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Emanuele Severino

Collana: Saggi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 358 p. , Brossura
  • EAN: 9788817005302
Usato su Libraccio.it € 5,40

Recensioni dei clienti

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    Paolo

    05/10/2013 13.20.43

    Il Leopardi di Severino è il Nietzsche di Heidegger. Non pensate di trovarvi di fronte il pensiero ortodosso di Leopardi. Questa è un'Opera che pone le sue basi sulla ontologia di Severino; un'Opera affascinante e scritta in modo chiarissimo.

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    alida airaghi

    11/09/2013 07.17.40

    Due grandi pensatori si interrogano, a duecento anni di distanza l'uno dall'altro, sul "nulla": il primo con la tentazione e il desiderio di naufragarvici dentro, il secondo per negarlo teoricamente ed eticamente. Emanuele Severino, polemico assertore dell'eternità del tutto, e strenuo accusatore del nichilismo come forma mentis del pensiero occidentale, ha il grande merito di rivalutare, in questo suo documentatissimo volume, Giacomo Leopardi come profondo e originale filosofo, oltreché eccelso poeta. E lo fa scandagliando a fondo sia lo Zibaldone sia l' epistolario, e mettendoli a confronto tra di loro, con la produzione poetica e con le Operette Morali. Sappiamo che fin dall'adolescenza Leopardi aveva studiato e meditato tutto lo scibile greco e latino, dai Presocratici in poi, ed era convinto anche della necessità di misurarsi con le scienze e la cultura contemporanea. Già nel 1821 poteva quindi scrivere che "il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla", basandosi non solo sulla sua tormentata sensibilità, ma soprattutto sulle sue documentate ricerche. Per lui era ovvio dedurre che sia il pensare alla nullità delle cose sia "la cognizione della nostra miseria" fossero radice e causa dell'infelicità umana. Meglio quindi non essere che essere, meglio l'ignoranza che la sapienza, più felici gli animali, i bambini e gli ignoranti che l'uomo colto. Unica consolazione può essere data allora dall'immaginazione e dalle illusioni, soprattutto nella loro forma più alta: la poesia, capace di "fingere" profondissima quiete, di perdersi nell'indeterminatezza dell'infinito. Dopo aver indagato alcuni termini chiave del pensiero leopardiano (il piacere, la ragione, la noia, la verità, la natura...), Severino offre al lettore una guida sapiente alla poesia eterna del recanatese, con due interpretazioni di "A se stesso" e " La ginestra", e conclude definendo Leopardi epigono e precursore insieme di ogni nichilismo passato e futuro.

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    stefano

    11/01/2009 14.24.15

    Capolavoro! Come tutte le sue opere principali

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    F.

    18/01/2008 23.28.43

    Severino, in questo libro, ha compiuto un'impresa straordinaria:ha descritto la condizione filosofica dei nostri giorni nella sua radice nichilista, mostrando quindi da dove derivi quel senso di smarrimento che l'uomo ha, anche se a volte pienamente illuso, rapportandolo alla produzione filosofica-poetica di Leopardi, rivalutando e ponendo in una rinnovata prospettiva il poeta marchigiano. Di conseguenza il libro è molto interessante da leggere sia per la curiosità di vedere Leopardi in un'ottica nuova sia per poter affrontare certi temi filosofici nella piacevolezza dei testi leopardiani.

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    eugenio ferrero

    18/02/2005 18.04.04

    nessuno sinora aveva saputo mettere in tale evidenza la profondità filosofica del pensiero leopardiano. Chi tuttavia pensasse che un'analisi filosofica non coglie l'essenza della poesia, si dovrebbe ricredere leggendo questo saggio: basti leggere la finissima analisi di "A se stesso", dove l'approfondimento filosofico risolve le apparenti aporie che un lettore frettoloso potrebbe cogliere, e riesce a sottolineare la forza espressiva del testo con un'inedita lettura capace di fondere speculazione intellettuale e valore estetico. Severino conferma che nell'età moderna la filosofia non può prescindere dalla poesia, perché la poesia anticipa la filosofia. Sarebbe auspicabile che Severino dedicasse una lettura altrettanto profonda a Montale, l'altro vertice filosofico del Novecento. Purtroppo si tratta di un auspicio senza speranza. In ogni caso, il filosofo si dimostra anche letterato, e di altissima levatura. Da raccomandare a chiunque voglia accostarsi a Leopardi. Alla casa editrice raccomandiamo di ripubblicare anche "Cosa arcana e stupenda", l'altro volume su Leopardi, che chiarisce altri aspetti della filosofia e della poesia del Recanatese.

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