Non dirmi che hai paura

Giuseppe Catozzella

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2014
Pagine: 236 p., Brossura
  • EAN: 9788807030772
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Recensioni dei clienti

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    Charly

    21/03/2017 08:14:24

    Pulito, ben scritto e appassionante. Se rimango sveglio fino alle tre di notte per finire un libro che non è un noir e di cui già conosco il finale, è segno che quel libro è stato scritto col cuore.

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    Gianfranco

    28/08/2016 11:49:18

    A me è piaciuto tantissimo. Davvero commovente e ben scritto.

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    cristina

    22/07/2016 16:38:42

    La prima parte del romanzo mi è risultata faticosa, noiosa, ma è stato poi un crescendo, fino alla fine. Scrittura semplice e scorrevole, buona la strutturazione della storia, con il giusto ritmo dei tempi. La cosa per me sorprendente di questo libro è che mi ha spinto a saperne di più della storia di Samia e delle sue vicissitudini; raramente ci si sente coinvolti in storie che sanno di già visto, già sentito, già letto (purtroppo drammaticamente). Non so quanto la storia sia stata romanzata e quanto invece rispecchi la verità; non so dire se sia un libro furbetto o meno, ma posso dire che mi ha lasciato qualcosa, ed è già molto di questi tempi letterari.

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    RICCARDO

    18/06/2016 23:33:00

    Difficile mettersi nei panni di una ragazzina somala che ama correre in un paese devastato dalla guerra. Catozzella riesce a descrivere molto bene la storia di Samia, riesce a farti emozionare e riflettere. Bellissimo libro.

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    Carol

    02/06/2016 11:21:12

    Libro furbetto, come lo hanno definito altri lettori accorti prima di me, fatto per commuovere il grande pubblico. L'autore ha ricostruito la storia di Samia attraverso le testimonianze di chi l'ha conosciuta, ma il limite è che la racconta con la voce della ragazza, in prima persona, senza averla mai nemmeno incontrata. Impossibile raccontare con verosimiglianza i pensieri di una bambina somala di 8 anni se non lo sei stato anche tu, e per quanto puoi esserti documentato e aver vissuto a lungo in quei posti a contatto con quella realtà (come racconta lo stesso Catozzella) non puoi arrivare a diventare tu scrittore la voce narrante del protagonista. Per cui ne esce una prosa a volta banale, a volte stucchevole, a volte epica. Quale bambina così piccola ha una maturità di pensiero e di linguaggio del genere? Tutti i personaggi della sua famiglia sono così edulcorati e pieni di saggezza da sfoderare frasi e pensieri profondi ogni poche righe. Alla fine ne esce un racconto poco verosimile di una storia che invece è vera. Secondo me avrebbe funzionato meglio se fosse stato scritto come resoconto giornalistico piuttosto che come romanzo, perché la storia c'è, è potente, può risvegliare le coscienze e aiutare a guardare oltre la banalità e la retorica il dramma dell'immigrazione. Ma qui ciò che fa presa è l'effetto "cacciatore di aquiloni": vicende di vita vera, così drammatiche, ingiuste e lontane da noi, che non possono non suscitare forti emozioni in chi le legge, ma che non necessariamente fanno di chi le racconta uno scrittore. Secondo me Catozzella dovrebbe scendere dal piedistallo dove si è messo o l'hanno messo. Un po' di modestia, anche durante le presentazioni dei suoi libri, non nuocerebbe alla causa. Non siamo tutti masse incolte che hanno bisogno di essere erudite e illuminate dai suoi libri.

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    gilda pucci

    03/01/2016 18:05:22

    Troppo semplice dicono. Invece penso che sia proprio questo il bello di questo libro, è perfetto per i giovani ragazzi. Può essere letto da tutti, anche se è vero che per gli adulti potrebbe risultare un po' banale e piatta. Purtroppo è una storia vera, Samia e tutti coloro che sono morti durante il viaggio staranno sempre nei miei pensieri

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    Isabella Mancino

    29/05/2015 16:31:43

    Libro meraviglioso, scritto benissimo. Complimenti all'autore che è riuscito a descrivere situazioni, sogni, realtà, emozioni, viaggi, come se li avesse vissuti in prima persona. Lavoro in Caritas da 11 anni e sono tutti i giorni a contatto con storie drammatiche, ma rileggerle su un libro scritto così bene, mi ha aiutato ancora di più a comprendere più nel profondo le persone che incontro ogni giorno. Ringrazio di cuore l'autore per la capacità di empatia. Spero che questo libro venga letto da tutti coloro che non comprendono e non capiscono cosa vuol dire vivere in contesti di guerra e sono COSTRETTI a partire, loro malgrado, anche se preferirebbo vivere nella loro terra. GRAZIE GIUSEPPE CATOZELLA

