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Non è un paese per vecchi

(No Country for Old Men)

Titolo originale: No Country for Old Men
Paese: Stati Uniti
Anno: 2007
Supporto: DVD
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I Coen riescono ancora a fare un cinema di qualità, spettacolare ma al contempo profondamente morale

Trama
Llewelyn Moss trova, in una zona desertica, un camioncino circondato da cadaveri. Il carico è di eroina e in una valigetta ci sono due milioni di dollari. Llewelyn è una persona onesta ma quel denaro lo tenta troppo. Decide di tenerselo dando il via a una reazione a catena che neppure il disilluso sceriffo Bell può riuscire ad arginare. Moss deve fuggire, in particolare, le 'attenzioni' di un sanguinario e misterioso inseguitore.

Recensioni dei clienti

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    Mr Gaglia

    20/01/2015 17.18.33

    Ispirato al romanzo del premio Pulitzer Cormac McCarthy, il film dei Coen Brother's, conferma (ce ne sarà bisogno?) la coerenza e l'originalità dei 2 fratelli divenuti ormai un marchio di fabbrica. McCarthy è il riconosciuto interprete letterario dei mutamenti di un mondo (quello del West e della frontiera messicana) divenuto estremamente più violento di quanto non lo fosse nell'epoca che lo ha fatto divenire mito cinematografico. McCarthy non è però interessato a una cinica e compiaciuta presa d'atto di una realtà innegabile. Neppure i Coen lo sono. Qui si trova il punto di contatto tra le due letture di un'umanità che cambia. La chiave di volta sta proprio in questa parola: umanità! Perché i 2 registi ci offrono una sceneggiatura decisamente più eccessiva di quella, già considerata molto violenta, del film Fargo. Le uccisioni abbondano in Non è un paese per vecchi ma si inseriscono in una narrazione che fa dell'iperbole la propria cifra stilistica. A differenza del maestro QT, però i Coen non si fermano alla coreografia raffinata della violenza. Non si accontentano di ironizzare. Non gli basta mostrare quanto sono bravi a suscitare il riso dinanzi a un uomo che muore. Non è questo il loro scopo. Ciò che per loro conta è riuscire a mettere in rilievo anche solo una scintilla di umanità in un mondo che sembra governato dalla follia. Riescono a farlo grazie al personaggio dello sceriffo interpretato da un Tommy Lee Jones che, non a caso, è uno dei protagonisti di questo film grandioso. Se si osserva con attenzione la scena finale ci si accorge come i Coen riescano ancora, nonostante le apparenze, a fare un cinema di qualità, spettacolare ma al contempo profondamente 'diverso' e morale.

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    Il Cinefilo

    03/03/2014 13.42.54

    No Country for Old Men è quasi un film ad episodi: i tre protagonisti non si incrociano mai e ognuno di essi ha sufficiente forza per catalizzare l'attenzione del pubblico. Moss è l'uomo ordinario che cade nella trappola ordita dalla sorte: potrebbe rinunciare al denaro, ma crede di essere abbastanza furbo da evitare conseguenze (che invece ovviamente arriveranno) per sé e per sua moglie; Chigurh è il male in persona, una macchina abbatti uomini paranoica con una curiosa passione per il gioco del "testa o croce" e la peggiore pettinatura mai vista su essere umano; Bell è il vecchio e rassegnato sceriffo che non riesce a comprendere il male che lo circonda e spaventa. I Coen firmano una mezza dozzina di sequenze da cineteca: la chiacchierata finale tra lo sconsolato sceriffo e la moglie, l'incidente automobilistico, l'escamotage pensato e realizzato dal killer per entrare nella farmacia e rubare le medicine di cui ha bisogno? Il cast è semplicemente straordinario: Josh Brolin dimostra di essere la sorpresa del momento, Tommy Lee Jones è un talento di razza mentre Javier Bardem, che ha già l'Oscar in tasca (e vorremo pure vedere?), firma la sua migliore interpretazione di sempre, dando folle umanità e autentico spessore ad un personaggio singolare e sopra le righe. Un film crudele, poetico, minimalista, mistico, crepuscolare e pessimista che centra il bersaglio.

