Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo - Cristina Cattaneo - copertina

Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo

Cristina Cattaneo

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Collana: Temi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22 novembre 2018
Pagine: 198 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788832850574

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Servizi sociali e criminologia - Assistenza sociale e servizi sociali - Lavori sociali

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Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediter...

Cristina Cattaneo

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Vincitore del Premio Galileo 2019.
Questo libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome alle vittime dimenticate da tutti, i corpi degli immigrati, e come questi più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

«Un libro paradossalmente pieno di speranza, perché la vita si nasconde dove meno ce lo aspettiamo» - Robinson

«È ben scritto, avvincente, in equilibrio tra verità scientifica e pathos, cronaca e battaglia civile. Un pamphlet coraggioso visto che ormai gli stranieri si ripudiano vivi, figurarsi morti» - Il Venerdì

«Ai corpi accatastati (...) le persone come Cristina Cattaneo provano a dare un nome, ascoltando la descrizione dei parenti, guardando le fotografie, mettendo in ordine gli indizi. Lottando contro il tempo che cancella tutto, annotando ogni dettaglio» - La Repubblica

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati.

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    cristina

    17/05/2020 09:51:51

    Un documento tristemente attuale che pone un interrogativo a cui tutti dobbiamo dare risposta.

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    Alessia

    16/05/2020 22:23:38

    Un libro che mette in mostra un aspetto del fenomeno migratorio meno indagato: che fine fanno i cadaveri dei morti in mare, a chi appartengono e i familiari sanno che si tratta dei loro cari? La dottoressa Cattaneo descrive dettagliamene e con onestà il suo duro lavoro, e a lei e ai suoi collaboratori tutti noi dobbiamo tanto.

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    matteo

    16/05/2020 10:03:44

    Ho apprezzato molto la scrittura semplice, senza fronzoli, ma carica di sensibilità della dott.ssa Cattaneo. Molto bella ed appassionante la storia di vita vissuta, narrata con grande semplicità e sincerità. L'autrice non entra volutamente nella discussione su come affrontare il dramma dei migranti, che muoiono annegati nel "mare nostrum". Lei si pone un obiettivo diverso e nobilissimo: onorare il suo giuramento di Ippocrate, e quindi dare un nome a tutti i cadaveri.

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    Cristian

    12/05/2020 20:43:35

    Un libro testimone del nostro tempo. Vite spezzate in cerca di un futuro, naufragate a pochi metri dalle nostre coste, a cui la cosiddetta civiltà occidentale ha voltato le spalle. Uno sforzo straordinario da parte di persone competenti, volenterose e generose, per restituire un po' di dignità a quelle vite, permettendo ai loro cari di piangerli. Una lezione quanto mai importante, soprattutto ai tempi del Covid-19.

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    Elena

    25/11/2019 12:50:36

    Un libro che è un colpo al cuore, che scava le ragioni di una fuga senza futuro e ci fa capire l'importanza, per chi resta, di conoscere le sorti dei propri cari: un'importante non solo morale ma anche pratica, per i bambini, i parenti di chi non ce l'ha fatta, per pratiche di adozioni e di eredità che sarebbero così semplici qui. Ammiro la forza di chi col suo lavoro, un lavoro così particolare, aiuta in modo significativo gli altri.

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    Emme

    25/09/2019 13:40:12

    E' la narrazione appassionata e avvincente di una storia tristemente vera dove, nonostante i fatti, vince l'umanità: medici e professionisti vari che agiscono in nome della funzione sociale associata al proprio mestiere; istituzioni e amministrazioni che comunque si fanno parte attiva e collaborante; vittime incolpevoli che finalmente ritrovano segnali di dignità e rispetto. Grazie a tutti per il vostro immenso lavoro.

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    spunti_di_lettura

    21/09/2019 14:25:37

    Pur essendo il racconto di uno specialista, il testo è comprensibile a tutti, anche ai non esperti. In qualità di medico legale, la Cattaneo si occupa di cadaveri e resti umani senza nome. Insieme al Labanof (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) è stata tra i primi a capire quanto fosse importante occuparsi dei migranti morti in mare, restituire dignità a chi aveva perso la vita inseguendo un sogno. Come può un familiare elaborare realmente il lutto se non ha neanche la certezza della morte? Merita di sapere, di avere un corpo su cui piangere, di potersi legalmente occupare di quelli che restano, specie se bambini. Un paese civile e democratico deve essere in grado di dare risposte e prendersi cura di tutti i suoi morti.

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    Cinzia

    20/09/2019 20:31:00

    Partono da paesi lontani, scappano da guerre, persecuzioni, nel migliore dei casi dalla povertà, affrontando sofferenze e pericoli che noi nemmeno immaginiamo, sognando la terra promessa. Ma molti, invece di scoprire che l'Eden tanto sognato in realtà é disseminato da mele proibite, muoiono nel tentativo, senza nome, senza volto, nell'indifferenza generale. E nell'immaginario collettivo spesso sono solo clandestini, fannulloni, futuri delinquenti. La dott.ssa Cattaneo e la sua squadra hanno invece mostrato il lato più umano di queste povere vittime, restituendo loro nome e dignità, e facendoci scoprire - con sorpresa- che sono, anzi erano, come noi. Grazie per averlo fatto.