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    Maria Teresa Farina

    22/01/2015 18:51:37

    Ho letto prima alveare,poi non dirmi che hai paura.In entrambi i casi ho riso,pianto,sognato e presa reale coscienza dei temi affrontati. Grazie,ho divorato le pagine ,leggendo i libri due volte,per catturare e memorizzare cio' che piu' mi ha colpito.Sono rimasta affascinata dallo stile semplice,ma forte e contenta per averle potuto manifestare le emozioni provate. Terry-Terremoto

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    TIZIANA

    20/01/2015 21:58:07

    ci sono tanti aspetti che toccano sia la vita personale che quella politica. Tanto affetto, amore, amicizia. E separazioni come lame di coltello nel mio dolore provato tante volte a partire da quando ero piccola... Sì, poi la guerra, gli integralismi, la sorte delle donne, il Viaggio. Tutte cose che si sanno, ma leggerle lì, come quando ho visto "Io sto con la sposa", mi ha fatto "prendere le misure"/toccare con mano...notevole libro ed il finale è una autentica PUGNALATA!

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    Francesca

    04/12/2014 16:04:50

    Ho comprato il libro solo dopo aver letto i tutti i commenti. E mi piacerebbe capire il perchè di alcuni commenti negativi; non me li spiego proprio. Assolutamente da leggere e regalare

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    Alberto

    17/11/2014 21:41:35

    Apprezzamenti positivi meritati, scrittura scorrevole, ti avvince e non lo chiudi finchè non l'hai finito, dovrebbe essere letto da certe persone, purtroppo è tutto vero quello che abbiamo letto, parlo del "Viaggio", ovvio, quanto dolore sofferenza, determinazione, cattiveria. C'è tutta la miseria dell'umanità, sia nei carnefici che nelle vittime. Non l'ho trovato affatto furbetto o un'imitazione d'altri best sellers.

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    Jacopo

    12/11/2014 09:59:03

    Commuovente e ben scritto. Poi il fatto che sia una storia vera coinvolge ancora di più, ma do quattro stelle perché in certi passaggi ho realmente sofferto ed è una cosa che spesso ci si trova a fare, ma che non mi andava di fare.

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    paolo

    27/10/2014 15:40:32

    Bellissimo, coinvolgente, toccante. Assieme a "Pane amaro" di Elena Gianini Belotti è il più bel libro sul tema dell'emigrazione, uno di quei libri che ti lasciano qualcosa, che ti arricchiscono il pensiero su un tema così drammaticamente attuale. Spero che lo leggano nelle scuole.

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    Giulia

    08/10/2014 21:05:11

    Sono d'accordo di definire questo libro noiosissimo nonché non storia scontata. Nulla di particolare. Per il premio ricevuto mi sarei aspettata di più.

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    Elisa

    07/10/2014 12:27:45

    Forse questo libro non l'ho capito, perché non riesco a spiegarmi tutti questi giudizi positivi, ma in fondo, ognuno ha i suoi gusti. Io l'ho trovato un libro furbetto, ma non necessariamente è un male, ho letto libri furbetti e allo stesso tempo molto belli. Non è questo il caso però. Questo libro è noiosissimo, uno dei pochi che non sono riuscita a finire. L'impressione che ho avuto è che lo scrittore voglia scimmiottare i libri di Hosseini senza riuscirci. Peccato.