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    Pasquale

    16/09/2013 15.02.05

    Non è un paese per vecchi è un film complesso da comprendere e c'è bisogno di restare svegli e attenti, perchè la sua sostanza non si basa sulle scene o sulla fotografia, ma ben sì nei dialoghi. Se lo si comprende è un film ben riuscito, anche se in effetti non è detto che i film da oscar siano piaciuti da tutti.

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    Thinner5

    26/09/2012 02.52.39

    Gran bel film! L'adattamento è molto fedele al romanzo originale, con pochi tagli alla storia. Molti dialoghi sono quasi identici. Javier Bardem offre una recitazione decisamente mozzafiato, nel ruolo di Anton Chigurh! Il libro è migliore, ma questa trasposizione non sfigura affatto! L'unica cosa è che non è di facilissima comprensione, alla prima visione, dal momento che l'essenza del film non è tanto nella storia principale, quanto nei dialoghi e in scene solo all'apparenza secondari. Assolutamente consigliato, ma necessita di una visione attenta!

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    Giuseppe

    08/09/2010 16.16.04

    Adoro i Coen e adoro Cormac McCarthy.. Questo film è bellissimo. Non capisco assolutamente le critiche. Al di là dei gusti questo è un film impeccabile. Grande Javier Bardem che ha meritato l'oscar, ma oscar meritato anche per i Coen, che di capolavori ne avevano già fatti (vedi "Fargo" o il mitico "il grande Lebowski" per esempio). I Coen sono sempre una garanzia.

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    fabriziocardinale@tin.it

    18/11/2009 09.36.19

    Buon film che mi ha tenuto in tensione dall'inizio alla fine colpendomi molto la recitazione del killer che ho trovato molto buona. Il film lascia con l'amaro in bocca perche' c'e' un finale aperto dove ognuno puo' dare l'interpretazione che vuole. Io ci vedo solo i ricordi ed i rimorsi di un vecchio uomo che e' in pensione e che sa che il mondo che lascera' sara' peggio di quello che ha trovato all'inizio. Basta riflettere sui 2 ragazzi che alla fine aiutano il killer, prima il ragazzo dice che ama aiutare gli altri ma una volta che il killer si allontana i 2 litigano sui soldi ed e' questa la scena peggiore del film perche' i registi ci mostrano quelli che saranno il nostro futuro litigare per i soldi e con questa scena in mente possiamo rivedere il finale con il monologo che cosi acquista un senso.

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    paomug

    12/10/2009 22.19.42

    Visto ieri per la prima volta. Non sono un cinefilo, non conosco i fratelli Coen,ma ho trovato il film strabiliante in sé e capolavoro assoluto se riferito all'altra faccia degli 80 reaganiani. Confermo con quanto detto da elio al 100%. Quanto al finale: giustamente aperto, e senza risposte perché questa è la risposta che vive chi va in pensione prematuramente: giorni aperti e senza direzione, senza risposta, aspettando solo di morire, col rimpianto di non aver combattut. Ma d'altra parte questo non è un paese per vecchi !!

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    Trinity

    12/10/2009 11.34.30

    Bello tutto il film ad eccezione della parte finale, che non ho capito e che comunque non mi è piaciuta... non che mi aspettassi il finale rose e fiori, pero....

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    Giulio

    20/03/2009 13.08.54

    Gran bel film, da non super appassionato dei Cohen devo dire che son stato attaccato allo schermo...Solo una cosa, anche se mi coprirete di insulti, non ho capito per niente la fine!!! Cosa vuol dire l'ultimo stacco cn Tommy lee Jones che racconta quella storia? Probabilmente dovrei rivederlo un paio di volte per capirlo, ma se qualcuno mi d aun'anticipazion...Grazie!!

