Recensioni Il nero e l'argento

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    dom
    17/05/2020 15:35:44

    penso sia la prova della maturazione dell'autore, che mantiene la malinconia del suo primo libro e stavolta ci mette più sostanza. lì non avevo fatto nessuna piegatura, stavolta ne ho fatte tante (è il mio indice di gradimento). bella la storia e belle le anime dei personaggi, belli gli scorci delle loro vite comuni e bella la sensibilità di chi le racconta. Assolutamente dal leggere

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    22/07/2016 22:58:29

    E' il primo libro di Paolo Giordano che leggo: non ho letto l'osannatissimo romanzo La solitudine dei numeri primi (perché diffido dei libri che vincono premi letterari!) e quindi il mio non è un giudizio comparativo sulle opere di questo giovane scrittore, ma solo su "Il nero e l'argento". E' una storia interessante e intelligente, anche se apparentemente banale, una storia che aiuta a riflettere, senza annoiare, sulla difficoltà della vita quotidiana in coppia (grandiosa la parte dedicata alla divisione dei ruoli all'interno delle coppie d'oggi!) e dell'essere genitori, ma - soprattutto - sulla incapacità di comprendere la malattia, l'amore e i miracoli che la malattia e l'amore producono. E' una storia narrata con uno stile leggero e immediato, con alcune pagine molto poetiche: un libro scritto molto bene. Nel complesso è un bel libro, apparentemente triste, ma sostanzialmente pieno di speranza, oltre che di tenerezza, perché alla fine non è la morte a trionfare, ma la vita: il bambino che pronuncia a voce alta il nome (mai rivelato prima) della persona morta che tanta importanza ha avuto nella vita sua e dei suoi genitori ci dice che quella persona continua ad essere presente e ad agire su coloro ai quali ha voluto bene!

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    14/07/2016 16:41:32

    Da Paolo Giordano pubblicato da Einaudi mi sarei aspettato decisamente di più. Un buon esercizio di stile, ma poco altro. Peccato.

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    28/02/2016 21:04:56

    Questo libro per me è stata una grande delusione. La storia non è coinvolgente ed i personaggi scompaiono all'ombra della storia della malattia della signora A... Non lo consiglierei.

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    24/02/2016 07:31:07

    Questo romanzo non è a livello dei primi, ma comunque sempre molto particolare e bello da leggere

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    11/02/2016 08:59:25

    La scrittura è sicuramente molto ricercata e controllata, direi persino troppo, da risultare a volte stucchevole. E forse non aiuta nemmeno a delineare i personaggi, i loro sentimenti, il loro profilo. Manca un focus sulle vicende, manca il cuore pulsante delle azioni, del sentire. Non succede niente, non si "sente" niente. Non si capisce affatto che questa è una coppia in crisi, né che sono così giovani e inesperti, isolati, egoisti ecc. Non si percepisce affatto tutta questa importanza della signora A., tutte le sue presunte doti umane ecc. Il romanzo avrebbe avuto bisogno di maggior sviluppo, per entrare meglio nelle dinamiche, che qui sono solo accennate. Oppure avrebbe potuto fermarsi alla brevità del racconto, ma anche in questo caso, temo, la sua lettura avrebbe lasciato una sensazione di vacua nullità.

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    20/08/2015 12:29:18

    Bel libro, scritto bene, velato di malinconia.

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    07/07/2015 14:13:38

    No, non mi è proprio piaciuto: personaggi senza spessore, storia banale, stile anonimo. Do 2 solo per rispetto di quelli che si sono sentiti coinvolti nella vicenda dolorosa della malattia.

