Non vi lascerò orfani - Daria Bignardi - copertina

Non vi lascerò orfani

Daria Bignardi

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17 marzo 2015
Pagine: 174 p., Brossura
  • EAN: 9788804645689
Salvato in 16 liste dei desideri

€ 10,00

Venduto e spedito da Soluzione Libro

Solo una copia disponibile

+ 5,49 € Spese di spedizione

Quantità:
LIBRO
Nuovo - attualmente non disponibile
Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile
spinner

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto sarà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

La sopravvivenza dei figli ai genitori è vista in tutte le tradizioni come un fatto naturale. A maggior ragione quando la scomparsa del genitore non lascia un piccolo orfano ma un orfano adulto. Eppure il dolore dell'orfano adulto non è meno intenso. L'opera di Daria Bignardi scava in questo dolore, lo analizza, lo racconta. La morte della madre è, insieme, il momento della sofferenza e quello del confronto con la prima vita altrui con la quale si è venuti a contatto - e quindi con la propria stessa vita: l'infanzia dei ricordi, l'adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l'irreale maturità. La morte di una madre ci fa sentire parte di una storia di famiglia, di un mondo, di una genealogia, addirittura di un periodo storico. E di un racconto: il racconto di queste pagine nelle quali sarà, per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, facilissimo riconoscersi.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

3,38
di 5
Totale 42
5
10
4
12
3
10
2
3
1
7
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    maria

    10/03/2019 18:00:40

    L'autrice ci racconta come ha vissuto un momento doloroso della propria esistenza, un libro che pur affrontando un tema particolare come quello della perdita di una persona cara, è scritto con leggerezza e passione. È' un libro molto bello. Intenso e vero, nei sentimenti e nelle descrizioni. Ho apprezzato molto questo libro, la storia della famiglia di Daria Bignardi che riporta alla mente tutti gli episodi, momenti e li svela ai lettori attraverso frammenti di memoria che restano sempre con noi, anche quando sembra che qualcuno, lasciandoci, ci porti via tutto. Consigliatissimo!

  • User Icon

    Gabriele Piccione

    05/03/2017 16:00:32

    Il romanzo, partendo dal pretesto della morte della madre dell'autrice, é un racconto autobiografico sulla propria famiglia. Interessanti alcuni punti e riflessioni sulla morte, sul come è difficile affrontarla, ma come del resto necessario. Per il resto, tutte le storie e abitudini della famiglia Bignardi (con tutto rispetto, niente di meno di qualsiasi altra famiglia nel mondo), non penso che possano interessare a nessuno se non come passatempo

  • User Icon

    manus78

    08/04/2016 13:59:00

    Ho letto questo libro tempo fa. Ricordo una lettura piacevole,senza eccessi né velleità di grandezza. Tuttavia penso che i suoi contenuti non sempre possano divenire "universali": l'autrice si riferisce troppo a sé stessa.Romanzo gradevole ma evitabile.

  • User Icon

    Carol

    15/02/2015 16:50:19

    Una lettura piacevole, ma si ha la sensazione leggendo che l'autrice abbia scritto il libro soprattutto per sé (e per l'amata sorella), per elaborare il lutto, per dare un senso al rapporto controverso con la mamma, per lasciare una memoria scritta della sua famiglia e dei suoi antenati. Il libro è più riuscito quando scava a fondo nei propri e negli altrui sentimenti, mentre scade nel noioso quando nomina i tanti parenti, gli episodi troppo legati alla famiglia per poter suscitare un interesse in un pubblico estraneo. Diciamo un Lessico famigliare che però è ben lontano dal raggiungere la potenza dell'originale.

  • User Icon

    pompea49

    05/10/2014 00:20:16

    Si legge d'un fiato. Facilmente ci si riconosce, specie da donna, in quel complesso di sentimenti, emozioni , conflitti ,di cui è inevitabilmente intessuto il rapporto madre-figlia. Ma, oltre alla storia difficile del rapporto, che costituisce uno degli elementi di godibilità della narrazione ,vi si può riscontrare dell'altro, ed è questo "altro" che ne fa un racconto importante, ben al di là di una semplice biografia. Si tratta di una storia familiare, di una famiglia emiliana del secolo scorso, le cui vicende e il cui vissuto-ricostruiti attraverso una memoria riconoscente più che nostalgica ed un'analisi che finisce con l'essere psicoanalitica( rifuggendo, però, dalla retorica della psicoanalisi)- assumono i caratteri di una storia comune e, a tratti, della Storia del nostro Paese, dal dopoguerra ai giorni nostri. Daria Bignardi parla di sé ,del proprio percorso di crescita, dei fondamenti di un'educazione e di una cultura, di una sensibilità e di un modo di essere che si sono definiti, nel bene e nel male, per assimilazione o per contrasto, all'interno di un panorama di valori trasmessi dal nucleo familiare. Ciò che resta- dopo l'avvincente lettura- è la conferma della rilevanza del contesto familiare per ciascuno di noi negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, quando cerchiamo la nostra strada. Un'altra forte sensazione che pervade il lettore riguarda la complessiva positività della vita in provincia, la buona ,antica provincia italiana, con i suoi ritmi lenti e ripetitivi e tuttavia rassicuranti, dove si assaporano ancora le "buone cose", non necessariamente "di pessimo gusto" : chi possiede solide radici- sembra voler dire la Bignardi- non si perde per le strade del mondo, chi non disperde il suo bagaglio di affetti ricordi abitudini della prima età, quell'humus intriso di tradizioni, riti e certezze mandati in frantumi da una falsa idea di progresso, , porta con sé, magari inconsapevolmente, un carico utile quanto una corazza.

