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Daria Bignardi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Pagine: 160 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804585381

Recensioni dei clienti

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    Carol

    15/02/2015 16.50.19

    Una lettura piacevole, ma si ha la sensazione leggendo che l'autrice abbia scritto il libro soprattutto per sé (e per l'amata sorella), per elaborare il lutto, per dare un senso al rapporto controverso con la mamma, per lasciare una memoria scritta della sua famiglia e dei suoi antenati. Il libro è più riuscito quando scava a fondo nei propri e negli altrui sentimenti, mentre scade nel noioso quando nomina i tanti parenti, gli episodi troppo legati alla famiglia per poter suscitare un interesse in un pubblico estraneo. Diciamo un Lessico famigliare che però è ben lontano dal raggiungere la potenza dell'originale.

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    pompea49

    05/10/2014 00.20.16

    Si legge d'un fiato. Facilmente ci si riconosce, specie da donna, in quel complesso di sentimenti, emozioni , conflitti ,di cui è inevitabilmente intessuto il rapporto madre-figlia. Ma, oltre alla storia difficile del rapporto, che costituisce uno degli elementi di godibilità della narrazione ,vi si può riscontrare dell'altro, ed è questo "altro" che ne fa un racconto importante, ben al di là di una semplice biografia. Si tratta di una storia familiare, di una famiglia emiliana del secolo scorso, le cui vicende e il cui vissuto-ricostruiti attraverso una memoria riconoscente più che nostalgica ed un'analisi che finisce con l'essere psicoanalitica( rifuggendo, però, dalla retorica della psicoanalisi)- assumono i caratteri di una storia comune e, a tratti, della Storia del nostro Paese, dal dopoguerra ai giorni nostri. Daria Bignardi parla di sé ,del proprio percorso di crescita, dei fondamenti di un'educazione e di una cultura, di una sensibilità e di un modo di essere che si sono definiti, nel bene e nel male, per assimilazione o per contrasto, all'interno di un panorama di valori trasmessi dal nucleo familiare. Ciò che resta- dopo l'avvincente lettura- è la conferma della rilevanza del contesto familiare per ciascuno di noi negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, quando cerchiamo la nostra strada. Un'altra forte sensazione che pervade il lettore riguarda la complessiva positività della vita in provincia, la buona ,antica provincia italiana, con i suoi ritmi lenti e ripetitivi e tuttavia rassicuranti, dove si assaporano ancora le "buone cose", non necessariamente "di pessimo gusto" : chi possiede solide radici- sembra voler dire la Bignardi- non si perde per le strade del mondo, chi non disperde il suo bagaglio di affetti ricordi abitudini della prima età, quell'humus intriso di tradizioni, riti e certezze mandati in frantumi da una falsa idea di progresso, , porta con sé, magari inconsapevolmente, un carico utile quanto una corazza.

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    cristina

    26/11/2013 09.19.21

    Un'autobiografia che mi ha fatto conoscere meglio (ed apprezzare anche un po' di più) la Bignardi come donna. Ma dal punto di vista letterario, anche se è ben scritto, non è un romanzo che si lascia ricordare a lungo, troppo pieno di riferimenti personali dell'autrice e della sua famiglia.

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    Cinzia - Madame Selle 28

    04/08/2013 18.46.39

    Darei più correttamente un 3 e mezzo. Perché è un libro che si lascia leggere, ben scritto, con lo stile scorrevole. E' un libro di tenerezza oserei dire. La Bignardi, che rimane orfane ormai in età adulta, con una vita affermata ma che torna improvvisamente bambina attraverso i suoi ricordi, le esperienze di crescita. Piacevole e di gran compagnia. Ogni libro della Bignardi che ho letto, anche se hanno delle trame semplici, hanno il potere di coinvolgere e rapirti fino all'ultima pagina.

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    nicoletta.b

    08/07/2013 17.24.53

    Noioso, di poco interesse. Troppi riferimenti personali di scarso valore. Consiglio a tutti i delusi di rileggersi (o di leggere se non l'hanno mai fatto) "Lessico famigliare" della Ginzburg.

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    xxx

    11/04/2013 14.28.50

    Ho chiuso il libro pensando:"Grazie". Io ho perso la mamma a 20 anni e il papà a 37, mi sono ritrovata in tantissime cose che l'autrice scrive, ho ripensato a momenti della mia giovinezza e delle vacanze da bambina. Insomma, dentro di me si sono mossi tanti ricordi, belli e brutti, ma questa lettura mi ha fatto proprio bene. La scrittura è scorrevolissima, in due giorni si legge tutto il libro. E se è vero che tante precisazioni e descrizioni dei suoi antenati al lettore probabilmente interessano poco o niente, questo rimescolare il passato e le cose vissute, confrontare la vita e la morte, parlare della famiglia le è riuscito molto bene, a mio avviso. Lettura che consiglio.

