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François de Sade

Traduttore: G. Pontiggia
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XXV-749 p. , Brossura
  • EAN: 9788811368304
La versione finale di Justine, di cui si ripropone qui una traduzione già apparsa nel 1978 presso Guanda, forma con l'Histoire de Juliette il grande dittico sadiano del 1797-98: un esperimento di scrittura totale in cui la fantasia romanzesca più sfrenata si intreccia alla riflessione filosofica (un radicale ateismo materialistico) e a forti tentazioni pedagogiche (già chiare nella Philosophie dans le Boudoir). Le scene di violenza e di sesso, le raffinate descrizioni di paesaggio e le peripezie narrative: tutto si unifica in nome di quell'"energia" che governa l'universo naturale e di cui la scrittura del romanziere è fedele riflesso ("Come! Vedete che, in natura, tutto è in movimento, e pretendete di affermare che la natura non ha energia!"). Il tema è caratteristico della cultura settecentesca, come quello ancora più antico della sensibilità e del piacere legati alle sollecitazioni dello "spirito animale" che circola nelle cavità dei nervi. Di questo naturalismo, tuttavia, Sade fornisce un'interpretazione estrema, portandolo alle ultime conseguenze sul piano morale e politico: nasce così la sua utopia, il suo sogno di un mondo e una vita assolutamente liberi, dove il "male" si trasforma paradossalmente nell'epifania della verità. All'utopia appartiene del resto il furore classificatorio sadiano, la sua mania di totalità, di chiudere il mondo in un perfetto catalogo: le perversioni e la manie (come nelle Cent vingt journées de Sodome), ma anche i volti e i paesaggi, i casi della vita e i generi letterari (come in Aline et Valcour). È un sogno di precisione che ispira in profondità anche il magnifico francese di Justine, l'eleganza ineguagliata di una lingua e uno stile, destinati a perdersi (irrimediabilmente) nella traduzione italiana. Rinaldo Rinaldi