Recensioni Nero ananas

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    pio
    21/09/2019 13:44:07

    Pagine buie come queste non andrebbero mai dimenticate, pagine buie come queste dovrebbero evitare di farci compiere di nuovo gli stessi errori del passato. Vi consiglio Nero Ananas che attraverso le storie personali di carnefici e vittime ripercorre gli anni di piombo con uno stile eccellente e mai banale!

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    21/09/2019 13:07:27

    L'opera di Valerio Aiolli parla della storia italiana che si svolge tra il 1969 e il 1973 e lo fa attraverso i suoi protagonisti, carnefici e vittime. La struttura del romanzo è davvero complessa e sicuramente impegnativa per l'autore che l'ha ideata, e che allo stesso tempo è riuscito nell'impresa di renderla davvero comprensibile, in modo che i lettori potessero districarsi facilmente tra i vari personaggi. Aiolli, infatti, utilizza alcune diversificazioni narrative e stilistiche per rendere facilmente riconoscibili nei vari capitoli gli individui che via via si succedono lasciando posto l'uno all'altro per raccontare la propria storia individuale all'interno di una Storia collettiva.

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    20/09/2019 12:12:08

    Il 12 Dicembre 1969 all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano in pieno fermento, intorno alle 4,30 del pomeriggio, esplode una bomba che fa 17 morti e 88 feriti. Inizialmente attribuito agli anarchici, l’attentato si rivelerà opera del gruppo neofascista di Ordine Nuovo. I mezzi e le coperture però, arrivano da molto più in alto. Uomini dello stato, servizi segreti e intelligence straniera. La chiamano “la madre di tutte le stragi”, perché la più feroce e con il maggior numero di vittime, dopo di lei un susseguirsi di attacchi (l’esplosione di Peteano; la bomba di Piazza della Loggia; quella alla Questura di Milano, l’Italicus...) che avranno lo scopo di destabilizzare l’opinione pubblica. Violenza e atrocità per un bene superiore. Ma niente che si ottenga con il sangue può considerarsi un bene. È un capolavoro di stile, un mosaico che si delinea, alternando più registri, attraverso i suoi protagonisti. Tutti hanno la parola: anarchici, fascisti, uomini di potere, che sono esistiti o esistono ancora, ognuno nascosto dietro un soprannome che sollecita l’investigazione. Alcuni sono morti, altri sono fuggiti, pochi stanno scontando la loro pena. È un’inchiesta sulla nostra storia, un’indagine sul come e il perché siamo sempre burattini di qualcuno o di qualcosa, pedine inconsapevoli di interessi occulti. Tra tutte, spicca una voce fuori dal coro, quella di un ragazzino, che non fa parte della Storia con la s maiuscola, che non sa niente di rossi, di neri e di cattivi maestri, capisce solo che, dopo “il botto”, niente sarà più come prima. “La verità, che pure esiste, emergerà, se e quando emergerà, come un reperto rinvenuto nel fango: sporco, rotto, mancante di certe parti.” Da leggere, rileggere e imparare. Applausi!

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    19/09/2019 23:26:11

    “Nero ananas" non vuole raccontare una storia, ma la Storia quella con la S maiuscola, quella dei terribili anni di Piombo. L'opera di Valerio Aiolli raccoglie una delle pagine più buie della nostra Italia, quella che si svolge tra il 1969 e il 1973 e lo fa attraverso i suoi protagonisti, carnefici e vittime. • Assistiamo alla scalata politica del Pio, ai rapporti e alle azioni di forza del Dottore, del Samurai, di Vincent, del Triestino e tanti altri anarchici e componenti dell'Ordine Nuovo, ma soprattutto viviamo la storia familiare di un ragazzino senza nome, la cui sorella è scomparsa per via di forti dissidi politici con il padre. • Voi penserete: cosa hanno in comune tutti questi sanguinosi eventi storici con la storia familiare di un normale ragazzino? Tanto, vi rispondo io. Perché, quelli che all'inizio vi sembreranno pezzi di puzzle che difficilmente possono incastrarsi l'uno con l'altro, troveranno la giusta collocazione nella storia di Nero Ananas e finiranno per essere tutti pedine di uno stesso gioco, quello della nostra Storia. Ho apprezzato davvero tanto questo romanzo e spero possa arrivare tra i cinque finalisti del premio Strega.

