Le nostre anime di notte

Kent Haruf

Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2017
Pagine: 171 p., Brossura
  • EAN: 9788899253509

32° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di uno dei grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

«"Le nostre anime di notte" è un libro di assoluta semplicità, senza fronzoli, che comincia in medias res.» - Matteo Persivale, Corriere della Sera

«Per molti anni della sua vita di scrittore, Kent Haruf è partito per un luogo lontano. E sembra che prima di partire si abbassasse sopra agli occhi un berretto di lana, in modo da scrivere alla cieca. Batteva le dita sui tasti senza vederli, senza controllare le parole che andavano sfilando sul foglio, senza preoccuparsi della punteggiatura, di andare a capo.» - Tommaso Pincio, TTL, La Stampa

«La storia che ne nasce è una carezza che si legge in un pomeriggio e a cui val la pena di prepararsi.» - Valeria Parrella, Grazia

La storia dolce e coraggiosa di un uomo e una donna che, in età avanzata, si innamorano e riescono a condividere vita, sogni e speranze. Nella cornice familiare di Holt, Colorado, dove sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, Addie Moore rende una visita inaspettata a un vicino di casa, Louis Waters. Suo marito è morto anni prima, come la moglie di Louis, e i due si conoscono a vicenda da decenni. La sua proposta è scandalosa ma diretta: vuoi passare le notti da me? I due vivono ormai soli, spesso senza parlare con nessuno. I figli sono lontani e gli amici molto distanti. Inizia così questa storia di amore, coraggio e orgoglio.

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Recensioni dei clienti

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    Ciro D'Onofrio

    12/11/2018 15:13:03

    La scrittura asciutta ed essenziale di Haruf regala Le nostre anime di notte, un romanzo sussurrato, delicato che racconta il tentativo di rivincita di una coppia di anziani che, anziché lasciarsi trasportare passivamente dal restante tempo che gli tocca vivere, con uno scatto di orgoglio si rimpossessano delle loro vite e le mettono accanto, producendo una chimica propulsiva fatta di pudori, dell’esorcismo delle loro malinconie e dei loro rimorsi. Addie e Louis ci insegnano che non è mai troppo tardi, che non si è mai inevitabilmente aridi nel corpo e nello spirito e che le emozioni non sono mai davvero finite. Un romanzo di grande semplicità dal messaggio intenso e coraggioso.

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    Anna

    12/11/2018 15:06:39

    Credo che sia di una semplicità così diretta e disarmante che questo libro non può non entrati nel cuore.

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    lisa

    04/11/2018 17:59:57

    In molti lo hanno descritto come "triste"... io però non sono d'accordo con questa definizione. È un libro scritto benissimo, ho adorato lo stile e la storia molto originale e veritiera (chiunque vorrebbe qualcuno con cui dormire la notte). Ma tornando al "triste"; io lo descriverei invece dividendolo a metà: la prima parte "dolce" perché è una storia d'amore ma diversa, molto diversa dalle altre e credetemi non si riesce a smettere di leggere; la fine invece la chiamerei "deludente". Eh si, purtroppo un libro che fino a poco prima degli ultimi capitoli mi aveva emozionato e coinvolto, ha avuto una fine scontata e senza spessore. A molti potrà piacere anche la fine, ma io prediligo finali più costruiti, che ti lascino qualche emozione forte... Questo finale invece: un po' mediocre per questo libro molto ben scritto e originale.

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    Debora

    19/10/2018 18:17:35

    Cos'è che rende questo libro bello? ➡️ la profondità dei discorsi in un linguaggio semplice e scorrevole. Niente filosofia. Niente paroloni. Niente citazioni. ➡️ il fatto che parli di sentimenti genuini, senza troppe pretese, solo per la voglia sincera di condividere del tempo, insieme, di migliorarsi insieme... ➡️ ...e che questi sentimenti siano provati da due persone anziane che non hanno più paura, che se ne fregano del giudizio degli altri e dei soliti cliché.

