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Marco Lodoli

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 138 p. , Brossura

87 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Guide turistiche e viaggi - Letteratura di viaggio

  • EAN: 9788806212674
  Come il precedente Isole del 2005, che raccoglieva i pezzi dell'omonima rubrica comparsa nelle pagine romane di "Repubblica", anche questo Nuove isole hanno il merito di riconciliare con la città eterna anche i più disincantati, ora che, almeno in certe latitudini italiane, va di moda la denigrazione della capitale come sentina degli italici vizi. Lodoli si muove come un novello flâneur (il riferimento baudelairiano è d'obbligo) saltando di "isola" in "isola", alcune collegate da ponti (nel senso che due o tre pezzi sono impaginati in modo da costituire una sorta di striscia tematica continua), altre invece legate soltanto dai moti della curiosità o dell'interesse che portano verso mete e lungo itinerari ora più canonici, ora da piccola, o grande, scoperta. È con questo sguardo pulito, pieno d'un entusiasmo che contagia il lettore, che Lodoli si lascia cogliere dalle epifanie più o meno inaspettate, o talvolta inseguite, della sua città, senza nascondersi però i problemi che Roma, come ogni metropoli, deve affrontare. È un gruppo di "statue abbastanza goffe", risalenti a fine Cinquecento, e collocate proprio all'incrocio tra via XX Settembre e via Quattro Fontane, a fare da inusuali centraline di rilevamento dell'inquinamento, tanto sono nere, nonostante le varie "'ripuliture'. Mentre, allo Stadio dei Marmi, si levano "candide e assenti" le statue degli atleti volute dal fascismo per rappresentare ciascuna provincia italiana: alcune grossolane, come "pupazzi in mutande", altre notevoli come quella progettata da Francesco Messina, o l'altra, la preferita di Lodoli, opera di un Silvio Canevari, prematuramente scomparso. E nell'Italia dei cento, mille dialetti, non si può non pensare, qui a Roma, ai suoi due cantori, rappresentanti di epoche diversi: Belli e Trilussa morti, per combinazione, nello stesso giorni di due anni lontani tra loro quasi un secolo, 21 dicembre, rispettivamente del 1863 e del 1950. Ai due sono stati dedicati, nota Lodoli, due monumenti così diversi tra loro: imponente, con cilindro e abiti da funzionario papalino il Belli, come a mascherare la viva ferocia dei suoi versi; contorto e senza gambe Trilussa, lo "sderenato", per come è stata ribattezzata la statua che così malamente lo rappresenta. E anche qui Lodoli immagina i due poeti, scesi dai rispettivi piedistalli, a spasso per Roma, magari con Belli che spinge la carrozzella del "mutilato Trilussa" che ascolta i versi del primo: "Poi viè l'arte, er digiuno, la fatica, / la pigione, le carceri, er governo, / lo spedale, li debbiti, la frica, / er zol d'estate, la neve d'inverno… / E per urtimo, Iddio ce benedica, / viè la morte, e finisce co l'inferno". Verità di eri e di un oggi che sembra tornato all'altrieri.     Enzo Rega      

Recensioni dei clienti

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    silvia

    26/10/2015 15.28.35

    Per commentare la seconda serie di mini racconti sul miraggio appostato dietro l'angolo, si possono usare le stesse parole con cui l'autore descrive un autostoppista a Roma, sulla tangenziale deserta in agosto: "È un monumento vivente alla speranza, un giovane inno all'ottimismo, un canto felice di inconsapevolezza. Lui non crede che questo mondo e questa città siano corrosi dal cinismo, dall'indifferenza, dalla canicola: è gioiosamente convinto che qualcuno si fermerà e lo farà salire .. E comunque anche io adesso sento un leggero vento che mi smuove i pensieri, che mi fa guardare avanti con un mezzo sorriso .." Questo brano rispecchia lo spirito che anima una raccolta da tenere a portata di mano e rileggere tanto è fitta di suggerimenti che hanno il potere di generare curiosità in chi legge e di educare lo sguardo a catturare l'estasi del momento.

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