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Il nazismo e l'antichità - Johann Chapoutot - copertina
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Descrizione


Il Terzo Reich nutrí per il mondo classico un'autentica venerazione, arrivando a teorizzare l'identità razziale di Greci, Romani e Germani, uniti in una stessa lotta millenaria. Tutti gli aspetti della falsificazione nazista della storia, alla ricerca di un'antichità immaginaria, monito e modello per plasmare un intero popolo e imporre al mondo il nuovo Impero.

«Non abbiamo un passato», diceva Hitler, rammaricandosi che gli archeologi SS si ostinassero in ricerche nei boschi della Germania, per poi trovarvi soltanto delle brocche orrende. Il passato della razza, quello che doveva riempire d'orgoglio i tedeschi, era da rintracciare in Grecia e a Roma. Cosa c'è di meglio di Sparta per costruire una società e un uomo nuovo? Quale miglior esempio di Roma per costruire un Impero? E quale piú efficace avvertimento delle guerre che opposero la razza nordica agli assalti della Persia e di Cartagine? L'Antichità greca e romana insegnava come perpetuarsi attraverso una memoria monumentale ed eroica, quella del mito. Il Reich succedette ad Atene e Roma in questa lotta millenaria, nella quale dovette fronteggiare gli stessi nemici e pericoli. Dai canoni dell'ideologia nazista, a partire dal Mein Kampf, agli edifici di Norimberga, passando attraverso i manuali scolastici, il cinema e le arti plastiche, l'Antichità greca e romana venne riletta e riscritta per fornire al lettore, alunno, studente, spettatore e suddito del nuovo Impero, un paradigma ideologico saldamente impiantato sulle due grandi civiltà del mondo classico. Johann Chapoutot esplora il cuore del progetto totalitario nazista: annettersi non solo gli spazi fisici del mondo, ma impadronirsi, per forgiare l'uomo nuovo, anche del passato, assegnandogli una funzione di esaltazione, modello e profetico avvertimento.
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Dettagli

2017
23 maggio 2017
524 p., Rilegato
9788806232634
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Indice

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Introduzione

Parte prima. L'annessione dell'Antichità

I. Il discorso delle origini: ex septentrione lux
Identità tedesca e autoctonia - Migrazioni ariane e vicissitudini di un mito - Alle fonti dell'indogermanità: il nordicismo di Hans Gunter - La vulgata nordicista della Nsdap - L'ariano, «Prometeo dell'umanità» - Confuicio biondo con gli occhi azzurri ovvero: nulla di grande è stato compiuto senza ariani - Hegel riorientato, ovvero la grande migrazione dal Nord al Sud - Un mito di troppo: l'Atlantide e l'ipotesi atlante - Gli ariani nostri antenati: il discorso delle origini a scuola - L'invenzione di un patrimonio indogermanico - La dea Europa - Genealogia e racconto delle origini: l'uomo proviene dal sogno - Conclusione

II. Un Mediterraneo nordico: la Grecia, Roma e il Nord, fra cugini germanici
L'ambra e il sole: razziologia dei greci e dei romani - I capelli biondi nel mondo antico: vicissitudini di dolicocefali nel Mediterraneo - Apollo e Dionisio: lo scontro fra due razze - La colluvies romana: bacino nordico e falle allogene - Atene, Roma, Berlino: la translatio studiorum et imperiisecondo la Nsdap - Il sole, la brocca e il Partenone: la teoria del clima contro l'arretratezza germanica - Il gusto dell'antico contro la germanomania: Hitler di fronte alle SS - «Perché voler sempre ricordare al mondo intero che non abbiamo un passato?»: un complesso d'inferiorità culturale rispetto alla Roma di Mussolini - L'anticofobia superata: la creazione del dipartimento di Antichità classica all'interno dell'Ahnenerbe delle SS - La Germania alla scuola della nuova storia: opuscoli SS e manuali scolastici - Indogermanità e università - Atene sull'Isar ovvero le Panatenee di Monaco. Le giornate dell'arte tedesca - Annessione simbolica, annessione territoriale: il blitzkrieg del 1941 o la quarta ondata indogermanica in Grecia - Conclusione