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    19/09/2019 15:04:18

    “Occorrerà l’immaginazione dell’artista, oltre che la cura e l’attenzione dell’archeologo, per poter ricostruire la verità di questo periodo buio.” Forse è racchiuso in queste parole il senso dell’operazione che Valerio Aiolli ha compiuto con questo bellissimo libro. È un mosaico che si compone a poco a poco, un romanzo corale a cui non sfugge mai l’individualità dei singoli, su un periodo complesso e travagliato per l’Italia tra il 1969 e il 1973. Per non appiattire il quadro in una visione monocorde, l’autore rinuncia al narratore onnisciente e realizza un intreccio in cui i narratori cambiano e cambia soprattutto il punto di vista, imponendo al lettore non di condividere le ragioni, ma di accostarsi alla prospettiva dei tanti attori sulla scena. Entriamo così nelle stanze in cui si muovono politici di spicco e tramano biechi esponenti dei gruppi sovversivi e terroristici con i loro sfuggenti legami occulti. Soprattutto accompagniamo Calimero nel suo percorso di crescita e di maturazione di una consapevolezza di sé, nel passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza; siamo partecipi degli eventi e dei cambiamenti sociali e culturali di quel tempo attraverso la sua esperienza diretta o mediata dalla televisione e dai giornali, attraverso il suo sguardo interrogante, ma mai ingenuo. Con una scrittura viva, capace di adattarsi straordinariamente a contesti e personaggi, Aiolli ci regala un affresco di un periodo drammatico della nostra storia recente, sul quale siamo obbligati a prendere posizione.

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    04/09/2019 08:06:49

    Un bellissimo libro che esplora la nostra storia più recente ma anche la più difficile da capire. Dalla strage di Piazza Fontana all'attentato alla Questura di Milano ripercorriamo questi 5 anni in cui l'Italia è sconvolta da attentati, uccisioni, scomparse, segreti di Stato. Il tutto è raccontato dalla voce di un ragazzino come tanti, la cui famiglia verrà toccata molto da vicino dagli eventi che imperversano in quegli anni. I protagonisti della Storia sono citati con soprannomi, ma ciò non impedisce di capire le dinamiche di una politica fatta di segreti, bugie e mezze verità. Un libro, a mio parere, necessario affinché gli anni di piombo non vengano né dimenticati, né sminuiti. Per me meritava la cinquina finale del Premio Strega 2019. Storia: 5 Stile: 5

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    Leo
    18/06/2019 21:19:25

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo.

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    11/06/2019 21:49:21

    Quello di Valerio Aiolli è un caso curioso e sorprendente al contempo. Aiolli è un esempio di scrittura e di voce italiana indispensabile tanto per la letteratura quanto per la cultura dei nostri giorni: laddove documentari e manuali di storia ritraggono in maniera schiettamente oggettiva un contesto come quello di Piazza Fontana, subentra, allora, la voce soggettiva e l’occhio critico di chi deve aver vissuto in prima persona, o attraverso i ricordi dei genitori, quei momenti sconquassanti. A prescindere dai diversi giudizi che, legittimamente, sorgono attorno a Nero Ananas, l’opera in questione è pura letteratura della memoria: con essa si torna a parlare e discutere di fatti scabrosi che hanno segnato l’Italia, episodi che, come una ferita che viene riaperta, generano scalpore, dolore, sofferenze. Ma è necessario affrontare gli scheletri nell’armadio, Aiolli lo sa, ed è per questo che scrive un romanzo forte, cupo, che solleva quei polveroni d’ingiustizie sedimentati nel terreno del silenzio. Oltre al tema d’impegno politico, Aiolli dedica la sua scrittura anche al servizio della parola, donando al racconto una dinamica scorrevole ed intensa. Si prenda, come esempio, una delle prime descrizioni che aprono il romanzo: “l’odore di dicembre: persiane serrate, febbre, naso chiuso, mandorle amare, sangue, polvere, silenzio”. Non è necessario ricorrere a voli pindarici per esprimere le sensazioni: è necessario averle vissute per raccontarle. La narrazione prediletta da Aiolli trascina, così, il lettore in uno spaccato storico d’Italia, ritratto con cinico realismo e brutale verità, dove solo il lettore può portare a termine il compito prefigurato dall'autore: il dovere di non dimenticare. Di non dimenticare mai. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 4