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    Claudia

    23/09/2018 20:52:05

    Il libro mi è piaciuto ed è scritto bene. I dialoghi diretti non hanno le virgolette o trattini per identificarli ma subito dopo la prima pagina non se ne sente la mancanza. Il romanzo è leggero e la storia profonda. La solitudine delle persone della seconda giovinezza viene trattata con delicatezza e fra le righe fa pensare. Il piacere di poter tessere una nuova relazione anche di sola compagnia o per parlare e raccontarsi è un'esperienza che ha valenza molto forte. Viene recepita e vissuta con leggero entusiasmo dai sessantenni, ma non viene capita da chi ha trent'anni e questa situazione viene descritta molto bene.

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    Maria Grazia

    23/09/2018 14:02:25

    Addie è una pseudo donna fragile, una donna che ne ha passate tante e crede che ora sia arrivato il momento di rendersi felici, nonostante i pregiudizi e i chiacchiericci di una piccola realtà come Holt. Louis è l’uomo fintamente forte, che crede di essersi emancipato da giovane grazie alle sue azioni, ma ciò nonostante i timori del politically correct ancora lo attanagliano. Ma come biasimarlo? Tra tentennamenti, indecisioni e con un coraggio venato di imbarazzo e pudore, Louis e Addie iniziano il loro rapporto fatto di parole, tenerezze, piccoli espedienti per superare la solitudine. Con questo libro, ho rivalutato o meglio scoperto l’Haruf che i più avevano già apprezzato e amato. Un ultimo plauso alla grafica: copertine raffinate che attirano l’attenzione per la loro semplice eleganza. Complimenti NN Editore!

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    Mariaelena

    22/09/2018 22:04:34

    Romanzo super acclamato, uno dei successi dell'anno, sicuramente di una delicatezza immensa, un romanzo quasi sussurrato dolcemente all'orecchio del lettore, ma che a me, per qualche motivo che ancora non mi spiego, non è risucito a rubare il cuore. Eppure le premesse c'erano tutte. Ho lasciato passare molte settimane prima di decidermi a buttar giù due parole su questa storia, proprio perchè avevo bisogno di tempo per rifletterci su, per farmi un'idea più precisa del romanzo e soprattutto del perchè non mi ha convinto fino in fondo come immaginavo. Conosco i miei gusti di lettrice e soprattutto la mia sensibilità nei confronti di certe storie, ecco perchè mi aspettavo di sentire dentro di me quelle emozioni forti e bellissime che ti fanno adorare ogni singola pagina, invece queste emozioni travolgenti non sono arrivate. Voglio precisare che il libro mi è piaciuto e che in alcuni momenti mi sono sentita stringere il cuore, ma con la costante e fastidiosa sensazione del "non abbastanza". La storia che Haruf sceglie di raccontare è immensamente dolce e delicata ed ha come attori principali Addie e Louis, due anziani che, incamminandosi sul viale del tramonto delle loro vite, scelgono di prendersi per mano e di farsi compagnia nell'ora più malinconica della giornata: la notte. In generale si, mi è piaciuto perchè quel sentimento così autentico, trasparente, timido, che va verso l'amore ma che si stenta a definire tale è qualcosa che non può non commuoverci, però purtroppo in alcuni momenti ho fatto un po' troppo a pugni con lo stile dello scrittore. Lo consiglio sicuramente a chi ha voglia di leggere una storia narrata in punta di piedi, costruita con delicatezza e amore.

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    Manuela

    21/09/2018 16:39:33

    Mi lascio andare e trasportare per la prima volta a Holt, consapevole di non voler più andare via. La scrittura asciutta, essenziale di Haruf mi ha estasiato, rapito e fatto innamorare. È incredibile come un libro così breve possa regalare così tanto. "Le nostre anime di notte" è la poesia, la delicatezza, la bellezza di due anime che, nonostante la vita sia stata contraria, cercano, provano ad amarsi, a volersi bene e a farsi compagnia nelle notti di Holt. Sono due anime ferite, sole che hanno ancora tanto da dare a se stesse, all'altro e a chiunque decida di dedicare del tempo a queste pagine, certo che sarà il miglior tempo speso della vostra vita.