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    MAX

    17/03/2009 16.11.22

    FILM ESAGERATAMENTE ACCLAMATO DA PUBBLICO E CRITICI, BELLA INVECE LA FOTOGRAFIA

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    elio

    08/03/2009 02.48.42

    Ragazzi, scusatemi se contraddico alcuni di voi, però vorrei un attimo ragionare su questo film dei fratelli Coen. Il mondo è bello perché in sedi come queste può essere ancora demoratico, però vorrei invitarvi a ripensare a quando parlate di Oscar non meritati o addirittura di "noia". Io sono un amante spassionato dei fratelli Coen, ma per casi cinematografici come questo si va oltre la stima per un filmaker e si guarda al valore oggettivo del prodotto: questo è un film che è perfetto sia nella costruzione drammaturgica (mutuata comunque da uno come McCarthy, che è un genio riconosciuto) sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico (su tutto la fotografia di Roger Deakins, da scuola di cinema). Se ci sono appassionati di altri generi oppure seguaci dei Coen abituati a pellicole più frizzanti come Lebowski o Ladyikillers, mi sta pure bene che dicano che si sono annoiati. Ma quest'opera è talmente calibrata e perfetta in ogni sua parte che credo sia obbligatorio aggiungere, smpre e comunque, che si tratta di un prodotto di altissimo livello: anche se si esprime un giudizio negativo, penso che per film come questi si debba sempre puntualizzare che sono opere di fattura straordinaria. Pensate a uno sventurato che non ha mai visto un film dei fratelli Coen e legge recensioni del genere per accostarsi la prima volta: se leggesse di noia e di oscar non meritati penserebbe a un polpettone insopportabile, e potrebbe scartare a priori quello che forse è il capolavoro dei fratelli Coen... Ora non sto criticando il vostro gusto, non mi permetterei mai, però spero di avervi dato uno stimolo a riguardare il film, se ne avete la possibilità, con occhi diversi.

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    mah!

    03/03/2009 22.47.56

    ma davvero questo film meritava tutti quei premi oscar? mah, sinceramente mi ha molto annoiato. Dai Coen mi aspettavo moolto di più (parlo di Fargo), sì Bardem fantastico ma non è bastato..........

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    Bilbo

    15/01/2009 11.47.58

    Mi è piaciuto. Il filo conduttore del film,a mio avviso, è il MUTARE DEI TEMPI. I tempi cambiano e non solo in meglio (un progresso illusorio quello dell'edonismo reaganiano degli anni '80?). Anche il male muta e la criminalità stessa muta con il mutare dei tempi; modificando radicalmente la sua essenza. Una criminalità psicotica, amorale (se mai una morale può essere attribuita al male!) incomprensibile per i vecchi protagonisti. Questi appaiono inadeguati, impotenti dinnanzi a questa marea di nuovo male, frutto del crollo di antichi valori, di un'antica terra che non esiste più. Sono costantemente immersi in un'amara riflessione che può riassumersi nella frase densa e significativa di Tommy Lee Jones: "Penso che quando non si dice più -grazie- e -per favore- la fine è vicina". La storia conta poco (a tratti appare poco realistica, surreale ed strampalata: perchè Josh Brolin torna di notte sul luogo del misfatto per portare dell'acqua ad un tizio presumibilmente morto da ore???),quello che conta è il messaggio, la morale della storia: "Penso che quando non si dice più -grazie- e -per favore- la fine è vicina". Voto: 8 e mezzo.

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    Alex

    08/01/2009 14.26.23

    Prima di pubblicare un mia recensione, che arriva piuttosto tardi rispetto all'uscita in DVD, volevo visionare il film più volte perchè sia al cinema che nella prima visione a casa (con doppiaggio italiano) non mi sono fatto un'opinione definitiva. Dopo ulteriori due visioni in lingua originale, la quale come al solito migliora sensibilmente la qualità della pellicola (soprattutto nell'accento texano di Tommy Lee Jones) mi sento di dare voto 4 su 5. Il film è indubbiamente bellissimo ma non raggiunge la vetta artistica dei fratelli Coen raggiunta in "Fargo", al quale ho dato 5 su 5. Ciò dipende in larga parte dalla sceneggiatura. Il film infatti è più un road western movie, un Tarantino più ragionato e meno fumettistico per via del soggetto, tale romanzo (anch'esso molto bello) di Cormac McCarthy. Insomma, chi si aspetta una dark comedy alla "Fargo". Superato questo cambio di genere dovuta come detto al soggetto ci si trova di fronte ad un film comunque godibilissimo: paessaggi splendidi, montaggio e giochi di luce notevoli, ottima colonna sonora ed alcuni momenti di grande suspence (straordinaria le scene dei motel con Bardem e Brolin). In più il film introduce anche alcuni elementi filosofici con il personaggio di Tommy Lee Jones, temi sviluppati in maniera più approfondita nel romanzo di McCarthy. Non disturba nemmeno la voce fuori campo in quanto limitata ed accompagnata da riprese del paesaggio texano. Nota di merito per lo spagnolo Javier Bardem il quale sopperisce ad un inglese che definirei "scolastico" con un linguaggio del corpo e sguardi di fuoco. La sua interpretazione del feroce killer Anton Chigurgh giustamente gli ha portato l'Oscar. Le note stonate sono il finale troppo aperto e la fine solo accennata di quello che di è fatto è stato il protagonista, cioè Moss (Josh Brolin), nonchè una trama che perde di mordente nella seconda parte (il romanzo finisce diversamente). Dunque un grande film, senza dubbio, ma non perfetto e non il migliore dei fratelli Coen.

