La notte - Elie Wiesel - copertina

La notte

Elie Wiesel

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Traduttore: D. Vogelmann
Editore: Giuntina
Edizione: 21
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 aprile 1995
Pagine: 112 p., Brossura
  • EAN: 9788885943117
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Scelto da IBS per la Libreria ideale perché Elie Wiesel è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Sopravvissuto all'Olocausto ha trascorso la vita a raccontare l'orrore della Shoah. La sua storia è la nostra storia.

Una testimonianza atroce e pulsante della morte di Dio, nell'anima di un bambino.

"Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?" (dalla Prefazione di F. Mauriac)
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    elio

    17/05/2020 09:45:40

    Una testimonianza forte, cruda, lacerante ma vera. Per questo un documento di altissimo valore.

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    Seba

    14/05/2020 10:09:09

    Eccezionale testimonianza sull'olocausto, crudo, asciutto e semplice. Un monito per le future generazioni, per non dimenticare l'orrore.

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    p.

    13/05/2020 12:33:45

    Intenso. Riuscivo a sentire il freddo di quella notte sotto la pelle. Uno dei più belli letti su questa tragica tematica.

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    _giuls85

    30/04/2020 14:09:33

    Letto in qualche ora. Commossa, dalle parole di un ragazzino di 15 anni che ha sopportato ciò che non si potrebbe nemmeno immaginare. Leggendo il libro mi sono detta più volta: ma ti rendi conto che tutto ciò non è fantasia,ma lui ha vissuto questo l'orrore? Questo libro oltre ad una testimonianza parla di amore,forza e voglia di sopravvivere. Da leggere assolutamente!

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    Martina

    20/04/2020 13:29:50

    Il libro è molto bello, molto duro in alcuni passaggi e triste alla fine. Fa riflettere su tante cose: non solo sulla presenza di Dio ma anche su come il campo possa trasformare le persone. Chi ne è uscito vivo ha dovuto fare i conti con chi era diventato nel frattempo e dovrà portare per sempre addosso questo fardello. Elie è un ragazzino di 13 anni che crede in Dio, gli piace leggere e studiare i testi sacri della sua religione, forse ha un'eccessiva voglia di conoscenza tanto che il padre gli dice che deve aspettare di essere più grande per continuare i suoi studi. Ad un certo punto il suo felice mondo viene infranto, viene portato ad Auschwitz dove, purtroppo, non solo vive delle esperienze orribili ma comincia anche a perdere la fede in Dio, più volte si chiederà perché lodare un Dio che permette queste cose.

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    Laura

    14/02/2020 17:51:19

    Preziosa e terribile testimonianza di Elie Wiesel premio Nobel per la pace 1986, testimone infaticabile della Shoah. La deportazione ad Auschwitz-Birkenau, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, lo spogliarsi a poco a poco di qualsiasi umanità, il perdere i valori nei quali si è creduto fino a quel momento, la domanda terribile sull’esistenza di Dio, perché aver assistito a certi episodi impedisce di continuare a credere nella bontà dell'uomo. Le marce della morte a cui furono costretti dopo l’evacuazione di Auschwitz, in cui qualsiasi anelito di umanità scompare. Questo e molto di più è quanto racconta Wiesel nella sua autobiografia, lasciandoci sbigottiti davanti all'orrore e consapevoli che abbiamo il dovere morale di non dimenticare quello che è accaduto

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    serafini lino pasqualino

    27/12/2019 08:46:32

    ottima ricostruzione del dramma ebreo nella seconda guerra mondiale.

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    salvo

    27/11/2019 21:41:29

    In poche pagine viene descritta la più grande tragedia del XX secolo. Un vero capolavoro

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    Stefano

    01/10/2019 13:18:57

    Libro bellissimo e molto toccante. Da leggere se siete appasionati di storia o semplicemente volete ampliare i vostri orizzonti. Da leggere affinchè la storia non si ripeta.

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    Arianna

    25/09/2019 10:16:45

    Elie Wiesel in poche pagine riesce a ricreare il dramma vissuto dal popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale. Grazie alla sua scrittura asciutta e, a tratti, cruda lascia ben poco all'immaginazione e ci fa percepire la paura e il dolore quotidiano costretto a sopportare. Un libro consigliato a tutti per non dimenticare.

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    Giacomo M.

    23/09/2019 22:08:29

    Fulgido esempio di memorialistica della deportazione, cronaca viva e vera di fatti vissuti, questo romanzo breve rappresenta un resoconto autobiografico in cui l'autore racconta la sua personale esperienza di prigioniero e superstite ad Auschwitz. Un libro che è allo stesso tempo testimonianza spietata e sconvolgente del più immane abominio del secolo breve, romanzo denso di pagine di autentica potenza narrativa, ma, soprattutto, la cronaca narrata di una discesa spirituale agli inferi dell'umanità, un lento ed inesorabile viaggio della coscienza verso la perdita totale della fede. E' la storia di un giovane ragazzo ebreo che, nel momento stesso in cui perde la propria fede, acquisisce coscienza del significato profondo della religione, della sua importanza. E ce ne da conto. Le tappe di questa "maturazione" interiore coincidono con la tragedia degli eventi; tre sono le fasi, i momenti di svolta in cui si sostanzia il processo di evoluzione della coscienza del protagonista, a loro volta collegati ad altrettanti momenti dell'intreccio narrativo. Il primo momento è quello della vita travagliata, ma ancora quieta, del villaggio e del ghetto, è il momento della fede cieca nell'onnipotenza della divinità, che si risolve nell'indifferenza e nell'illusione verso le sorti deterministiche degli eventi, recanti già le prime, presaghe avvisaglie dell'imminente incombere della distruzione; il secondo coincide con il momento della crisi e del primo distacco, è il momento della rivolta contro la divinità, contro la sua fredda indifferenza e il suo silenzio complice, avvertite come tradimento di fronte allo sprigionarsi della potenza atroce del male nell'universo concentrazionario; il terzo ed ultimo momento è invece quello dell'acquisizione e della scoperta, della fede ormai matura e consapevole, che si tramuta nell'inevitabile perdita totale di essa.

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    IRENE

    19/09/2019 10:16:27

    Libro fondamentale. Tutti dovrebbero leggerlo, certe scene qui descritte non si sono viste neanche nei film, sarebbero troppo forti. Da far leggere nelle scuole, altro che revisionismo storico...!

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    Mik

    29/08/2019 18:00:32

    Lo dovrebbero leggere nelle scuole! Capolavoro, senza parole. Un libro che ti prende, ti emoziona, ti fa riflettere e ti catapulta in un vortice di emozioni.

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    Samuel

    03/04/2019 11:52:28

    Uno dei picchi più alti della letteratura concentrazionaria. Affilato e doloroso. Un capolavoro.

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    n.d.

    25/03/2019 16:14:28

    Un libro capace di toccarti nel profondo e trascinarti con sé in una notte oscura, triste e orribile, che mostra la natura umana in condizioni inimmaginabili. Lettura pesante ma dalla scrittura scorrevole. Un must per il suo genere.

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    Roberta

    12/03/2019 15:06:11

    Letto la prima volta quasi vent'anni fa all'università. Lo rileggo di tanto in tanto ed è sempre un pugno allo stomaco. L'uomo può raggiungere livelli di disumanità aberranti. Lo consiglierei ai ragazzi che, alle superiori, studiano quel periodo storico, per comprendere la portata dell'orrore, ma anche a tutti quelli che fingono di non vedere le atrocità di cui è capace l'uomo.

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    Tizy

    11/03/2019 06:55:49

    Libro toccante, commovente, sincero, amaro, disarmante, crudo e crudele. Il protagonista (premio Nobel per la pace) scrive pagine dove traspare tutta la sua rabbia per i torti subiti, il suo terrore alla sola vista dei camini che poi saprà essere quelli dei forni crematori , la.sua frustazione quando ad esempio non reagirà davanti le angherie dei Kapo', la sua sottomissione a ordini incomprensibili pur di accendere la speranza della salvezza sua e di quella del caro padre. È un libro importante, è il libro della memoria e del " mai più dimenticherò. ..." Consigliato...5 stelle meritatissime. Questo è il mio parere...

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    ali

    07/03/2019 21:04:54

    Il libro racconta la storia di un ragazzo deportato ad Auschwitz assieme al padre. Racconta l'orrore vissuto, la sofferenza, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, il rapporto con il padre, non facile in un simile ambiente. Il libro, anche se non molto lungo, è davvero toccante e ci coinvolge non solo perché testimone di un tale orrore, ma anche per il fatto di avere i pensieri di un bambino, un adolescente che cerca di vivere in quel inferno e che si chiede sempre: dove è Dio? Infatti una delle domande ricorrenti del libro è proprio quella, dove è Dio quando un bambino viene ucciso? Quando un padre viene fucilato di fronte al suo figlio? Quando qualcuno muore per la fame e la stanchezza? Una domanda alla quale è difficile trovare una risposta.

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    n.d.

    18/11/2018 09:42:08

    Molto bello, molto toccante. In un'epoca dove qualcuno ha il coraggio di negare, andrebbe letto. Per ricordare e non permettere che si provi a dimenticare.

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    Gabrio

    05/11/2018 12:07:59

    Che dire che non sia banale? Che non sia già stato scritto? Andrebbe letto da molte persone, nelle scuole. Leggere per conoscere con gli occhi di chi l'ha vissuto sulla propria pelle e leggere per non dimenticare. Le 5* sono ovviamente praticamente tutte per la storia e la narrazione. Il resto, quando non è fatto male va tutto in secondo piano.

Vedi tutte le 49 recensioni cliente

Dall'intervista a Elie Wiesel pubblicata da Wuz.it nel 2007.

«Ho scritto il mio primo libro, La notte, perché mi sembrava che soltanto io avrei potuto dire quelle cose. So che può sembrare un atteggiamento piuttosto arrogante, ma è così che pensavo; sentivo anche che chiunque avesse attraversato un’esperienza come quella che io avevo vissuto fino a poco prima aveva il dovere di trasmetterla agli altri perché altrimenti si correva il forte rischio che quest’esperienza venisse tradita. Quindi ho scritto questo primo libro e poi, i libri sono come le ciliegie, uno tira l’altro, ne ho scritto un secondo e poi un terzo e poi non mi sono più fermato.
Pensavo che, dopo aver scritto il primo libro raccontando la storia di un evento che aveva provocato una indicibile distruzione di tutto quello in cui credevamo e che conoscevamo, avrei avuto problemi a proseguire e mi domandavo: cosa faccio ora? Non per dare una risposta a questa domanda, ma per trovare una via d’uscita da questa situazione ho scritto L'alba, dove ho cercato la risposta in un altro modo, in altre cose come l’azione politica e la violenza. Poi in un ulteriore libro che in francese si chiama Le jour (Il giorno) ho cercato la risposta nel suicidio: forse la risposta a questa situazione, a questo problema era il suicidio, così come alla fine ha fatto Primo Levi.
In un altro l’ho cercata nell’amicizia. Dove sta la risposta? In ognuno dei miei libri ho cercato la risposta in un ambito diverso, in un diverso tipo di sentimento; in ognuno dei miei libri mi sono posto dei problemi esistenziali cercando di sviscerarli, di trovare una risposta attraverso delle storie perché amo le storie e amo anche raccontarle.
Nella Notte credo di non aver parlato tanto di un conflitto tra esseri umani, piuttosto del conflitto tra il creatore e la sua creazione: cosa si fa quando non si può più avere fiducia nella fede che abbiamo sempre avuto?
Io sono cresciuto nella fede, sono cresciuto nella Bibbia, ho sempre considerato che le cose nella realtà fossero molto semplici perché io credevo in Dio, avevo fede in lui e Dio aveva creato l’uomo per la maggiore gioia dell’umanità... poi è successo tutto quello che è successo e non mi ci ritrovavo più, non riuscivo più a capire. Allora, la grande domanda che mi sono posto in tutta la mia vita e in tutte le mie opere era proprio: “dov’era Dio? E come c'entrava in tutto quello che era successo?”
Io non mi sentivo tanto deluso dall’umanità, quanto dall’inumanità, dalla disumanità degli esseri umani. Ero forse un po’ deluso quando pensavo al Dio che avevo conosciuto da bambino. Cosa mi rimaneva? Rinunciare alla mia fede in Dio, nell’umanità, nell’uomo? Se l’avessi fatto, cosa mi restava?
Io direi che non ho perso la fede; direi che la mia è una fede ferita. Io sono ebreo e parlo come tale, ma credo che la stessa cosa si possa applicare a un cattolico, un protestante e persino a un ateo. Posso vivere con Dio, posso vivere contro Dio, ma non posso senza Dio.»
  • Elie Wiesel Cover

    Scrittore e giornalista statunitense di origini ebraico-ungheresi, nato a Sighetu nel 1928 e morto a New York nel 2016. Sopravvissuto ad Auschwitz e Buchenwald, dove perde i genitori e la sorella minore, nell’aprile 1945 viene assegnato a un orfanotrofio francese. Dopo gli studi di filosofia alla Sorbona si dedica al giornalismo. La prima prova letteraria è un lungo racconto della sua esperienza nei lager, scritto in yiddish e pubblicato in Argentina nel 1955; consigliato da Mauriac (con cui instaura una profonda amicizia) ne ha affronterà poi la riscrittura in francese, dando vita a uno dei capisaldi della letteratura dell’Olocausto, La notte (1958): in una prosa scarna e frammentata, il romanzo descrive il sovvertimento di ogni valore umano, fisico e spirituale,... Approfondisci
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