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Recensioni Napoli mon amour

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    08/02/2021 11:09:54

    Ho letto prima Giovanissimi che ho trovato geniale , adesso Napoli mon amour, una conferma del talento fresco e dinamico dell autore. Adoro i suoi personaggi così silenziosi ,dolorosi, doloranti.. adoro il finale di questi libri dove il dolore diventa catarsi, annullamento e rinascita. Bellissimo

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    20/01/2021 09:37:06

    un buon libro; accattivante, coinvolgente, scritto bene. Un'opera prima godibile e consigliata.

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    18/01/2021 16:23:46

    Lo scrittore napoletano, Alessio Forgione, ha esordito nel 2018 con questo romanzo intimista e dirompente, che squarcia il velo sulla generazione dei trentenni in lotta perenne con la realtà dei nostri tempi: dura e flessibile, che non fa sconti a nessuno, soprattutto nel meridione. Un popolo questo, frustrato, disperato e senza prospettive per il futuro, che vive ai margini di una società che non si accorge della sua esistenza e in cui alcuni elementi, come nel caso della nostra storia, si stordiscono di alcol insieme agli amici nei bar del centro storico, spendendo i pochi soldi che hanno in tasca. In realtà non è né un romanzo corale, né ha un intento politico di rivendicazione per il fallimento di un’intera generazione, ma, bensì, vuole raccontare la storia di un unico personaggio che può essere identificato, senza timore di sbagliare, con lo scrittore medesimo. E’, quindi, al contempo, un romanzo autobiografico e di formazione. Chi, forse pochi chissà, ha provato nella vita questa precarietà esistenziale? In Amoresano, la cui cifra è il pessimismo e l’indolenza, possiamo rintracciare frammenti della nostra vita. Quel buio, che alle volte si trasforma in abisso, e in cui siamo finiti per una qualunque causa almeno una volta nella nostra vita, determina una patina sui nostri occhi e sul nostro cuore che non ci fa vedere la bellezza del mondo, anche nelle piccole cose, distorcendo il nostro sguardo e le nostre emozioni. La salvezza però, come ci insegna Amoresano, o si trova dentro di noi, per la paura di perdere le cose e le persone che amiamo, o non si trova per nulla. Sono piacevolmente colpita da quest’opera prima che, seppur malinconica e intriso di tristezza (Valeria Merlini, Panorama), parla all’anima di ognuno di noi. Con un linguaggio informale, semplice e piano, ma a tratti lirico e ricco di citazioni, l'autore sembra fare la cosa più naturale del mondo: scrivere. Evidentemente ce l'ha nel sangue. Complimenti!!!!

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    29/07/2020 19:36:07

    A chi non sarà capitato di dire ad un fidanzato “non sei tu, sono io sbagliata”? Ecco in questo caso potrei dire lo stesso: “Forgione, non sei tu (che scrivi pure bene), sono io che non apprezzo queste storie con il mal di vivere giovanile!” Un po’ perché giovane non lo sono più è un po’ perché se penso al disagio giovanile, ho impresso come un chiodo i “dolori del giovane werther” (colpa della professoressa di lettere del liceo). Comunque, quando Forgione abbandona la lista degli alcolici bevuti, delle sigarette fumate e degli spiccioli rimasti qualche bel pezzo di bella letteratura c’è pure e nel finale il protagonista mi par riscattarsi con un colpo ad effetto (e mi torna in mente il Werther, mannaccia)

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    17/05/2020 10:31:07

    Se dovessi indicare quale caratteristica mi trattiene all'interno di un libro, e per quale motivo regalerò quel libro , dico che è la sincerità della voce di chi scrive.Quando non percepisco differenza e scarto tra la voce di chi narra e la voce del soggetto di cui ci viene raccontata l'esperienza; quando non dubito per un solo istante sull'identità dei differenti "io" -anche forse perchè chi scrive è così bravo da non farmici pensare- mi sento sempre felice e in presenza di un bellissimo libro.  Questa è stata la mia sensazione per " Napoli mon amour", il racconto di un ragazzo che vuole diventare scrittore, vuole incontrare Raffaele La Capria, vuole un lavoro dignitoso per non vivere sulle spalle di una famiglia preoccupata e modesta (e naturalmente non lo trova, o ne trova di assurdi), ama come un poeta di tempi lontanissimi, vuole essere scrittore (e senz'altro lo è), percorre Napoli su e giù, una Napoli senza sbavature di inutile folclore, senza clichè e praticamente in bianco e nero, beve molte  birre senza soddisfazione, spende più di quanto potrebbe , chiama le cose con il loro nome . Ecco, questo e tanto altro è "Napoli mon amour": un esordio che scotta,bellissimo.  