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    Lorenzo di Padova

    06/11/2008 12.13.18

    Non mi è piaciuto. E' una storia senza capo nè coda, male interpretato e con un'invadente voce fuori campo, che dà l'impressione di voler tappare alla meno peggio i vistosi buchi della sceneggiatura. Si salva solo la fotografia, molto anni '70; troppo poco!

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    mario

    04/11/2008 09.14.09

    bella la prima parte poi il film perde ritmo e diventa un pò noioso. La trama illustra un mondo marcio e malvagio anche se il tutto sembra condensato in pochi metri. La stanza , la stradina , l'albergo. Comunque un film interessante.

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    Cristiano

    08/10/2008 14.30.27

    A mio parere è un film decisamente sopravvalutato, che non meritava di vincere tutti i premi che ha vinto. Con questo non voglio dire che sia un brutto film, anzi, ma i giudizi della critica mi sono sembrati decisamente troppo buoni, e poi tutti gli Oscar che ha vinto...

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    giovanni

    07/09/2008 09.07.08

    qualcuno ha scritto di non aver mai sentito parlare di Javier Bardem?vada a vedersi Mare Dentro,forse cambierà opinione su quello che secondo me è in atto il n.1 al mondo.Da solo tiene la scena in qualsiasi film gli ho visto recitare.E' un grande.il film è ottimo con delle idee innovative,non ti annoia e lo rivedi volentieri.

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    DJ

    29/07/2008 07.22.13

    Mi aspettavo decisamente una storia più originale e meno scontata. Altro che i precedenti film dei Coen qui siamo alla noia...

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    HULK

    15/07/2008 12.14.25

    Da qualche anno i Coen non azzeccavano un film, o meglio giravano opere a metà. Come se uno dei due dormisse. Film inutili, zeppi di errori in fase di sceneggiatua e realizzazione 'Fratello dove sei'. Dove la noia, l'assoluta mancanza di qualsiasi esigenza ha del tragico. Non riuscire ne rendre Caterina z Jones una femme fatale, lasciando sul gobbo tutto il film a Clooney, altro fiasco. Il loro mondo non è nella commedia, ma nel grottesco Mr Hula Hop, archetipi fissi sono la scrivania con il capo seduto dietro, ed il tizio inferocito seduto difronte. Sarà forse il loro rapporto con Hollywood, artista e produttore. Insoma un ricco, che perseguita un povero. In questo caso hanno girato un western, impastando un pco tutti gli elementi, noir, horror, western, commedia. Metafora del reganismo che nel 1980 'Anno in cui è ambientao il film', avanza come il cow boy solitario??? Il paesaggio scabro, duro, dove bisogna avere un addestramento militare per sopravvivere, sapersi difendre è il preludio all'edonismo idividualista??? Forse, ho trovato semplicemete ridicola la scelta di un mediocre attore Spagnolo, forse costava poco. Perfettamente nella parte, dato che non gli vien chiesto di recitare, ma forse di rappresentare il male ASSOLUTO. Sicuramente sarà costato poco, dulcis in fundo, la ridicola capigliatura del medesimo, che gienialità.

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2008 - Oscar [Academy Awards] Miglior Attore non Protagonista Bardem Javier

  • Produzione: Paramount Home Entertainment, 2011
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 122 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of): "Le riprese di Non è un paese per vecchi" - "Al lavoro con i fratelli Coen"; speciale: "Diario di uno sceriffo"