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Traduttore: P. Novarese
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 291 p., Brossura
  • EAN: 9788806190453
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Un romanzo sull'essere umano, sull'ingegneria genetica, sui cloni, ambientato nell'Inghilterra degli anni '90. Una storia che si lascia scoprire a poco a poco, che svela le sue carte come se fosse un mistery, a partire dall'io narrante di Kathy H., trentuno anni, che rivela attraverso i suoi ricordi una realtà parallela, un "mondo nuovo" di ragazzi e ragazze creati e cresciuti nell'esclusiva scuola di Hailsham, college inglese di ottimo livello immerso nel cuore verde di un'Inghilterra civile e fredda, dove si insegna soprattutto l'espressione della creatività individuale.
Al centro dei ricordi di Kathy vi è la splendida relazione di amicizia e amore tra Kathy stessa, la sua intelligente amica Ruth, e Tommy, il ragazzo collerico, sportivo e imbranato che entrambe amano. Non hanno genitori, ma non sono nemmeno orfani. La loro vita scorre nel tedio del collegio, tra alleanze, bisticci e tradimenti, con una vaga sensazione di minaccia che incombe sui tre giovani anche per il fatto che gli insegnanti continuano a dire loro che sono speciali. Una delle responsabili della scuola, che i bambini chiamano Madame, si comporta in modo strano con i piccoli, sembra quasi averne paura, "come si ha paura dei ragni" pensa Kathy. I bambini fanno domande ai tutori sul loro futuro, sul perché i loro disegni e le loro poesie vengano requisiti e messi in un luogo misterioso, ma ottengono sempre risposte evasive e reazioni eccessive ai loro dubbi. Si sente questa tensione tra le righe, sotto la calma apparente dei ricordi di gioventù, finché si arriva alla scoperta. I tre sono cavie di un processo scientifico inquietante che prevede per loro un futuro già programmato da "donatori" di organi a partire dai sedici anni o da "assistenti" di sostegno ai donatori, come nel caso di Kathy, la protagonista narrante. Ad Hailsham seguirà il periodo nei Cottages, l'adolescenza, i veterani che poi se ne vanno e non tornano più, la ricerca della propria copia ("i possibili") su cui i giovani erano stati modellati, le prime esperienze sessuali, e un ciclo di vita crudele che incombe con le sue tappe e nega ogni sogno per il futuro.
Una storia sospesa a metà tra la fantascienza e l'incubo postmoderno, intrisa di una smisurata tristezza per le sorti di questi tre bambini, poi ragazzi e giovani adulti che crescono credendo nel potere dell'amore e dell'amicizia di cambiare, comunque, ogni cosa, compreso il loro destino di vittime predestinate. Con Non lasciarmi/i> Kazuo Ihiguro, come accadeva anche in Quel che resta del giorno, utilizza una vicenda ordinaria per trasportarci in un mondo straordinario e parallelo dove narra di persone "diverse" per parlare in realtà della nostra vita: noi come loro, inquieti, angosciati, eppure pieni di speranza.

Recensioni dei clienti

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    rossano garibotti

    18/06/2016 18.19.24

    Uno dei migliori romanzi che abbia letto. Non aggiungo altro per timore di rivelarne aspetti che potrebbero anticiparne trama e ambientazione, e forse guastarne un minimo la lettura...è probabilmente meglio leggerlo ignari del contenuto. Ishiguro è senz'altro uno dei migliori scrittori viventi.

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    Giulia

    07/06/2016 15.25.41

    Mi sono avvicinata a questo libro con diffidenza, non essendo particolarmente amante del genere distopico. Ma ' Non lasciarmi' è molto di più. È, prima di tutto, una storia di perdita. Ci sono tre ragazzi ' speciali', legati dalla vita in comune ad Hailsham e poi dalla vita ( o dagli uomini?) tragicamente separati. Una storia di perdita delle persone amate dunque, e di un passato che non si riesce a superare. Niente, a mio parere, è lasciato al caso nel romanzo. A partire dall'aura nebulosa, quasi stordita, della scrittura, al finale. La voce narrante di Cathy, all'apparenza fredda e asettica, è quella di una giovane donna costretta da sempre a spegnere le sue emozioni, ma il cui animo è al contrario profondamente tormentato, lacerato da fantasmi impossibili da esorcizzare. Anch'io ho avuto l'impressione che il romanzo dovesse ancora decollare, ma giunta alle ultime pagine ho capito che non poteva essere scritto diversamente. Non aspettatevi scene di pathos o atti di ribellione. La vita non sempre lascia spazio ai finali lieti, alla rivalsa. Ed in questo si cela il suo dramma e la sua ineffabile bellezza. Un libro di una potenza e una sensibilità assai rara.

