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Carl-Johan Vallgren

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2006
Pagine: 278 p. , Brossura
  • EAN: 9788830423442

Recensioni dei clienti

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    Giorgia

    24/10/2014 11.04.30

    Primo libro che leggo di Vallgren, e devo dire che mi ha colpito parecchio. La trama incuriosisce fin da subito, i personaggi (e non solo quelli principali), sono presentati in modo meraviglioso. Di grande effetto i particolari storici, i vari riferimenti che permettono al lettore di seguire questo sfortunato "ebreo errante" nel suo viaggio immortale lungo la storia di un secolo. Compaiono molte figure importanti, da Rasputin ad Aleister Crowley, ma il personaggio in assoluto più affascinante è lo stesso Rubasov, tormentato e sempre all'inseguimento di un destino che gli è stato privato. Libro coinvolgente, che fa scaturire una marea di spunti su cui riflettere: il tempo, la fugacità dei sentimenti umani dinnanzi all'eternita, il male incarnato che in realtà opera il bene...

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    luigi

    18/07/2008 12.24.36

    brutto clone del maestro e la margherita.romanzo inutile ed insulso

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    anna

    25/03/2007 22.45.47

    tema non nuovo, ma abbastanza rinnovato dall'autore. Alcuni punti un pò lenti, ma nell'insieme è molto interessante l'ambientazione. Sull'autore e le altre opere non sono così generosa... non è la prima volta che riadatta un libro sulle spoglie di uno più datato, anche "l'amore straordinario" ricorda vagamente "il profumo" di suskind.

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    Giulya

    12/03/2007 18.08.16

    Ho deciso di leggere questo libro perche’ incuriosita dall’argomento che l’autore tratta: il patto col diavolo che richiama alcune tra le piu’ alte opere della letteratura europea, dal Dr. Faustus di Christopher Marlowe, al Faust di Goethe e al Dottor Faustus di Th. Mann, solo per citarne qualcuna. L’atmosfera in cui si svolge il patto e’ molto suggestiva; azzeccata e’ la figura di questo diavolo un po’ demode’, che nulla ha a che vedere con la figura mitizzata ed affascinante che ci si potrebbe aspettare; sembrerebbe piuttosto un mediocre impiegato. E’ una figura ironica e con un lato “buono” e “pietoso” che francamente non ci saremmo aspettati e si dimostra piu’ umano degli uomini stessi, impegnati a distruggersi l’un l’altro come la storia del ‘900 che fa da sfondo al romanzo sembra dimostrare. La storia procede spedita nella descrizione della vita felice di Rubasov e della sua caduta, nella descrizione delle tragedie della I e della II guerra mondiale, accennate con tratti brevi ma incisivi. Da qui in poi, pero’, questa tendenza cambia e Vallgren sembra perdere di vista l’obiettivo della narrazione perdendosi nella descrizione di eventi e figure che non approfondisce mai fino in fondo e che sembrano perdersi nella narrazione perche’ fini a se stessi.

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    Franco

    11/12/2006 10.44.48

    E' un libro con luci ed ombre, quasi che il soggetto rifletesse le proprie caratteristiche sull'oggetto stesso. Da un lato un'idea forse non del tutto originale ma che consente all'autore un immenso spazio narrativo; situazione questa che potrebbe anche intimorire per la mancanza di punti di riferimento, dunque merito a Vallgren di aver tentato la sintesi di una simile vastità. Dall'altro, proprio questa grade libertà richiede all'autore di effettuare una serie di scelte che vanno a definire l'impronta della narrazione e dovrebbero costituire il "messaggio" e l'anima del libro. La debolezza dell'insieme emerge proprio a questo livello, mancano nitidezza e continuità nel mettere a fattor comune eventi quali i conflitti mondiali, l'esoteriasmo di Crowley, la figura di Paracelso piuttosto che il terremoto dell'Irpinia. Nel complesso, dunque, si ha la sensazione di una trama debole, sfilacciata, con discontinuità e complessità superflue che finiscono per appesantirla. Insomma, l'impressione è che l'autore non sia riuscito a mettere su carta (esplicitamente) tutto il contenuto dell'idea lasciandoci, troppo spesso, la sensazione di una lettura che ripercorre i peggiori orrori del '900 ma senza fornirne una chiave di interpretativa morale o storica che sia. A parte questa fragilità strutturale, va comunque sottolineata la bravura dell'autore che più di una volta riesce, con pochi tratti essenziali, a tradurre su carta orrende tragedie riuscendo, con una singola istantanea, a richiamare alla nostra mente l'elemento storico ed etico di immense catastrofi della nostra più recente storia. In conclusione, forse il libro non soddisfa tutte le attese ma si tratta, in ogni caso, di una lettura a tratti coinvolgente e ricca di spunti.

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    Sabrina

    30/11/2006 15.28.22

    Ho trovato la trama interessante e ne ho letto la prima metà tutta in un fiato, poi però la storia ha preso una pega un pò noiosa e ho dovuto sforzarmi per arrivare alla fine, peccato!

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    Marco

    27/11/2006 16.52.47

    Carino, con tanti spunti su cui riflettere...anche se il tema è un po' abusato, l'autore riesce a essere comunque originale...l'unico difetto che ho trovato è che alcune situazioni e alcuni personaggi non sono approfonditi come meriterebbero...un po' di Eco, un po' di Borges e un po' di Bulgakov, senza però raggiungere le vette di nessuno dei tre

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    Ike

    07/11/2006 15.08.40

    Appena l'ho visto in libreria e ne ho letto qualche pagina, l'ho comprato e letto quasi d'un fiato. Il tema non è nuovo (vendere o giocarsi l'anima al diavolo in una delle sue tante forme) ma proprio per questo affascinante. Il romanzo è per certi aspetti discontinuo, affrettato su certi argomenti e non sempre abbastanza introspettivo come ci si potrebbe aspettare da un tema così particolare. Ma è comunque affascinante ed avvincente, non nel senso di un romanzo d'avventura ma perchè effettivamente capace di ispirare compartecipazione. La lunga vita del prtagonista, il giocatore Rubasov, attraversa tutto il secolo scorso con le tragedie che l'hanno segnato e che non a caso sembra essere quello che offre più occasione per ritrovare il male ed il suo rappresentante. L'impianto di fondo si distacca dalla tradizione che vuole il divolo cattivo consigliere e l'uomo messo alla prova, salvo la finale redenzione. Questo rende il romanzo più interessante. Ovviamente, trattando di soprannaturale si deve essere disposti a credere non solo in ciò che si vede ma anche in quel che non si vede. Su questo aspetto in qualche punto l'autore sembra un pò perdere il filo e non sapere affrontare situazioni che metterebbero a serio repentaglio la verosimiglianza di quanto raccontato, così semplicemente glissa sui passaggi più difficili da affrontare. In ogni caso una piacevole lettura sulla scia di altri e più grandi romanzi d'autore. Ike.

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