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    ant

    01/10/2014 08:11:51

    Un libro che arriva dritto al cuore, una storia struggente e intensissima. La protagonista del romanzo è Samia, ragazzina somala con la corsa nel sangue, e l'autore è molto bravo a descrivere tutti i passaggi della crescita sia fisica che soprattutto atletica e morale della piccola atleta. S'intrecciano alla perfezione e sono molto interessanti le digressioni a riguardo sia del vissuto e della quotidianità di Samia, che delle vicissitudini e delle problematiche di guerra concernenti la Somalia di questi ultimi anni, con tutti i riferimenti e gli spunti relativi al prendere piede dei fondamentalisti in quella terra. Si resta di stucco nel leggere della determinazione di questa piccola ragazza, in un luogo dove l'odore di polvere da sparo impregna l'aria o dove avvengon uccisioni al mercato o per strada come se niente fosse, e nonostante questo Samia, in principio col suo amico del cuore Alì e dopo da sola, è ostinata nel perseguire il suo sogno: la partecipazione alle Olimpiadi. In una terra così martoriata però chi più chi meno coltiva una speranza, che è quella di andare in Europa, e Samia sin da bambina trascorre i suoi fine serata nel cortile della sua umile casa ascoltando i genitori o i vicini di casa che parlano di una cosa mitologica, da discuterne con rispetto e devozione, un qualcosa che fa venire i brividi solo a pensarla e che molti che l'han fatto e che son riusciti a portarlo a termine, non dimenticheranno x tutta la vita : Il Viaggio!!!(cioè l'attraversamento dell'Etiopia, del Sahara, la Libia e l'Italia) L'ultima parte del libro, emozionantissima parla proprio di questo, con Samia che dopo mille tentennamenti decide di intraprendere. L'impossibilità x Samia di poter andare al mare in Somalia perché luogo troppo esposto ai cecchini:""a volte facevamo di tutto per non guardare in quella direzione. C'erano giorni però in cui era troppo doloroso, erano i giorni di sole forte e di cielo blu in cui sosoffiava forte il vento fresco che arrivava dal largo"

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    Giordano

    13/09/2014 17:34:25

    Bella storia, quasi appassionante, ma la lettura di questo romanzo mi fa tendere a confermare che i giornalisti non dovrebbero scrivere romanzi. Catozzella sembra immedesimarsi nella capacità narrativa di una bambina come la piccola Samia. Prosa molto limitata e lettura molto scorrevole, il libro non può essere considerato uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea, benché la storia sia davvero avvincente. Sicuramente sarebbe potuta essere sfruttata tanto meglio. Senza infamia e senza lode... Peccato!

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    simona

    25/08/2014 23:00:35

    La storia vera di Samia Yusuf Omar, una ragazza somala che sin da piccola coltiva, nonostante la guerra e gli integralisti, la sua passione per la corsa arrivando a gareggiare alle Olimpiadi di Pechino. arriverà ultima ma verrà considerata un esempio per tutte le donne somale che si battono per la libertà. La forte motivazione di partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012 le darà la forza per intraprendere il Viaggio (allucinante!!!) che dalla Somalia, attraverso l'Etiopia, il Sahara, la Libia e l'Italia avrebbe dovuto portarla in Europa. Perderà la vita a 20 anni nelle acqua del Mediterraneo allo scopo di raggiungere un'imbarcazione italiana e la salvezza 4 mesi prima delle Olimpiadi di Londra. Toccante, crudo, reale.. Giuseppe Catozzella descrive con grande precisione e sensibilità la vita dei somali e di tutti i popoli africani che, spinti dalla disperazione, affrontano il lungo viaggio di privazioni al limite della sopportazione dell'essere umano pur di raggiungere la libertà. Meritatissimo vincitore del premio Strega giovani e finalista al premio Strega 2014. Consigliatissimo!

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    ulisse57

    28/07/2014 08:34:06

    Quando leggo un libro mi piace essere sorpreso: nel linguaggio e nella trama?.o almeno in uno dei due. Quando questo non avviene è con fatica che mi trascino fino all'ultima pagina per poi dimenticarlo definitivamente. Purtroppo questo libro appartiene a quest'ultima categoria. Non lascia nulla se non l'impressione di un "déjà vu" anzi "déjà lu=.

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    Maurizio Ciarlatani

    22/07/2014 15:40:57

    Un libro scritto con il cuore e con uno stile scorrevole e leggero, nonostante la drammaticità dei fatti. L'ho letteralmente divorato, catturato dai sogni di Samia,che è diventata pagina per pagina sempre di più la mia ahayoo. Lo rileggerò di sicuro.

