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Il nemico. Romanzo eretico - Emanuele Tonon - copertina

Il nemico. Romanzo eretico

Emanuele Tonon

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Editore: Isbn Edizioni
Anno edizione: 2009
Pagine: 102 p., Rilegato
  • EAN: 9788876381508
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Un romanzo eretico, disturbante e maledetto. Tra vita quotidiana e invettiva spirituale, uno spaccato struggente e indimenticabile del Nordest italiano profondo. Emanuele Tonon costruisce una sconvolgente epica familiare. Con uno spietato alternarsi di alto e basso, di letterarietà e trivio, di preghiera e bestemmia, trasforma la scrittura in un complesso rituale esoterico per denunciare l'insopportabile ingiustizia dell'esistere. Vita di fabbrica, vino, un Benelli scassato, internet e le voci dei morti, tutto concorre a fare di questo libro una potente, macabra, eresia. Il nemico è il blasfemo, feroce atto d'accusa di un uomo contro dio: quel dio, assoluto e fallace, che anche se esistesse dovrebbe rispondere del crimine odioso di consentire la possibilità del dolore, della morte, del tradimento.
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    serpe

    29/07/2010 11:54:46

    Apocalittico. 102 pagine.2 parti.Un'originale e autentica semantica del dolore d'esistere.Prima parte ineccepile anche per i forti collegamenti con la realtà fattuale. Seconda parte più pastosa,volutamente visionaria,tuttavia Tonon, per molte pagine, sembra girare a vuoto e cedere al compiacimento per la sua scrittura, si risolleva con forza nel finale. Un romanzo/ non-romanzo che, dopo almeno un decennio di romanzi di "fatti" e di integrità narrativa, potrebbe lasciare il segno. L'"intellighenzia letteraria" in qualche modo se ne approprierà, il grande pubblico potrebbe, ma non è detto, ignorarlo. L'autore per proseguire dopo un romanzo così definitivo troverà proprio nell'"intellighenzia letteraria" il suo peggior nemico.

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    Luca Ormelli

    05/10/2009 16:54:14

    Dio è con noi Emanuele. Questi "prolegomeni a una teologia definitiva" (p.100) sono un'epica gnostica (di Valentino? di Carpocrate?), un mantra esicasmisco (come sottolinei, con onestà a p.73) diVulgata per i nostri strani giorni di Nazione al Prozac, di Videocrazia. Purtroppo però mi appare ineguale quanto a qualità di scrittura (una e molteplice è infatti la Scrittura): sontuosamente commovente la prima (la Parola è sempre con Dio, con il Padre vero?), più macchinosa (e non alla macchina di un dio assente possiamo fare ricorso) la seconda, quella destinata al Nemico, con furore (e)scatologico. Il Figlio delle Tenebre che la catechesi "ortodossa" ex nihilo ci ammannisce quale Portatore di Luce te ne renderà omaggio Emanuele. Ma non è la gnosi luciferina, bogomila che, si licet, ti imputo. Questa la sottoscrivo e la condivido appieno. E' la Parola. E da francescano nella carne e non più (non solo?) nel cuore il tuo Cantico delle Creature nate a soffrire, il tuo Cantico dei Cantici ammorbato di umanità, troppa umanità (perdona il Caraco minore che trapela da queste righe) doveva sì accoppiare sacro e profano, "alto e basso, letterarietà e trivio" come vergato in esergo al volume ma se l'alto (da Antagonista parlando, da Satana) DEVE saccheggiare il proprio accento al basso il basso DOVRA' altresì elevarsi pure non con timbri da Moresco minore o (peggio) di Parente povero. Attendo con Fede (e Sapienza, la cui cifra ultima risiede nel Suo proprio essere muta) la prossima pentecoste, la pubblicazione dello Spirito Santo. E questa mia Fede è frutto (proibito in quanto latore di conoscenza) di scelta, di "eresia". Con stima.

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