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Non più, non ancora - Francesca Rosso - copertina

Non più, non ancora

Francesca Rosso

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Editore: Golem Edizioni
Collana: Mondo
Anno edizione: 2019
Pagine: 204 p., Brossura
  • EAN: 9788885785274

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Gaia la libraia

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Chiara è una donna in bilico, sospesa fra non più e non ancora. È una suora, ha 48 anni, di cui 25 passati a insegnare italiano alle superiori. Un evento la manda in crisi non con la fede ma con l'istituzione: il velo, le regole, tutto le sembra troppo stretto. Così parte per il Brasile in cerca di se stessa. La vita da laica non è facile: tutto è da imparare, dalla gestione del denaro a cosa fare quando arriva una scintilla di innamoramento. Soprattutto se arriva Diego, un uomo non del tutto risolto. Chiara si sente a metà di un fiume che sta attraversando: ha lasciato una sponda conosciuta e l'altra riva è ancora lontana. È proprio lì, in quel tempo e luogo sospeso, tutto può succedere. Fra personaggi bizzarri, natura generosa e analfabetismi affettivi, Chiara cercherà la sua vocazione. Dubbi, slanci e fughe intessono una trama leggera e profonda che mescola colori, sapori e sensazioni seguendo la musica del cuore. E che ci parla, con ironia e tenerezza, di quella parte di noi che vive di paure e desideri con la speranza e il timore che diventino realtà.
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L’Amazzonia come terra promessa di una donna, una religiosa, a cui vengono meno alcune certezze, in precedenza monolitiche. Una storia fatta di cinquantuno brevi capitoli, non autoconclusi, ma sospesi. Sospesi come Chiara, la protagonista della reinvenzione di una vita: dopo venticinque anni trascorsi a insegnare italiano in una scuola privata, questa suora quasi cinquantenne dice no alle regole, all’obbedienza e all’istituzione in cui ha mosso passi di impegno e fede e va in cerca di una nuova vocazione, nuova relativamente, nel senso che continua a credere, la sua fede non viene meno, ma vuol essere vissuta diversamente. Francesca Rosso, giornalista dai molteplici interessi, collaboratrice del quotidiano La Stampa, ha scritto Non più, non ancora (200 pagine, 16 euro), edito da Golem Edizioni, il suo primo romanzo.

Questa vita da ricollocare, da rimettere a posto (che sembra scritta anche per farne un film, coi suoi dialoghi coinvolgenti, anche quando citano i filosofi o la bibbia) è qualcosa di ignoto che si costruisce pian piano, a cominciare dalla vita di tutti i giorni, dalle cose più semplici e prosaiche, anche solo vestirsi e pettinarsi. In Brasile, a Fortaleza, Chiara raggiunge una ex consorella, Teresa, che si è anche sposata, con Adriano. L’evoluzione di Chiara, che non fa questo tipo di scelta (sebbene con Diego, italiano che incontra in Brasile, qualcosa potrebbe nascere…) la porta a trovare un coraggio che non avrebbe mai pensato di possedere, a vivere la vita giorno per giorno, minuto per minuto.

Permane l’amore per Dio e per gli altri, i più piccoli e diseredati. Così le incertezze, gli smarrimenti, l’attrazione e la paura di un possibile rapporto con Diego cedono il passo a un progetto che sa di antico, nella vita di Chiara, eppure è… moderno. La malattia e la morte della madre, che hanno dato il la ai dubbi sulla propria vocazione, l’hanno riportata a donarsi agli altri, in senso cristiano, ma non più nell’ambito di un ordine: decide di andare in Amazzonia, al fianco di un vecchio missionario che prova a dare una mano agli indios che si contrappongono a multinazionali prive di scrupoli e impegnati in una scientifica deforestazione. Crescono coraggio e consapevolezza, l’Italia con i suoi agi è lontana, ma non manca. La vocazione di Chiara, personaggio felice uscito dalla penna di Francesca Rosso, si modifica, evolve, s’intreccia a una visione d’insieme, a un amore per il tutto, perfino a una coscienza ecologica. Anche da laici si può vivere una dimensione spirituale e una propensione verso il prossimo. E la vita può ricominciare daccapo, anche quando sembra in gran parte già vissuta, segnata, esaurita. Una favola? Forse. In ogni caso riuscita.

Recensione di Giovanni Leti

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