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    Loli

    15/12/2011 11.24.05

    Ci sono libri che dovrebbero mantenere le promesse che fanno il titolo e la copertina. Oppure non bisognerebbe pubblicarli, perché è ovvio che se uno compra un libro sulla mamma morta è perché cerca consolazione, non perché l'ha scritto una signora che fa la televisione. Bisognerebbe che i libri che parlano di lutti sapessero rispondere alle domande di chi ha un dolore.

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    TATY

    27/07/2011 08.24.09

    si legge. ma niente di più!

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    valeria

    13/05/2011 18.14.41

    è un viaggio nel passato per tutti, molto coinvolgente e talvolta commovente. Scorrevole, da leggere in viaggio

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    fraggg

    26/04/2011 11.22.20

    Libro di ricordi. Molto bello: commovente, senza mai scendere nel melenso ed in cui, a tratti, ci si ritrova. L'ho apprezzato molto. Consigliato!

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    Valter

    18/03/2011 20.13.54

    L'autrice utilizza il racconto delle vicende dei suoi antenati per capire se stessa ed i rapporti con sua madre. Si legge volentieri, ma da una donna di tale valore ci si sarebbe aspettati di più. Poi, non verrei essere venale, ma il costo è decisamente eccessivo rispetto al contenuto.

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    Alessandra

    04/03/2011 14.37.24

    Libro scorrevole,nulla di più.Mi è piaciuto quando descrive il rapporto con la madre unicamente perchè mi ci sono ritrovata.Per il resto non mi ha preso molto.Chiunque sappia scrivere sufficientemente bene può descrivere la propria famiglia come ha fatto l'autrice.

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    laura

    27/06/2010 00.13.20

    un libro scorrevole, che si legge bene, che però non lascia niente, ma se per sbaglio lo mettete nel carrello della spesa al supermercato, non tornerete indietro a farvi ridare i soldi. Insomma, io l'ho comprato perchè lo ha scritto la Bignardi, se lo avesse scritto un autore sconosciuto penso che nessuno l'avrebbe letto. Si fa leggere, ma non lo consiglio. Se avete poco tempo per la lettura, potete benissimo farne a meno.

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    Sarah

    12/01/2010 22.25.19

    Non credo sia facile rendere con le parole il dolore, nemmeno per un giornalista professionista se il dolore è il proprio, ho apprezzato e sentito il voler ovattare, il mischiare il bello e il brutto di una persona tanto cara, ho percepito la necessità di fermare i ricordi, di voler sacrificare il privato per buttare fuori un sentimento tanto privato e doloroso, molto appropriato, mi sono riconosciuta, mi ha commosso e mi è servito un po' come terapia, perchè sentirsi accomunati può aiutare, lo consiglio a chi vuole dare dei nomi a dei sentimenti che non si collocano.

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    stefano

    22/11/2009 22.21.27

    Libro molto delicato e pieno d’amore,scritto bene,le letture semplici a volte sono le più belle.Il libro che Daria avrebbe voluto far leggere alla sua mamma. Bello.

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    stefania

    16/11/2009 10.54.54

    Non mi è piaciuto per niente questo libro. Non lo consiglio...

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    Dema

    30/08/2009 10.47.29

    Ho letto il libro qualche mese fa....ma non mi è rimasto davvero niente...mi piace molto come giornalista, xò come scrittrice...mah...non lo consiglio...

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    Roberta

    03/08/2009 09.20.47

    Un bellissimo ricordo della madre scomparsa. Una lettura semplice e coinvolgente che porta a rinvangare il passato e raccontare aneddoti divertenti sugli antenati delle due famiglie.

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    ROSS 72

    15/07/2009 14.24.18

    libro carino, scorrevole, in parte "terapeutico". Lettura poco impegnativa. Storia di vita vissuta in parte paragonabile alla vita di molte altre persone. Per chi ha poco tempo da dedicare alla lettura: si legge in pochi giorni.

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    paola

    08/07/2009 19.22.19

    ottimo libro, veramente commovente,scritto bene Verissimo quello che la Bignardi scrive, il dolore e' indipendente dall'eta' in cui si rimane orfani e dall'eta' dei genitori. Il dolore e' universale, veramente intensissimo. Da consigliare a tutti,molto profondo

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