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Nicola Lagioia

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2004
Pagine: 297 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806167608

Recensioni dei clienti

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    Patroclo

    16/01/2010 14.40.27

    visto l´innegabile talento dell´autore, questo romanzo é un´occasione perduta, infrantasi su due dei problemi piú tipici della "giovane letteratura italiana" da una parte un eccesso di autoindulgenza, dall´altra una mancanza di controllo e di editing. il romanzo inizia bene, Lagioia ha un talento pop che puó richiamare il Pynchon di Vineland, ma poi ci si perde, lo scrittore sembra divertirsi molto, ma non altrettanto succede al lettore, qua e lá qualche sprazzo c´é, ma ormai la leggerezza e l´interesse sono persi. peccato.

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    matteo

    12/11/2009 18.31.11

    la bellezza di questo romanzo era già presente nel piccolo gioiello d'esordio dello scrittore pugliese. ma qui, rispetto al lavoro precedente, si sente uno spessore, un lavoro di finezza che sbalordisce. di certo uno dei migliori autori italiani ma anche uno dei più controversi. fino al momento in cui tutti capiranno che quest'uomo è un genio.

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    Vella

    15/07/2009 10.39.29

    Alle volte è difficile spigare quanto sia brutto un libro. Praticamente un clichè lungo 300 pagine. In una parola, artificioso. A tratti vuole fare il Genna, poi si atteggia a Busi. Naturalmente non li vede neanche col binocolo.

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    disi1985

    05/03/2007 20.42.35

    semplicemente geniale!!!

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    Benedetta

    27/06/2006 15.40.20

    Cotroneo riesce, in questo libro, a dar voce ai colori e dignità letteraria all'arte. Con il suo stile fluido e prezioso, costruisce una storia ai limiti del mistery, il cui pregio principale non è la trama, ma l'attenzione all'arte, ai colori, alla storia.

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    il futurologo

    20/09/2005 11.16.49

    Questo romanzo - ma anche gli articoli che scrive sui giornali - dimostrano inequivocabilmente che Lagioia sarebbe un ottimo pubblicitario della cultura (mestiere che di fatto svolge). La letteratura è un'altra cosa.

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    giannisant

    02/09/2005 14.53.10

    Per alcuni e' Lagioia per altri e' Lanoia..... personalmente ho apprezzato questo libro non proprio da "principianti" delle lettere! Arbasino e' sicuramente il mentore di Nicolino, nella famiglia dei Fratelli d'Italia e' nato un altro fratellino.... trattatelo con amore!

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    Eva Carriego

    09/07/2005 20.21.18

    brillante, colto, qualcosa di Leavitt

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    costantino

    04/07/2005 12.54.43

    Lagioia è certamente persona colta e intelligente.Sa scrivere,ma cerca troppo l'effetto.Una trama non c'è e forse neanche un romanzo.

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    prof. larosse

    15/06/2005 09.57.37

    un bluff. libro retorico e farraginoso.

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    Marco

    03/06/2005 16.35.46

    Un grande libro. Lagioia scrive da dio!

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    La Clava

    12/05/2005 12.38.15

    Pure io penso sinceramente che questo libro non andava pubblicato perché è molto noioso e anche un bel po' confuso e contorto. Assolutamente da non comprare.

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    Fra

    05/05/2005 15.53.55

    Purtroppo siamo abituati al linguaggio standard, liscio e semplice, senza impennate o sussulti, "novità" tradizionali dei volo, brown, faletti che siano; un uso, quindi, della lingua veramente interessante, lingua che lagioia plasma per raccontare una storia che si segue perfettamente forse spiazza. Non tutti siamo pronti per tutto. Ci sono molti altri autori al mondo e non per forza ci si deve avventurare in cose ancora troppo lontane dal proprio gusto. Una frase memorabile? Ce ne sarebbero molte di più, ma una per tutte; si parla della bomba atomica e dell'orrore dei corpi schiantati sulle pareti: "Il ritorno delle incisioni rupestri nel cuore rivoltato delle ere moderne".

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    gennaro fandonia

    22/04/2005 11.32.53

    Ho letto il libro e ho faticato tantissimo a finirlo poiché è molto, molto noioso. Ora posso dire che secondo me questo libro non era pubblicabile. Gli editori dovrebbero stare attenti a quello che mettono in giro!

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    khiasmos

    11/04/2005 19.34.53

    Bisogna fermarsi e ascoltare. Ogni pagina trasuda idee, immagini e immaginari. Un mondo di simboli si ricompone in questo libro come accade in pochissimi libri italiani, e in molti libri americani. Certamente non esiste un plot forte: ma non ci interessa. Il titolo è talmente arrogante da risultare geniale. Apprezzo che siano autori così, che rischiano di bruciarsi pur di scrivere una cosa nuova, rischiando di passare per narcisisti quando stanno in realtà compiendo l'unica operazione sensata che oggi possiamo attribuire all'io: distruggere e ricomporre il mondo, i suoi giri, le sue finzioni.

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    Claudia H.

    19/03/2005 17.42.55

    Da qualche anno a questa parte seguo molto la letteratura italiana: stanno uscendo cose belle, originali, c'è una vitalità che latitava da tempo. Tra le cose più interessanti di queste ultime stagioni, appunto, segnalo questo "Occidente per principianti" - che forse non è del tutto cnsigliabile ai lettori "dilettanti" ma la sua complessità è ripagata da una scrittura mirabolante e da uno straniamento che non può lasciare indifferenti. Ho tifato per Mario Materia dall'inizio alla fine.

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    nikita

    17/03/2005 15.15.53

    Molto deludente, non ho capito niente della trama, ma quello non importa. Piuttosto non c'è nessuna novità linguistica e non c'è neanche una frase memorabile.

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    Manlio

    10/03/2005 19.40.35

    Non ci ho capito nulla, e non capisco perchè se ne parli tanto. Deludente e sopravvalutato

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    pier

    09/03/2005 11.49.31

    titolo e copertina semplicemente straordinari. qualche pagina ben scritta, per il resto molto già letto e già visto. non è un capolavoro, non è Arbasino, è solamente uno scrittore giovane di talento... e con un futuro davanti a sè. non ti montare, Lagioia

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    Mariangela

    04/03/2005 20.16.36

    Gran bel romanzo. Gran bella scrittura. Parabola quasi perfetta di questi "strange days"

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