Non aspettarmi vivo. La banalità dell'orrore nelle voci dei ragazzi jihadisti

Anna Migotto,Stefania Miretti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Pagine: 260 p., Brossura
  • EAN: 9788806232832
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 14,88

€ 17,50

Risparmi € 2,62 (15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

€ 9,45

€ 17,50

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

Introduzione.

Era l'inverno del 2013 e l'estate del 2016 abbiamo attraversato più volte la Tunisia per raccogliere le storie dei suoi giovani Foreign Fighters, i più numerosi in assoluto tra i quanti, da tutto il mondo, hanno raggiunto l'autoproclamato Stato Islamico. Volevamo comprendere in cosa fossero diversi, al di là dell'incredibile esplosione numerica, dalle leve jihadiste del passato; quali nervi scoperti avesse saputo toccare il mostro che per convenzione continuiamo a chiamare Isis (e gli arabi Dã'ish, mentre per i suoi adepti è semplicemente al-Dawla, «lo Stato»); quale fosse la sua malia, il suo potere di seduzione sui ragazzi. E l'unico modo per provarci era addentrarsi dento l'incubo in cui i genitori dei giovani jihadisti, i fratelli e gli amici, intere comunità musulmane (molte le vittime),erano nel frattempo precipitati; familiarizzare col dolore di quegli estranei, e in definitiva coi molti fantasmi che popolano un mondo per noi europei abbastanza indistinto, che spesso pretendiamo di giudicare da lontano, incapaci di riconoscerne la tragedia. Fin dall'inizio ci era infatti parso, e sempre più lo pensiamo, che il forsennato entusiasmo con cui i ventenni tunisini raggiungevano i campi di battaglia siriani, le loro farneticazioni indentitariste, la crudeltà di cui davano prova, il proverbiale desiderio di morte, en on da ultimo il simbolico ma brutale parricidio in corso, fossero il sintomo più lampante di un male che andava lentamente spandendosi nelle nostre stesse periferie e un po' ovunque nel mondo.