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    Leo
    11/06/2019 21:40:24

    Valerio Aiolli fortunatamente per me non è una novità, ho ancora tra le dita il profumo del vento del suo romanzo risalente a tre anni fa e ho letto “Nero Ananas” ancor prima della sua candidatura, sperando vivamente arrivasse così come mi auguro arrivi lo stregato Premio, sebbene i favoriti siano altri. “Nero Ananas” fa luce su un passato oscuro, su un’Italia che purtroppo è stata ma che si conosce poco e merita di essere letto per mille motivi che vanno dallo stile ineccepibile dell’autore al valore storico del romanzo. Copertina 4 Stile 5 Storia 5

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    11/06/2019 21:34:26

    Romanzo di formazione ambientato in uno dei periodi più bui dell’Italia, che ha il grande merito di riportare in primo piano nella nostra memoria gli eclatanti eventi che caratterizzarono quell’epoca, in realtà misconosciuta a troppi giovani delle ultime generazioni. Purtroppo… Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 21:26:25

    "Nero ananas" è un romanzo storico che racconta i quattro anni turbolenti vissuti in Italia tra il 1969 e il 1973. Anni pieni di intrighi, lotte, tradimenti, di attacchi terroristici che cercarono di destabilizzare la nazione. Valerio Aiolli, con estrema accuratezza riesce a catturare l'attenzione del lettore invitandolo a comprendere fino in fondo quegli anni che, molto spesso soprattutto tra le nuove generazioni, vengono dimenticati troppo facilmente. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 21:15:43

    Primi anni settanta del secolo scorso: terrorismo bombe, omicidi politici, epoca buia. Un romanzo che ci immerge in un clima che oramai anche la memoria storica del nostro Paese a volte sembra avere dimenticato. La scrittura dinamica rende avvincente una trama che acquista veridicità, credibilità e ritmo grazie alle vicende veramente accadute. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 20:47:46

    1969-1973: quattro anni che hanno aperto una stagione oscura e violenta nella società italiana fanno da scenografia per le vicende narrate da un romanzo che si sviluppa con ritmi e soluzioni narrative interessanti. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 19:46:06

    Romanzo corale che raccoglie storie nello sfondo dei tragici eventi di sangue, con ritmo cronologico che scandisce l’evolversi della cronaca, usando trovate stilistiche e di linguaggio molto interessanti. Finalmente un romanzo che appassiona per trama e stile, e che al contempo contribuisce a mantenere viva la memoria storica di un paese, anche di chi quei tragici eventi non li ha visti accadere. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 18:22:43

