Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2017
Pagine: 171 p., Brossura
  • EAN: 9788899253509

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Dopo la famosa e amatissima trilogia della pianura arriva finalmente in Italia l’ultima opera di Kent Haruf: Le nostre anime di Notte, un’opera postuma  che ci riporta per l’ultima volta a Holt, un viaggio per i nostalgici e per i curiosi che vogliono immergersi in questo paesino che possiamo conoscere solo nelle pagine di Haruf. Personalmente rientro nell’ultima delle categorie,  nonostante le ottime recensioni sulla trilogia della pianura ho preferito testare il territorio con quest’opera postuma che non solo ti rapisce ma ti fa innamorare completamente della scrittura di Haruf, per cui se la domanda è: inizierai a leggere le altre opere, la risposta è: assolutamente sì.

Protagonisti di questa storia sono Addie Moore e Loius Waters, una donna e un uomo in là con gli anni entrambi vedovi, che hanno passato la vita uno di fronte all’altro, senza mai il coraggio di guardarsi. Per vincere la solitudine i due iniziano a frequentarsi, finchè Addie azzarda un’assurda, per lei, richiesta: passare la notte insieme, semplicemente, uno accanto all’altro per affrontare le tenebre con racconti di vita. Loius inizialmente dubbioso cede alla richiesta di Addie, senza poche difficoltà, che aumenteranno sempre più con l’arrivo di Jamie, il piccolo nipotino di Addie.

“Smisi di provare a sistemare le cose e ci adagiammo in una lunga vita cortese e tranquilla…

Ti prendi cura dell’altro quando sta male e di giorno fai quello che pensi sia il tuo dovere…

Anche se non è stato un bene per nessuno dei due, abbiamo passato tutto quel tempo insieme. È stata la nostra vita”.

Da profana per quanto riguarda Ken Haruf non posso esprime un opinione se questo libro sia più o meno bello rispetto a quelli delle trilogia, personalmente mi sento di dire chi se ne importa, Le nostre anime di notte è un libro bello, di cui ce ne sono pochi, capace di risvegliare l’amore per la letteratura e per la vita. I due protagonisti hanno la straordinaria capacità di far riaffiorare nel lettore la gioia delle piccole cose, cose che nella vita si danno per scontate qui vengono innalzate a massima espressione di felicità; come il semplice dormire insieme. Senza doppi sensi, semplicemente stendersi nel letto, mano nella mano a parlare, per affrontare insieme le tenebre, quelle che a qualsiasi età fanno sempre paura.

Le nostre anime di notte è un libro che non ti aspetti e da cui non sai cosa aspettarti, ti rapisce con la sua semplicità e con la sua narrazione fluida che in un attimo ti stravolge la giornata.

Questo romanzo breve è uscito nel 2015 postumo alla morte dello scrittore, qui viene raccontato un brevissimo scorcio di vita, un’estate che ha il profumo dell’autunno, la consapevolezza che l’immortalità è stata solo un sogno e non resta quindi che unire due anime per affrontare insieme la vita che rimane. Oltre ad Addie e Louis entra in scena la famiglia del figlio di Addie, ma in particolar modo Jamie, il nipotino, che seppur per breve tempo sconvolge la vita dei due anziani fino a non poterne più fare a meno. Dolcemente lo scrittore inizia verso la fine del libro a prendere le distanze dai due protagonisti fino alla dolce conclusione, le loro conversazioni notturne di una vita che sembra infinita riecheggiano nel silenzio della stanza, “Ti spedirò i miei buoni pensieri dall’altro lato del letto” e questo può bastare davvero per sempre.

Un libro consigliatissimo per chi desidera ritornare a Holt ma anche per chi, come me, non c’è mai stato, per assaporare quella bellezza stilistica rara che pochi autori contemporanei sanno trasmettere.

“Che altro vuoi sapere?

Da dove vieni. Dove sei cresciuta. Com’eri da ragazza. Com’erano i tuoi genitori. Se hai fratelli e sorelle. Come hai conosciuto Carl. Che rapporti hai con tuo figlio. Come mai ti sei trasferita a Holt. Chi sono i tuoi amici. In cosa credi. Che partito voti.

Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? disse lei. Anch’io voglio sapere tutto di te.

Non abbiamo fretta, disse lui.

No, prendiamoci il tempo che ci serve”.

Recensione di Francesca Magni



Lontanissimo dai barocchismi e dalla logorrea del post-moderno, Haruf è stato il maestro della rarefazione. I suoi personaggi sono calmi e silenziosi nonostante l’oscurità che li avvolge. Il registro semplice e trasparente, a tratti monocorde, pare guidare con cautela questi eroi del quotidiano dalle tenebre del Midwest verso la luce, nella fattispecie verso una lampada, quella che rischiara la camera da letto in cui è ambientato questo romanzo di Haruf.

Come nella trilogia della pianura, anche quest’opera è ambientata a Holt, piccola cittadina fittizia del Colorado. I protagonisti sono Addie e Louis. Entrambi vedovi, entrambi assuefatti alla solitudine. Louis fa il primo passo e chiede al vicino di casa di dormire con lei, senza implicazioni sessuali, per combattere insieme l’assordante silenzio della notte.

La camera da letto condivisa diventa teatro di confessioni. Mai urlate, ma accennate delicatamente, con quell’intimità commuovente e realistica che è stata il tratto inconfondibile dell’intera opera di Haruf. Brevi flashback, mano nella mano, con il resto del corpo distante, alla ricerca di candida tenerezza. Vietato cedere ad altri impulsi che rovinerebbero l’ottima conversazione.

Non c’è una parola che suoni finta nei dialoghi tra i due personaggi. Parole franche, semplici e trasparenti, ma mai prevedibili o ipocrite, come la prosa di Haruf d’altronde.

Molti romanzi si preoccupano di descrivere personaggi alla ricerca della felicità. Haruf non cede a questa tentazione. L’autore si preoccupa di mostrare l’imprevedibile onnipresenza della felicità, piccolo faro che rischiara le altrettanto onnipresenti miserie del quotidiano, piccolo quanto questo gioiello postumo che incorona l’indiscutibile bravura di uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo.

Recensione di Matteo Rucco

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Claudio

    12/09/2017 12:51:29

    E con questo finiscono i romanzi su questa cittadina immaginaria, nata nel Colorado dalla penna di Kent Haruf. Qui praticamente i protagonisti sono solo due, attorniati da qualche familiare o vicino preoccupati o imbarazzati del loro modo di vivere. Ma cos'è successo: due anziani ultrasettantenni, vedovi, su iniziativa di lei, decidono di passare le notti assieme: soltanto per parlare, per non essere così soli. Alle spalle hanno matrimoni non proprio felici e disgrazie familiari. In più il nipotino di lei di sei anni va a convivere per un po' con la nonna perché i suoi genitori si sono separati. E questo bambini unirà ancor di più i due. Nelle pieghe del romanzo tornano alla luce per un attimo i gerenti della ferramenta che vi aveva descritto Haruf in un precedente romanzo. Ma tornano alla luce, solo per un attimo, i vecchi McPheron e la loro "protetta" Victoria, quando i nostri due anziani parlano della loro storia come inventata da un autore teatrale. Grande Kent.

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    gianluca

    28/08/2017 12:47:01

    Un inizio non proprio entusiasmante, il romanzo non ha escursioni particolari ma presenta delle vite di persone normali, che fanno e dicono delle cose che rientrano nel quotidiano. Verrebbe da dire che non accade nulla di eclatante ma quello che è raccontato arriva a toccare corde profonde in ogni lettore.

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    mara regonaschi

    09/08/2017 07:08:15

    E' il delicato, romantico, dolce racconto della tardiva relazione fra una coppia di anziani che, soli ma coraggiosi e curiosi, iniziano a frequentarsi e raccontarsi, perché una vita l'han già vissuta. E i due riusciranno a raccontarsi malgrado le maldicenze di alcuni concittadini e soprattutto malgrado la contrarietà del figlio di lei che, sordo alle altrui richieste e cieco di fronte anche alle più piccole necessità della vecchiaia, vieterà alla madre la frequentazione fisica dell'amico, "sfruttando" altre necessitò della vecchiaia. Ma i due sapranno superare anche questi limiti consapevoli della bellezza della reciproca comprensione, del calore e valore delle parole scambiate. Un libro sul coraggio e sulla libertà di vivere, anche quando il giorno sta per morire e la notte sembra essere i momento più difficile, raccontato con stile essenziale e semplice, che arriva direttamente al cuore.

