Niente e così sia - Oriana Fallaci - copertina

Niente e così sia

Oriana Fallaci

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Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 ottobre 2010
Pagine: XVI-428 p., Rilegato
  • EAN: 9788817038829
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Premio Bancarella 1970. "La vita cos'è?" Alla vigilia della partenza per il Vietnam come inviata de "L'Europeo", nell'autunno del 1967, Oriana Fallaci tenta di rispondere alla domanda della sorellina Elisabetta: "La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore". Ma la risposta le sembra incompleta e l'interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale. L'agenzia France Press diretta da Francois Pelou sembra l'unico tramite con il resto del Paese ed è da quella base che la Fallaci si muove per testimoniare l'insensatezza della guerra: dalla battaglia di Dak To all'offensiva del Tet e all'assedio di Saigon, gli orrori del conflitto sono annotati giorno dopo giorno nel suo diario. C'è il rifiuto: "Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo". Quando, dopo un anno, la Fallaci torna nella sua Toscana e ritrova la piccola Elisabetta, una risposta per lei ce l'ha. "La vita è una condanna a morte. E proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie, ma uomini." Pubblicato nel 1969, "Niente e così sia" è considerato un classico della letteratura, un romanzo di guerra che è un inno alla vita. (Prefazione di Lorenzo Cremonesi)
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    Alice C.

    14/05/2020 15:15:10

    Che cos'è la vita? E per rispondere a questa domanda parte per il Vietnam, teatro di guerra. Perchè è in guerra che la Vita conosce tutta la sua assurdità, dove si trasforma da miracolo ineguagliabile a banale oggetto, dove può essere indegna e vergognosa ma allo stesso tempo eroica e coraggiosa. Bene e male, giusto o sbagliato: tutto si confonde fino a perdere significato, ogni cosa diventa un'assurda pazzia e si finisce per preferire di essere nati piante o pesci e non uomini. Ma si può davvero concludere così questo viaggio nella bestialità dell'uomo? Si può davvero arrivare a odiare noi stessi? Perchè è solamente quando si guarda nel fondo del pozzo, è solamente quando si ha tra le mani il bandolo della matassa che si arriva a capire che non si può far altro che amare gli uomini. E amando l'uomo, amare la Vita, quel recipiente che deve essere riempito di ogni bene fino a rompersi, quel miracolo per cui lottare, anche sbagliando, ma senza mai arrendersi nonostante tutte le contraddizioni, le bestialità e gli orrori che gli uomini possono compiere con la loro grandezza e la loro piccolezza. Un grandissimo reportage di guerra, una indimenticabile lezione di vita.

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    lillibeth

    24/10/2019 18:21:45

    Non mi sono mai sentita così compresa nella mia visione della storia e della vita come in questo libro. Grazie Oriana per questa testimonianza di storia e di vita, grazie.

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    Isabella

    24/09/2019 10:03:16

    Un avvincente resoconto dei primi anni di esperienza della Fallaci in Vietnam, come inviata di guerra. La Fallaci, come suo solito, non si limita a una cronaca dei fatti a cui assiste in prima persona, ma propone al lettore numerose profonde riflessioni. Lettura scorrevole. Libro assolutamente da leggere!

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    Dan

    21/09/2019 14:38:44

    Libro-romanzo, che racconta il suo viaggio e la sua esperienza di reporter in Vietnam.

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    Nicola59

    29/08/2019 15:07:30

    Libro bellissimo, sconvolgente, più di una pagina è un pugno nello stomaco. Grande scrittrice, grande giornalista e, soprattutto, una donna con le palle che non ha paura di sbatterti in faccia la realtà. Lucida analisi della guerra in Vietnam ( e delle guerre in generale) fatta sul campo vicina ai protagonisti. Giudizi taglienti e feroci ,senza il bilancino del politically correct, su americani e vietnamiti, militari e diplomatici, etc.. E' entrato nella mia personale "Hall of Fame". Ho letto in seguito "Saigon e così sia": bello anche se non allo stesso livello.