    Un momento della nostra storia. Raccontato da un io che, fra tanti personaggi reali, nascosti dietro soprannomi da saga popolare, ne sceglie uno, a cui si rivolge col tu. Un uomo in cui un adolescente vede le proiezioni di un’inquietudine che è, insieme, terrore per un mondo minaccioso che incombe con i suoi pericolosi misteri, e fascino per una forma di esistenza clandestina, che cerca nella lotta armata l’espressione del proprio smisurato desiderio di libertà. In questo racconto, fatto di continui cambi di prospettiva, di narrazione frenetica e trasparente come le confessioni di un reality, l’Italia di oggi, con la sua politica intrisa di personalismi, eppure massificata, priva di ideologie e demistificata, è invitata a guardare a quella che era cinquant’anni fa, all’inizio del periodo delle stragi, quando il potere era una entità sfuggente ed inarrivabile, che metteva paura, e della quale, pure, si invocava maggiore protezione. Nessuno, ancora adesso, può pretendere di esaminarla dall’interno, di analizzare quell’intelligenza manovratrice, seguendone le fibre nervose, fino a toccarne il cervello. Ma è possibile vedere quell’anima diabolica incarnata in tante vite umane concrete, che ne parlano attraverso le proprie idee, emozioni, aspirazioni di gente qualunque, che si trova per le mani qualcosa di grosso, e decide di portare avanti quel drammatico gioco. La sfida, per tutti, è riempire un vuoto: l’assenza di una direzione comune che la fine della guerra non ha saputo evitare, frammentando una società lasciata da sola ad inseguire, lungo tante possibili vie, il proprio indefinito progetto di modernità. Copertina: 2 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 18:04:40

    Interessante rievocazione della storia italiana più recente da angolature diversi e inusuali. Forse un po’ troppo complicato comprendere appieno tutti i riferimenti ad avvenimenti e personaggi per chi quegli anni non li ha vissuti in prima persona, ma nel complesso sicuramente un libro che vale la pena leggere. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    11/06/2019 16:41:08

    Nero ananas. Copertina cupa. Storia cupa. Frasi telegrafiche, sparate a raffica, che rendono perfettamente la frenesia del periodo più buio della storia italiana, quello degli anni di piombo. Troppo poco il testo a disposizione per un giudizio chiaro e puntuale. Comunque, già dal primo rigo, la storia ti prende a cazzotti nello stomaco. Per non dimenticare,

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    11/06/2019 14:26:55

    Un libro che sa raccontare 4 degli anni più neri della nostra storia contemporanea con una voce diversa. Ingenua ma allo stesso tempo quasi illuminante. I misteri di quegli anni vengono dispoegati con maestria e sapienza. Consigliato sicuramente. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 14:18:50

    Sono trascorsi, ormai, quasi cinquant’anni (il triste anniversario cadrà il 12 dicembre) dalla strage di Piazza Fontana, l’episodio che segnò, di fatto, il “botto” d’inizio di quel periodo noto come "strategia del terrore" in cui per così tanto tempo precipitò, nel corso della sua storia recente, l’Italia: nessuno stupore, dunque, che tanto la letteratura di fiction quanto quella di non-fiction se ne stiano occupando. Un egregio esempio di quest’ultima è il recente saggio “Prima di Piazza Fontana. La prova generale” del giornalista Paolo Morando; nell’ambito della fiction, invece, è uscito da pochi mesi (edito da Voland) questo romanzo di Valerio Aiolli, “Nero ananas”. L’approccio di Aiolli è originale nel senso che la trama si sviluppa attorno a un intrigante e ben congegnato racconto corale: c’è così la storia (del tutto romanzata, per quanto verosimile) di “Calimero”, un ragazzino di undici anni la cui amata sorella maggiore, in perenne conflitto politico col padre, scompare improvvisamente per darsi alla clandestinità; ci sono, poi, i conflitti e le manovre dell’allora Presidente del Consiglio Mariano Rumor (qui chiamato sempre e soltanto “il Pio”), intento a preservare più il proprio partito che non il paese; e, infine, i veri e propri responsabili delle stragi (anch’essi chiamati solo mediante soprannomi di fantasia), neofascisti senza morale né scrupoli protetti e manovrati dai servizi segreti (nazionali e non). Con il suo insieme di trame sotterrane, depistaggi e nemici senza né nome né volto, “Nero ananas” potrebbe quasi sembrare, per chi di quegli anni sapesse poco o niente, un noir: purtroppo per tutti noi, si è trattato della realtà. A cui l’Italia è sopravvissuta, certo – ma da cui è stata anche irrimediabilmente cambiata. Giacché come imparerà sulla propria pelle Calimero “sopravvivere a qualsiasi cosa è rassicurante, ma toglie via una grossa fetta di giustizia e forse anche di bellezza”. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

