Categorie

Ivan Goncarov

Traduttore: L. Simoni Malavasi
Collana: I grandi romanzi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 574 p. , Brossura
  • EAN: 9788817011518

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    nicola

    04/06/2016 13.12.47

    Scrittura rivedibile,tema originale. All'autore il "premio" per aver creato un "tratto" dell'essere uomo.

  • User Icon

    Ilaria

    06/09/2015 00.11.34

    Nonostante alcuni momenti del libro che rendono la lettura lenta e pesante, motivo che spinge molti ad abbandonare la lettura o scoraggia altri, è in realtà un romanzo bellissimo, acuto, per nulla scontato, tocca pensieri di ogni essere umano ed è spesso vicino a noi uomini del ventunesimo secolo, nonostante ci separino quasi 200 anni. Lo consiglio caldamente con il suggerimento di non farsi vincere da quei 2-3 momenti del racconto che sembrano essere "noiosi". Vale la pena arrivare fino in fondo!

  • User Icon

    Aledifra

    01/05/2015 17.15.42

    Un libro noioso che, nonostante la buona volontà, non sono riuscita a terminare.

  • User Icon

    Federico

    26/07/2014 19.10.36

    Il romanzo, sicuramente molto originale per l'epoca, tanto da riscuotere un notevole successo, mi sembra diviso in quattro parti. La prima, eccellente, descrive con grande abilità satirica la vita indolente e pigra di Oblomov con scambi di battute tra lui ed il suo servo di una comicità incomparabile. Personalmente l'ho apprezzata moltissimo. La seconda e la terza invece, dove si narrano dell'innamoramento tra il protagonista e la positiva e vitalissima Olga, l'ho apprezzate solo a tratti trovandovi spesso la prolissità ridondante e leziosa del romanticismo letterario. L'ultima racconta la fine di Oblomov risucchiato nella sua insuperabile apatia. Una fine anche un pò angosciante. Mi è sembrato , quindi, un romanzo dai registri molto diversi fra loro dove a quello più originale vivace iniziale si sostituisce pian piano, quello prettamente romantico da me molto poco amato.

  • User Icon

    Elishebaal

    05/09/2013 06.05.38

    Un romanzo sapiente, delicato e brillante. Letto in 10 ore, a stento ho trattenuto le lacrime, a stento ho trattenuto le risate. Goncarov è un maestro, Oblomov - come ha già scritto qualcuno - un amico. Esiliato nella sua solitudine per abbracciare la nostra. Capolavoro.

  • User Icon

    Enrico

    13/06/2013 17.55.01

    Libro drammatico e introspettivo. Tratta il tema della depressione che affligge il protagonista, anche se la si chiama in un altro modo e mai depressione. Stupende le descrizioni e molti ma molti i temi su cui rifletetre. Molte pagine vanno rilette sia per la complessità che per la bellezza dei contenuti. Molto ben scritto. Bisogna solo munirsi di pace interiore per poterlo leggere e gustare fino in fondo.

  • User Icon

    franco

    02/06/2013 19.53.31

    Questo libro per molti versi mi ha fatto pensare all'Idiota di Dostoevskij; per l'onestà, ingenuità, bontà ed incapacità di vivere del protagonista. Egli, seppur consapevole del baratro che si stà aprendo sotto i suoi piedi, per propria cosciente colpa, è incapace a reagire, sceglie, seppur soffrendo, di subire, perchè l'azione lo spaventa. Questa scelta di non vita è molto drammatica, come anche il libro che consiglio di leggere

  • User Icon

    Lina

    08/04/2013 00.19.35

    Romanzo fiume come nella migliore tradizione classica russa, ma centrato su un'analisi psicologica assolutamente moderna. Imperdibile!