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    24/12/2014 17:48:24

    Storia triste, commovente e reale; nuda e cruda, che non lascia scampo perché cupa e pervasa da un senso di fine dove la morte aleggia, fluttua e attende paziente il suo momento... Un racconto senza speranza, senza lieto fine, senza remore e falsi pudori, dove scienza e superstizione cercano di fondersi come il nero del protagonista e l'argento di sua moglie Nora sembrando a tratti insolubili e a tratti miscibili fino al doloroso epilogo quando tutto sembra finire come deve perché "tutte uguali sono le storie di cancro". Paolo Giordano ripercorre, in questo romanzo, le tappe di una vita coniugale che sembra andare in frantumi come il corpo della Signora A., tra abitudini consolidate e imprevisti che sono scogli insormontabili anche davanti ad una frittura di pesce della solita pescheria... Una crisi vissuta attraverso le gesta e le convinzioni di una governante d'altri tempi che la morte riesce a prendere con sé dopo tanto attaccamento alla vita, come l'erbaccia alla sua fenditura nell'asfalto. Ho riletto, a tratti, il Giordano dei numeri primi, ma con uno stile più confusionario che non rende pienamente giustizia a una storia che, in fondo, riesce a toccare gli animi più sensibili seppur nella sua brevità e durezza.

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    12/11/2014 17:24:54

    La scrittura di Paolo Giordano resta notevole e il suo talento stilistico eccezionale ed indiscutibile. Purtroppo però, in questo caso, la storia è davvero troppo debole e i personaggi evanescenti, piatti... E il risultato, purtroppo, è di una noia mortale.

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    26/10/2014 15:39:26

    Adoro la scrittura di Paolo Giordano, ma quest'ultimo libro è stato una delusione. Storia poco coinvolgente, a tratti noiosa. ''E' lo stesso autore dei precedenti due libri?'' Me lo son chiesto più volte nel corso della lettura.

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    19/09/2014 10:39:41

    Non trovo le parole adatte per descrivere la delusione che ho provato nella lettura di questo libro. Ma e' veramente lo stesso autore di "La solitudine dei numeri primi"?

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    17/09/2014 13:48:51

    Ho faticato a finirlo, meno male che ha solo 118 pagine!! Noioso. Che delusione

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    28/08/2014 18:48:59

    Decreto 3 e non 1 perchè la scrittura di Giordano è pregevole. Costruzione sintattica perfetta, quasi maneggiasse numeri (dov'è maestro) e non parole. Per commentare il libro bisogna tener conto della breve nota che possiamo leggere prima dell'inizio. Non ha pretese di essere un romanzo, ma è un omaggio ad una persona a lui cara che invano ha lottato contro il cancro. Concordo nel dargli credito: aspetto il prossimo suo lavoro e che non sia come il precedente (Il corpo umano).

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    28/08/2014 12:36:31

    Lettura scorrevole ma non mi ha coinvolto più' di tanto!!!!

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    27/08/2014 11:18:44

    Un libro inutile. Banale dall'inizio alla fine, si tratta di un clamoroso passo indietro per un autore che prometteva tanto.

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    04/08/2014 17:11:14

    Anche a me questo romanzo ha lasciato un vuoto. Non sono entrata in empatia con nessuno dei personaggi e nemmeno la scrittura (forse troppo "nobile") mi ha trascinata. Peccato.

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    29/07/2014 00:32:23

    sarebbe umano se qualcuno gli dicesse di smettere. O di prendersi un po' di tempo per studiare. Il packaging Einaudi al posto di quello nazionalpopolare Mondadori può dare l'illusione della qualità, ma la spiacevole realtà è che siamo di fronte a un autore ancora inesistente, al quale, a fronte di un inaspettato, incredibile successo all'esordio, si chiedono (ovviamente) romanzi facendo finta di non vedere che ancora non sa farli. Diamogli tempo, che ne dite?

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    18/07/2014 13:43:34

    Mi sono fidata di questo autore perché il suo primo libro mi era piaciuto abbastanza, senza avermi però del tutto convinta. I personaggi e la trama di questo libro mancano di verve, sono piatti e non riescono a convincere. Pochi i dialoghi e la mancanza di una narrazione attraente mi hanno fatto qualche volta desistere dal continuare, l'ho fatto nella speranza che l'autore mi portasse da qualche altra parte e che i personaggi e la storia finalmente si delineassero. Grande delusione, non do uno per rispetto all'autore.

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    11/07/2014 06:49:13

    Un successo editoriale al di sopra del valore dell'opera. Paolo Giordano dipinge dei personaggi freddi, più attori che protagonisti. Buona la scrittura. Non mi emoziona.