III. Men sana: mondo antico, cultura classica e gioventù tedesca
Historia magistra vitae: Hitler e la Storia - Salvare la letteratura, salvare la storia: una necessaria riforma dell'insegnamento della cultura classica - Manifesti per un nuovo umanesimo: olismo e politischer Mensch - Il nazionalsocialismo è un umanesimo - Dall'uomo scisso all'uomo totale: il paradigma della paideia greca - Aretè, aristoi, Fuhrer: Formare soldati e capi - Pronunciare arringhe per la storia antica - L'attico e il runico: la sintesi delle discipline umanistiche indogermaniche - L'avversione latina e la querelle del latino - La virtù degli antichi romani e la Nuova Germania: gli insegnamenti del latino - Orazio, poeta di lotta - Memorie per una riforma - I programmi del 1938 e l'insegnamento delle lettere classiche - Dal filellenismo tedesco alla parentela razziale germanico-greca - Martin Heidegger e il ritorno al pensiero greco dell'essere - Il riferimento greco: spettacolo e inautenticità - Conclusione

Parte seconda. L'imitazione dell'Antichità

I. Il Corpus sanum dell'uomo nuovo. Dalla petra alla carne: estetica ed eugenetica del corpo ariano
La fascinazione tedesca per il corpo greco - I Giuochi di Berlino: Olimpiadi naziste, Olimpia tedesca - Giochi in abiti greco-romani: la grende messa in scena della parentela ellenico-germanica - La corsa a staffetta della fiamma olimpica, metafore del legame tra ellenicità e germanità - Paideia greca e educazione tedesca: der volle Mensch - Il corpo glorioso della razza e la sua antitesi - La resurrezione del canone antico - Dall'agon greco allo sport tedesco - Dallo sport alla guerra - Erotica del nudo antico nazista - Un'arte sana per corpi sani: l'arte come matrice o come contaminazione - Conclusione

II. Stato razzista e società olistica: Platone filosofo-re ovvero il Terzo Reich come seconda Sparta
Il pensatore-capo: Platone eroe nordico e araldo della nordicità - Razzismo e integralismo: Platone precursore del Furher - Teatro corale e anfiteatri greci: Volksgemeinschaft olistica - Aristotele in Purgatorio - Lo stoicismo o l'anti Platone - Il filosofo dalla triste figura: Socrate il Sileno, meteco e decadente - Il mito spartano, dal mondo antico al Terzo Reich - Lo «spartanismo», tra totalitarismo e rifondazione dell'Occidente - L'educazione spartana: l'agoghé dell'uomo nuovo - Olismo, socialismo, eugenismo - Conclusione

III. Dall'Imperium al Reich: le lezioni dell'egemonia romana e della clonazione antica
Roma, modello di sovranità e di aristocrazia germanica - La Wehrmact sulla scia delle legioni - Reichsautobahen e strade romane: l'edificazione di un impero - Imperialismo e architettura imperiale: l'architettura di Stato come un monumento culturale e attributo della potenza - Hybris/i>, la megalomania fatta pietra - Roma, modello sfida - Più grande del Colosseo - Germania. Nova Roma: un manifesto di pietra - L'effetto di citazione romana e mitologica nell'apparato cerimoniale e nella decorazione - Gigantismo e ieratismo antichi, da Norimberga a Parigi: l'immagine della nuova Germania - Figura del capo e Fuhrerpersonlichkeit nel mondo antico - Mondo antico e culto del grande uomo: storia, provvidenzialismo e postulato individualista - Il gusto per l'antico di un autodidatta austriaco - L'edificazione di un impero attraverso la colonizzazione: Landshungrige Bauern nordici e ricerca del Lebensraum nel mondo antico - Ver sacrum, ilotizzazione e Wehrbauerntum: il riferimento antico nell'immaginario di colonizzazione spartana - Conclusione

Parte terza. L'eco dell'antichità

I. La storia come lotta delle razze: l'affrontamento Oriente/Occidente nel mondo antico
La storia come teatro della lotta delle razze - Festung Europa: dai Campi catalunici (451) a Stalingrado - Delenda est Carthago, delenda est Hierosolyma - La lotta millenaria dell'Oriente contro l'Occidenter nell'insegnamento e nella formazione ideologica - La questione ebraica nel mondo antico: Weltreiche e Weltjudentum, ovvero la nascita dell'Internazionale ebraica - Diaspora e assimilazione degli ebrei nel mondo antico - L'ebreo Paolo e il sovvertimento dell'Impero - Oscurantismo cristiano contro luminosità antica - Il cristianesimo, «bolscevismo sotto una maschera metafisica» - Da Roma al Reich: giudeo-cristianesimo, giudo-bolscevismo, Cristo-bolscevismo - Conclusione