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    Bookworm

    09/05/2016 19.31.00

    Pochi gli elementi del genere distopico. La narrazione è così confusionaria da non permettere la lettura in modo fluente senza essersi prima informati adeguatamente sulla trama. Se il ruolo di narratore fosse stato affidato a Tommy o a Ruth, probabilmente ci sarebbe stata una maggiore introspezione psicologica, invece l'autore ha scelto l'introversa Kathy come protagonista, sottoponendo il lettore a uno sfiancante e piatto elenco di aneddoti, che fa venire seri dubbi sulla buona riuscita dell'esperimento di Madame.

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    Annarita

    03/03/2016 18.46.05

    Il tema del libro è originale e prefigura un futuro in cui la funzione di servizio di alcune persone rispetto ad altre sarà spinta fino a limiti morali ed etici oggi, e mi auguro anche domani, non giustificabili. Ishiguro affronta l'argomento della clonazione finalizzata all'espianto di organi da un punto di vista molto intimo: al centro del racconto c'è la storia della vita di tre bambini, dall'infanzia vissuta in un misterioso istituto sino al compimento del loro destino nell'età adulta. La realtà è svelata molto gradualmente e questo rende la prima parte del libro difficile perché non è facile legare tra loro fatti e persone e sembra mancare un senso di continuità nella narrazione. L'atmosfera è rarefatta, le figure evanescenti e quasi prive di sentimenti; ciò che prevale è la dimensione asettica di una clinica ospedaliera collocata in un luogo e in un tempo oscuri. A mano a mano che la vita si svolge e la storia si chiarisce emerge il lato sensibile dei tre ragazzi in un crescendo di emozioni, malinconie, consapevolezze e rassegnazione che rendono il libro forte e drammatico e nel quale il disumano non vince sull'umanità dell'individuo.

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    Paola

    01/07/2015 10.37.34

    Ho iniziato il libro con molte aspettative perché avevo letto diverse recensioni positive e normalmente sono affascinata dai romanzi di tipo distopico. Purtroppo, anche se ho finito il libro per forza di volontà, l'ho trovato poco avvincente e pesante. Il tema trattato è sicuramente interessante, ma a mio avviso non viene adeguatamente approfondito. Rimane invece come uno sfondo minaccioso per lasciare spazio alle dinamiche tra i protagonisti, fatte di non detti e incomprensioni. Anche se il romanzo è tutto giocato sui sentimenti e i rapporti tra i tre personaggi principali, mi sembra che alcuni aspetti rimangano troppo nebulosi e ambigui. Ad esempio i motivi per cui Kathy continua a svolgere il lavoro di assistente dopo così tanti anni e i veri sentimenti di Tommy per Ruth, o di Kathy per Tommy. Mi pare che proprio gli snodi su cui si concentra tutta la vicenda alla fine non riescano a risultare ben delineati. Anche la scrittura è un po' piatta e si perde in mille dettagli e precisazioni inutili; inoltre i continui flashback risultano pesanti per il lettore. Ho avuto occasione di guardare il film ispirato al libro e trovo che sia molto più coinvolgente, anche se hanno dovuto apportare alcuni cambiamenti per dare uno sviluppo coerente alla vicenda.

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    Donata

    30/03/2015 18.45.33

    E' forse il libro più brutto e inconsistente che ho incrociato nella mia vita. La storia non parte mai, arrivi a pag. 50 e ti dici "adesso inizierà" e arrivi alle ultime pagine per renderti conto che invece il libro non è mai partito. La rete dei personaggi è confusionaria. Insomma, una vera delusione.

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    Ady

    17/02/2015 19.28.03

    Le prime due parti sono piatte, completamente prive di tensione narrativa e introspezione psicologica dei personaggi; l'autore inizia a dare delle informazioni vaghe, ma non svela mai nulla. Il libro si risolleva nella terza parte, in cui vengono spiegate molte cose. La scrittura è scorrevole, ma purtroppo devo concordare con chi l'ha trovato inconsistente; il tema distopico necessitava di ben altro pathos.

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    DONA

    07/10/2014 12.08.51

    Bellissimo libro, di quelli che ti rimangono dentro. All'inizio ho faticato ad entrare dentro la storia... ma poi passato il momento l'ho detto con grande piacere. Consigliato

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    Quypa

    07/10/2014 09.28.46

    Io sono sicuramente una voce fuori dal coro in mezzo a tanti commenti entusiasti e agli elogi della critica. Sono riuscita a trascinare la lettura fino a pagina 40, poi ho dovuto abbandonare: donatori, assistenti, tutori, visite mediche periodiche, regole incomprensibili in una sorta di campo di addestramento. Non ce l'ho fatta ad andare avanti per capire il significato del libro nel suo insieme.