  • Positivamente colpito dalla dottoressa Cattaneo, apparsa in televisione per pubblicizzare questo suo lavoro, ho acquistato il volume, forse con qualche aspettativa di troppo. Non è una storia, semplicemente il racconto della realtà, del dolore successivo al naufragio, dell'intensa attività di ricerca, dei corpi, dei familiari delle vittime e di un senso al proprio lavoro. Lo stile di scrittura e l'impostazione generale non mi hanno impressionato, a tratti ho faticato a concludere i capitoli. Manca qualcosa e abbondano i tecnicismi, i quali bloccano la lettura. Tuttavia, l'urgenza di raccontare, il coraggio dei protagonisti e la nobile mansione degli addetti ai lavori mi portano a sorvolare. Non potrei mai soffermarmi su queste piccolezze, niente in confronto all'oceano di colpe e di morti del Mediterraneo.

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    Vinx

    19/09/2019 10:37:02

    "Naufraghi senza volto" è un libro indubbiamente necessario. Innanzitutto perché illustra un sistema, tutto italiano, pressoché sconosciuto al grande pubblico. Sebbene io cerchi di rimanere informato sulle questioni di attualità, non avevo idea che in Italia esistesse un progetto quale quello guidato dal LABANOF della professoressa Cristina Cattaneo. In secondo luogo, perché va ad aggiungersi a una lista personale di testi che facciano luce sulla situazione delle migrazioni nel Mediterraneo. "Naufraghi senza volto", prima di essere un saggio, possiamo ben dire che sia un memoir, una raccolta delle esperienze vissute da Cristina Cattaneo in prima persona, in merito alle tragedie dei migranti morti in mare. E la capacità di raccontare e divulgare di Cattaneo è veramente invidiabile: questo testo avrebbe potuto essere un freddo testo scientifico, ma permette al lettore di comprendere le procedure del medico legale, della macchina burocratica, del sistema messo in piedi dal LABANOF (ancor prima che nella pratica dei morti del Mediterraneo, per i morti da identificare sul suolo italiano) e anche il peso della morte, di ogni singolo corpo, che non è possibile analizzare come un oggetto - e che, bisogna dirlo, questi straordinari volontari che fanno parte del racconto di Cattaneo analizzano con il dovuto rispetto e 'pietas' (termine che anche la professoressa adopera). Mi ha stretto il cuore pensare che questo lembo di terra sporgente, quest'Italia che per superficie non è paragonabile alle grandi potenze cui si associa, riesce a produrre eccellenze, quali un sistema per identificare i cadaveri delle vittime del Mediterraneo. Unica nazione in Europa, l'Italia ha prodotto un protocollo che potrebbe essere adottato quanto in meno in tutto il Mediterraneo per identificare i cadaveri.

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    n.d.

    21/08/2019 09:03:57

    Mi ha fatto cambiare prospettiva. Grande umanità dell’autrice

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    Morphine

    07/06/2019 15:15:25

    Un libro scritto con l'urgenza di far sapere, con la speranza che i fatti non vengano dimenticati e le informazioni perdute. Parte da un presupposto molto semplice, la Cattaneo, per definire quello che fa: non esistono... anzi, non vuole che esistano morti di serie A e di serie B. spiega quali sono le procedure da adottare in caso di disastro in cui le vittime sono molte, a volte, anche di diverse nazionalità, in luoghi più o meno vasti: l'incidente aereo, l'esplosione di una stazione, uno tsunami. ci sono esami Post Mortem da fare (dattiloscopia, genetica e odontologia) e ci sono ricerche Ante Mortem da eseguire (reperire radiografie, ottenere il dna dai partenti, trovare persone che possano effettuare il riconoscimento), il tutto per creare una connessione tra quel corpo e quella persona che si crede possa essere. 3 ottobre 2013. a poche miglia dal porto di Lampedusa, un peschereccio libico si ribalta per lo spostamento improvviso delle persone a bordo. i morti recuperati saranno 368. i superstiti 155. diversi i dispersi. erano, per la massima parte, eritrei. E' la Cattaneo con il suo solito "gruppo" di collaboratori a dare un nome ad oltre 100 di queste vittime. 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, forse per una manovra sbagliata, forse per lo spostamento dovuto ai migranti a bordo, si ribalta un barcone. l'affondamento è rapido e non lascia scampo. "Il naufragio ha determinato la scomparsa di un numero impreciso di persone, che si stima essere all'incirca tra 700 e 900: le morti accertate sono state 58, i sopravvissuti 28, le restanti persone sono state considerate disperse" si legge su wikipedia. nell'area attrezzata dalla Marina Militare Italiana presso il polo petrolchimico di Augusta (SR) si compirà un piccolo "miracolo": con attrezzature offerte da enti o aziende e personale pagato con borse di studi o volontario, 528 corpi (e 325 crani, oltre uno sterminato numero di ossa) assieme ad abiti, effetti personali, agende, biglietti e tutto quanto ri

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    RossaMina

    09/05/2019 06:45:24

    Un libro resoconto, di quelli che di solito non leggo. La dottoressa scrive bene, ti appassiona anche se parla di morti a te molto lontani. La domanda che sorge spontanea è "se non ci sono risorse per i vivi è giusto sprecarle per i morti?" e la logica contro domanda è "e se fosse un mio parente?". Ed è anche per questo motivo che questo libro è stato scritto e che tutti dovrebbero leggere. Complimenti a questi dottori che ci hanno e ci stanno mettendo la faccia e tanta passione. Complimenti alla dottoressa Cattaneo perchè con una scrittura chiara e fluida (solo in qualche punto un po’ ripetitiva) ci ha fatto avvicinare a queste disgrazie.

