Nazione e popolo nella rivoluzione irlandese. Gli United Irishmen (1791-1800)

Manuela Ceretta

Editore: Franco Angeli
Anno edizione: 2000
In commercio dal: 1 dicembre 1999
Pagine: 368 p.
  • EAN: 9788846418418
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scheda di Borgognone, G. L'Indice del 2000, n. 05

(recensione pubblicata per l'edizione dell'anno 1999) La storia del movimento degli United Irishmen viene presentata, in questo volume, dove Š inserita nell'articolato quadro sociale e religioso dell'Irlanda nel Settecento, con particolare riferimento alla ricezione che conobbero in terra irlandese la "gloriosa rivoluzione", le rivolte delle colonie americane e infine la Rivoluzione francese. Nella ricostruzione della vicenda risulta fondamentale la questione dei rapporti tra la maggioranza cattolica da una parte e i protestanti, con il loro strato privilegiato anglo-irlandese, dall'altra. Un altro nodo sostanziale Š quello dell'alternativa tra il paradigma burkeiano della "nazione" come tradizione, patrimonio accumulato di abitudini e di valori comuni acquisiti, e il paradigma illuministico della nazione razionale. Un momento cruciale viene individuato nella Difesa dei cattolici d'Irlanda (1791) di Theobald Wolfe Tone, un testo che costitu la premessa teorica degli United Irishmen e che "spinse gli irlandesi pi— consapevoli a vedere nella difesa dei cattolici il presupposto per la lotta a favore della causa d'Irlanda". Gli United Irishmen si presentavano come un'associazione aperta a tutte le confessioni religiose, fondata sui comuni progetti democratici e sulla protesta nei confronti dell'amministrazione irlandese e dell'influenza inglese. Principio coesivo doveva essere la "volont…", non un passato comune e una storia condivisa. La partecipazione politica doveva costituire un vincolo di appartenenza sufficiente a unire il popolo. Chiarito il problema della formazione degli United Irishmen, Manuela Ceretta illustra l'evoluzione del movimento, con il passaggio dal riformismo costituzionale alla scelta rivoluzionaria.

Giovanni Borgognone