Non ti faccio niente

Paola Barbato

Editore: Piemme
Anno edizione: 2017
Pagine: 420 p., Rilegato
  • EAN: 9788856660005

37° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Thriller e suspence - Thriller

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Recensioni dei clienti

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    gianni

    09/12/2017 13:59:26

    bellissimo libri. Grande pathos per questa romanzo che ti tiene sempre sulle corde, dove aspetti sempre un nuovo colpo di scena. Scrittura piacevole e scorrevole, non vedi l'ora di terminarlo per conoscere tutta la storia. da leggere

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    Ombretta

    23/11/2017 14:17:57

    Questo libro è un thriller perchè c'è un rapitore da cercare che forse è anche un assassino, ma è anche un romanzo d'amore. L'amore di una donna forte per un uomo debole. E l'amore di una madre per una figlia. La lettura scorre veloce ed è difficile smettere. Dopo un centinaio di pagine pensavo di aver capito e in parte era così, ma non del tutto perchè questo libro è una storia nella storia e per riuscire a capire si deve arrivare alla fine. Davvero bello. Complimenti all'autrice a cui perdono le ultime righe del libro.

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    angelo

    30/08/2017 09:48:10

    Ingredienti: un rapitore pacifico di bambini trascurati negli anni ’80-’90, un serial killer che uccide i figli di quei rapiti nel 2015, una paperella di gomma come trait d’union tra i due casi, un’indagine tortuosa tra traumi infantili, sensi di colpa, e voglia di giustizia-vendetta. Consigliato: a chi da bambino non ha avuto paura dell’uomo nero, a chi non ha la forza di “uccidere un usignolo”.

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    Gabriella

    27/08/2017 22:12:18

    Trama poco credibile con una storia dall inizio alla fine contorta su se stessa. Scrittura confuse tango che so fatica da un capitolo all altro seguire I salti temporali della scrittrice. Quindi si perde facilmente il filo se non si legge costantemente. Frasi intervallate da espressioni da fumetto che stonano all interno della narrazione come sono inappropriate innumerevoli parolacce che poteva risparmiarsi, non danno pathos al libro.... Finale scontato non appena si capisce I assassino. Tra l altro per essere un thriller singolare il fatto che l indagine della polizia sia piu che altro inesistente....

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    Dile

    08/08/2017 19:21:41

    Questo libro non mi ha convinto. Parte molto bene ma ci sono troppi personaggi, troppi nomi e storie da ricordare che se uno per un giorno non ha tempo di leggere deve tornare indietro per ricordare. Fin troppo contorto, ho fatto fatica a finirlo, comunque do 3 stelle per la storia originale.

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    Laura

    31/07/2017 11:04:42

    L'ho letto tutto d'un fiato in tre giorni. Storia originale, avvincente, che ti tiene col fiato sospeso fino all'ultimo. È uno di quei libri che quando finisce ti dispiace. Non avevo letto niente della Barbato prima d'ora, sicuramente recupererò presto.

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    Gionatan

    28/07/2017 18:49:58

    Ho scoperto Paola Barbato con Mani nude, che mi aveva conquistato immediatamente e violentemente.... Non ho provato le stesse sensazioni viscerali per questo bel thriller ma l'ho letto d'un fiato con molto piacere. Personaggi molto ben delineati, sopratutto psicologicamente e quando grazie alle loro esperienze passate scopriamo il perchè delle loro azioni cattive o buone che siano; ma in fin dei conti cosa è bene e cosa è male? E' veramente tutto bianco o nero o è tutto grigio? Ai lettori la sentenza. Appassionante. Grazie a scrittrici come Paola Barbato sto rivalutando i romanzi made in Italy.

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    Giorgia

    25/07/2017 15:04:05

    La Barbato mi è sempre piaciuta molto, acquisto i suoi libri senza nemmeno leggere la trama e così è stato soprattutto questa volta visto che non pubblicava da tempo. L'autrice scrive divinamente, usa delle espressioni che incantano; la trama è davvero originale: l'idea di "rapire" i bambini infelici per far aprire gli occhi ai genitori che li danno per scontati è dolcissima. Ma, ad un certo punto, tutta la vicenda diventa troppo inverosimile, si complica e lascia l'impressione che la Barbato abbia messo delle pezze perchè la storia non la convinceva abbastanza. Comunque, un buon libro: avrei preferito un finale più sciolto, ma è stata una bella lettura.

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    Desirée

    07/07/2017 14:56:02

    Paola Barbato non delude neppure stavolta. La tensione sapientemente creata ti rende partecipe, crea un legame col protagonista e quasi subito ci si rende consapevoli che nessuno è realmente al sicuro e che il confine tra buono e cattivo è davvero sottile. I protagonisti "legano" al romanzo ed è difficilissimo lasciarli, anche solo per un paio d'ore. Tensione alta, ben oltre l'ultimo colpo di scena, dell'ultima pagina.

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    DEBORAH SPAZZINI

    07/07/2017 08:12:44

    Libro da leggere tutto in un fiato, coinvolgente e intrigante, da non perdere insieme a tutti gli altri scritti dalla fantastica autrice

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    iakka60

    03/07/2017 13:37:08

    dopo parecchio tempo, torna Paola Barbato con il suo ultimo trhiller, tutto all'italiana; devo dire che la storia, molto particolare e avvicente, risulta quasi essere 1 novita' nel panorama giallo / thriller, pero'...siamo lontani dai tempi di BILICO e il FILO ROSSO....... si, siamo ancora lontani....... forza Paola...!!

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    Caio767

    28/06/2017 13:46:03

    Mi ha rapito, i piani narrativi temporali e la trama hanno un tocco di grande padronanza sia tecnica che creativa. Bravi Piemme a pubblicare cose anche "dure", con un registro coraggioso! Credo siano gli unici a farlo nel genere.