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    25/09/2019 17:39:02

    Ho letteralmente divorato queste pagine, perché l’autore ha avuto la capacità, grazie alla sua scrittura fluida e incisiva, di portarci una storia attualissima, estremamente vera e drammatica che fa riflettere. Amoresano ha quasi trent’anni, non ha risposte alle sue domande e sta ancora cercando di capire quale sia il suo posto nel mondo. Vorrebbe scappare da Napoli, ricominciare in qualche posto lontano, ma non prende mai l’iniziativa. Desidera innamorarsi, desidera che le sue giornate vengano stravolte da qualcosa o qualcuno e quando questo accade si fa travolgere inaspettatamente. Non si può non entrare in empatia con Amoresano, da una parte lo si comprende e dall’altra si disapprova, non si può fare a meno che mettersi nei suoi panni e lasciarsi travolgere da ciò che gli accade. Si sente inadatto alla vita, al vivere, al lottare veramente fino in fondo per quello che desidera essere o diventare. Ha un pensiero costante, la cifra di quello che gli rimane sul conto bancario, come se il valore di una persona dipendesse solo da quello.

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    24/09/2019 08:19:41

    Specchio dei nostri tempi. Inquietudine e rassegnazione, passione e aspirazioni si mescolano e cozzano. Generano disorientamento: le proprie passioni si scontrano con una realtà che ti incatena all’apatia. Le giornate si avviluppano uguali a se stesse. L’amore luminoso dovrà fare i conti con un animo grigio. L’autore, in una Napoli indolente, da’ vita ad un protagonista disilluso che trascina la propria esistenza tra la voglia di uscire dal pantano piatto dell’apatia e l’incapacità di staccarsi dagli schemi ricorsivi della vita di molti giovani, che vedono le proprie aspirazioni frustrate da una realtà senza sbocchi o possibilità di riscatto e affermazione. E questo può spegnere qualsiasi ardore nell’animo di chi non è pronto a combattere. Una lettura piacevole comunque e una storia in cui potersi rivedere e che fa riflettere.

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    21/09/2019 18:02:42

    Un romanzo che ti distrugge il cuore. Ho sofferto e gioito insieme al protagonista. Bellissimo.

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    19/09/2019 10:30:19

    Un libro non consolatorio, ma splendido.

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    11/03/2019 18:28:48

    Ho letteralmente divorato queste pagine, perché l’autore ha avuto la capacità, grazie alla sua scrittura fluida e incisiva, di portarci una storia attualissima, estremamente vera e drammatica che fa riflettere. Amoresano ha quasi trent’anni, non ha risposte alle sue domande e sta ancora cercando di capire quale sia il suo posto nel mondo. Vorrebbe scappare da Napoli, ricominciare in qualche posto lontano, ma non prende mai l’iniziativa. Desidera innamorarsi, desidera che le sue giornate vengano stravolte da qualcosa o qualcuno e quando questo accade si fa travolgere inaspettatamente. Non si può non entrare in empatia con Amoresano, da una parte lo si comprende e dall’altra si disapprova, non si può fare a meno che mettersi nei suoi panni e lasciarsi travolgere da ciò che gli accade. Si sente inadatto alla vita, al vivere, al lottare veramente fino in fondo per quello che desidera essere o diventare. Ha un pensiero costante, la cifra di quello che gli rimane sul conto bancario, come se il valore di una persona dipendesse solo da quello.

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    10/03/2019 20:17:10

    Amoresano ha quasi trent’anni, non ha risposte alle sue domande e sta ancora cercando di capire quale sia il suo posto nel mondo. Vorrebbe andar via da Napoli, ricominciare in qualche posto lontano, ma in fondo non prende mai l’iniziativa. Desidera più bellezza nella sua vita, desidera che le sue giornate vengano stravolte da qualcosa o qualcuno e quando questo accade si fa travolgere inaspettatamente. Non si può non entrare in empatia con Amoresano, da una parte lo si comprende e dall’altra si disapprova, non si può fare a meno che mettersi nei suoi panni e lasciarsi travolgere da ciò che gli accade. Si sente probabilmente inadatto alla vita, al vivere, al lottare veramente fino in fondo per quello che desidera essere o diventare. Ha un pensiero costante, la cifra di quello che gli rimane sul conto bancario, come se il valore di una persona dipendesse solo da quello. Ho letteralmente divorato queste pagine, perché l’autore ha avuto la capacità, grazie alla sua scrittura fluida e incisiva, di portarci una storia attualissima, estremamente vera e drammatica che può solo far riflettere, guardarci e guardare chi ci sta accanto con più attenzione e con meno superficialità.