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Vincitore Premio Strega Giovani 2014
Perché è importante che questa storia venga letta dal maggior numero di persone? Perché ci sembra doveroso che a scriverla sia stato proprio un giovane autore italiano? Perché la storia di Samia ci coinvolge tutti.
Forse qualcuno ricorderà le discusse Olimpiadi di Pechino del 2008. Erano anni difficili, di guerre e integralismi tra popoli e tempi in cui nuove economie emergenti entravano alla ribalta mondiale. La Cina, paese comunista che aveva saputo conciliare all’ideologia imperante anche una forma di capitalismo spinto, ospitava tutte le delegazioni sportive con l’intento di dimostrare al mondo intero che i due modelli di governance globali possono convivere nello stesso, complicato, sistema economico. È proprio a Pechino che vediamo per la prima volta Samia, giovane atleta somala che corre nella batteria dei duecento metri e arriva ultima. Le immagini della sua corsa alle Olimpiadi con i veli in testa, le spalle coperte, le gambe sottili e quegli occhi enormi carichi di voglia di riscatto per il suo popolo, fanno il giro del mondo. Quella ragazzina, che corre insieme alle atlete americane dieci volte più robuste, agili, profumate e griffate, diventa un’icona dell’emancipazione femminile nei paesi musulmani.
La storia di Samia, della sua infanzia a Mogadiscio, della sua passione per la corsa e del Viaggio che intraprende a soli vent’anni in cerca della libertà è il racconto delicatissimo eppure struggente che Giuseppe Catozzella fa in queste pagine. Tutto inizia in una città di mare, ma dove il mare è vietato a tutti, soprattutto ai bambini. A Mogadiscio una sanguinosa guerra etnica imperversa da tanti anni, il coprifuoco scandisce la vita degli abitanti, che non possono muoversi liberamente, l’aria è intrisa di polvere da sparo e gli attentati al grande mercato cittadino sono un rischio quotidiano. Samia, di etnia abgal è una privilegiata, perché gli integralisti di Al-Shabaab che hanno preso il potere, rivolgono il loro odio soprattutto all’etnia darod, che sono la minoranza. Nella famiglia di Samia però, la convivenza tra abgal e darod è sempre stata pacifica. Lei, con i suoi genitori e i suoi fratelli, divide la stessa casa con Yassim e i suoi figli, un grande amico di suo padre di etnia darod. Samia e Alì, il figlio minore di Yassim, crescono insieme, accomunati dalla grandissima passione per la corsa.
Senza scarpe, solo con una vecchia maglietta sdrucita e un pantaloncino, i due ragazzi sfrecciano per le vie della città, evitando accumuli di spazzatura e pozzanghere di fango. Di notte entrano nel vecchio stadio cittadino crivellato di colpi di mitragliatrice e si allenano alla luce della luna. Sono anni difficili, di sacrifici e fame, pericoli continui di attentati, leggi coraniche contro le donne e angherie dei bambini soldato. Eppure è un’infanzia bellissima quella di Samia, attorniata dall’amore della famiglia e incoraggiata da un padre straordinario, che la incita a coltivare il suo sogno anche contro le leggi coraniche. Una bambina “guerriera” come Samia, che con le sue vittorie riscatterà tutte le donne musulmane, non deve mai dire di aver paura, altrimenti la paura, come un demone, la paralizzerà: è questo l’insegnamento del padre aabe, è ripetendo questo mantra che Samia corre più forte di tutti gli atleti del suo Paese.
L’odissea di questa ragazzina in cerca di libertà, che affronta con le poche forze che ha il suo grande sogno di vincere le Olimpiadi di Londra del 2012, è il fulcro di questo romanzo che assomiglia tanto a una fiaba. Le prime gare, l’ingresso nella squadra olimpica, il viaggio fantasmagorico per Pechino nel 2008, ma anche le enormi difficoltà di allenarsi, dopo che Alì è costretto a fuggire da Mogadiscio e suo padre perde il lavoro. A un certo punto della sua breve vita, Samia si vedrà costretta a prendere l’unica strada possibile per il riscatto: la via del deserto, il Viaggio, sulle tracce di sua sorella Hodan che lo ha già fatto per approdare in Finlandia. Sarà veloce e definitiva la sua decisione di mettersi nelle mani dei trafficanti di uomini che, in cambio di quantità crescenti di denaro, si offrono di traghettare persone disperate, clandestini, fuggitivi, attraverso tutta l’Africa. Anche Samia si ritroverà stipata con altre settanta persone su una jeep attraverso il deserto. Dall’Etiopia al Sudan, dal Sahara alla Libia, un viaggio di otto mesi ai limiti della sopravvivenza, con l’unico obiettivo di mettersi in salvo sulle coste italiane, a Lampedusa. Tutti quelli che hanno già affrontato il Viaggio sanno che peggio del deserto, che ti rende folle, e delle prigioni libiche, dove le donne che non pagano vengono violentate, c’è solo il Mediterraneo. Attraversare il Mediterraneo è l’ultimo passo verso la libertà, ma anche il più rischioso, è una traversata decisiva in cui ciascuno può, in un attimo, perdere tutto.
Con una voce ispirata e intensa nella sua profonda umanità, Giuseppe Catozzella si immerge nei panni di questa giovane donna somala, eroina dei nostri tempi, restituendoci una storia memorabile, capace di aprire profondi solchi di sensibilità nell’animo di ognuno di noi.