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    eleonora

    20/09/2018 14:11:38

    Ho letto questo romanzo perché mi è stato caldamente consigliato. Molto breve, si legge velocemente con la speranza che succeda qualcosa, purtroppo non succede nulla. Deludente.

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    Serena

    19/09/2018 14:13:30

    Un breve romanzo profondamente toccante. Haruf racconta di come un uomo e una donna, ormai anziani, si avvicinino per tenersi compagnia. Tra loro nasce un rapporto speciale, che ci dimostra che non è mai troppo tardi per l’amore. La vicenda è ambientata ad Holt, cittadina americana che fa da sfondo anche ad altri romanzi dell’autore. I protagonisti dovranno affrontare i pregiudizi dei loro vicini e perfino dei loro cari, che giudicano sbagliato il loro rapporto, offuscati dai pregiudizi. Haruf scrive con semplicità una storia coinvolgente caratterizzata da un’atmosfera nostalgica. Il romanzo mi è sembrato un po’ affrettato verso la conclusione, ma credo che fosse un effetto voluto dall’autore. Una scrittura lineare, personaggi ben caratterizzati e una storia che rimane impressa nel cuore.

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    Giuseppe

    19/09/2018 12:10:30

    Indubbiamente uno dei migliori romanzi di Kent Haruf. Riesce a rappresentare perfettamente ciò che il tempo ha il potere di fare, ad evidenziare che la vita finisce solo quando il cuore si ferma. L’uomo rimane tale anche col passare degli anni, e non deve mai smettere di vivere, di godersi la vita apprezzando tutto ciò che dà. Non è mai troppo tardi per provare cose nuove e nessuno può anticipare la propria fine, abbandonandosi ad un’esistenza passiva e sostenendo che ormai la propria vita è finita. Lasciamo al tempo di fare il suo corso, ma anche alle emozioni di nascere, crescere e magari farci rinascere quando non si ha più nulla in cui sperare e per cui vivere. La vicenda che ha coinvolto i due anziani è un’esperienza che probabilmente chiunque vorrebbe fare, ritrovarsi col non avere nulla da perdere e decidere di ritornare ad avere una vita appagante, una vita degna di essere vissuta. Sicuramente uno di quei libri che ti lascia il segno e che rappresenta un esempio tangibile di come, dietro l’angolo, ci possa essere sempre qualcosa di bello ad aspettaci.

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    Asocia

    19/09/2018 08:50:26

    Dietro di noi, dietro il nostro decidere come vivere e con chi vivere il tempo che non sappiamo mai quanto sia, se ce ne sia, c’è il fatto della morte, un fatto bellissimo, per chi se ne ricorda: solo la morte ci può insegnare a non sprecare il tempo, a non far passare invano una passione. La morte è una gran romanticona. Il libro di Karuf è tragico e equilibrato, è semplice e doloroso, racconta nelle stesse lavoratissime pagine il grande coraggio e la grande viltà a cui possono attingere gli uomini e le donne che vogliono viversela fin quando ce n’è.

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    Michele

    18/09/2018 20:58:23

    Un romanzo delicato delicato su due anziani che decidono di fare una cosa un po' strana per tenersi compagnia. Ma il resto del mondo non la prende bene. Breve ma intenso.

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    Giulia.wildflower

    18/09/2018 19:29:47

    Questo libro mi ha straziata e mi la lasciato una cicatrice sul cuore. Mi ha trasmesso un senso di inesorabilità, di corsa contro il tempo, di una voglia di riscatto che però fatica ad arrivare... e nel frattempo il tempo fugge via...

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    Orsola

    18/09/2018 15:39:59

    Sono pochi gli scrittori contemporanei che lasceranno un segno indelebile, e Kent Haruf è certamente uno di questi: le sue storie sono delicate ma ricche di significato, nella loro semplicità riescono a racchiudere moltissimi aspetti dell' animo umano. E' questo il caso anche di “Le Nostre Anime Di Notte”, il racconto di due anziani e di come ogni giorno scelgano di dare un senso alla loro quotidianità, un senso che solo il nobile sentimento dell' amore riesce a garantire. Libro che mi sento di consigliare dalla prima all' ultima pagina a chi è pronto ad emozionarsi.