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    Mirko

    11/03/2019 11:49:09

    Sono entrato in contatto con questo libro grazia ad una vignetta che ha avuto molto successo, diventando popolarissima sui social, in cui veniva raffigurato un bambino con in mano la sua pagella nel fondo degli abissi marittimi. Ebbene, questa vignetta raffigura un episodio narrato nel libro: la scoperta di una pagella, da parte dei dottori e specializzandi, cucita nei vestiti di un bambino africano che è tragicamente morto in un naufragio nel tentativo di raggiungere le nostre coste, e che magari sperava che quella pagella rappresentasse un’ottima presentazione per entrare in una scuola europea. E questa è solo una delle molteplici storie narrate in questo libro, che mette una luce sui cadaveri di cui nessuno sembra volersi occupare, e consiglio a tutti di leggerlo perché si tratta si una lettura davvero necessaria ai nostri tempi, di fronte al mare di indifferenza che sta mostrando gran parte della nostra società.

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    Laura

    08/03/2019 13:48:24

    Cristina Catteneo, insieme a tutti i suoi collaboratoti, ha fatto un lavoro straordinario per mettere in luce una storia, la storia di chi non riesce a raggiungere le nostre coste, di cui altrimenti non avremmo mai saputo nulla. Il valore del suo lavoro non è soltanto morale, ma presenta una quantità inimmaginabile di utilità pratiche per chi ha una correlazione con chi è morto nel tentativo di raggiungere la salvezza da guerra, torture, o fame. Credo che questa sia una lettura necessaria ai nostri giorni, per quanto sia infinitamente dolorosa.

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    n.d.

    08/03/2019 08:15:56

    Conoscevo l'eccellente lavoro dell'autrice di questo libro da tempo, e ho deciso di acquistarlo per approfondire uno specifico evento che mi aveva colpito molto. La scrittura è diretta, schietta, pacata e ispirata, il libro si legge tutto d'un fiato e si resta coinvolti a livello emotivo fin da subito e fino all'ultima pagina. Nella drammaticità dei naufragi di profughi nel mediterraneo emerge la professionalità e l'umanità con cui tanti Italiani, a partire dalle autorità dell'epoca, hanno affrontato la necessità umana dei parenti e degli amici delle vittime che chiedevano solo, come chiunque avrebbe chiesto e avrebbe avuto diritto di avere, certezze e risposte sulla sorte dei loro cari. Ne esce un quadro positivo e illuminato da pietà e professionalità, ne esce l'Italia migliore e il ritratto di tante persone coinvolte, non semplicemente a livello professionale. Persone che anche in situazioni estreme e complesse guardano avanti, e di cui l'Italia è per fortuna ancora ricca. Consiglio sicuramente l'acquisto di questo libro, che non è ovviamente un romanzo ma neppure un manuale tecnico sulle attività della patologia forense. E' la narrazione di un'esperienza professionale e di vita, l'approfondimento di ciò che per molti di noi è stata una storia seguita tramite il telegiornale alcuni anni fa.

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    n.d.

    06/03/2019 16:53:14

    Riporta alla situazione attuale..scritto con molta semplicità ma di impatto

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    giulia

    22/01/2019 10:10:34

    Un libro forte, importante, molto serio. Un libro che apre uno squarcio doloroso nell'animo di chi lo legge. Che fa riflettere e capire, immedesimare nell'esperienza drammatica dei migranti, ma anche di chi li aiuta e di chi ha il terribile compito di riconoscerne l'identità dopo morti. Cristina Cattaneo è indubbiamente un'autorità nell'ambito della medicina legale e non può che essere lei a condurci in questo viaggio all'inferno in terra.

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  • Cristina Cattaneo Cover

    Professoressa ordinaria di Medicina legale presso l’Università di Milano e direttore del LABANOF, Laboratorio di antropologia e odontologia forense. È attualmente coinvolta con l’Ufficio del Commissario straordinario per le persone scomparse nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare per i naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015. Tra le sue pubblicazioni: Crimini e farfalle (Raffaello Cortina Editore 2006), Turno di notte (Modadori 2007), Certezze provvisorie (Mondadori 2010), I diritti annegati. I morti senza nome del Mediterraneo (Franco Angeli 2016), Vipere Italiane. Gli ultimi studi sulla sistematica, l'ecologia e la storia naturale (Castel Negrino 2017) L' universo amoroso (Jouvence 2017) e Naufraghi... Approfondisci
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