiana non può accontentarsi di esporre solo testi e documenti, ma deve lasciare spazio alla cultura materiale: agli oggetti che nel tempo hanno segnato la vita di tutti i giorni. Sala dopo sala, una teca dopo l'altra, i sessanta pezzi di questo museo virtuale ci accompagnano lungo un percorso che dalle più antiche testimonianze scritte arriva alla lingua dei predicatori e dei mercanti medievali, all'italiano stentato degli emigranti di fine Ottocento e dei soldati della Grande guerra, a quello pop della pubblicità, della televisione e della musica leggera fino al disinvolto e-taliano usato oggi nei social network. E ci aiutano a cogliere i profondi cambiamenti intervenuti, la ricchezza dei contributi apportati dalle tradizioni locali e dai continui scambi con le altre lingue. Ci permettono di ritrovare, sparse un po' ovunque nell'odierno villaggio globale, le storiche tracce della nostra lingua. Un ulteriore segno della sua vitalità, della sua bellezza, del fascino che ancora oggi l'italiano continua a esercitare in tutto il mondo.
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    Gabriele

    19/08/2019 10:25:22

    Giuseppe Antonelli, noto linguista, ha scritto un libro per tutti: studiosi, appassionati o semplici curiosi. Il fine è quello di erigere un museo della lingua italiana, dal latino volgare a Whatsapp. Vale il prezzo del biglietto, ve lo garantisco! (Sono presenti pochissimi tecnicismi per una lettura fluida e adatta a tutti; l’autore non vuole sostituirsi ai ‘maestri’ linguisti, ça va sans dire)

  • Giuseppe Antonelli Cover

    Giuseppe Antonelli (Arezzo, 1970) insegna Linguistica italiana all'Università degli Studi di Cassino. Collabora all'«Indice dei libri del mese», all’inserto domenicale del «Sole 24 ore», all’inserto “La lettura” del “Corriere della Sera” e all’area Lingua italiana del portale Treccani.it. Conduce su Radio Tre la trasmissione settimanale La lingua batte e dal 2015 racconta storie di parole nel programma televisivo Il Kilimangiaro di Rai Tre. Nel 2003 ha partecipato al premio Strega con il romanzo Trenità (Pequod). Tra i suoi ultimi lavori: Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato (Mondadori, 2014); la curatela, con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin,... Approfondisci
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