II. Volkstod, Rasselbstmord: come muoiono le civiltà
La denatalità: il malthusianesimo tra i greci e i romani - Lo spopolamento: Selbstzerfleischung ed emorragia - In Tiberim defluxit Orontes: la decadenza romana - La denordificazione del popolo romano - Il monito alla Germania - Sulla democrazia come imbastardimento razziale - Alessandro e il periodo ellenistico: il grande gorgo delle razze - La profezia dell'Apocalisse: le lezioni della morte delle civiltà antiche - Conclusione

III. La coreografia della fine: estetismo, nichilismo e messa in scena della catastrofe finale
Uscita di scena: il terrore e la pietà - Rienzi: la morte di un eroe romantico tra le fiamme di Roma - Trasmettere un lascito più che edificare - Il rovinismo come programma: la Theorie der Ruinewertea - Rendersi immortali attraverso la propria morte: lo Stehen und Kampfen nazista - Durchalten: resitere ovvero l'eroismo spartano dalle Termopili a Stalingrado - Hannibal ante portas: l'Endieg dei romani di fronte a Cartagine - Conclusione

Conclusione generale

Note
Bibliografia generale
Fonti

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Il saggio che Chapoutot ha proposto al pubblico, è qualcosa di inedito dall’enorme mole di lavoro che dalla sconfitta del Terzo Reich è stato stampato. L’Autore parte dalla tesi che il nazionalsocialismo, fenomeno storico recente, ha cercato di accreditarsi come un movimento ideologico avente radici antichissime e il suo leit motiv ossessionante, la razza, è qualcosa che già distingueva gli antichi Greci e gli antichi Romani, per cui questi due popoli, forgiatori di storia e civiltà, appartenevano alla razza nordica-ariana. Il libro è molto ben documentato e cita opuscoli, libri, manuali per le scuole e università, oltre i testi principali di Hitler, Rosenberg, Guenther, Darrè, Goebbels, dei quali vengono riproposti vari passi che contribuiscono a chiarire il pensiero di questi personaggi, contestualizzandoli nei vari capitoli. Se l’antica Grecia “nordica” viene presa a modello per la nascita delle città-stato che si basavano sulla filosofia di Platone e dei suoi discepoli, di una concezione aristocratica e guerriera dell’uomo nuovo che ben si sposava con l’ideologia nazionalsocialista e in particolar modo delle élite, le SS, l’antica Roma, col suo impero, veniva ammirata e presa a modello dal Fuhrer per la sua capacità di conquista e dominio su gran parte dell’Europa, dominio e volontà di potenza che lo stesso Hitler auspicava per la sua Germania, una volta vinta la guerra. Il capo del nazismo vedeva nel giudeo-cristianesimo e nel bolscevismo due facce della stessa medaglia che si sarebbero dovute estirpate per l’affermazione della sua idea, condivisa fino alla fine della guerra dal popolo tedesco che tanto ciecamente e entusiasticamente aveva creduto in lui. Lo studio dello storico francese è consigliato all’attenzione dei lettori, soprattutto per il fatto di essere andato alle fonti documentarie della grande vastità di materiale scritto dell’epoca e di una bibliografia dettagliatissima di quegli anni che contribuirono a cambiare per sempre il corso della Storia.

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Michele Srdan
Recensioni: 5/5

Testo frutto di una ricerca attenta su temi non adeguatamente battuti dalla critica storica. I capitoli abbracciano tutti gli aspetti del totalitarismo nazionalsocialista, dall'architettura all'educazione, nel loro rapporto con la classicità greca e latina. Le allusioni sarcastiche e i momenti in cui l'autore perde professionalità, concedendosi allo sbeffeggio politico, sono di entità lieve e non rovinano il gusto complessivo di un'opera ben scritta.

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Johann Chapoutot

1978, Martigues

È professore di Storia contemporanea all’Université Paris-Sorbonne e membro onorario dell’Institut Universitaire de France. Tra i suoi volumi ricordiamo Le nazisme et l’Antiquité (Presses Universitaires de France 2012) e, per Einaudi, Controllare e distruggere (2015) e La legge del sangue (2016). Per Laterza è autore di L’affaire Potempa. Come Hitler assassinò Weimar (2017).

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