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    Jane

    26/09/2014 16.59.35

    Fino a che punto l'uomo può spingersi oltre i propri limiti? Cosa accadrebbe se in un futuro non troppo lontano si venisse a classificare l'uomo in "umano di serie A" e "umano di serie B"? Quando l'uomo diventa creatore di un altro essere umano, potrà dire di assicurargli la stessa libertà che lui stesso ha ricevuto in dono? Benché Ishiguro tratti un tema assai caro alla letteratura e anche alla cultura cinematografica - quello della clonazione- l'autore sembra più interessato a far entrare il lettore nella vita dei tre protagonisti "di serie B", raccontandone speranze, amicizie e amori. Per costoro tuttavia il destino è già stato programmato e i loro sogni dovranno essere messi da parte per compiere ciò per cui sono stati creati. Forse accade che quando l'uomo tenta di sostituirsi a Dio, lo fa a discapito della sua stessa umanità.

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    Lloyd

    26/04/2014 17.50.40

    Certo non posso che essere daccordo con Norman sulla carenza di pathos e sull'incapacità di tenere il lettore incollato col naso alle pagine, ma non si può negare che il messaggio di fondo è una trovata geniale nel descrivere quello che stiamo diventando... Aspra critica dell'egoismo occidentale e dell'attaccamento morboso alla vita, questo testo fà una critica aspra e visionaria di quello che potremmo diventare quando l'amore per noi stessi e per i nostri cari (e sottolineo l'amore) aggiunto alla paura di perderli (e sottolineo paura) ci faranno perdere la nostra umanità... Non so voi, ma secondo me ha quel non so chè di "Orwell"

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    Alinuccia80

    22/08/2013 12.16.30

    L'ho letto 9 mesi fa ma a volte ci penso ancora. Anche se la tematica non è originalissima la storia è tenera, ricca di speranze che saranno poi spezzate e sentimenti...mi ha lasciato un senso di malinconia che mi tiene ancora legata alle sue pagine.

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    maria

    07/08/2013 11.32.19

    cosi delicato eppure cosi terribile.. c'è un'inevitabilità che è il filo costante di tutto il libro, che ha impregnato persino i protagonisti e che contagia il lettore fin dalle prime righe.. commuovente .. e si , forse straziante..

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    Chiara

    01/07/2013 23.55.00

    Voto medio...Perche' pur essendo un libro scorrevole, dal tema molto particolare (studenti che vivono la loro vita in una sorta di "college" inglese...studenti dall'origine oscura, destinati a diventare assistenti e donatori)...sono rimasta un po' delusa. Forse avevo troppe aspettative. La prima cosa che non mi e' piaciuta e' stata la prima parte, perche' ho trovato un po' fastidioso, ad un certo punto, il continuare a dire le cose a meta', il ripetere che a quei tempi c'erano impressioni che si sarebbero chiarite col tempo e gli eventi futuri...un continuo...troppo. Il secondo motivo per cui ho corretto la mia valutazione e' il coinvolgimento...non grandissimo, che ho provato durante la lettura. Ci sono comunque anche punti a favore: la gia' citata particolarita' del tema, e l'accurato approfondimento delle dinamiche e dei sentimenti che legano i tre protagonisti

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    Thinner5

    06/04/2013 01.42.55

    Libro bellissimo, ma forse non troppo scorrevole. La narrazione non è delle più ricche, sopratutto nella parte riguardante Hailsham, si limita a pochi episodi che non seguono una precisa linea temporale, tuttavia la storia è abbastanza chiara. I personaggi, Kathy e in particolar modo Ruth, non sono esattamente un modello di comportamento e potrebbero risultare irritanti a più di uno, ciononostante sono decisamente realistici e credibili. Diverse le tematiche trattate in questo romanzo, che si conclude in maniera molto triste. Nel complesso, consigliato!

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    Manick

    26/03/2013 22.43.21

    Mi rincresce dover dire che e' stata una gran delusione. Noioso, ripetitivo e con uno stile di scrittura alquanto pesante. Tuttavia per rispetto verso l'opera e lo scrittore, mi sono sforzato di finirlo.