  • User Icon

    cristina

    26/11/2013 09:19:21

    Un'autobiografia che mi ha fatto conoscere meglio (ed apprezzare anche un po' di più) la Bignardi come donna. Ma dal punto di vista letterario, anche se è ben scritto, non è un romanzo che si lascia ricordare a lungo, troppo pieno di riferimenti personali dell'autrice e della sua famiglia.

  • User Icon

    Cinzia - Madame Selle 28

    04/08/2013 18:46:39

    Darei più correttamente un 3 e mezzo. Perché è un libro che si lascia leggere, ben scritto, con lo stile scorrevole. E' un libro di tenerezza oserei dire. La Bignardi, che rimane orfane ormai in età adulta, con una vita affermata ma che torna improvvisamente bambina attraverso i suoi ricordi, le esperienze di crescita. Piacevole e di gran compagnia. Ogni libro della Bignardi che ho letto, anche se hanno delle trame semplici, hanno il potere di coinvolgere e rapirti fino all'ultima pagina.

  • User Icon

    nicoletta.b

    08/07/2013 17:24:53

    Noioso, di poco interesse. Troppi riferimenti personali di scarso valore. Consiglio a tutti i delusi di rileggersi (o di leggere se non l'hanno mai fatto) "Lessico famigliare" della Ginzburg.

  • User Icon

    xxx

    11/04/2013 14:28:50

    Ho chiuso il libro pensando:"Grazie". Io ho perso la mamma a 20 anni e il papà a 37, mi sono ritrovata in tantissime cose che l'autrice scrive, ho ripensato a momenti della mia giovinezza e delle vacanze da bambina. Insomma, dentro di me si sono mossi tanti ricordi, belli e brutti, ma questa lettura mi ha fatto proprio bene. La scrittura è scorrevolissima, in due giorni si legge tutto il libro. E se è vero che tante precisazioni e descrizioni dei suoi antenati al lettore probabilmente interessano poco o niente, questo rimescolare il passato e le cose vissute, confrontare la vita e la morte, parlare della famiglia le è riuscito molto bene, a mio avviso. Lettura che consiglio.

  • User Icon

    Loli

    15/12/2011 11:24:05

    Ci sono libri che dovrebbero mantenere le promesse che fanno il titolo e la copertina. Oppure non bisognerebbe pubblicarli, perché è ovvio che se uno compra un libro sulla mamma morta è perché cerca consolazione, non perché l'ha scritto una signora che fa la televisione. Bisognerebbe che i libri che parlano di lutti sapessero rispondere alle domande di chi ha un dolore.

  • User Icon

    TATY

    27/07/2011 08:24:09

    si legge. ma niente di più!

  • User Icon

    valeria

    13/05/2011 18:14:41

    è un viaggio nel passato per tutti, molto coinvolgente e talvolta commovente. Scorrevole, da leggere in viaggio

  • User Icon

    fraggg

    26/04/2011 11:22:20

    Libro di ricordi. Molto bello: commovente, senza mai scendere nel melenso ed in cui, a tratti, ci si ritrova. L'ho apprezzato molto. Consigliato!

  • User Icon

    Valter

    18/03/2011 20:13:54

    L'autrice utilizza il racconto delle vicende dei suoi antenati per capire se stessa ed i rapporti con sua madre. Si legge volentieri, ma da una donna di tale valore ci si sarebbe aspettati di più. Poi, non verrei essere venale, ma il costo è decisamente eccessivo rispetto al contenuto.

  • User Icon

    Alessandra

    04/03/2011 14:37:24

    Libro scorrevole,nulla di più.Mi è piaciuto quando descrive il rapporto con la madre unicamente perchè mi ci sono ritrovata.Per il resto non mi ha preso molto.Chiunque sappia scrivere sufficientemente bene può descrivere la propria famiglia come ha fatto l'autrice.