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    11/06/2019 12:55:50

    Perché leggere oggi un libro di storia? "Nero ananas" racconta 4 anni del passato italiano spesso ignorati da chi, nato troppo tardi, non avendoli vissuti in prima persona, non conosce, forse anche per la scarsa considerazione lasciata alla storia nei percorsi scolastici, alcuni degli eventi più bui di fine secolo. Ecco che questo libro può fare luce a tutti quelli che nati dopo gli anni Settanta vogliono conoscere gli avvenimenti del passato per guardare con maggiore consapevolezza al presente e fare in modo che la storia possa davvero essere educatrice: conoscere il passato, saper riconoscere le decisioni errate di un diverso periodo, può aiutare a fare scelte migliori nel presente ma non solo; conoscere il passato può aiutare a comprendere come si sia giunto alla situazione presente. Leggere "Nero ananas" oggi è importante per ridare importanza alla conoscenza storica. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 4

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    11/06/2019 11:55:14

    "Nero Ananas" è un romanzo complesso, esplosivo. Nel cuore di piombo degli anni Sessanta e Settanta, scoppia la bomba che mette in crisi l’Italia intera: le questioni etico-sociali, la politica, l’estrema destra, l’estrema sinistra, l’anarchia, l’anarchia individuale, le stragi. Come una bomba a grappolo, la storia si allontana dal nucleo centrale e tocca e riguarda me, te, lettore, e le vicende di uomini e ragazzi incapaci a vivere in un universo troppo piatto e retrogrado, che porta ancora addosso il peso delle guerre e dei regimi totalitari. Una vita straordinaria e spezzata, sia quella dei diretti responsabili delle stragi, che quella di ogni singolo individuo, una vita degna di essere cantata e raccontata, di essere riportata in un romanzo dal carattere storico. Un'inchiesta sulla verità, sull'apologia del potere e sulla sua effettiva realtà e necessità; il bisogno di diventare uomini forti, capaci di autodeterminarsi, il desiderio di sentirsi qualcuno negando l'altro, eliminando l'altro; l'epitaffio di un'Italia che si apre alla modernità. I toni sono forti, ma si incastrano con la vicenda privata di uno dei protagonisti che, come spettatore attento e distaccato, vive le grandi emozioni di fine secolo all'interno del nucleo familiare, anch'esso esploso. Uno stile asciutto e una struttura labirintica ma chiara. Un libro dotto, con sottesi riferimenti storici, l'incipit che evoca "L'amore ai tempi del colera" con «l'odore delle mandorle amare» che restituisce al romanzo un'atmosfera privata. Un chiaro riferimento alla narrativa novecentesca di Calvino, una tecnica di scrittura feroce e cinematografica. La storia di tutti e di nessuno, la storia di una nazione e delle sue contraddizioni, non la storia delle singole persone, non la storia dei singoli nomi, ma la storia dei loro turbamenti, di tutto il travaglio che portano dentro, la storia del 'fare' o 'non fare': la storia attuale, finalmente cantata da Aiolli. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 5

