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Kazuo Ishiguro

Traduttore: G. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2009
Pagine: 187 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806197001
"Dove c'è musica, non può succedere nulla di male", dice Sancho Panza nel Don Chisciotte. La stessa piacevole sicurezza ce la trasmette la raccolta di racconti di Kazuo Ishiguro, Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo. Non altrettanto efficace o, meglio, stemperato da una persistente (ma indispensabile) ironia risulta infatti l'effetto della musica sull'amore. Alle melodie che percorrono le lagune e i caffè veneziani, le Malvern Hills inglesi, gli intriganti appartamenti vuoti di vecchie compagne di studi e di ascolto, o le camere d'albergo di sedicenti violoncelliste, non corrispondono infatti miracolose seduzioni né melodrammi sentimentali. Ma l'aspetto più riuscito di queste storie consiste a mio avviso proprio in questo: nell'evocazione di un'atmosfera che, a dispetto delle caratteristiche del genere musicale a cui si riferisce – la serenata soprattutto, da Mozart a Debussy, all'irlandese John Field – tradisce nella realtà ogni romanticismo, facendo della sottile frustrazione che ne deriva e di una leggera, quasi compiaciuta amarezza, l'accompagnamento più sincero di quella stessa musica.
Come in già in Un artista del mondo effimero (Einaudi, 1986) o in Non lasciarmi (Einaudi, 2006), lo scrittore di Quel che resta del giorno (Einaudi, 1989) mette quindi in scena personaggi che quasi timidamente preferiscono fare un passo indietro rispetto al loro ruolo di protagonisti, incerti e trasognati, incapaci di comunicare verità stabili e appaganti per il lettore, sia riguardo alla vita che all'arte stessa.
Protagonisti sono qui soprattutto suonatori di strada, jazzisti che si imbattono in avventure inattese tra una performancee l'altra. È il caso di Janeck, che nel primo racconto (Crooner) incontra a Venezia un vecchio ma un tempo famosissimo cantante americano, Tony Gardner, il quale lo coinvolge in una serenata per la propria moglie, Lindy, ormai prossima a divorziare da lui. Mentre Janeck cerca di modulare gli arpeggi, e di imprimere al suono "un carattere americano, da mesti bar di periferia e sconfinate autostrade", dalla loro gondola traballante si levano le parole di By the Time I Get to Phoenix, I Fall in Love Too Easily, One for My Baby e si riscrivono le storie che un tempo segnarono la nascita dell'amore tra i due coniugi. La serenata culmina nell'emozione di Lindy, che si affaccia alla finestra piangendo, ma poi la magia si dissolve nella notte, senza che di fatto tra i due qualcosa cambi. Anzi, nella struttura intrecciata di queste storie ritroviamo Lindy Gardner nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Notturni, reduce da un lifting e avvolta di fasce in faccia e in testa, "come una noce di cocco", nel ruolo di compagna di stanza e interlocutrice notturna di un saxofonista disperato che affida alla chirurgia plastica la possibilità di crearsi un volto nuovo per conquistare il pubblico.
La storia direi più originale e imprevedibile è però quella di Raymond, Emily e Charlie, tre amici di università che si ritrovano in un'occasione insolita dopo vent'anni. I primi due amavano ascoltare insieme le canzoni americane della vecchia Broadway, lei "i brani uptempo" come Cheek to Cheek di Irving Berlin e Begin the Beguine di Cole Porter, lui "le ballate agrodolci" come Here's That Rainy Day e It Never Enetered my Mind. Emily si è sposata con Charlie e ora i due si sono trasferiti a Londra, mentre per Raymond, che si è accontentato di fare il professore di inglese in giro per il mondo, sembra che il tempo non sia mai passato. E allora perché Charlie invita Raymond a tenere compagnia a Emily durante un suo viaggio, dopo tutto questo tempo? Forse perché la coppia è in crisi e Charlie spera che la passione per la musica, così intensamente condivisa tra la moglie e l'amico di allora, possa compiere qualche vitalizzante miracolo? Nel mistero della situazione capita persino che Raymond, dopo avere incautamente sgualcito una pagina di diario dell'amica, si trovi a interpretare la parte del cane del vicino per simulare un improvviso disordine e giustificare il danno. Soltanto quando i due amici si ritrovano alla sera, al crepuscolo appunto, sembra che ogni tensione, davvero miracolosamente, si cancelli. La loro canzone non è più Come Rain or Come Shine interpretata da Ray Charles (da cui il titolo del racconto), ma una languida April in Paris. L'atmosfera è, apparentemente, inequivocabile: "Era una bella serata tiepida, e Sarah Vaughan fluttuò nell'aria del terrazzo con la sua orchestra. Le stelle si erano fatte più luminose di prima, mentre le luci del quartiere scintillavano ancora come un'estensione del cielo notturno". Stringendosi nel ballo, Raymond si lascia "incantare i sensi" dal profumo degli abiti, della pelle, dei capelli di Emily. Era questo, ci chiediamo, che voleva Charlie? Ma ecco che l'illusione musicale, ancora una volta, si interrompe e tradisce il lettore. Quando infatti Raymond si accorge che la "bellissima e sottile" Emily non è più quella di un tempo, non interrompe certo le danze, ma continua guidato da questa sola, ironica e rasserenante, certezza: "Che, a canzone finita, non avremmo più ballato, ma saremmo rientrati a mangiare il pasticcio di agnello".
Chiara Lombardi

Recensioni dei clienti

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    cantarstorie

    04/10/2016 09.42.33

    Essenziale. Soffuso. A tratti leggero, come una piuma che vola.

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    Ernesto

    09/09/2009 15.43.08

    Tutti bellissimi i racconti di questo piccolo libro di Kazuo Ishiguro. I sentimenti dei protagonisti emergono piano piano nel corso della lettura. Una sola parola è sufficiente a descriverlo: delicato

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    camilla

    01/06/2009 07.52.57

    Ishiguro Kazuo è uno dei maggiori scrittori del nostro tempo. questi racconti, così soavi in apparenza, pieni di malinconia, sono giudizi inappellabili sulle nostre ipocrisie che, spesso, siamo sicuri di nascondere, anche a noi stessi.Ma tutte le nostre rappresentazioni si sfaldano al confronto della luminosità assoluta dello sguardo di ishiguro. Grandissimi tutti i suoi libri, l'ultimo capolavoro assoluto, di pochi anni fa', tradotto da einaudi,"non lasciarmi" è uno dei romanzi sull'infanzia e prima giovinezza e la vita stessa, più belli che io abbia mai letto.

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    Angelo

    29/05/2009 10.38.56

    Premetto che a me i racconti non fanno impazzire, ma questi li ho trovati eccezionali. Per nulla banali e molto attuali. Piacevole scoperta.

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