La nascita della filosofia

Giorgio Colli

Editore: Adelphi
Edizione: 20
Anno edizione: 1975
Pagine: 116 p., Brossura
  • EAN: 9788845901812

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    Tomas

    01/12/2009 10:38:31

    Libro geniale. Dimostra con chiarezza e semplicità come la filosofia greca, madre di tutto il pensiero occidentale, sia nata dalla "mania" e abbia un forte legame con il mito di Apollo come "Dio della mania", in antitesi con Nietzsche (da leggere anche per questo). Consigliatissimo

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    mauro Ortis

    01/09/2007 21:10:55

    In risposta al commento di Miriam, proporrei di leggere Apollo con il coltello in mano di Detienne, sempre nei tipi dell'Adelphi, in cui si fa palese l'assurditá della dicotomia nicciana, apollineo-dionisiaco. Per quanto riguarda poi la nascita della filosofia in se, é logico che non si manifestó una rottura netta tra Platone e i presocratici (non bisogna dimenticare quanto deve Platone a Pitagora e a Parmenide), e che parlare di lui come del primo filosofo, toglierebbe un pó di fama ad alcuni predecessori, peró bisogna riconoscere che la rivoluzione dialettica marca una linea di frontiera tra il nuovo modo di pensare e i vecchi schemi. Per cui dire di Platone che é il primo filosofo, in quanto "semplicemente" amico della sapienza - come attesta lui stesso - e non sapiente come alcuni suoi maestri, non si allontana cosí tanto dalla realtá. Gli Ionici , poi, sono piú dei "fisici" che dei filosofi, piú vicini forse alle cosmogonie prefilosofiche...Per un rapporto tra razionale e irrazionale nel pensiero greco, alcuni libri di Peter Kinsley, Ioan P. Culianu, E. Zolla (solo per citare alcuni) hanno aperto nuovi orizzonti di interpretazione. Per concludere, rispetto ai rapporti tra orfismo e dionisismo, molto importanti le piú recenti scoperte di lamine orfiche in Magna Grecia e a Olbia sul Mar Nero (quest'ultime in osso), che attestano un autentico nesso tra Orfeo e Dioniso. Pazzia e saggezza, le due facce di una stessa moneta!! Giorgo Colli avrá pure lui qualche "difettuccio", peró bisogna riconoscere que é un gran erudito, e que questo libricino é una ottima sintesi per la comprensione della nascita del pensiero greco.

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    Antiokos

    27/07/2007 20:47:26

    In risposta a Miriam voglio dire che Apollo e Dioniso sono due Divinità complementari, come spiega bene anche W. Otto nel suo "Dioniso Mito e Culto", inoltre il Santuario di Delphi nonostante fosse nominalmente dedicato primariamente ad Apollo era anche un centro dionisiaco, durante il periodo invernale si tenevano riti e celebrazioni in onore di Dioniso, inoltre nel tempio di Apollo, egli era raffigurato insieme a Dioniso (mi pare nel Frontone, vedi sempre il libro di Otto), non vedo poi come si possa affermare che gli antichi non fossero a conoscenza di tali legami, e come si possa dire che una Divinità non possa avere un'aspetto benefico e uno terrifico (che non significa malvagio, le Divinità non sono mai malvagie), Colli, Otto, Kerenyi e molti altri spiegano bene come Dioniso sia sia Gioia sia Ira. Comunque riguardo a questo libro di Colli come a praticamente tutte le sue opere non posso che dare un 5/5. Colli fu un interprete davvero ispirato dello spirito degli antichi. Pax Deorum!

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    argos

    30/04/2007 15:06:14

    Considero "La nascita della filosofia"di Giorgio Colli il massimo risultato di pensiero del 20°Secolo. Con questo testo Colli dimostra la superiorità della vita rispetto all'artificio della scrittura;ogni vita è superiore alla sua riproduzione scritta. La scrittura è solo una pallida ombra della vita, un surrogato decadente rispetto all'attimo del vivere e del "dialogo vivo" tra uomini. Il Mistero è nella vita in sè,non nella scrittura. Grazie a questo testo e alla Tesi in esso esposta de "La sfida dell'Enigma",io ho potuto cimentarmi nell'Esperimento riuscito della "PROFEZIA del Rogo della FENICE di Venezia". (vedi GOOGLE) Giorgio Colli è il più alto pensatore mondiale del 20°Secolo. argos

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    Miriam

    17/04/2006 14:19:20

    Colli afferma che "con questi discorsi pubblici, di cui la scrittura è un aspetto, si mette in moto una falsificazione radicale[...]. Nello scritto l'interiorità va perduta." Sarebbe questo un processo di decadenza della filosofia iniziato con Gorgia e compiutosi in Platone, appartenente poi a tutta la filosofia successiva, e propria dello scritto stesso. Ma altri avevano scritto in percedenza, come Talete (Sulla Natura). Inoltre il momento della nascita della filosofia non è certo coincidente con Platone, che ne fu un fondamentale esponente, ma solo un continuatore di un processo già avviato. La filosofia nasce nel momento in cui l'uomo si chiede il perchè delle cose, tentando di individuarlo razionalmente senza ricorrere a miti o espedienti quali la follia rituale, che non può condurre a nessuna verità sul mondo perchè costituisce un'alienazione da questo (e dunque non è certo veicolo di sapienza, come afferma Colli). Quindi è chiaro che il primo filosofo fu Talete. Inoltre gli scritti di Platone non vogliono essere un inaridimento della dialettica (che giudicò sempre fondamentale!), ma un modo per preservarla sulle pagine scritte, cosa che semmai non cercavano di fare altri filosofi precedenti. C'è inoltre una forzatura storica per quanto riguarda Orfeo, che fu fedele seguace di Apollo, mentre la versione che lo vuole fedele a Dioniso è minoritaria e poco diffusa in Grecia. L'affinità qui proposta tra Apollo e Dioniso era in realtà inesistente nel mito greco, ne' si credeva in una divinità che fosse insieme oscura e luminosa,e sostanzialmente crudele,e, in ultima analisi, buona e crudele insieme, come si può dedurre da questa interpretazione. In sostanza trovo l'intero libro una forzatura.

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    DANIELA CASSANO

    07/10/2000 21:01:51

    Giorgio Colli ha sicuramente il merito di aver rivoluzionato il modo di comprendere la filosofia in tutti i suoi aspetti.In particolare, nel breve saggio qui presentato, evitando imbalsamazioni accademiche con un linguaggio lucido elegante ed accessibile, l'autore ci narra della nascita della filosofia, e dell’intero pensiero occidentale, avvenuta con la fine della sapienza. Quindi "filosofia" assume ora un significato più preciso: non l'anelare a qualcosa di mai raggiunto, ma recuperare quella sapienza che è stata già attuata e vissuta.Tutta la filosofia posteriore, presupponendo la conoscenza degli scritti platonici, si fonda su discorsi immobili, come è il caso di quelli scritti, dunque tutta intera è intrinsecamente modellata su una falsificazione di fatto, ed è per ciò, come ricorda Platone nella Settima lettera, qualcosa di non serio. Non rimane altro allo studioso che rivolgersi verso l’età dei sapienti, ponendola su un gradino più in alto rispetto all’età dei filosofi, poiché, asserisce Colli, “quanto precede la filosofia, il tronco per cui la tradizione usa il nome di “sapienza” e da cui esce questo virgulto presto intristito, è per noi, remotissimi discendenti - secondo una paradossale inversione di tempi- più vitale della filosofia stessa”.

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