Traduttore: S. Lauzi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 439 p., Brossura
  • EAN: 9788811694281
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Recensioni dei clienti

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    Silvana

    22/01/2016 21:49:55

    E' il primo libro che leggo di questa scrittrice, Al di là degli ultimi capitoli avvincenti e con un finale eclatante, il restante lo ritengo noioso e logorroico.

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    Livia Bernardi

    31/03/2015 11:27:53

    E' il terzo libro dell'autrice che leggo, in ordine cronologico, e questo mi è piaciuto proprio. Secondo me qui l'autrice ha finalmente trovato la via giusta per confezionare un prodotto validissimo, dopo le sperimentazioni avviate con i primi due libri che sembrano ancora "tentativi" con uno stile non ancora ben definito e momenti di "appesantimento" soprattutto sull'approfondimento psicologico di certi personaggi. In questo libro invece tutto scorre facilmente e la trama e il finale a me sono molto piaciuti (vedo anche una citazione da "La storia di Y" di Ellery Queen e "E' un problema" di Agatha Christie...). Lo consiglio.

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    zombie49

    25/12/2014 05:04:11

    Sally vive in un sobborgo di Londra, è felicemente sposata, ha due bambini, un lavoro soddisfacente. Nel suo passato, c'è solo un'ombra: ha tradito il marito con un uomo incontrato durante una vacanza in un centro benessere, mentre lui la credeva in viaggio x lavoro. Una sera, durante il telegiornale, ascolta una notizia scioccante: Mark ha appena perso la moglie e la figlia, e si sospetta un omicidio suicidio. Tutto corrisponde: nomi, lavoro, indirizzo, ma l'uomo che appare affranto nel notiziario non è quello con cui ha trascorso una settimana. Sally vorrebbe avvertire la polizia ma teme x il proprio matrimonio e x la propria incolumità, essendo lei l'unica testimone dell'inganno. Anche alla polizia però, non tutti credono al suicidio: il detective Waterhouse pensa a una situazione più complessa. Un giallo soft basato su un espediente molto sfruttato, lo scambio di persona. La storia è soprattutto un gossip sulla vita di una donna della borghesia inglese: la famiglia, i bambini, i colleghi, le amiche, la vita sentimentale, le paranoie. Le indagini di polizia sono poco credibili, basate più su ipotesi e congetture personali che su indizi e prove. Sally è la solita investigatrice dilettante che, indagando in prima persona, si caccia nei guai. La storia è lenta, prolissa, dispersiva, piena di incongruenze. La conclusione è confusa e inverosimile, costruita solo in funzione del colpo di scena a sorpresa, il comportamento di Sally nelle pagine finali più che emozionante è risibile. I personaggi, incapaci di rapportarsi con gli altri, sembrano avere tutti bisogno urgente di uno psicologo. Più che un giallo, è uno studio sugli effetti negativi della maternità e sullo stress familiare. Morale: mai confidarsi con gli sconosciuti. Lo stile, condito di gradevole humour britannico, è piacevole, ma la vicenda è insostenibile, un mix malriuscito di giallo e di rosa. Uno dei peggiori thriller mai letti, terminato a fatica.

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    franci

    05/11/2013 18:27:36

    Veramente intrigante. Non capisco perchè diverse persone scrivono che sia brutto. Il finale è sorprendente. Basta seguire e si capisce tutto. Lo consiglio

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    ferruccio

    25/08/2013 11:11:56

    Un thriller mozzafiato con molti colpi di scena; ambientazioni e personaggi ben dettagliati che intessono una storia molto complessa e intrigante in relazione alla imprevedibilità del pensiero umano. Un finale che, in teoria, avrebbe potuto avere anche altri sviluppi egualmente in grado di fornire un eccellente pathos.