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    Franco

    11/03/2019 06:58:15

    La morte si respira nelle pagine assieme all’odore della carta, accompagnata dal tentativo dell’autrice di spiegarla e di spiegarsela. Le riflessioni sul senso del massacro di centinaia di migliaia di vite umane si intrecciano con quelle sul senso dell’esistenza, che affiorano ogni volta una persona è a contatto quotidiano con la morte. Non troverete una risposta a queste domande. Troverete descrizioni di fatti ed episodi e altre domande che si sommano a quelle iniziali. E quando il Vietnam sembra dietro di sé, e con esso le domande esistenziali, la vita della scrittrice è messa in pericolo in Messico, luogo in cui termina il libro. E le domande allora riaffiorano senza una reale risposta argomentata, ma con una risposta vissuta, forse.

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    Francesca

    11/03/2019 06:55:35

    Un altro gran bel libro di Oriana. Un diario di guerra (Vietnam 1968) crudo, ma che ritengo uno dei più bei libri CONTRO la guerra. Le sue riflessioni colpiscono il profondo dell'anima: chi è il buono, chi è il cattivo, cosa servono le guerre ? Poi ognuno può essere più o meno d'accordo sulle sue conclusioni, ma lasciano il segno. L'ultima parte, la repressione della pacifica protesta studentesca a Città De Messico contro le Olimpiadi, ottobre 1968, mi ha veramente dato il colpo finale: a stento ho trattenuto le lacrime. Non perdetevelo.

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    Francesco

    11/03/2019 06:53:13

    Quest'ospera è un altro capolavoro nato dalle mani di una donna capace di sviscerare il bene e il male dell'essere umano. Una giornalista che ha camminato tra la guerra del Vietnam descrivendoci i terribili atti commessi da entrambe le parti. Una giornalista ferita in Messico nel 1968 è tornata a casa con la risposta alla domanda che la sorella Elisabeth le avev posto. "Che cos'è la vita?" Anche in questo capolavoro della letteratura moderna troviamo il coraggio disincantato della Fallaci, che ci ha trasmesso le sue esperienze dandoci pugni allo stomaco, mozzandoci il respiro.

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    Francesca

    11/03/2019 06:50:24

    Un romanzo che ti colpisce allo stomaco, che ti immergere nella guerra facendoti inorridire e commuovere e che serve all'autrice per sostenere che "dimostrare la coglioneria umana non è mai inutile. Se si crede nell'uomo". Coglioneria che si afferma anche nella spiegazione della guerra come un gioco fatto da generali stupidi. Un viaggio nell'inferno del Vietnam dal quale l'autrice esce indenne, e che finisce nella repressione degli studenti in Messico nel 1968 dove invece viene gravemente ferita. E tutto ciò per poter tentare di dare una risposta alla domanda con cui ha inizio il libro: "la vita è una cosa da riempire bene, senza perder tempo. Anche se a riempirla bene si rompe. E se si rompe non serve più a niente. Niente e così sia.". L'ennesimo libro che conferma la grandezza di una mitica Oriana Fallaci

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    Federico

    10/03/2019 23:03:12

    Questa opera (perché di opera si tratta) altro non è che il diario in cui l'autrice riporta la terribile esperienza di giornalista reporter nella guerra del Vietnam e che parte inizialmente con la domanda della sorella minore Elisabetta che chiede cos’è la vita. L’autrice cercherà attraverso il viaggio nei campi di guerra, di dare una sorta di risposta, che però non sarà semplice ma richiederà tempo e sofferenza non solo fisica ma anche mentale e sentimentale. Ma il vero risultato di questa esperienza la porterà a cercare "l'uomo", lo stesso uomo che con la sua intelligenza manda gli astronauti sulla luna e allo stesso tempo inventa terribili strumenti di morte. L'autrice scopre che l'uomo crudele e sadico e l'uomo dolce e pacifico che ripudia la guerra esiste sia da una parte che dall'altra, citando brani toccanti e commoventi dei diari dei vietcong, perché "l'uomo" sa essere entrambe le cose e perché i buoni o i cattivi non sono tutti da una parte. E soprattutto si dimostra in che modo gli americani esportino la propria "democrazia" trucidando e commettendo atti efferati spesso nascosti.

