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Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788806216955
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Recensioni dei clienti

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    alinghi

    15/02/2017 08.11.04

    In pieno stile Murakami, coinvolgente fino all'ultima pagina. Ovviamente onirico, si vedono spunti che porteranno a 1q84; consiglio di leggerlo dopo aver letto Vento e Flipper in cui si conoscono meglio barista e Ratto...non certo il migliore di Murakami, ma sicuramente un libro godibilissimo e simpatico

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    Isabella

    16/01/2016 10.59.54

    Forse non ho colto la profondità della scrittura, ma non mi è proprio parso un romanzo memorabile. A meno che, naturalmente, uno non sia appassionato di manga e dei loro caratteristici tratti surreali. Per una buona metà del romanzo, il protagonista non fa che mangiare, bere e svolgere piccole insignificanti azioni quotidiane. Gli snodi della trama, quelli che riguardano la storia della pecora e di chi è entrato in contatto con lei, insieme alla descrizione della natura dello Hokkaido, sono i più interessanti. Un romanzo che poteva tranquillamente essere ridotto a racconto.

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    PROT

    08/10/2015 18.00.46

    Purtroppo l'ho letto dopo "Dance, dance, dance", (a mio parere uno dei migliori libri di Murakami assieme a "L'uccello che girava le viti del mondo")e in effetti ho trovato molti richiami al contrario... anche qui il mio giudizio è alto, il libro mi è piaciuto tantissimo, interessante fino all'epilogo... bello!

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    Simone

    14/02/2015 15.24.24

    romanzo interdetto e che lascia insoliti e strani, la storia scorre placida e tranquilla e la prosa la accompagna e si dipana verso un mondo diverso da quello da noi propriamente conosciuto (un universo vermicolare). Non si capisce lo sbocco eppure affascina, che poi i mentori di Murakami Haruki siano Carver e Salinger merita da parte mia l'approfondimento dovuto e la lettura di altre cose dell'autore.

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    gennaro

    14/07/2014 12.18.30

    Nel segno della pecora è un romanzo godibile, per lunghi tratti puramente onirico ed immaginifico, ricco di suggestioni. Non è certamente il miglior Murakami, ma come sempre il grande scrittore nipponico riesce a stuzzicare il palato dei suoi lettori, motivo per il quale questo volume merita il suo posto nella mia libreria. Il finale forse è trattato un po' troppo en passant, ma gli si perdonerà. Consigliato

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    Gresi

    10/03/2014 01.25.38

    Nel segno della pecora non è da considerarsi come un romanzo realistico o attuale. Ne quel genere di storia il cui ricordo, si fisserà in modo indelebile nei nostri cuori o nelle nostre menti. E' un romanzo surreale che getta luce su uno scenario onirico, un libro che contiene quegli elementi primordiali che fecero di Murakami uno dei più grandi scrittori di culto nell'intero Giappone. Descriverne la meravigliosa e al contempo poetica essenza sarebbe a dir poco riduttivo. Vorrebbe dire andare al di là della trama complessa che ci dipana la storia. O elevarsi sul reale ed infrangere le solide barriere che, in tanti anni di carriera, Murakami, costruì con la sua prosa semplice e scorrevole. Nel segno della pecora è un romanzo particolare che getta tanto fumo negli occhi, ma che regala qualche piccola sorpresa. E' l'avventura, lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale, di un giovane ex studente senza nome che, insoddisfatto della vita, imperscrutabile e misterioso, in veste di carta e inchiostro appare come una sorta di alter ego dello stesso Murakami. Che, consapevole di condurre una squallida vita, vorrebbe fare qualunque cosa, pur di cambiarla. Ma, frustato, affranto ed estraniato dalla realtà che lo circonda, preferisce convivere col proprio io o con qualcuno che possa aiutarlo a trarre "conforto", dalla temibile bestia della solitudine. In questa sua ennesima strabiliante opera l'autore, dunque, continua a far persistere la generale tristezza che solitamente caratterizza i suoi romanzi e, dai risvolti drammatici e un po' romantici tesse una storia non memorabile ma fresca. Una storia che cela il suo potenziale non nella sua trama, ma nella tangibilità di alcune immagini che l'autore riesce magistralmente a evocare.

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    Adriana

    13/10/2013 11.11.15

    C'è qualcosa di estremamente affascinante nella scrittura di Murakami. Riesce immediatamente ad agganciarmi alle sue storie e a trasportarmi nei suoi viaggi. Con abilità mi porta dentro alla natura aspra dell'Hokkaido, incantevole ed inquietante. Le concessioni al paranormale e all'assurdo, in verità, non mi entusiasmano, ma sono un elemento inscindibile per come è costruito il romanzo, per cui l'accetto.

