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Kent Haruf

Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2017
Pagine: 171 p., Brossura
  • EAN: 9788899253509

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Lontanissimo dai barocchismi e dalla logorrea del post-moderno, Haruf è stato il maestro della rarefazione. I suoi personaggi sono calmi e silenziosi nonostante l’oscurità che li avvolge. Il registro semplice e trasparente, a tratti monocorde, pare guidare con cautela questi eroi del quotidiano dalle tenebre del Midwest verso la luce, nella fattispecie verso una lampada, quella che rischiara la camera da letto in cui è ambientato questo romanzo di Haruf.

Come nella trilogia della pianura, anche quest’opera è ambientata a Holt, piccola cittadina fittizia del Colorado. I protagonisti sono Addie e Louis. Entrambi vedovi, entrambi assuefatti alla solitudine. Louis fa il primo passo e chiede al vicino di casa di dormire con lei, senza implicazioni sessuali, per combattere insieme l’assordante silenzio della notte.

La camera da letto condivisa diventa teatro di confessioni. Mai urlate, ma accennate delicatamente, con quell’intimità commuovente e realistica che è stata il tratto inconfondibile dell’intera opera di Haruf. Brevi flashback, mano nella mano, con il resto del corpo distante, alla ricerca di candida tenerezza. Vietato cedere ad altri impulsi che rovinerebbero l’ottima conversazione.

Non c’è una parola che suoni finta nei dialoghi tra i due personaggi. Parole franche, semplici e trasparenti, ma mai prevedibili o ipocrite, come la prosa di Haruf d’altronde.

Molti romanzi si preoccupano di descrivere personaggi alla ricerca della felicità. Haruf non cede a questa tentazione. L’autore si preoccupa di mostrare l’imprevedibile onnipresenza della felicità, piccolo faro che rischiara le altrettanto onnipresenti miserie del quotidiano, piccolo quanto questo gioiello postumo che incorona l’indiscutibile bravura di uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo.

Recensione di Matteo Rucco

Recensioni dei clienti

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    RossaMina

    25/06/2017 19.40.07

    La storia mi è piaciuta, il metodo di scrittura no.

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    Antonella De Robbio

    17/06/2017 11.20.49

    È nella città di Holt – che suona come un divieto, si pronuncia “alt” – il luogo immaginario cristallizzato nel tempo, dove Addie e Louis si incontrano, tra mille divieti e preconcetti, i vicini bigotti, i figli che interferiscono. Due anime in vecchi corpi che si cercano la notte, al di là di ogni convenzione, in una storia vera raccontata come ultimo sospiro del suo autore, Kent Haruf, oggi venerato tra i grandi scrittori americani ma per decenni rifiutato. C’è la nostalgia della vita che se ne esce furtivamente. E c’è tutta la lentezza propria della vecchiezza e della malattia che avanza nel fisico dello scrittore, in questo ultimo suo libro scritto in poche settimane, un capitolo al giorno, perché la morte lo rincorre veloce e lo scrittore non ha tempo. Lento l’incedere tra le gestualità temporali. Agli inizi del romanzo, mentre entravo nei dialoghi notturni, avvertivo palpabile un imbarazzo che si faceva pesante, nel calarmi come lettrice nei loro spazi fisici. Mi risultava difficile incedere non tanto nella scrittura, ma nel futuro della narrazione. La parola “imbarazzo”, ad un certo punto, compare nel testo. E compare tra loro il mio poema preferito in assoluto, Il canto d'amore, di J. Alfred Prufrock, monologo drammatico di Thomas Stearns Eliot, dove Prufrock, alter ego di Eliot, rimanda al significato di prude in a frock (“pudibondo in palandrana”), con allusione alle costrizioni sociali e all’incapacità di scioglierle. E mi coglie la rabbia per queste ingerenze del figlio egoista che taglia le ali alla libertà emotiva della madre e la pone di fronte a una scelta dolorosa. “Ti ho aspettato tutto questo tempo”, ha pensato Cathy quando nella vita reale lo ha re-incontrato dopo trent'anni, ma erano entrambi sposati con otto figli in due. E così, cinque anni e due divorzi dopo, si sono ri-trovati. E queste anime che si amano la notte sono loro due, sublime dichiarazione d’amore dell’autore alla sua compagna di vecchiezza che è costretto a lasciare sola.

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    Bit78

    29/05/2017 11.41.46

    Un libro da leggere assolutamente. Intenso ed emozionante. Consigliato

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    Alberto

    08/05/2017 19.12.48

    Leggetelo ! Non c'è da aggiungere altro. Chi ha letto la triologia della pianura non può mancare a completarla con questo gioiello. La semplicità della scrittura e della storia è sconvolgente: come fa a catturare il lettore? E chi non avesse letto la triologia provveda subito.

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    Walter

    07/05/2017 15.14.25

    Bel libro dolce commovente ma non ho trovato la stessa magia della trilogia.

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    Lory

    02/05/2017 17.29.36

    Un racconto sui sentimenti, sentimenti tra i due protagonisti e tra loro e gli altri. Protagonisti che all'età di 70 anni decidono di prendere in mano la loro vita e di viverla senza compromessi e convenzioni come è sempre stato fino a quel momento. Un libro da leggere con calma, assaporando dei dialoghi ogni respiro.

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    Stefano

    28/04/2017 13.58.15

    Una prosa semplice ma incisiva che riesce a condurre il lettore, con tenera e raffinata discrezione, negli scenari un po' malinconici di vite al tramonto....ancora desiderose di trovare conforto dalla bellezza del “farsi compagnia”. L'arte e la poesia di Kent Haruf commuovono e arricchiscono.