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    10/03/2019 11:58:39

    È incredibile come certi libri arrivino proprio nel momento in cui se ne sente il bisogno e, come una madre amorevole pone una coperta calda sul figlio abbandonatosi al sonno, anche loro sanno scaldare e confortare allo stesso modo. "Napoli mon amour" ha saputo cancellare il frastuono delle voci estranee facendomi sentire non più sola ma parte di un tutto, giustificando le mie piccolezze e le mie grandezze, tutte le stupidaggini e gli amori e le amicizie sbagliate, le urla, le risa, i soldi spesi, i pianti, i treni presi e quelli persi, tutte le paure e i disperati pensieri che ne conseguono

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    14/02/2019 12:01:19

    Una descrizione della generazione dei 30enni di oggi con speranze e sogni che si infrangono contro il muro della realtà. Una descrizione di un anno di vita di Amoresano, ragazzo di Napoli con due lauree e un passato da marinaio. Racconta dei suoi sogni di diventare scrittore, del suo amore per Nina con le difficoltà di età diverse e della ricerca di un lavoro che influisce anche sul rapporto con lei, dell'incontro con il suo idolo uno scrittore a cui si spira. Forgione dice che il suo non è un romanzo generazionale ma in parte ci ha preso in pieno. La scrittura è facile, nessun fronzolo per arricchire le giornate Amoresano che sono piene (oppure vuote dipende dal punto di vista) di pensieri del protagonista che fa i conti con la realtà e con i soldi che finiscono . Il finale mi ha lasciato un po' così con un pò di amaro in bocca.

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    08/01/2019 11:29:12

    Napoli Mon amour romanzo di esordio di Alessio Forgione. Mi è rimasto dell'amaro in bocca. Una descrizione non totalitaria,ma in parte, della generazione dei 30enni con speranze e sogni che si infrangono contro il muro della realtà. Una descrizione di un anno di vita di Amoresano, ragazzo di Napoli con due lauree e un passato da marinaio. Racconta dei suoi sogni di diventare scrittore, di non omologarsi, del suo amore per Nina con le difficoltà di un amore con età diverse e della ricerca di un lavoro che influisce anche sul rapporto con lei, dell'incontro con il suo idolo uno scrittore a cui si spira. La scrittura è facile, nessun fronzolo per arricchire le giornate Amoresano che sono piene (oppure vuote dipende dal punto di vista) di pensieri del protagonista che fa i conti con la realtà e con i soldi che finiscono . Il finale mi ha lasciato un po' pensierosa ma l ho trovato molto veritiero.

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    29/10/2018 16:57:01

    Racconta la sua storia in prima persona Amoresano: ha trent’anni -oggi si dice giovane- è tornato a Napoli dopo un’esperienza di catering sulle navi e gli rimangono esattamente 2035 euro, finiti i quali, se non cambia niente nella sua vita di sconfortante ricerca del prossimo impiego (“shampisti, macellai, operatori di call center, questo c’era”), ebbene, si ammazzerà. Anche perché Amoresano ha due (inutili) lauree umanistiche e una intensa ma frustrata vocazione di scrittore che discende direttamente dalla sua passione di lettore. Altre passioni: l’amicizia con Russo (un grande gatsby di periferia), la birra (troppa), il Napoli (nell’incarnazione eroica di Insigne), i film (sui quali dorme), i libri che cita e celebra, e una ragazza incontrata per strada, una pasionaria nabokoviana che vuole chiamarsi Lola, di cui il giovane cade innamorato all’istante (fall in love, appunto). Alessio Forgione ha un idolo letterario che condivide con il suo personaggio: è Raffaele La Capria, autore del suo libro di culto, Ferito a morte, quasi un breviario da tenere sempre sotto gli occhi o da rigirarsi fra le mani. Quando Alessio/Amoresano finalmente si deciderà a sottoporre i suoi racconti al giudizio dello scrittore si sentirà dire queste parole, che rappresentano una descrizione perfetta della stoffa di uno scrittore vero: “Lei ha stile, Amoresano” continuò “e, cosa ancora più rara, lei possiede una voce. Un buon narratore, cos’altro è se non una voce che ti sussurra all’orecchio? E lei quella cosa ce l’ha”. Ma gli ricorda pure che la buona narrazione prevede la capacità di staccarsi dal marasma della storia in cui si è immersi, prenderne la giusta distanza e riuscire guardarla dall’alto. Perché “la buona narrazione è fatta tutta alla stessa maniera”. E Forgione la stoffa dello scrittore ce l’ha per davvero.

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