Nel nome del padre

In the Name of the Father

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Titolo originale: In the Name of the Father
Regia: Jim Sheridan
Paese: Irlanda; Stati Uniti; Gran Bretagna
Anno: 1993
Supporto: DVD
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Processati come terroristi dell'IRA ed autori della strage di un pub, quattro proletari irlandesi patiscono quindici anni di carcere prima che sia scoperta la loro innocenza. Con loro sono condannati a pene minori parenti ed amici, tra cui il padre di uno di loro, che muore in carcere. "Ingiustamente accusato. Ingiustamente condannato. Lotta per riscattare il nome di suo padre".
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    ciro andreotti

    12/03/2018 14:23:10

    Gerry Conlon è un hippie irlandese trapiantato in una comune di Londra quando viene arrestato dalla polizia inglese. In carcere Gerry avrà l’occasione per riscattarsi da un’esistenza che fino a quel momento alternava furti di rame a altri espedienti. Sempre in carcere il ragazzo scoprirà che suo padre Giuseppe è un uomo realmente integerrimo non solo per gli insegnamenti biblici da lui seguiti pedissequamente. Giuseppe infatti, esattamente come Gerry, è stato incarcerato con il sospetto di essere un soldato dell’IRA e complice di una strage in un pub. La vita dell’attivista Gerald Conlon venne scandagliata dal regista Jim Sheridan in un climax di tensione e degrado. Il degrado della Belfast dei primi anni ‘70, lacerata da scontri sanguinari fra esercito inglese e manifestanti dell’IRA, e il degrado nel quale precipitò il mondo anglosassone autore di arresti preventivi necessari per cercare di arginare attentati che stavano affliggendo ogni angolo del regno. A fare le spese di questi provvedimenti un gruppo di ragazzi capeggiati da un perdi giorno irlandese impersonato da Daniel Day Lewis, reduce dall’ Oscar per il ruolo del disabile Christy Brown. Il Gerry Conlon di Lewis diventa nuovamente una perla nelle sue sapiente mani, capaci di modellare come creta la propria arte a totale somiglianza di un uomo troppo velocemente etichettato come un assassino. La sceneggiatura s’aggiunge a questa interpretazione da Oscar dipanandosi su due piani narrativi; il primo che risiede nell’ evidente errore giudiziario che costò la libertà a un gruppo di innocenti e il secondo nel rapporto recuperato tra un padre e un figlio che inizialmente vede Giuseppe – impersonato dal caratterista Pete Postlethwaite – come un uomo timorato di Dio e che invece ne apprezzerà la grandezza morale convivendo con lui 6 anni di carcere. Completa la pellicola una Emma Thompson, nel ruolo di una legale molto combattiva tramutando il pluri premiato prodotto del regista Irlandese in un film imperdibile.

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    gabriele

    15/09/2008 18:41:00

    Sicuramente un film da vedere

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    Eugenio Sibona

    17/01/2008 17:27:49

    tre pecche: innanzitutto l'eccessiva lunghezza del film, che ogni tanto diminuisce l'intensità; non ho capito perchè il regista abbia insistito sul poster del guerrigliero terrorista che guevara, se lui abbia voluto fare falsa informazione o se realmente jerry conlon ce l'avesse in cella, fatto sta che si da un errato messaggio "pace e giustizia= che guevara". (già i giovani lo utilizzano a sproposito, se po il cinema che dovrebbe educare da questi falsi insegnamenti...); d.d-l invece è da oscar, è riuscito a dare un'interretazione molto intensa a variegata, però, nell'arco di una ventina d'anni non cambia mai, non invecchia mai, potevano truccarlo un pò. emma thompson è brava nel ruolo, ma ha quasi empre la stessa espressione, pete molto bravo anche lui ma vale un pò lo stesso in quanto a espressività. ci sono diversi momenti da brivido: quando comunicano a jimmy- daniel che gli è morto il padre, quando gli altri detenuti buttano dalla finestra i fogli brucianti e quando emma mostra la foto di b.c. (non mi ricordo il nome per intero). non è uno dei film più belli della storia, ma degli anni '90 sì, e quelle sono le scene che valgono il prezzo del biglietto. ottima colonna sonora. voto 7,5.

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    Riccardo

    06/11/2007 12:26:22

    Cosa dire che non abbia già ripetuto milioni di volte sul 'mio' film? Mi sorprendo di come ogni volta che lo veda, da 10 anni a questa parte, la reazione sortita sia sempre la stessa.. un nodo alla gola che non sale e non scende, che ti rimane dentro, come un urlo che non vuole uscire. Per chi non l'abbia ancora visto, che lo faccia prima possibile.. 'Nel nome del padre' oltre ai meriti che si vede indiscutibilmente riconosciuti(una regia impeccabile, una recitazione che lascia senza parole.. tanto per citarne qualcuno), è un film che commuove, strazia e abbraccia lo spettatore, per poi sbatterlo a terra nell'indignazione e la rabbia più ciechi. Senza possibilità di assoluzione. Vedetelo

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    Alessia

    16/01/2007 13:00:39

    Senza dubbio, uno dei più grandi film di tutti i tempi!!! Nonostante l'abbia visto decine di volte, non riesco mai a non arrivare alla fine senza indignarmi profondamente per la durezza con cui il governo britannico ha sempre affrontato la "questione irlandese". Daniel Day-Lewis offre un'interpretazione meravigliosa! Un film assolutamente da vedere!

