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Allan Hall, Michael Leidig

Traduttore: V. Roncarolo, M. Santarone
Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
Pagine: XIX-262 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788820042714

Recensioni dei clienti

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    Elena

    12/10/2009 15.05.00

    Un libro davvero molto interessante, che descrive minuziosamente la terribile vicenda di Natascha Kampusch, lasciando aperte delle porte per la risoluzione e la comprensione totale degli accadimenti.

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    Eliana

    26/02/2007 16.32.34

    Natascha sta andando a scuola come se fosse una giornata qualsiasi quando un uomo la afferra, la carica sul suo furgone e scappa. Comincia così la sua prigionia durata otto lunghi anni nello scantinato dell’abitazione di Priklopil, il suo carceriere. La prima parte del libro descrive la famiglia di Natascha, i rapporti con i genitori prima del rapimento, analizza la persona del suo carceriere. La seconda parte è una descrizione del tempo passato in prigionia, il legame instaurato con Priklopil, fino alla fuga il 23 agosto 2006. Io l’ho trovato interessante anche se ci sono ancora aspetti della sua prigionia che al momento non sono ancora del tutto chiari (Perchè, pur avendo la possibilità non è scappata prima? Perchè durante l’intervista rilasciata subito dopo la fuga sembrava recitasse una parte atteggiandosi a diva? Perchè era dispiaciuta per il suicidio del suo carceriere?) Questo caso ha suscitato molto clamore anche a causa di tutte queste domande senza risposta tanto che parte dell’opinione pubblica austriaca si è scagliata contro Natascha. Nell’ultima parte del libro gli autori cercano di analizzare, anche con l’intervento di psichiatri e psicoterapeuti, il suo comportamento.

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