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    Gianmarco

    18/09/2018 09:31:23

    E' bello, ma per chi non ha ancora letto Kent Haruf consiglio di partire dalla trilogia.

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    cristina

    11/07/2018 07:09:34

    Ho ritrovato lo stile inconfondibile dell'autore di Benedizione, e in attesa di leggere gli altri due della trilogia, ho letto finalmente questo acclamato romanzo che sicuramente merita gli elogi ricevuti. E' uno stile semplice ma allo stesso tempo profondo; la storia riesce a trasmettere il senso dello scorrere del tempo e i temi della serenità, dell'attesa, della morte, della vecchiaia.

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    Alinghi

    29/04/2018 09:51:00

    Libro delicato e romantico, rende benissimo l'idea di una corsa contro il tempo nella terza età. Storia semplice di quotidianità, senza infamia ma nemmeno senza lode.

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    Arrigo

    27/01/2018 12:03:46

    Haruf era uno scrittore onesto e gradevole, il che non è dire poco, ma non apporta gran cosa alla letteratura americana né per argomento né per stile. Per fare solo un esempio, che gli è ben superiore: "I pascoli del cielo", di John Steinbeck. Ma non stupisce che nel grigiore corrente i suoi libri stiano avendo tanto successo.

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    SIMONA TANZINI

    13/01/2018 12:14:35

    UN LIBRO CHE SI LEGGE DA SOLO, DELICATO E ALLO STESSO TEMPO MOLTO REALISTA E VERITIERO . UNA SCRITTURA FLUIDA E SCORREVOLE TI PORTA DENTRO QUESTA PICCOLA STORIA . BELLO !!!

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Dopo la famosa e amatissima trilogia della pianura arriva finalmente in Italia l’ultima opera di Kent Haruf: Le nostre anime di Notte, un’opera postuma  che ci riporta per l’ultima volta a Holt, un viaggio per i nostalgici e per i curiosi che vogliono immergersi in questo paesino che possiamo conoscere solo nelle pagine di Haruf. Personalmente rientro nell’ultima delle categorie,  nonostante le ottime recensioni sulla trilogia della pianura ho preferito testare il territorio con quest’opera postuma che non solo ti rapisce ma ti fa innamorare completamente della scrittura di Haruf, per cui se la domanda è: inizierai a leggere le altre opere, la risposta è: assolutamente sì.

Protagonisti di questa storia sono Addie Moore e Loius Waters, una donna e un uomo in là con gli anni entrambi vedovi, che hanno passato la vita uno di fronte all’altro, senza mai il coraggio di guardarsi. Per vincere la solitudine i due iniziano a frequentarsi, finchè Addie azzarda un’assurda, per lei, richiesta: passare la notte insieme, semplicemente, uno accanto all’altro per affrontare le tenebre con racconti di vita. Loius inizialmente dubbioso cede alla richiesta di Addie, senza poche difficoltà, che aumenteranno sempre più con l’arrivo di Jamie, il piccolo nipotino di Addie.

“Smisi di provare a sistemare le cose e ci adagiammo in una lunga vita cortese e tranquilla…

Ti prendi cura dell’altro quando sta male e di giorno fai quello che pensi sia il tuo dovere…

Anche se non è stato un bene per nessuno dei due, abbiamo passato tutto quel tempo insieme. È stata la nostra vita”.

Da profana per quanto riguarda Ken Haruf non posso esprime un opinione se questo libro sia più o meno bello rispetto a quelli delle trilogia, personalmente mi sento di dire chi se ne importa, Le nostre anime di notte è un libro bello, di cui ce ne sono pochi, capace di risvegliare l’amore per la letteratura e per la vita. I due protagonisti hanno la straordinaria capacità di far riaffiorare nel lettore la gioia delle piccole cose, cose che nella vita si danno per scontate qui vengono innalzate a massima espressione di felicità; come il semplice dormire insieme. Senza doppi sensi, semplicemente stendersi nel letto, mano nella mano a parlare, per affrontare insieme le tenebre, quelle che a qualsiasi età fanno sempre paura.

