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Károly Kerényi

Curatore: C. Bologna
Traduttore: L. Spiller
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 197 p. , ill. , Brossura

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Altre religioni non cristiane - Religioni e mitologie antiche

  • EAN: 9788833927947

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    alida airaghi

    12/10/2016 15.51.11

    "Nel labirinto" ritroviamo specchiati i nostri incubi e i percorsi interiori, discese agli inferi e ascensioni verso la luce e la libertà; metafora stessa dell'esistenza - dei suoi inganni, traviamenti, recuperi, approdi - il labirinto può indicare sia un processo mitologico-iniziatico, sia un percorso dialettico-filosofico, sia una strategia politica, o una rappresentazione simbolico-iconografica. Il primo studio presentato in questo volume fu scritto nel 1941, gli altri sono contributi e interventi occasionali tesi ad arricchire le idee-base di quel lavoro inaugurale. E di tali idee-base la più essenziale e fondante risiede nell'intuizione che il viaggio labirintico sia una ricerca, un progetto di attraversamento, una sfida nell'immersione del buio verso una via d'uscita, un affondamento nella morte per riemergere alla vita. Il labirinto non è solo reperibile a Cnosso, (quindi con Minosse-Teseo-Arianna), ma anche in Mesopotamia, Nord Europa, Africa, India, Italia, Nuova Zelanda. Non indica solamente una discesa nel mondo degli inferi, ma può rispecchiare la raffigurazione anatomica delle viscere umane e del grembo materno, la descrizione della planimetria di un edificio, la traccia di danze rituali, o un'esperienza di giochi infantili. Se la sua configurazione principale è quella della spirale, lo troviamo disegnato anche in forme più geometriche e ondeggianti, in meandri che sempre suggeriscono l'idea di una linea senza fine. Come uscirne, come ritrovare il varco verso la libertà? O volando, come fece Dedalo, primo costruttore del mitico labirinto di Cnosso, o seguendo un filo, sull'esempio di Teseo (non sarà un caso, quindi che le antiche danzatrici greche accompagnassero i loro passi tenendo tra le mani una fune). In ogni modo, secondo Kerenyi caverne e labirinti indicano qualcosa di mortale e mortifero, un imprigionamento, un'oscurità e una condanna: mentre la danza e il volo simboleggiano la vita, la leggerezza, l'apertura verso la verità.

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