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    Pino Chisari

    26/07/2013 09:58:34

    Capisco che trovare trame nuove per un thriller sia diventato piuttosto difficile, ma questa mi pare veramente troppo tirata per i capelli e, com'è inevitabile, finisce per sorvolare leggiadramente su una serie non trascurabile di incongruenze. D'accordo poi che in tema di crimine è facile avere a che fare con patologie maqui mi pare che ci si spinga un po' troppo oltre sul tema del "peso" della maternità per una donna. In compenso certo l'autrice è molto brava nel creare atmosfere legate alla introspezione psicologica.

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    katia

    28/06/2013 16:07:06

    molto intricato, forse un po troppo tanto che si rischia di perdersi confondendo ruoli e personaggi. Comunque interessante e avvincente

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    Silvia

    02/04/2013 10:20:27

    ma come scrive sta donna?????dopo aver letto il terribile "non è mia figlia" ho deciso di dare una seconda chance a questa scrittrice pensando che tanto non avrei mai più letto qualcosa di così brutto...e invece mi devo ricredere...ennesimo libro che fortunatamente è scorrevole ma quando arriva alla fine si perde in una risoluzione senza capo ne coda e decisamente forzata...senza contare che anche qui i personaggi riescono ad essere insopportabili...bambini inclusi!!!

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    Luana

    29/03/2013 14:57:59

    E' il primo libro che leggo di questa autrice, ho voluto provare. Non riuscivo a smettere di leggere! Così dovrebbero essere tutti i libri! Credo che ne leggerò altri di Sophie Hannah.Finale inaspettato.

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    Elle

    20/01/2012 14:30:18

    Parte bene perché è veramente molto incalzante. La seconda metà però poi perde ritmo e il finale mi è sembrato proprio forzato. un'americanata - anche se l'autrice è inglese. Tutto sommato lo consiglierei ma non è imperdibile.

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    PAOLA

    15/10/2011 22:42:24

    Sono arrivata alla 323^ pagina su 439. E' una sofferenza!! Non ha un capo e nè una coda... Ormai lo devo leggere tutto. La storia è incominciata con una pazza totale e all'interno del giallo ruotano personaggi della polizia di cui non si capisce chi parla e di cosa. Insomma un vero strazio!!!

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    cristina

    31/07/2011 19:37:58

    meraviglioso!! sapevo che sophie hannah non avrebbe tradito le mie aspettative nemmeno stavolta. io adoro il modo in cui scrive e fa parlare i suoi personaggi, sembra tutto così reale.... bravissima!!

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    silvia

    28/07/2011 21:59:25

    Ammetto che come thriller mi è piaciuto molto..in genere riesco a capire il finale molto prima e invece in questo caso proprio non avevo idea su chi puntare il dito..inoltre è intricato al punto giusto..quindi lo consiglierei assolutamente..purtroppo non do il massimo dei voti perchè alcuni dialoghi sono davvero inverosimili,soprattutto quelli tra gli investigatori..e poi spesso anche i pensieri della protagonista..diciamo che non mi hanno convinta del tutto..ma questo potrebbe essere dovuto alla traduzione,non s..per il resto un thriller avvincente,uno dei migliori letti fino ad ora..e dato che questo era il primo dell'autrice continuerò a leggere i suoi libri sicuramente..

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    franca

    25/05/2011 09:35:19

    Non è la prima volta che resto delusa dai successi dei "passaparola". Peccato perché il primo romanzo letto di questa autrice "Non ti credo" mi era piaciuto. La trama si svolge in tre tronconi: una parte raccontata in prima persona; la seconda è la lettura di un diario che, mi permetto di giudicare, va ben oltre l'immaginazione e snaturalizza il ruolo della madre; il terzo sono le indagini, condotte da un gruppo di inquirenti che non danno nessuna empatia restando personaggi anonimi e la cui vita privata è insulsa e non porta nessun interesse alla trama. Inoltre: bambine di 5 anni che ragionano, si comportano ed agiscono come adulti; un adulto (marito) che si comporta, agisce e ragiona come un bambino di 5 anni; i tre tronconi con i quali è raccontata la storia non fanno altro che far perdere il filo delle indagini, condotte approssimativamente. Dopo l'inizio promettente, la lettura diventa noiosa tanto che non si vede l'ora che il romanzo termini, e lo fa in modo approssimativo, riconducendo tutto alle ultime pagine dove si legge di tutto e il contrario di tutto.