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    Simone

    20/10/2005 03:31:27

    uno dei miei films preferiti, non mi stancherò mai di vederlo. Una storia vera che mostra il dramma della lotta indipendentista nordirlandese. Colonna sonora ottima, grande interpretaziione di D.D. Lewis, un plauso va anche all'affascinante Emma Thompson nella parte dell'avvocato. Bella la scena quando Jerry e Paul Hill si trovano sulla nave salpata da Belfast: sulle note di "Like a rolling stones" di Bob Dylan i due brindano con una guinness restituendo alla perfezione l'atmosfera irlandese.

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    Mirko '71

    20/12/2004 18:21:17

    A mio parere uno dei film più belli ed intensi degli anni '90. Scandaloso che non gli abbiano dato nemmeno un Oscar, almeno agli interpreti:ma quell'anno c'era l'Hanks di "Philadelphia" a battere Daniel Day-Lewis già premiato quattro anni prima,e la Thompson aveva vinto l'anno precedente con "Casa Howard".Pazienza. Ma come si giustifica il mancato Oscar al non protagonista Pete Postelthwaite?! Incredibile! Per il resto il film è un gioiello di regia, sceneggiatura e montaggio. Da "contentino" resta quell'Orso d'Oro di Berlino.

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Coinvolgente film civile tratto da un vero errore giudiziario

Trama
Ispirato a una storia vera e tratto dal libro autobiografico Proved Innocence (Il prezzo dell'innocenza) di Gerry Conlon. Processati come terroristi dell'IRA e autori di una strage in un pub di Guildford il 5-10-1974, quattro proletari irlandesi patiscono 15 anni di carcere prima che sia scoperta la loro innocenza. Con loro furono condannati a pene minori parenti e amici. Giuseppe (sic) Conlon, padre di uno dei quattro, morì in carcere nel 1980.

1994 - Festival di Berlino - Orso d'oro per il miglior film
1994 - David di Donatello - Miglior film straniero

  • Produzione: Universal Pictures, 2003
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 127 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo);Francese (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Spagnolo (Dolby Digital 2.0 - stereo);Tedesco (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Francese; Inglese; Portoghese; Danese; Ceco; Ungherese; Olandese; Tedesco; Finlandese; Svedese; Norvegese; Polacco; Turco
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Daniel Day Lewis Cover

    "Propr. D. Michael Blake D.-L., attore inglese. Lascia la scuola a tredici anni e a quattordici debutta in una particina in Domenica, maledetta domenica (1971) di J. Schlesinger, per poi entrare nella compagnia del Bristol Old Vic con cui compie una brillante carriera teatrale fino al successo di Another Country (1982). La notorietà cinematografica arriva con due ruoli che ne rivelano subito l’eclettismo: il punk gay razzista dell’antitatcheriano My Beautiful Laundrette (1985) di S. Frears e l’inamidato Cecilio, vacuo corteggiatore di H. Bonham-Carter nell’aristocratico Camera con vista (1986) di J. Ivory. Dopo l’esule praghese diviso tra L. Olin e J. Binoche (L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1988, di P. Kaufman), con l’interpretazione del paraplegico di Il mio piede sinistro (1989,... Approfondisci
  • Emma Thompson Cover

    Figlia d'arte (il padre è l'attore inglese Eric Thompson e la madre l'attrice scozzese Phyllida Law), frequenta il Newnham College a Cambridge, dove entra nel gruppo teatrale Cambridge Footlights insieme a Hugh Laurie e Stephen Fry.Da quel momento parte la sua strepitosa carriera d'attrice e sceneggiatrice, che l'ha portata anche alla vittoria al Premio Oscar.Vive tra Londra e la contea scozzese di Argyll. Ricorda che il padre leggeva spesso a lei e alla sorella le storie di Beatrix Potter. Anche per questo ha deciso di scriverne una di suo pugno, pubblicata in Italia da Sperling & Kupfer nel 2012: Un'altra storia di Peter coniglio. Approfondisci
  • Pete Postlethwaite Cover

    Attore inglese. Cresciuto in teatro, misurato e intenso, memorabile per le sue interpretazioni in toni dimessi, apre la sua carriera cinematografica con un piccolo ruolo in I duellanti (1977) di R. Scott. Nel 1985 ha una parte nella graffiante satira sulla società inglese Pranzo reale di M. Mowbray mentre nel 1988 è protagonista dell'intenso Voci lontane... sempre presenti di T. Davies. Nei primi anni '90 Hollywood si accorge di lui: nel 1992 è in Alien3 di D. Fincher e in L'ultimo dei Mohicani di M. Mann, e nel 1993 offre una toccante interpretazione in Nel nome del padre di J. Sheridan. Nella sua filmografia spiccano anche le collaborazioni con S. Spielberg (Amistad e Il mondo perduto - Jurassic Park, entrambi del 1997) e B. Singer (I soliti sospetti, 1995). Approfondisci
Note legali