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    11/06/2019 09:35:28

    Ho, da sempre, un grande interesse per gli anni di piombo e della strategia della tensione. Ho letto molti saggi sul terrorismo nero e rosso di quel periodo, quindi non potevo non leggere questo bel libro di Aiolli. È un romanzo, ma assolutamente minuzioso nella descrizione di personaggi reali dell’epoca, tanto che, senza difficoltà, si individuano tutti i protagonisti. In un modo abbastanza simile a quello de "Il sentiero dei nidi di ragno" anche qui troviamo come protagonista un tosto ragazzino ribelle, vittima di un mondo crudele come quello degli adulti, il tutto avvolto in un terrificante scenario storico che fa da sfondo alle sue piccole vicende individuali contro ogni cosa. Una tensione strategica regolata dal caos è l'altra protagonista del romanzo. Il curioso titolo riconduce ad un popolare frutto esotico, ma che conosciamo con le proprietà di un altro colore. Un ossimoro che sta ad indicare la famosa “bomba ananas” ma anche qualcosa che impone venga spento anche ciò che è luminoso in natura. Bravo Valerio Aiolli e Voland. Lo Strega ci sta, più qui che al molto più probabile vincitore Missiroli, che ha scritto invece un libro paraculo. Copertina 4 Storia 5 stile 5

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    11/06/2019 09:25:38

    Il romanzo racconta un periodo della storia italiana recente, ma poco conosciuto, soprattutto tra i giovani: si tratta degli anni tra il 1969 e il 1973. La storia si apre, infatti, con l'esplosione della bomba in Piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969, e da lì si dipana, anche attraverso flashback, alternando le storie personali di alcuni soggetti coinvolti alla storia vera. Il libro cerca di focalizzarsi non solo sulle vicende storiche, ma anche sulla psicologia e l'interiorità degli attentatori, mettendone in luce la formazione, la personalità e, in alcuni casi, anche le fragilità. Come evocano il titolo e lo sfondo della copertina, si trattò realmente di un periodo nero della nostra storia, in cui spesso era difficile capire, come afferma ad un certo punto l'autore, chi fossero i buoni e i cattivi: una guerra di tutti contro tutti, in cui sembrava che solo l'urlo e la violenza fossero gli strumenti adatti per farsi ascoltare dalla massa e per dare un senso alle proprie esistenze. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 3

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    11/06/2019 06:27:23

    Post 1968,anni di contestazione,anni di piombo,anni di terrore,periodo di un Paese,il nostro,estremizzato nella e dalla politica che produsse violenza di piazza e lotta armata.Romanzo storico per eccellenza,reale e concreto nei fatti,avvenimenti narrati con meticolosità e precisione. Quella descritta è una nazione che guarda l'orrore con 'annichilismo',una Italia scalfita,incupita,ferita,che assiste impotente alla spietatezza efferata della lotta armata sia essa di destra come di sinistra.Il libro è quindi una memoria scritta per non dimenticare la gravità e il dolore del tempo passato.Le storie dei personaggi spesso si intrecciano per poi reinserirsi all'unisono nel racconto.Piacevole la lettura,scorrevole,senza intoppi,di valore,con alta capacità di tenere alta l'attenzione.Fa nascere quella capacità di trascinarci indietro nel tempo per vivere con forte emozione quei tragici momenti della nostra storia. Copertina 5 / storia 5 / stile 5

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    10/06/2019 20:00:53

    Il romanzo è capace di farti provare le emozioni, le ansie e i sentimenti dei personaggi che vivono e percepiscono le violenze e le stragi di un periodo nero per l'Italia. Grazie prorpio alla scrittura che è semplice e fluente, il lettore comprende ed esce dall'oggettività che caratterizza il tema. Copertina:3 Storia:5 Stile:4