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    Se una notte d'inverno un lettore

    18/01/2013 21.26.24

    L'effetto dello straniamento dell'incipit è assicurato: «Mi chiamo Kathy H. Ho trentun anni, a da più di undici sono un'assistente. Sembra un periodo piuttosto lungo, lo so, ma a dire il vero loro vogliono che continui per altri otto mesi, fino alla fine di dicembre». Mi è, fin da subito, parso di essere un'ospite indesiderata in questo libro: è come quando si legge un diario e si è ben consapevoli che non è lecito entrare nei pensieri di un'altra persona, ma la curiosità e l'interesse è tanto che si finisce per vincere questa voce della coscienza. Mi piace pensare che questo senso di smarrimento iniziale sia stato profondamente voluto da Ishiguro, quasi fosse un monito, per non affezionarsi troppo ai protagonisti? Ma la curiosità ha preso subito la meglio; dopo qualche pagina, è molto facile affezionarsi ai personaggi di Kathy e Tommy (di Ruth un po' meno, almeno per quanto mi riguarda), nonostante ci sia sempre quel quid che non ci viene svelato e mantiene la distanza tra lettore e io narrante. È un continuo avvicinarsi e riallontanarsi, incontro e scontro su alcuni pensieri condivisibili e altri difficilmente comprensibili, vista la storia che resta enigmatica e avvolta nel mistero fino alle ultime pagine. Non mi soffermo nel raccontare la trama, che si potrebbe trovare ovunque. Cosa resta di Non lasciarmi? Non lasciarmi è - innanzitutto - una storia d'amore, contrastata, che ripercorre tutto il romanzo. Rappresenta, poi, uno di quei testi profetici e imprescindibili, come può essere 1984 di Orwell: fa luce su un'umanità obiettabile, a fronte di una disumanità che di disumano non ha proprio nulla. Al contrario di quanto si possa pensare, i protagonisti di Non lasciarmi sono estremamente positivi, come sottolinea anche Ishiguro: «I protagonisti di Non lasciarmi sono personaggi molto positivi, vivono una condizione aberrante, eppure dimostrano che l'amore e l'amicizia sono più forti di tutto».

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    angelo

    16/01/2013 19.47.50

    Ingredienti: tre bambini che la vita avvicina, allontana e riunisce, tre cloni destinati a diventare parti di ricambio di organi umani, un mondo in cui i corpi paiono dominare sui cuori, un destino da vivere come treni finiti su rotte e binari sbagliati. Consigliato: a chi ama romanzi distopici che portino con sé tante domande e poche risposte, a chi vuol vedere il mondo con gli occhi dei sentimenti.

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    ninonux

    07/12/2012 12.19.35

    Comprai il libro per due ragioni: 1)sono attratto dal filone della cosiddetta letteratura distopica che tanti capolavori ci ha regalato (1984 di Orwell e Farehneit 451 di Bradbury su tutti) e 2)ero rimasto letteralmente fulminato dalla lettura di "Quel che resta del giorno", che mi aveva rivelato il talento smisurato di questo grandioso scrittore. Purtroppo sono rimasto doppiamente deluso. L'ho trovato un pò....inconcludente, in alcuni tratti decisamente noioso ed eccessivo; alcune parti del libro mi sembrano ridondanti, mentre in altri punti appare deficitaria l'analisi pricologica dei protagonisti. Peccato!

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    giorgio g

    02/10/2012 10.02.30

    Ho chiuso il libro con sollievo: finalmente avevo finito una lettura inconcludente e noiosa. E dire che l'avevo comperato pieno di aspettative, attirato dal nome dell'autore al quale dovevo le ore piacevoli trascorse a gustare quel capolavoro che era e rimane "Quel che resta del giorno", uno spaccato della vita nella vecchia Inghilterra visto da un giapponese che da molti anni vive nelle isole britanniche e ne ha assorbito usi, costumi e modo di pensare. La storia che ci narra in "Non lasciarmi" ha un che di inquietante essendo i protagonisti nientemeno che dei cloni generati per la donazione di organi: i loro pensieri, le loro relazioni reciproche, i loro desideri, i loro amori sono evidentemente condizionati dalle loro origini e dal loro destino. La vicenda assume di conseguenza un tono falso ed irreale che, nel leggerla, mi ha dato un senso di fastidio. Mi auguro comunque che gli orrori che il libro non descrive ma lascia intendere non abbiano mai a verificarsi e che prevalga il senso etico. Comunque, mi sono meravigliato nell' apprendere che la rivista "Time" ha giudicato il romanzo come il migliore pubblicato in lingua inglese nel 2005. Probabilmente non ne ho compreso la finezza...

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