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Mauro Mancia

Collana: Temi
Anno edizione: 2010
Pagine: 120 p. , Brossura
  • EAN: 9788833920436

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    vitaliano bacchi

    05/08/2015 14.28.12

    L'idea che il narcisismo patologico e cioè la irreale idea di sè come essere superiore perfetto costituisca la violazione del principio di realtà riconosciuto dalla psicoanalisi come la Ragione e cioè la normalità e il fattore di equazione fra salute mentale e intelligenza e quindi il viatico del disastro psicotico, questa idea Mancia la pone al centro della sua analisi. Il narcisismo porta al disastro perchè le censure e disconferme dell'esperienza sociale reale non hanno altra sorte: il crollo del mito e quindi la crisi nei casi più gravi anche psicotica. La topica psicoanalitca classica impiegata dall'autore per descrivere la dinamica interpersonale della performance narcisistica è inattuale e manierata tanto per conservare uno schema freudiano che ha funzionato per tutta la patologia libidica, ma sia pure nel suo schematismo centra la questione: il rapporto sociale oggettivo viene misitificato e razionalizzato dall'ego narcisista o in funzione della sua aspettativa affermativa oppure per investirlo della colpa del disastro. La patologia narcisistica volge alla sua risoluzione proprio nel momento in cui il megalomane egotico e fantasioso diventa consapevole dei punti oggettivi della sue violazioni del principio di realtà; ecco perchè, come scrisse Freud, il narcisista soffre di reminiscenze. Sono i flashback e le irruzioni parassitarie nella sua sfera cosciente delle passate patetiche disastrose e perdenti inautenticità della sua esperienza che irrompono in una coscienza solo apparentemente normale ed invece distrutta ma anche ricomposta da questa memoria tragica di una storia recente e remota al cui interno la logica evolutiva della salute e della risoluzione mantiene la stessa legge idealistica di Hegel di evoluzione dialettica alla Ragione o salute mentale o mente libera da mito e sogno e quindi finalmente scientifica o razionale. E quindi sana pulita matura non più schiava di un esibizionismo narcisistico che, se non ricognito, è viatico certo della follia

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