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    10/06/2019 18:40:25

    “Sente l’odore della città ferita appena sceso dall’auto blu, nonostante abbia ancora un po’ di febbre, la tosse e il naso chiuso. E’ un odore di dicembre, di nebbia, di fiati. Di persiane serrate, di bandiere listate a lutto, Di silenzio. Di mandorle amare. Di polvere, di sangue.” E cosi che ha inizio il romanzo storico di Valerio Aiolli, Nero ananas, Voland Edizioni, candidato al Premio Strega 2019: il grande botto che cambiò L’Italia il 12 dicembre 1969, la strage di Piazza Fontana in cui persero la vita decine di persone, vittime innocenti degli attacchi terroristici degli estremisti di destra, che segnarono la “strategia del terrore” destabilizzando gli equilibri e dando l’avvio a quelli che furono gli anni di piombo. img_0401 clicca per accedere Valerio Aiolli ripercorre con straordinaria capacità evocativa i quattro anni che susseguirono l’evento, attraverso gli occhi degli estremisti di destra intenti a preparare e organizzare altri attacchi alla Nazione. “Le rivoluzioni passano anche dalla morte di qualche persona” E cosi che Il Samurai, lo Zio, Falstaff, nomi non riconoscibili nella storia vera, si preparano alla morte. Parallelamente la vita di un ragazzino fiorentino viene stravolta dalla sparizione della sorella maggiore, scappata di casa inseguito alle discussioni politiche con il padre. E poi un politico integerrimo, il Pio che inizia la scalata ai massimi vertici del potere. Solo alcuni nomi reali sono menzionati questo per dare al lettore la possibilità di ricollegare i fatti avvenuti a quelli romanzati, si passa, dunque, dal romanzo al saggio avvalendosi sapientemente di vari registri narrativi che calzano in perfetta armonia ai vari personaggi. Il linguaggio rude degli anarchici, quello sofisticato del politico e infine la visione innocente di un ragazzino che vede davanti a sé il mondo che cambia. Nero ananas è davvero un bel romanzo perché nell’oscurità delle sue pagine – date dal clima di terrore – riesce a catture l’attenzione, attrav

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    10/06/2019 17:38:21

    I libri che parlano della Storia, della nostra Storia, sono sempre molto difficili, difficili da digerire, da comprendere davvero, da accettare, ma sono necessari, sono quelli che ci fanno ricordare, che ci fanno indagare e scoprire, che ci fanno sentire più vicini alle ferite del passato che si ripercuotono inevitabilmente su di noi, sul nostro presente e sul nostro futuro. Sono libri sempre un po' angoscianti. Nero ananas lo è. Un testo duro, un testo che all'inizio sembra caotico con questa fiumana di voci e personaggi che ci insegue e sommerge. Una storia nella Storia, quella vera, quella nuda e cruda come lo stile con cui Aiolli Valerio ce la racconta. Uno stile diretto, lineare, schietto, non tra i miei preferiti forse, ma perfetto per questo genere di libro. Non avrei forse mai letto questo romanzo dalla copertina o dalla trama, ma l'ho apprezzato, l'ho trovato scorrevole e mi ha trasmesso l'ansia giusta di proseguire e arrivare a conoscere tutto, il bene, il male, il grigio e le sfumature tra il bianco e il nero. Al di là della politica e della storia italiana in sé, di quel drammatico periodo del nostro paese, la parte più interessante e coinvolgente è quella privata, quella familiare, con le sue tensioni, le sue tragedie, i suoi problemi, il suo modo di reagire alle disgrazie. Il mio personaggio preferito infatti è il bambino, questo innocente "Calimero" (è il soprannome che gli dà la sorella) che crescerà e vivrà a pieno il dolore, la confusione, la paura. Non è immediata l'aderenza alla realtà e alle vicende che hanno segnato l'Italia di quegli anni, esattamente tra il 1969 e il 1973, non so quanto ci sia di concreto e quanto sia credibile il tutto, ma con questo romanzo Aiolli ha sicuramente saputo rendere per bene quello che solo la memoria può oggi restituirci. Quella discesa negli inferi della nostra Repubblica tra anarchia, attentati, corruzione, sogni e buoni propositi. Copertina: 2. Storia: 4. Stile: 3.