  • User Icon

    Palmina

    19/05/2011 09.09.38

    Chi reputa questo libro pesante farebbe meglio a non leggerlo. Consiglio una lettura più commerciale, non è da tutti leggere OBlomov. Senza offesa. Si tratta di un romanzo bellissimo! L'autore riesce a trasmettere a far vivere al lettore tutte le paure, le gioe, le perplessità ed i dubbi del suo personaggio... e nella sua apatia non puoi non amarlo. Alla fine il nostro Oblomov raggiunge la pace, rivive uuna realtà familiare simile a quella di Oblomonka e ciò lo appaga. Belli anche gli altri personaggi nella loro diversità: Stoltz, Olga e il grande Zachar che non dimenticherà mai il suo padrone.

  • User Icon

    marc

    05/10/2010 17.19.07

    Romanzo di rara profondità. Alla fine non ci si può non interrogare sul giudizio morale ed etico che lo scrittore riserva al suo personaggio. Un giudizio negativo? ma fino a che punto ed in quali termini? in realtà in Oblomov (o meglio nell'oblomovismo) c'è qualcosa di positivo che va ben oltre le apparenze: il rispetto per il proprio modo di essere, la fermezza nel volere vivere la propria vita secondo le proprie inclinazioni anche se queste non si adeguano all'opinione dominante. La passività di Oblomov nei confronti di un mondo che non comprende e che non gli appartiene può essere apprezzata come una virtù nella misura in cui rompe gli schemi sociali precostituiti, affermando prepotentemente la sua "diversità".E sull'altare della diversità egli, pur con grande dolore, immola finanche l'amore. Insomma Oblomov è un personaggio assai più complesso di quello che potrebbe sembrare e la grandezza di questo capolavoro della letteratura russa sta proprio nel dare a ciascun lettore la possibilità di scegliere la propria chiave di lettura.

  • User Icon

    Massimo Batini

    09/10/2008 16.42.22

    Stefano, evidentemente, non ha mai finito di leggere "Oblomov". Io ricordo che, una volta terminata la lettura, sono stato incapace di affrontare un altro libro per lungo tempo, a causa dell'affezione verso i personaggi che era andata aumentando col procedere del romanzo e che non sono più riuscito a provare con la stessa intensità con altri capolavori.

  • User Icon

    chiara

    05/01/2008 18.11.11

    "Oblomov non è che non ami la vita e cerchi nella solitudine il rifiuto della vita: rifiuta piuttosto una "certa" vita. Egli, in realtà, è "pieno di vita". Per lui la solitudine è insieme una sconfitta parziale e la ricerca di un nuovo trampolino per ripartire, utopizzare, per crearsi una migliore (E DIVERSA) modalità del vivere" (S.Moravia)

  • User Icon

    Daniele

    14/04/2007 01.00.34

    Gončarov è stato lo scrittore russo che indubbiamente ha più influenzato sia Tolstoj che Dostoevskij. Oblomov è il simbolo della pigrizia e della staticità millenaria della classe nobile russa, che non fa niente perchè non ne ha la forza. Tuttavia questo personaggio che ci viene presentato in maniera piuttosto negativa,(mirabile la descrizione della stanza lurida e della sua trasandatezza all'inizio del romanzo), col delinearsi della storia diventa sempre più umano, e durante il suo amore con Ol'ga viene dipinto quasi come un santo. Oblomov è un cuore puro, buono, e fedele, ed è questa la sua caratteristica migliore. A questo punto, come si fa a non percepire gli echi di questi personaggi nel principe Myškin ed in Nastas'ja Filipovna di Dostoevskij? O ancora, come non osservare una somiglianza fra la vita di campagna dipinta da Tolstoj in Anna Karenina e la descrizione della vita ad Oblomovka? Con questo libro Gončarov,ci regala un meraviglioso affresco di una classe nobile destinata a scomparire, e di una Russia contadina che anch'essa stava perendo assieme alla classe dirigente dell'epoca, per far posto alla borghesia industriale. Un libro immancabile in una buona biblioteca. Assolutamente da leggere

  • User Icon

    stefano

    25/02/2007 21.07.42

    pesante, non si sa dove vada a parare.

Vedi tutte le 14 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione