La notte del professor Andersen

Dag Solstad

Traduttore: M. V. D'Avino
Editore: Iperborea
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2015
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788870914498
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Recensioni dei clienti

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    Gabriele Della Torre

    05/09/2017 18:07:36

    La visione di un omicidio nell'appartamento nel palazzo di fronte porta il protagonista ad affrontare un viaggio con se stesso. Segue infatti un percorso interiore composto da innumerevoli domande sulla propria esistenza e sulle sue azioni.

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    Bookworm

    05/01/2017 09:02:01

    Una mia amica che studia Letterature Scandinave mi ha consigliato questo libro, affinché mi rendessi conto della capacità di certi autori nordici di catturare l'attenzione del lettore anche con una trama in cui predomina l'inazione. Infatti da un inizio alla "Finestra sul cortile" di Hitchcock si passa a interessanti riflessioni esistenziali sull'immortalità della letteratura e su Dio. Teoricamente c'è una trama, ma non succede niente. Fosse più lungo, magari ci si potrebbe annoiare con questo libro, ma siccome è così breve (150 pagg.) vale la pena dargli una possibilità.

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    luciano

    23/07/2015 16:24:55

    Il professor Andersen è un cinquantacinquenne divorziato e senza figli, è snob, ama i costosi vestiti italiani, insegna lettere all'Università di Oslo ed è un esperto di Ibsen che, però, considera sorpassato dai tempi. La Notte Santa, " quella che chiamiamo la vigilia di Natale", assiste dalla sua finestra, nell'appartamento dall'altra parte della strada, di fronte a casa sua, lo strangolamento di una giovane donna da parte di un altrettanto giovane uomo. Al professore, però, ripugna avvisare la polizia, anche se è un dovere sociale e morale il farlo, non vuole "essere quello che interviene perché giustizia sia fatta", anzi, vorrebbe alleviare, se possibile, le sofferenze dell'omicida, " desidero che sia libero, che la scampi, perfino che dimentichi tutto, davvero, e comunque non posso collaborare alla sua cattura." A febbraio, dopo due mesi di crisi, Andersen vede uscire dalla casa di fronte l'assassino e " schiocca le dita", l'omi cida se ne va libero. il professore si rende conto che con uno schiocco di dita può decidere la vita o la morte dell'assassino, può decidere di concedergli o negargli la libertà... In quel momento si sente come Dio, è travolto da un delirio di onnipotenza. Non gli importa essere dannato. La sua sfida a Dio è, per me, un atto di hybris. Per questo Andersen, con il suo ruminare e le sue elucubrazioni, non mi piace per niente.

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    Lina

    19/07/2015 20:01:41

    soporifero: dopo un incipit intrigante il romanzo si infarcisce di speculazioni pseudo-filosofiche e digressioni sul teatro norvegese...

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