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    Daniele

    02/10/2013 12.44.37

    E' il primo libro di Murakami che leggo, spero che le sue opere successive siano migliori; l'autore immerge il lettore in una favola dalle tinte sempre più dark, e il finale dà un senso a un libro che di senso ne ha proprio poco. Comunque, le descrizioni degli ambienti sono notevoli e per nulla scontate, i dialoghi impagabili. Solo la trama resta del tutto inconsistente.

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    arinroses

    19/09/2012 20.21.38

    carino ma molto al di sotto degli standard di Murakami. Niente a che vedere con capolavori come Kafka sulla spiaggia

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    Michael Moretta

    29/08/2012 14.11.02

    Dopo aver letto tutti i recenti romanzi di Murakami ora sto tornando alle sue origini. Questo è il suo primo romanzo, scritto nel 1982, e lo trovo davvero squisito, delizioso. In esso troviamo già tutti gli elementi che incontreremo nei successivi romanzi di Murakami. La musica, tanto cara all'autore, che accompagna e fa da sottofondo a vari momenti e scene del libro; l'incrociarsi continuo del mondo reale con un mondo irreale, qui rappresentato dalla pecora; la maestria nel tratteggiare i personaggi ed i paesaggi, che rende la lettura così piacevole e rende possibile immergersi totalmente nel libro, e viaggiare con i personaggi stessi all'interno della storia. I libri di Murakami non sono mai banali, al contrario li trovo molto profondi e toccanti, ma hanno anche la capacità di portarti in un altro mondo, dove il confine tra realtà e irrealtà si assottiglia sempre di più e dove un'intelligenza solamente razionale si trova per forza di cose a disagio. Bello infine vedere come da questo primo romanzo all'ultimo, 1Q84, ci sia stata da parte di Murakami una continua ed univoca tensione a costruire, per i suoi personaggi, un mondo alternativo all'interno del quale muoversi. Mondo così ben rappresentato in 1Q84 dalle due lune. Concludendo.....un romanzo sicuramente bellissimo che racchiude già al suo interno tutto il Murakami futuro.

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    Gae Stancanelli

    06/05/2012 14.28.25

    Sono al terzo. Ho cominciato quasi per caso con 1Q84, ho continuato con Norwegian Blues (ne ho già scritto), e temo che sia difficile smettere. Non ho la autorevolezza critica per esprimere una opinione che pretenda di essere obiettiva. Ma una cosa è certa: mi piace leggere Haruki. Purtroppo l'opera in oggetto è preceduta da altri due romanzi non ancora editi in Italia per cui forse non riesco ad inserirla nel giusto contesto. Magari riscriverò queste mie impressioni dopo aver letto i due precedenti e il resto dell'opera dell'autore come mi accingo a fare. Ma già così ne sono catturato: ho impiegato meno di 5 ore a leggere il romanzo, senza alcuna stanchezza e con un certo disagio alla fine. Ovviamente non voglio e non posso dire nulla che ne sveli la trama ma mi si passi questa riflessione:la parte dei giorni passati dall'Io narrante anonimo in alta montagna, in cerca della "Pecora", è uno de passi più intensi che abbia mai letto ruguardo la solitudine dell'Essere Umano. Il protagosista si perde dentro sè stesso. Qualcosa mi rimanda al "Paese dei Gatti", narrato in 1Q84. Qualcosa di terribile, minaccioso, che si nasconde dentro di noi; qualcosa che può emergere all'improvviso e farci fuori, come una droga pesante, una sostanza che ci trascini sull'orlo di un abisso oltre il quale si vede chiaramente l'orrore della Solitudine: Del morire in Solitudine. Ma niente paura: Haruki ha una grazia innata nel narrare senza ammorbare l'anima: certe cose si provano oppure no. Dipende dalla singola sensibilità. Concludo: queste trecento pagine VANNO lette. Anche per il solo piacere di farlo. Adesso parto con Dance Dance DAnce.

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    Emiliano

    03/02/2012 14.41.24

    Dovessi descriverlo in una parola sola direi: inconsistente! Che poi forse non è un giudizio differente da chi parla sotto di atmosfere metafisiche ecc., solo che nel mio caso la valutazione tende al negativo. Ci sono cose buone nel libro, prima fra tutti la trama eccentrica e alcune trovate come la ragazza dalle belle orecchie. Ci sono tematiche sociali, legate alla musica, al ricordo, al potere, all'amicizia. Ma arrivi in fondo e quando lo chiudi tutto svapora come una nuvoletta. Ammetto che forse sono io che non riesco ad entrare in queste letture "orientali", così ricche di introspezione e cibi (quante parole dedicate a cosa sta mangiando o bevendo qualcuno!). Del resto non è il primo libro che leggo di questo autore e i personaggi non sanno catturarmi (diafane creature del romanzo, a due dimensioni), mentre le sue storie lo fanno solo raramente.