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    Dado

    18/04/2011 11:42:44

    È il primo libro che leggo di questa autrice. L'inizio è buono con tutti gli elementi del thriller dosati con parsimonia, in più vi è anche una certa descrizione psicologica dei personaggi che personalmente appezzo molto, poi vi è una parte centrale un po' lenta e quando si inizia ad intravvedere la fine l'autrice mischia talmente tanto le carte che a quel punto sorge spontanea e perfida la domanda: "ora voglio proprio vedere come fa ad uscirne con una conclusione plausibile". L'autrice, pur a fatica, riesce nel compito, creando un finale logicamente accettabile, pur se con qualche forzatura?. ma in fondo siamo nel campo letterario e non dimentichiamoci che nella vita reale vi sono delle situazioni al limite e, purtroppo a volte anche oltre, "dell'umana comprensione". "Il buon senso è una maschera che indosso per la maggior parte del tempo perché va bene per il tipo di vita che mi ritrovo a fare", detto da un genitore, nel caso specifico la mamma, non suona in maniera inquietante?? L'autrice dipinge un quadro maschile molto grigio e triste, tanto da far pensare ad un nuovo genere letterario: il thriller - femminista. Qui mi sorge un dubbio: e se la cara Hannah avesse ragione? Buona lettura. Un'ultima annotazione: ma perché si ostinano a cambiare i titoli originali?

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    orietta

    05/03/2011 14:03:41

    Bellissimo, Sophie Hannah secondo me è bravissima, mi piace come scrive, come descrive i personaggi, tutto. Letto tutto di un fiato come gli altri suoi libri.

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    lilla

    17/11/2010 12:54:00

    A me è piaciuto molto, mi ha tenuto con il fiato sospeso sino alla fine. Comsigliato

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    paola

    24/10/2010 19:11:45

    ottimo libro in cui la fantasia e il thriller si mescolano squisitamente, dettagliata la storia famigliare dei personaggi

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    dany

    02/06/2010 19:32:49

    L'idea della trama è buona e l'autrice procede in modo lineare e soddisfacente fino a circa metà romanzo. Poi le prende una specie di raptus in base al quale decide di ingarbugliare il racconto in un modo così complicato che mi ha fatto pensare "adesso voglio vedere come ne viene fuori". Abbiamo una serie di poliziotti, due "esperti" sullo stesso caso, tre bambine, due doppi omicidi, tre diari diversi e così via fino a che uno comincia a domandarsi chi_sia_veramente_chi. E non ne viene fuori bene l'autrice purtroppo. Scodella un finale complicatissimo che ho trovato anche privo di una logica di fondo sulle pulsioni che avrebbero determinato gli omicidi. Mi spiace perchè avevo apprezzato i primi due e questo terzo mi ha delusa. Con tutti gli inutili colpi di scena a rotazione che ci ha infilato dentro, avrebbe avuto materiale per un altro libro. Dò due stelline solo per l'idea e non certo per avermi inflitto la fatica di arrivare fino in fondo.

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    Giovanni

    10/05/2010 16:58:39

    L'inzio è pieno di aspettative, ma più si procede nella lettura più diventa noioso. Non c'è suspence. Fin da subito si intuisce che certe "prove",per di più tediose, che vogliono cercare di indirizzare il lettore verso una certa soluzione, non sono assolutamente credibili. Il finale contorto e ingarbugliato non lascia il segno. E' la mia prima lettura di Hannah; chissà se altri scritti sono più avvincenti? Vedremo.

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