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    angelo

    26/04/2017 11.57.33

    Ingredienti: due vedovi solitari bisognosi di compagnia, un dolce avvicinamento attraverso dialoghi notturni e convivenza, un brusco allontanamento causa pettegolezzi di paese e parenti puritani, un contatto tra anime che supererà pregiudizi ed ostacoli. Consigliato: a chi vive un ultimo amore puro e delicato come il primo, a chi si nutre di sentimenti per rimanere vivo.

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    Dona

    24/04/2017 11.22.59

    Tenero, commovente, nostalgico. Una lettura molto piacevole

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    valter57

    19/04/2017 11.09.47

    Capolavoro, degno seguito e finale della Trilogia di Holt, che ho letto prima di questo. Kent Haruf, magnifico.

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    Alberto

    16/04/2017 19.06.19

    Cosa dire di questo libro: semplicemente perfetto...un piccolo capolavoro!! Per chi ama Raymond Carver e Richard Ford!!!

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    Max

    05/04/2017 18.26.01

    Ho acquistato e letto questo titolo dopo aver visto recensioni entusiastiche. Addirittura molti lo paragonavano allo Stoner di John Williams, che ho letto diversi anni fa, ma le descrizioni introspettive dello Stoner qui non c'è n'era traccia. Lo stile asciutto, quasi cronistico, della prosa di Haruf mi ha lasciato perplesso. Forse ero partito con troppe aspettative ma i commenti e il calibro dello scrittore le incoraggiavano. Che dire. Non mi ha deluso. È stato piacevole, ma il capolavoro non l'ho trovato.

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    Carol

    05/04/2017 07.20.57

    Delicato, intenso, commovente, la scrittura semplice di Haruf è in grado di descrivere con sapienza l'intimità delle persone. I dialoghi, brevi ed essenziali, sono perle di conversazione, colloqui reali e sinceri. Una storia d'amore al di fuori dal comune, ma anche una storia di coraggio, il coraggio di guardare dentro di sé e allo stesso tempo di non curarsi troppo del giudizio degli altri. Invidio la capacità di questo scrittore di raccontare con pacatezza e una scrittura precisa e pulita vite apparentemente ordinarie, trasformandole in storie indimenticabili. Consigliatissimo.

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    Egome

    31/03/2017 12.10.14

    Addie, 70 anni vedova con un figlio ( una morta tragicamente ), non ce la fa a restare sola. Louis il vicino di casa coetaneo , anche lui vedovo con una figlia, accetta il suo invito , la sua richiesta di compagnia: solo durante la notte però (il momento dei pensieri, dei rimpianti, della nostalgia …), unicamente per avere una presenza, qualcuno con cui parlare in quelle ore particolarmente sofferte. Dopo lo scontato imbarazzo iniziale, si sviluppa un legame ( non si può definire amore, ma una ‘amicizia amorosa’) che coinvolge teneramente i due, fatto di attenzioni, partecipazione, rispetto reciproco, immune dagli incombenti commenti negativi non solo da parte dei vicini , ma anche dei reciproci familiari. Addie e Louis si raccontano, raccontano le loro vite, le disgrazie vissute. Questo romantico ’ménage’ viene a un certo punto modificato dal figlio Gene ( lasciato dalla moglie) e dal fragile nipotino Jamie, che va a vivere temporaneamente con la nonna e Louis . Pian piano le cose cambiano e alla fine ... Coinvolgente, con una lettura veloce , favorita da una interpunzione contenuta al minimo, tale da rendere i dialoghi fra i protagonisti praticamente ‘istantanei’. Bello, originale, toccante.

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    Marzia

    27/03/2017 10.19.02

    Una scrittura molto scorrevole. Una storia tenerissima e raccontata con una delicatezza incredibile. E' stata una bellissima scoperta. Avrei voluto continuare ad ascoltare i dialoghi tra Addie e Louis, li avrei voluti conoscere.

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    Agata

    27/03/2017 09.20.53

    Rivelazione. Può essere vero che la Trilogia si possa leggre anche nell'ordine in cui è stata pubblicata da NNEditore, ma avendo avuto modo di conoscre Haruf un po' "tardi" rispetto alle uscite italiane, ecco che febbraio, a pochi giorni dall'uscita di "Le nostre anime di Notte" ho potuto e voluto leggre la Trilogia nell'ordine esatto in cui fu pubblicata e scritta: 1.Canto della Pianura, 2.Crepuscolo, 3.Benedizione. E poi subito 4.Le nostre Anime di Notte. Ed è stata una vera Rivelazione, un godimento impagabile ed entusiasmante. Una collana di perle che già ad ogni perla è un gioiello. Nell'insieme un CAPOLAVORO!

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    Mariangela

    21/03/2017 21.57.29

    Capolavoro.

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    giancagi

    21/03/2017 20.31.08

    Un libro che è fisiologicamente collegato alla trilogia, da leggere con lentezza

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    Martina

    16/03/2017 00.40.41

    Una storia molto semplice, narrata con uno stile a mio parere fluido e impeccabile. Una storia di amicizia che si tramuta inaspettatamente in una storia d'amore raccontata in modo molto semplice ma soprattutto dolce, quasi innocente. La cosa più bella è che niente di quello che accade durante tutta la successione di eventi è prevedibile, perciò il lettore viene coinvolto e vive la storia in prima persona insieme ai protagonisti.

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    gasalbe

    15/03/2017 18.43.31

    Papà ti piace il libro che stai leggendo ? Purtroppo mi piace, mi piace molto. Perché dici purtroppo se ti piace ? Perché tra poche pagine finisce.

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