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    Dave

    28/01/2011 14.09.17

    Libro surreale per chi come me non conosceva l'autore prima. Anche se non è di facile comprensione ritengo che lasci "qualcosa" dentro. Che sia una pecora?

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    rain

    30/11/2010 16.05.19

    Mi mancava da leggere solo questa prima opera del grande Murakami, per un pò fuori stampa. Che dire, storia 8come sempre) originale, personaggi mai scontati e sempre trasognati in un Giappone al limite tra passato e futuro, congegni del destino (o libero arbitrio?) che arrivano improvvisamente a sconvolgere tutto. Ci sono tutti gli ingredienti dello stile inconfondibile di Murakami, sicuramente da leggere per gli appassionati. Rain

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11.44.36

    Quando la vita sembra essere giunta ad un punto morto, quando hai perso tutto e niente sembra avere più senso. Poi. L'accadimento banale, quasi insignificante. L'incontro paradossale. E ancora. Solitudine, monti, foreste, case ai confini mondo, profondissimi pozzi, paesaggi mozzafiato. L'uomo solo con se stesso. Infine. La rinascita, la resurrezione ad una vita nuova. Questo è MURAKAMI HARUKI, a parer mio, uno dei più grandi autori contemporanei. Riproposto qui da Einaudi in una delle sue prime opere. Leggetelo sempre.

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    Luciano

    27/07/2010 12.31.32

    Libro piacevole, storia interessante e molto originale.Non conoscevo l'autore e devo dire che mi ha favorevolmente impressionato. La sua rappresentazione della società, le sue analisi profonde sul quotidiano vivere, sul senso di frustrazione che ti prende e sull'incapacità di adattarsi ai mutamenti sempre più incomprensibili, rendono la sua scrittura fonte di profonda meditazione.

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    Standbyme

    03/06/2010 18.23.58

    Quando si legge Murakami bisogna abbandonare la razionalità ed immergersi nel surreale e nella fantasia più sfrenata. Nessuno si stupisce quando, appena ci si sveglia, si ricordano sogni dove si sono vissute situazioni assurde e impossibili nella realtà. Sogni che possono suscitare sentimenti estremi: allegria, terrore, benessere, armonia, indifferenza, irrequietezza, turbamento, ansia, stupore e tanti altri ancora. Il ricordo del sogno, con il trascorrere delle ore, se non dei minuti, svanisce lasciando un’effimera sensazione. A differenza dei sogni i romanzi di Murakami possono essere presi in mano in qualsiasi momento, si rileggono alcune pagine e si rivive il sogno. Con il “Nel segno della pecora” il sogno è stato, rispetto a quelli fatti con le successive opere, un po’ deludente. Forse mi aspettavo, come opera prima, molto di più o più probabilmente, non sono riuscito a cogliere la vera essenza della storia. Forse, e sottolineo forse, se avessi conosciuto Murakami con questo romanzo non sarebbe diventato uno dei miei autori preferiti e avrei perso indimenticabili opere come “Tokyo blues” “Dance, dance, dance”, “A sud del confine a ovest del sole”.

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    gelsomina

    05/05/2010 21.24.15

    murakami si conferma per la sua genialita' e la capacita' di giocare con gli archetipi e i nostri sogni/incubi. Mi spiace solo aver letto questo libro dopo Dance Dance Dance di cui costituisce l'antefatto, con l'hotel delfino e la ragazza dalle bellissime orecchie.

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    Francesco

    30/04/2010 10.14.34

    lo stile Murakami non si smentisce..Anche in questo libro viviamo una realtà onirica che l'autore fa sembrare quasi vera, non all'altezza di altri suoi scritti, ma cmq. molto coinvolgente e bella! L'emozioni e gli stati d'animo che mi creano i libri di M. sono uniche..E' uno scrittore davvero particolare.

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    Alberto

    15/04/2010 23.14.11

    Che dire? Ad ogni libro si riapre lo scrigno magico; forse la parte onirica non è così fluida come nelle sue opere piu' mature ma la mano è già riconoscibile. Murakami rimane di gran lunga il mio scrittore moderno preferito.

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