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    10/06/2019 16:39:13

    Ottimo esercizio di memoria collettiva e ritratto toccante, brutale e realistico del nostro paese, lo consiglio a chiunque voglia sapere come fosse l’Italia degli anni di piombo. Aiolli intreccia la realtà con la fiction e i personaggi sono strumenti per raccontare gli aggregati sociali e le loro dinamiche interne. Ce ne mostra quattro tipologie: tramite il Pio osserviamo la fredda ipocrisia calcolatrice della politica democristiana, narrata in terza persona con sapiente uso di pseudonimi inventati per coprire nomi di politici forse ancora oggi innominabili, rappresenta la sfera più distante dalla vita quotidiana dei cittadini; i movimenti politici extraparlamentari, nella fattispecie della cellula veneta di Ordine Nuovo, anch’essi raccontati in terza persona, anch’essi con pseudonimi, ci mostrano senza mezzi termini la violenza su cui si fonda la politica; le famiglie medio-borghesi rimangono distanti dagli eventi ma è inevitabile subirne l’influenza: osserviamo la storia di una famiglia toscana (inventata?) le cui vicende sono narrate in prima persona da un preadolescente senza nome che, dopo la sparizione dell’adorata sorella maggiore, inglobata nel sottobosco oscuro dei movimenti politici, è testimone del graduale raffreddamento del rapporto dei genitori; infine l’aggregato più piccolo: l’individuo-monade, l’anarchico stirneriano che vuole fuggire dalla storia disgregandosi ulteriormente in nome di ideali anacronistici e illusori, sarà quello che subirà le conseguenze più devastanti e compirà i gesti più estremi, la sua storia è narrata in seconda persona, forse per avvicinare al nostro sguardo un elemento difficile da tollerare in quanto al contempo vittima e carnefice. Anche lui non ha un nome, come il bambino, come a volerne sottolineare un legame invisibile nonostante l’apparente distanza abissale. Le vittime invece nome e cognome ce l’hanno, sono le uniche ad averli in questa storia, come doveroso e sentito omaggio. Copertina 4 Storia 5 Stile 5

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    10/06/2019 15:27:14

    In Nero Ananas gli anni bui d'incertezza e paura prendono forma nella maniera più interessante e inaspettata. Valerio Aiolli mette in parallelo uno dei periodi peggiori della storia italiana con piccole vite coinvolte più o meno indirettamente e ad ogni modo travolte da quegli eventi. Si parte con un botto, quello di piazza Fontana, e si termina con il botto alla Questura di Milano; in questo clima di tensione politica emergono svariate vicende di figure spesso senza nome: ogni personaggio diventa il centro del racconto e acquista consapevolezza di ciò che accade intorno. Si alterano vari registri e vari toni, attraverso i quali ciascun figurante comprende di essere parte di una cruda realtà. L'equilibrio raggiunto è tra l'intento di documentare e quello di narrare. L'abbraccio tra storia e romanzo risulta qui più che riuscito, anche perché in fondo l'obiettivo è lo stesso: "Meglio saperlo, da quale parte arriva il male". Copertina: 4; Storia: 5; Stile: 5.

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    10/06/2019 08:05:05

    Copertina: 5 / storia: 5 / stile: 5 Post 1968,anni di contestazione,anni di piombo,anni di terrore,periodo di un Paese,il nostro,estremizzato nella e dalla politica che produsse violenza di piazza e lotta armata.Romanzo storico per eccellenza,reale e concreto nei fatti,avvenimenti narrati con meticolosità e precisione. Quella descritta è una nazione che guarda l'orrore con 'annichilismo',una Italia scalfita,incupita,ferita,che assiste impotente alla spietatezza efferata della lotta armata sia essa di destra come di sinistra.Il libro è quindi una memoria scritta per non dimenticare la gravità e il dolore del tempo passato.Le storie dei personaggi spesso si intrecciano per poi reinserirsi all'unisono nel racconto.Piacevole la lettura,scorrevole,senza intoppi,di valore,con alta capacità di tenere alta l'attenzione.Fa nascere quella capacità di trascinarci indietro nel tempo per vivere con forte emozione quei tragici momenti della nostra storia. Copertina 5 / storia 5 / stile 5

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