Le nostre anime di notte è un libro che non ti aspetti e da cui non sai cosa aspettarti, ti rapisce con la sua semplicità e con la sua narrazione fluida che in un attimo ti stravolge la giornata.

Questo romanzo breve è uscito nel 2015 postumo alla morte dello scrittore, qui viene raccontato un brevissimo scorcio di vita, un’estate che ha il profumo dell’autunno, la consapevolezza che l’immortalità è stata solo un sogno e non resta quindi che unire due anime per affrontare insieme la vita che rimane. Oltre ad Addie e Louis entra in scena la famiglia del figlio di Addie, ma in particolar modo Jamie, il nipotino, che seppur per breve tempo sconvolge la vita dei due anziani fino a non poterne più fare a meno. Dolcemente lo scrittore inizia verso la fine del libro a prendere le distanze dai due protagonisti fino alla dolce conclusione, le loro conversazioni notturne di una vita che sembra infinita riecheggiano nel silenzio della stanza, “Ti spedirò i miei buoni pensieri dall’altro lato del letto” e questo può bastare davvero per sempre.

Un libro consigliatissimo per chi desidera ritornare a Holt ma anche per chi, come me, non c’è mai stato, per assaporare quella bellezza stilistica rara che pochi autori contemporanei sanno trasmettere.

“Che altro vuoi sapere?

Da dove vieni. Dove sei cresciuta. Com’eri da ragazza. Com’erano i tuoi genitori. Se hai fratelli e sorelle. Come hai conosciuto Carl. Che rapporti hai con tuo figlio. Come mai ti sei trasferita a Holt. Chi sono i tuoi amici. In cosa credi. Che partito voti.

Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? disse lei. Anch’io voglio sapere tutto di te.

Non abbiamo fretta, disse lui.

No, prendiamoci il tempo che ci serve”.

Recensione di Francesca Magni



Lontanissimo dai barocchismi e dalla logorrea del post-moderno, Haruf è stato il maestro della rarefazione. I suoi personaggi sono calmi e silenziosi nonostante l’oscurità che li avvolge. Il registro semplice e trasparente, a tratti monocorde, pare guidare con cautela questi eroi del quotidiano dalle tenebre del Midwest verso la luce, nella fattispecie verso una lampada, quella che rischiara la camera da letto in cui è ambientato questo romanzo di Haruf.

Come nella trilogia della pianura, anche quest’opera è ambientata a Holt, piccola cittadina fittizia del Colorado. I protagonisti sono Addie e Louis. Entrambi vedovi, entrambi assuefatti alla solitudine. Louis fa il primo passo e chiede al vicino di casa di dormire con lei, senza implicazioni sessuali, per combattere insieme l’assordante silenzio della notte.

La camera da letto condivisa diventa teatro di confessioni. Mai urlate, ma accennate delicatamente, con quell’intimità commuovente e realistica che è stata il tratto inconfondibile dell’intera opera di Haruf. Brevi flashback, mano nella mano, con il resto del corpo distante, alla ricerca di candida tenerezza. Vietato cedere ad altri impulsi che rovinerebbero l’ottima conversazione.

Non c’è una parola che suoni finta nei dialoghi tra i due personaggi. Parole franche, semplici e trasparenti, ma mai prevedibili o ipocrite, come la prosa di Haruf d’altronde.

Molti romanzi si preoccupano di descrivere personaggi alla ricerca della felicità. Haruf non cede a questa tentazione. L’autore si preoccupa di mostrare l’imprevedibile onnipresenza della felicità, piccolo faro che rischiara le altrettanto onnipresenti miserie del quotidiano, piccolo quanto questo gioiello postumo che incorona l’indiscutibile bravura di uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo.

Recensione di Matteo Rucco