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Delphine de Vigan

Traduttore: M. Bellini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 320 p. , Brossura
  • EAN: 9788804628156

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    SPLENDIDO

    22/02/2017 17.54.14

    L'autrice ricostruisce la storia della madre Lucile, morta suicida, prima attraverso i racconti dei fratelli e delle sorelle, poi attraverso i suoi " occhi di bambina cresciuta troppo in fretta". L'autrice, rispetto al proprio lavoro di ricostruzione, dichiara di avere "archiviato ore di parole in formato digitale sul computer, ore cariche di ricordi, silenzi, lacrime e sospiri, risate e confidenze", recuperando "le lettere, gli scritti, i disegni": "Ho cercato, frugato, raschiato, dissotterato, riesumato. Ho passato ore a leggere e rileggere, guardare filmati, fotografie, ho posto da capo le stesse domande, e altre ancora". Alla ricostruzione della storia familiare di Lucile, segue il racconto della malattia della madre - bipolare - e la ricaduta pesantissima sulla propria vita e quella della sorella, che vengono descritte con stupefacente sincerità e forza. Il racconto è inframmezzato da lunghe riflessioni, come quella che riporto di seguito e che penso possa far capire a chi legge il senso di questo libro: "Non so dire in fondo quale sia il senso di questa ricerca (...). Non so dire "a cosa sia dovuto". Ma più vado avanti, più ho l'intima convinzione che dovevo farlo, non per riabilitare, onorare, dimostrare, ristabilire, rivelare o porre rimedio a chissà cosa, solo per avvicinarmi. Sia per me stessa che per i miei figli - sui quali pesa, mio malgrado, l'eco delle paure e dei rimpianti, volevo tornare all'origine delle cose. E che di questa ricerca, per quanto inutile fosse, restasse una traccia". Tutto il libro è di un'intensità straordinaria e ogni parola necessaria; un libro estremamente doloroso, bellissimo, e che lascia una profonda e lunga risonanza nel lettore.

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