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Recensioni Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell'agnello

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    21/02/2020 16:26:00

    Libro che parla di argomenti impegnativi in modo leggero , ironico e autoironico e che dà spunti per migliorare i rapporti tra le persone oltre che in famiglia..chi non lo ha apprezzato forse lo ha letto in maniera distratta e con pregiudizio.

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    09/01/2016 02:02:36

    dopo "sposato e sii sottomessa"una lettura grandiosa, utilissima sopratutto a chi è già almeno un po un "addetto ai lavori", a chi crede,a chi sente che è nel mondo ma non è del mondo,costanza miriano è favolosa,consiglio vivamente la lettura anche ai mariti/conviventi ,e mi astengo dal commentare chi non avendolo letto lo critica.

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    13/01/2015 12:12:42

    A differenza di "Sposati..." non è indirizzato alle amiche e, per questo, è meno buffo, ma più capace di chiamare in causa tutti. Ovviamente si deve essere un minimo predisposti al concetto di base, un minimo toccati dall'invito alla mitezza che ci è stato fatto. Certo che sono già tanti quelli che sopportano (restrizioni, sofferenze, violenze, ingiustizie), ma qui si distingue tra sopportare con rabbia o con passività, e sopportare con volontà e coscienza. Tra stare al proprio posto ma pensare continuamente che, potendo, si vorrebbe scappare ed aprire un chiringuito su una spiaggia, e stare al proprio posto accettandolo in tutto e per tutto. E' una lettura utile, a me è piaciuto e servito.

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    05/11/2014 14:57:30

    Consiglierei a certi autori di smetterla con certa rotorica cattolica. Questo libro è un insulto a chi tutti giorni subisce un lavoro che non gli piace e subisce continue umiliazioni e mortificazioni. Consiglierei all'autore di scendere dal suo piedistallo e di vedere a cosa "ubbidisce" ora la gente pur di tenersi un lavoro in tempi di crisi. Parliamo di gente laureata costretta a fare galoppini e lacchè ha direttori, presidenti, capi magari anche in un lavoro che odiano pur avendo una preparazione migliore. Forse non tutti hanno la fortuna di poter fare il lavoro che sognano anzi...... Forse consiglierei all'autrice di girare in fabbriche o supermercati e vedere quanta frustrazioni si subiscono nell'ubbidire a gente meno qualificata e preparata; forse certi libri non sarebbero nemmeno pubblicati e la gente non insultata. Nemmeno da pubblicare non solo da non leggere

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