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    Federica

    10/03/2019 22:59:29

    Durante le oltre 400 pagine sono stata catapultata in una parte di storia che ho vissuto solo sui libri di scuola o in qualche spezzone di film. Ma lo scrittore (come Oriana voleva essere definita) non ha raccontato solo ciò che ha visto, ciò che ha provato. Ha cercato anche il senso della vita, per comprendere definitivamente che l'uomo non è né angelo né bestia, che se muore non rinasce a primavera; che il pericolo non fa sconti, nemmeno ai giornalisti; che la guerra serve solo a "rivelarci noi stessi"; che rischiare la vita per raccontare il Vietnam invita a riflettere su quali leggi misteriose regolino l'esistenza e la sopravvivenza di un uomo. Cerca la verità e trova l'incertezza. Giudica con forza, analizza ed esamina quel mondo, il massacro quotidiano, la scomparsa della pietà, dell'amore, della fiducia nell'uomo e conclude che la guerra non serve davvero a niente.

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    Elena

    10/03/2019 22:56:46

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". Le viene in mente solo: "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, scopre le infinite sfaccettature sul valore della vita (la morte di un solo uomo rispetto ai milioni di morti in guerra), sulla natura dell'essere umano (né angelo né bestia), sul male e sul bene (mai solo da un lato), sulla guerra (tutti quegli orrori serviranno a qualcosa?). Ci accompagna così, tra le tragedie e le assurdità della guerra in Vietnam, in un percorso di continue riflessioni che la ossessioneranno per anni, fino al suo ferimento a Città del Messico, dove riuscirà ad ampliare i suoi orizzonti e capire anche come riuscire a non odiare gli esseri umani, perché ce ne sono tanti di buoni e i cattivi non stanno solo da una parte. Tra le miserie del silenzio, dell'apatia e dell'ignoranza, c'è sempre "un eroe" che combatte per la Libertà (quella vera!), senza cattiverie, neanche quando uccide. Uno spaccato della raccapricciante realtà, all'epoca letta solo sui giornali, da lei vissuta in prima persona (sul campo!), che ci fa rabbrividire e ci scuote le coscienze: grazie Oriana (sempre grande!).

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    Donato

    10/03/2019 22:54:11

    Il libro è un diario romanzato, scritto quasi giorno per giorno durante l'esperienza di Oriana in Vietnam, ed estremamente coinvolgente. Scritto magnificamente, scorrevole e mai noioso, nonostante la fedelissima pertinenza con la realtà, ti proietta al centro dell'azione più di quanto possa fare un film o un documentario. Nonostante la facilità di lettura, va letto con attenzione per non perdere nessun dettaglio, richiede il suo tempo, ma non è quello che si direbbe un "mattone", anzi è proprio l'opposto. Un ottimo lavoro nonché una grande testimonianza storica. Quanto all'edizione, non guasta il fatto che sia molto economica ma con copertina rigida, includa un'intervista a uno dei personaggi chiave del romanzo, sia ben impaginata e non vi si trovi un solo errore di qualsiasi tipo. Dunque eccezionale sotto ogni aspetto e consigliatissimo, anche a chi non ha mai letto nulla della Fallaci.

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    Davide

    10/03/2019 22:51:35

    Un libro che non vuole essere una cronaca della guerra in Vietnam ma un racconto sulla guerra in generale e su quello che lascia nella persone. Parte come una ricerca personale sul significato della guerra e sul perché affascini tanto nonostante le tragedie che provoca. La Fallaci racconta se stessa e i suoi colleghi giornalisti, nonché alcuni dei militari incontrati, e descrive le reazioni alle difficoltà e alla tragedia che si consuma ogni giorno. Diversamente da quanto si potrebbe pensare il libro non é un'esaltazione della guerra o del militarismo, ma un'analisi dall'interno che non può non arrivare a conclusioni negative su di una cosa, la guerra, che la Fallaci ha incontrato spesso in quegli anni e durante la sua carriera giornalistica. Come tutti i libri della Fallaci non bisogna mai dimenticare il periodo storico nel quale é stato scritto.

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    Davide

    10/03/2019 22:49:01

    E' il mio primo libro della Fallaci, e mi sono fatta convincere dalle recensioni positive. Devo confermare quanto letto in altre recensioni. E' un libro che nonostante la verità crudele che racconta, sembra essere solo un racconto. Avvincente, intrigante e uno stile che coinvolge. Questo libro, a mio modo di vedere, rappresenta l'inizio di un percorso personale che la Fallaci intraprende per la comprensione di sè e del suo scopo. Sempre questo percorso si manifesta attraverso la sua grande passione: Il giornalismo. Stupendo!