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    JOE
    09/07/2014 17:10:17

    Bel libro coinvolgente con una lacrimuccia finale.

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    27/06/2014 05:58:31

    Ho letto tutti i libri di Giordano. La Sua scrittura è eccellente, ma la storia, incentrata interamente sulla malattia, è troppo pesante. Interessanti, invece, i brevi cenni della vita quotidiana dei due protagonisti. Da non leggere.

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    23/06/2014 21:14:06

    Bellissimo, durissimo ma allo stesso tempo delicatissimo e struggente! Bravo Giordano: è un'altra grande prova di "bella scrittura"!

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    17/06/2014 12:21:35

    Il libro scorre pero' sinceramente uno compra un libro per leggere qualcosa di rilassante e si trova ad angustiarsi con una storia tutta incentrata sull' evolversi del cancro nei minimi dettagli e particolari

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    14/06/2014 17:11:12

    Una chicca deliziosa questo libro , di una delicatezza quasi schiva . Un nume tutelare, un angelo custode con la sua forza, il suo amore riesce a fare si che l'allegria dell'argento e la malinconia del nero "forse" riusciranno a compenetrarsi definitivamente accogliendo il messaggio che una semplice Babette ha instancabilmente inviato. Molto bello,semplice ma profondo da gustare tutto di un fiato come l'ultimo respiro.

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    11/06/2014 12:46:05

    Peccato che Paolo Giordano sia un po' avaro di pagine(neanche 118). È bravo comunque, riesce a farti entrare nelle dinamiche di coppia dei protagonisti tanto che puoi "sentire"le loro menti che si arrovellano nel cercare di risolvere i crucci che le assillano. Introspettivo.

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    10/06/2014 11:17:51

    Il libro è scritto bene, in modo appassionato e poetico ed è molto interessante il parallelismo tra la malattia e l'amore. Forse l'unica pecca è che l'ho trovato in parte incompiuto.

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    06/06/2014 21:35:46

    Un libro che non mi ha lasciato nulla, breve (ma non è la brevità in assoluto il difetto del libro), pessimista (non perchè tratti anche di una malattia, sia chiaro)... ma ditemi, giovani coppie, siete veramente così? Persone vicine e contemporaneamente estranee? Il punto in più solo per una frase sui ruoli all'interno delle coppie del nostro tempo: "... un modello in cui ognuno non doveva essere tutto contemporaneamente - maschio e femmina, logico e sentimentale, arrendevole e severo, romantico e pedestre -, un modello diverso da quello che nel nostro tempo c'investe di una responsabilità così ampia e indifferenziata da renderci comunque sempre manchevoli.". Meditate coppie moderne, meditate...

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    03/06/2014 22:47:18

    Se lo avesse scritto uno studente, gli avrebbero consigliato di arricchire il testo per delineare i personaggi e le loro storie.Si legge velocemente( e si trovano anche delle incongruenze)ma si fatica a trovare nei protagonisti le caratteristiche descritte nel risvolto di copertina... la signora A. spesso risulta irritante ...e fa tenerezza il bambino, figlio di dotti, che non ne capiscono le difficoltà . L'immagine che mi è rimasta è quella della signora che mette in bocca il filo prima di infilarlo nella cruna dell'ago...e scappa pure la lacrima nelle ultime righe!

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    01/06/2014 15:35:28

    Questo libro, breve e intenso, mi è piaciuto molto. Bravo Giordano, scritto bene, commuovente soprattutto nel finale, quando finalmente viene celato qualcosa delle signora A. Una storia triste, d'amore, in tutte le sue forme. Ho amato una frase del libro, a pag 98 "L'innamoramento, immagino, resterà sempre per me qualcosa di molto affine all'essere stanato". Insomma, un libro di una poesia incredibile, con riflessi di chimica, fisica e matematica come metafore d'una vita, di vite dai finali agrodolci. Certamente c'è qualcosa di autobiografico, di molto personale, complimenti di cuore all'autore. Lettura consigliata, in poche ore avete fatto un viaggio di autoanalisi.

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