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    Benny B

    06/08/2017 16:46:12

    Questo libro è stata una vera scoperta. L'atmosfera rarefatta e come sospesa nel tempo; la delicatezza dei protagonisti che decidono con timidezza e quasi con timore di avvicinarsi per non soccombere alla solitudine e superare insieme le ferite della vita; la scrittura pulita e naturale, con quell'assenza di virgolettato nei dialoghi che sposta l'attenzione su un piano diverso, quello dei pensieri, lasciando il lettore al di fuori e al di là, quasi a non farlo interferire con la bolla tutta privata in cui loro si muovono. Anche se in alcuni momenti mi è apparso un po' semplicistico (la figura del figlio di lei e la sua ottusità per esempio), ho amato molto questo libro, dolce e struggente: una storia semplice ma rivoluzionaria.

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    luca bidoli

    01/08/2017 19:07:17

    Ho molto rispetto per questo autore, del quale avevo già letto e recensito un altro testo, " Benedizione", che mi era piaciuto molto. Non so per quale motivo, ma questo libro l'ho trovato inferiore, a tratti prevedibile e banale, annoiante oltre il dicibile, una storia debole e risaputa, con le ovvie ricadute. Una donna anziana invita un altrettanto non più giovanissimo uomo a condividere il giaciglio notturno, senza altro scopo che quello della amicizia e della memoria. Dopo alcuni capitoli, anch'io mi sono fatto complice, e senza attendere copule finali, del tutto risapute, mi sono girato su un fianco e mi sono, semplicemente addormentato. Grazie, Haruf. P.s. è la seconda recensione che invio, la prima è stata censurata. Se volete scrivo che è un capolavoro, ma non aspettate che utilizzi più questo sito per i miei acquisti di libri. Grazie, comunque.

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    Michela

    27/07/2017 09:14:31

    La scelta controcorrente di due anziani abitanti dell'inesistente paese rurale di Holt (Colorado, USA), poeticamente narrata da Kent Haruf.

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    Fede

    26/07/2017 18:59:57

    L'impressione è che non poteva esserci altro modo di raccontare questa storia se non esattamente come è stata scritta da Haruf. Grande autore, sono contenta di essermi imbattuta in questo libro. Ho comprato la Trilogia della Pianura e non vedo l'ora di andare in ferie.

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    Niki53

    19/07/2017 06:49:36

    Tenero e commovente, semplice nella scrittura, un libro che consiglio soprattutto a coloro che hanno una certa età.

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    Laura

    05/07/2017 08:12:11

    L'incontro di due solitudini che cercano di ritagliarsi uno spazio e un tempo dove incontrarsi, sfidando i pregiudizi, l'ottusità e il falso perbenismo di una piccola cittadina della provincia americana. Un romanzo semplice e profondo che tocca l'anima e dimostra che ogni stagione della vita può riservare doni inaspettati.”La verità è che mi piace. Mi piace molto. Se non lo facessimo, mi mancherebbe. Tu che ne pensi? Adoro questa cosa. E' meglio di quel che speravo. E' una specie di mistero. Mi piace il senso di amicizia. Mi piace il tempo che passiamo insieme. Starcene qui al buio di notte. Parlare. Sentirti respirare accanto a me se mi sveglio”.

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    RossaMina

    25/06/2017 19:40:07

    La storia mi è piaciuta, il metodo di scrittura no.