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    Diego

    10/03/2019 22:47:00

    Uno dei più importanti libri della Fallaci, nel quale si ritrova lo stile e la personalità unici di una donna straordinaria. Un reportage dettagliatissimo e crudo della guerra in Vietnam, il racconto dei fatti storici di quel periodo, e insieme il tratteggio dei personaggi protagonisti (i giornalisti, i soldati americani, i vietcong, gli ufficiali, i diplomatici), posti sotto lo sguardo lucido e insieme pietoso di una donna intelligente e acuta, che non riesce a schierarsi da una parte o dall'altra, ma sempre e comunque, anche nell'orrore della guerra, va alla ricerca dell'uomo, della sua parte buona, eroica, immortale.

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    Davide

    10/03/2019 22:44:56

    Spesso si identifica il coraggio come un qualcosa di maschile, che dire allora di questa giornalista, in termini di coraggio ? e sopratutto di coerenza professionale? quale è oggi il livello di credibilità dei giornalisti contemporanei ? il più grande pregio di questa meravigliosa giornalista sta nella sua schiettezza e nel coraggio di dire quello che pensa, cosa oggi data per scontata, ma che corrisponde poco al vero. Troppo spesso basta dire che una persona a un pessimo carattere per denigrare chi a il coraggio delle proprie opinioni, sopratutto quando la massa si adegua per convenienza o per mancanza di coerenza.

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    Daniele

    10/03/2019 22:40:59

    La guerra del Vietnam, scritta da Oriana Fallaci, corrispondente di guerra, che si conclude con il racconto del massacro degli studenti a Città del Messico: lei c'era e rimase gravemente ferita. L'orrore della guerra e della violenza raccontato da una grande scrittrice, un reportage che diventa un romanzo, per cui prende spunto dalla domanda della sorellina: "cos'è la vita?" Non ci sono mezzi termini nella sua prosa, ma accanto alla condanna per la evidente bestialità, l'idiozia della guerra, traspare una vitalità che anni dopo Oriana troverà il coraggio di spiegare: il fascino oscuro, quasi la seduzione perversa con cui attrae l'umanità da sempre e lei stessa in particolare, trova infine la sua sublimazione in un inno alla vita. Da leggere e rileggere, da non dimenticare mai.

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    Daniel

    10/03/2019 22:38:45

    E’ un’opera di grande attualità, che oltre a presentare un drammatico quadro di una guerra quasi dimenticata, ci aiuta a capire (non a giustificare) le motivazioni che spingono gli attuali “ribelli” jiadisti, palestinesi, ucraini filorussi, Isis. Le lettere scritte dai guerriglieri vietkong alle famiglie chiariscono lo spirito con il quale i vietnamiti, strappati dalle loro abitudini contadine, combattevano con convinzione e spirito di patriottismo chi appariva come un invasore.

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    tiffany

    08/03/2019 15:30:09

    Un libro che sostanzialmente parla della vita attraverso la guerra (e quindi l'odio o comunque la negatività e gli interessi), un racconto intriso di amore e di rabbia come è classico della scrittrice, che racconta le sue avventure come inviata in Vietnam durante la guerra per "L'europeo", un libro steso poi dopo a New York con pacatezza e quel filo di rancore che non fa mai male. Un dialogo sul significato dell'esistenza e di quella che noi chiamiamo "vita", il tempo diventa relativo e anche gli interessi che passano e condizionano le persone, non esiste una guerra giusta ed una ingiusta infatti la concezione è a monte: è un inno alla vita fatto urlando, un brindisi all'uomo al di sopra del bene o del male.

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  • Oriana Fallaci Cover

    Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice e giornalista italiana. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.Ha intervistato i grandi della Terra e come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti più importanti del nostro tempo, dal Vietnam al Medio Oriente. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Ha scritto:  I sette peccati di Hollywood (1958), Il sesso inutile (1961), Penelope alla guerra (1962), Gli antipatici (1963), Se il Sole muore (1965), Niente e così sia (1969), Quel giorno sulla Luna (1970), Intervista con la storia (1974), Lettera a un bambino mai... Approfondisci
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