Numeri immaginari. Cinema e matematica - Michele Emmer - ebook

Numeri immaginari. Cinema e matematica

Michele Emmer

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Dimensioni: 1,15 MB
Pagine della versione a stampa: 246 p.
  • EAN: 9788833971056

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Spesso relegata dalla memoria degli anni di scuola tra le astruserie temibili, la matematica si prende al cinema una formidabile rivincita. I numeri e lo schermo sono affratellati dall'immaginazione. Per entrambi interi mondi diventano possibili. E oltre che possibili, diventano divertenti. Nessuno può saperlo meglio di Michele Emmer, tra i pochissimi matematici di rilievo a vantare fin dall'infanzia la dimestichezza con il mezzo cinematografico: dall'altra parte dello schermo, s'intende. È lui il bambino di nove anni che sta al pianoforte nel film Camilla, per la regia del padre Luciano, una delle figure eminenti della nostra cinematografia. Figlio d'arte e giovane matematico già affermato internazionalmente, Michele Emmer decide di non tenere separate le sue due passioni imperiose. Le ragioni di questo libro nascono allora e durano una vita intera. Numeri immaginari attinge a piene mani alle esperienze personali, ma non ha l'andamento tradizionale di un'autobiografia; fa scorribande in sessant'anni di cinema che mette in scena matematici, fornendone anche un repertorio aggiornatissimo e unico nel suo genere, ma si sottrae alle convenzioni di un saggio critico. Strutturato come un film, cattura il lettore dalla prima inquadratura ai titoli di coda. Scorrono sullo schermo delle pagine capolavori del passato e grandi produzioni di fine-inizio millennio, popolari serie televisive o corti sperimentali di scarsa circolazione, e il fermo-immagine interviene sempre al momento giusto, quando un'informazione e una chiosa competente servono a esplicitare ciò che ci era sfuggito, a richiamare libri e vicende a cui, da spettatori, non avevamo pensato. Il privilegio di avere accanto, in sala, un matematico che sa di cinema moltiplicherà il piacere della visione.
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    maurizio .mau. codogno

    28/02/2018 13:05:59

    L'idea di questo libro sarebbe quella di parlare di come la matematica e i matematici sono stati rappresentati nella storia del cinema, il tutto colto dall'occhio di un matematico figlio di un cineasta e cineasta anche lui e che decide di permettersi giudizi molto personali a tutto campo. Tutto questo sarebbe andato benissimo: nessuno vorrebbe un saggio asettico con una semplice serie di date e nomi. Il guaio è che la realizzazione - non quella grafica, che è inappuntabile - non è affatto all'altezza. Posso anche accettare il culto della personalità, con la didascalia della figura 1 che recita "Michele Emmer in una scena tratta dal film "Camilla". Per gentile concessione di Michele Emmer". Ma trovarsi più e più volte ripetuto dopo mezza pagina il medesimo concetto sul film di cui sta chiacchierando è segno come minimo di una mancata rilettura del testo. Anche sulla parte più strettamente matematica gli svarioni non mancano. Passi il chiedersi perché 1 non è un numero primo, anche se dev'essere l'unico a continuare a definirlo tale; ma Emmer non può dire che Gödel dimostra nel 1928 che l'idea hilbertiana di dimostrabilità dell'aritmetica è falsa. Il logico austriaco aveva sì partecipato al Convegno dei matematici del 1928, ma inizialmente era convinto della validità dell'approccio, tanto che la sua tesi di dottorato l'anno successivo fu precisamente la dimostrazione che il calcolo dei predicati del primo ordine era completo: i teoremi di indeterminazione vennero dopo. Il risultato finale non è dunque molto più di una lista di film sul tema: davvero un po' poco, date le premesse.

  • Michele Emmer Cover

    E' professore di matematica all’Università “La Sapienza” di Roma. Si è sempre occupato dei rapporti tra cinema, arte e matematica. Ha realizzato film e numerose mostre. Dal 1997 organizza a Venezia gli incontri annuali – unici in Europa – dedicati a «Matematica e Cultura». Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Visibili armonie. Arte, cinema, teatro e matematica (2006), Bolle di sapone. Tra arte e matematica (2009, Premio Viareggio per la Saggistica), Numeri immaginari. Cinema e matematica (2011), Racconto matematico. Memorie impersonali con divagazioni (2019). Approfondisci
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