  • User Icon

    laura

    27/06/2010 00:13:20

    un libro scorrevole, che si legge bene, che però non lascia niente, ma se per sbaglio lo mettete nel carrello della spesa al supermercato, non tornerete indietro a farvi ridare i soldi. Insomma, io l'ho comprato perchè lo ha scritto la Bignardi, se lo avesse scritto un autore sconosciuto penso che nessuno l'avrebbe letto. Si fa leggere, ma non lo consiglio. Se avete poco tempo per la lettura, potete benissimo farne a meno.

  • User Icon

    Sarah

    12/01/2010 22:25:19

    Non credo sia facile rendere con le parole il dolore, nemmeno per un giornalista professionista se il dolore è il proprio, ho apprezzato e sentito il voler ovattare, il mischiare il bello e il brutto di una persona tanto cara, ho percepito la necessità di fermare i ricordi, di voler sacrificare il privato per buttare fuori un sentimento tanto privato e doloroso, molto appropriato, mi sono riconosciuta, mi ha commosso e mi è servito un po' come terapia, perchè sentirsi accomunati può aiutare, lo consiglio a chi vuole dare dei nomi a dei sentimenti che non si collocano.

  • User Icon

    stefano

    22/11/2009 22:21:27

    Libro molto delicato e pieno d’amore,scritto bene,le letture semplici a volte sono le più belle.Il libro che Daria avrebbe voluto far leggere alla sua mamma. Bello.

  • User Icon

    stefania

    16/11/2009 10:54:54

    Non mi è piaciuto per niente questo libro. Non lo consiglio...

  • User Icon

    Dema

    30/08/2009 10:47:29

    Ho letto il libro qualche mese fa....ma non mi è rimasto davvero niente...mi piace molto come giornalista, xò come scrittrice...mah...non lo consiglio...

Vedi tutte le 42 recensioni cliente

Una sciabolata nel cuore. Con queste sole quattro parole Daria Bignardi riesce pienamente a dare l’idea di cosa significa perdere la propria madre. La giornalista ferrarese esordisce nel mondo dell’editoria con “Non vi lascerò orfani”, un breve ma intenso libro autobiografico che l’autrice ha scritto per incanalare tutte quelle emozioni che si riescono a provare solo alla morte del proprio genitore.

Subito dal primo capitolo “Orfani adulti”, il lettore ha la possibilità di entrare nella sfera intima dell’animo della scrittrice, che si offre al pubblico, forse per cercare conforto, forse per riuscire a superare il dolore attraverso la scrittura.

È evidente la differenza che si trova tra il primo capitolo e i successivi sedici. All’inizio Daria Bignardi riversa la sua sofferenza e il suo senso di perdita in maniera quasi impetuosa, rendendo partecipe chi legge: è quasi impossibile non sentirsi toccati dalle parole dell’autrice. Seguono poi capitoli descrittivi, apparentemente freddi e distaccati, se paragonati alla foga e al sentimento che li precede. È così che la scrittrice cerca di difendersi dall’assenza della madre: perdendosi nei racconti della sua infanzia e nelle storie che pagina dopo pagina ci presentano tutta la sua famiglia. Questo velo di impersonalità è intervallato da brevi istanti in cui Daria Bignardi riflette sulla morte in generale o su come si siano evolute la sua personalità e quella della madre negli anni. In questi momenti sembra che le difese di della scrittrice cadano, facendo scorgere quella parvenza di malinconia che all’inizio era così preponderante.

Parlando con naturalezza della sorella Tella, del papà Vico e della mamma Gianna, l’autrice arriva a coinvolgere il lettore di “Non vi lascerò orfani”, facendolo sentire quasi uno di famiglia. La scelta di inserire dialettismi e modi di dire intensifica la sensazione di riuscire ad entrare in confidenza con i vari personaggi, anche se all’inizio sembrano rendere leggermente difficoltosa la comprensione de testo. La familiarità dell’atmosfera è infine creata anche dalla colloquialità della narrazione, molto fluida e priva di espedienti e artifizi.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, nel quale riconoscersi ed emozionarsi, perché quando il momento della sofferenza diventa il momento del ricordo non ci si sente più orfani, ma parte di una storia di famiglia.

di Elisa Bassani

 
  • Daria Bignardi Cover

    Vive a Milano dal 1984 e in questa città ha iniziato la sua attività di giornalista. Nel 1988 entra a Chorus, mensile di Leonardo Mondadori. Diventata giornalista professionista nel 1992, ha collaborato con varie testate: Panorama, Sette, La Stampa. Già dall'anno precedente iniziava a lavorare per radio e televisione, prima con Gad Lerner, poi con Gianni Riotta per la trasmissione Milano Italia su RaiTre. Ha diretto per due anni il mensile Donna di Hachette. Da aprile 2005 scrive e conduce il programma Le invasioni barbariche per La7, quindi su Rai Due il programma Era glaciale.Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i quali il Premio Flaiano, due Telegatti (nel 2000 e nel 2007), due Oscar tv (nel 2001 e nel 2007), il Premiolino, l'Oscar del Riformista, il Premio Ideona... Approfondisci
Note legali