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    Filippo Trivellin

    26/06/2017 19:38:49

    Tra il 1982 e il 1998 trentadue bambini vengono rapiti in varie località italiane. Vengono tutti rilasciati pochi giorni dopo, incolumi, anzi felici di essere stati in compagnia di quel signore gentile che li ha fatti giocare e divertire, facendoli sentire finalmente considerati e amati. Sì, perchè quei bambini sembrano essere stati scelti proprio a causa della loro infanzia infelice, abbandonati a se stessi da genitori troppo distratti, incapaci di donare loro l'affetto e la protezione di cui tutti i bambini avrebbero costantemente bisogno. Vent'anni dopo i figli di quei ragazzini vengono a loro volta rapiti (dalla stessa persona? Da un copycat?), ma questa volta non per essere "salvati", ma per essere uccisi. E saranno proprio alcuni di quei primi rapiti a mettersi sulle tracce dell'assassino, con la paura e la speranza di ritrovarsi faccia a faccia con chi tanto tempo prima aveva cambiato le loro vite. Al suo quarto romanzo Paola Barbato si conferma una delle voci più interessanti ed originali nel panorama del thriller italiano, un'autrice in grado di costruire storie mai banali, sempre sul filo di una verosimiglianza che si nutre delle ossessioni più torbide dell'animo umano e sulle conseguenze del loro concretizzarsi nella vita di tutti i giorni. Se in "Bilico" aveva inventato il cortocircuito di un'assassina che indaga su se stessa, in "Mani nude" ci aveva fatto entrare nel mondo dei combattimenti clandestini all'ultimo sangue e degli snuff movies e ne "Il filo rosso" ci aveva mostrato cosa può succedere ad un uomo qualsiasi la cui sete di giustizia venga alimentata da una mente malvagia, in questo ultimo, ipnotico romanzo ci pone di fronte ad una serie di scelte morali che ci porteranno a dubitare della cattiveria dei cattivi e della bontà dei buoni, fino al drammatico finale in cui gli uni e gli altri troveranno, a loro modo, la pace.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Il thriller di Paola Barbato “Non ti faccio niente” inizia con un vortice di avvenimenti, così veloci, affastellati e incalzanti che si rimane subito rapiti. Se l’incipit è davvero la parte più importante di un romanzo, bisogna riconoscere all’autrice di averne scritto uno da manuale. Un incipit che ti riempie di informazioni, ma non ti svela nulla, ti fa entrare dritto dritto nella storia, anche se tutto deve ancora accadere. Ma la cosa che mi ha davvero colpito di questo romanzo è che la tensione e la suspense dell’inizio non svaniscono strada facendo, rimangono un elemento costante.

Non solo.

Ho incontrato Paola Barbato in un pomeriggio organizzato da Edizioni Piemme per presentare ai blogger il romanzo: la forza prorompente della sua personalità mi ha affascinato quanto il libro che ha scritto. Chiara, diretta, precisa (precise parole, sempre ben scelte, anche nel romanzo), coinvolgente, ha raccontato cosa sia la paura per una madre; cosa sia stata per lei negli anni ’80, da bambina; cosa sia oggi, verso le persone “immateriali” che ci circondano e verso l’imprevisto che non possiamo e non potremo mai controllare. Ci ha fatto riflettere sul terrore paranoico della nostra società per arrivare al nodo centrale di tutto: il suo romanzo si basa sulla paura, o meglio sulle paure, che sono diverse, molteplici e hanno mille nomi. Ogni personaggio in “Non ti faccio niente” ha le sue fobie, e ciascuno di noi, leggendolo, ritrova le proprie.

La storia inizia negli anni ’80, quando Vincenzo, un giovane uomo diverso da tutti, viaggia per le città italiane scovando bambini infelici. Si potrebbe dire che va alla ricerca di se stesso da bambino, per potersi salvare e intervenire positivamente laddove il passato è stato ingiusto. Verso di lui si prova una pena e un affetto infiniti.

In sedici anni, Vincenzo preleva da quelli che dovrebbero essere nidi accoglienti e sicuri bambini di diverse età, li tiene con sé tre giorni per amarli e accudirli. Non genera paura nei bambini (che lo amano, lo ricorderanno con affetto e gratitudine per una vita intera) ma nei loro genitori, che di colpo si rendono conto delle proprie mancanze e cambiano atteggiamento verso la prole.

Passano gli anni, ritroviamo Vincenzo invecchiato e quei bambini diventano adulti. Ad alcuni di essi vengono rapiti i figli, ma stavolta senza happy end: tornano indietro solo lievi e tristi cadaveri. Vincenzo rimane sconvolto dalle notizie che apprende al telegiornale, dalla paperetta di gomma gialla che accompagna le morti dei bimbi, e capisce che qualcuno gli sta mandando un messaggio. Perché quella paperetta gialla èuna storia che lo riguarda.

Così inizia la sua corsa, che da una parte è lenta, interiore e sofferta, dall’altra veloce, contro un tempo che non concede secondi appelli. Vincenzo, insieme ai “suoi” bambini, cerca disperatamente di salvare la vita di anime innocenti, legato a doppio filo al proprio passato, a una donna forte, risoluta (a momenti ambigua), alla consapevolezza che si è fallaci, mai infallibili e spesso terribilmente soli.

“Non ti faccio niente” è bello, avvincente, forte di una forza che non fa male perché l’incredibile delicatezza di Paola Barbato le rende possibile parlare di bambini e violenza senza indulgere nel brutto e senza suscitare fastidio nel lettore.

Recensione di Beatrice De Carli