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    Antonella De Robbio

    17/06/2017 11:20:49

    È nella città di Holt – che suona come un divieto, si pronuncia “alt” – il luogo immaginario cristallizzato nel tempo, dove Addie e Louis si incontrano, tra mille divieti e preconcetti, i vicini bigotti, i figli che interferiscono. Due anime in vecchi corpi che si cercano la notte, al di là di ogni convenzione, in una storia vera raccontata come ultimo sospiro del suo autore, Kent Haruf, oggi venerato tra i grandi scrittori americani ma per decenni rifiutato. C’è la nostalgia della vita che se ne esce furtivamente. E c’è tutta la lentezza propria della vecchiezza e della malattia che avanza nel fisico dello scrittore, in questo ultimo suo libro scritto in poche settimane, un capitolo al giorno, perché la morte lo rincorre veloce e lo scrittore non ha tempo. Lento l’incedere tra le gestualità temporali. Agli inizi del romanzo, mentre entravo nei dialoghi notturni, avvertivo palpabile un imbarazzo che si faceva pesante, nel calarmi come lettrice nei loro spazi fisici. Mi risultava difficile incedere non tanto nella scrittura, ma nel futuro della narrazione. La parola “imbarazzo”, ad un certo punto, compare nel testo. E compare tra loro il mio poema preferito in assoluto, Il canto d'amore, di J. Alfred Prufrock, monologo drammatico di Thomas Stearns Eliot, dove Prufrock, alter ego di Eliot, rimanda al significato di prude in a frock (“pudibondo in palandrana”), con allusione alle costrizioni sociali e all’incapacità di scioglierle. E mi coglie la rabbia per queste ingerenze del figlio egoista che taglia le ali alla libertà emotiva della madre e la pone di fronte a una scelta dolorosa. “Ti ho aspettato tutto questo tempo”, ha pensato Cathy quando nella vita reale lo ha re-incontrato dopo trent'anni, ma erano entrambi sposati con otto figli in due. E così, cinque anni e due divorzi dopo, si sono ri-trovati. E queste anime che si amano la notte sono loro due, sublime dichiarazione d’amore dell’autore alla sua compagna di vecchiezza che è costretto a lasciare sola.

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    Bit78

    29/05/2017 11:41:46

    Un libro da leggere assolutamente. Intenso ed emozionante. Consigliato

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    Alberto

    08/05/2017 19:12:48

    Leggetelo ! Non c'è da aggiungere altro. Chi ha letto la triologia della pianura non può mancare a completarla con questo gioiello. La semplicità della scrittura e della storia è sconvolgente: come fa a catturare il lettore? E chi non avesse letto la triologia provveda subito.

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    Walter

    07/05/2017 15:14:25

    Bel libro dolce commovente ma non ho trovato la stessa magia della trilogia.

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    Lory

    02/05/2017 17:29:36

    Un racconto sui sentimenti, sentimenti tra i due protagonisti e tra loro e gli altri. Protagonisti che all'età di 70 anni decidono di prendere in mano la loro vita e di viverla senza compromessi e convenzioni come è sempre stato fino a quel momento. Un libro da leggere con calma, assaporando dei dialoghi ogni respiro.

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    Stefano

    28/04/2017 13:58:15

    Una prosa semplice ma incisiva che riesce a condurre il lettore, con tenera e raffinata discrezione, negli scenari un po' malinconici di vite al tramonto....ancora desiderose di trovare conforto dalla bellezza del “farsi compagnia”. L'arte e la poesia di Kent Haruf commuovono e arricchiscono.

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    angelo

    26/04/2017 11:57:33

    Ingredienti: due vedovi solitari bisognosi di compagnia, un dolce avvicinamento attraverso dialoghi notturni e convivenza, un brusco allontanamento causa pettegolezzi di paese e parenti puritani, un contatto tra anime che supererà pregiudizi ed ostacoli. Consigliato: a chi vive un ultimo amore puro e delicato come il primo, a chi si nutre di sentimenti per rimanere vivo.

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    Dona

    24/04/2017 11:22:59

    Tenero, commovente, nostalgico. Una lettura molto piacevole

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    valter57

    19/04/2017 11:09:47

    Capolavoro, degno seguito e finale della Trilogia di Holt, che ho letto prima di questo. Kent Haruf, magnifico.

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    Alberto

    16/04/2017 19:06:19

    Cosa dire di questo libro: semplicemente perfetto...un piccolo capolavoro!! Per chi ama Raymond Carver e Richard Ford!!!

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