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Raffaello Sanzio
500 anni nei libri

Il 2020 è l'anno in cui ricorrono 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, grande artista urbinate, genio del Rinascimento italiano. In tutto il mondo mostre e eventi raccontano la sua maestria e ripercorrono il successo di un uomo capace di affascinare in forme diverse, anche artisti moderni e contemporanei, dalle Avanguardie d’inizio Novecento fino a oggi. Riscopri la sua vita e le sue opere attraverso i libri, anche in edizione vintage e in inglese.

 

Saggi e romanzi

Una selezione di libri per approfondire la vita e le opere del grande pittore dell'armonia e della bellezza

Il principe delle arti
Un documentario per approfondire
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Cataloghi e illustrati

Libri fotografici e cataloghi di mostre per ammirare lo splendore dell'arte di Raffaello

LIBRI IN INGLESE

Gli straordinari capolavori di Raffaello anche nei volumi in lingua inglese

LIBRI PER BAMBINI
Raffaello spiegato ai piccoli
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Cenni di storia su Raffaello

Raffaello Sanzio si formò tra il 1491 e il 1494 nella bottega del padre, il pittore Giovanni Santi, attivo per la corte dei Montefeltro. Una delle primissime opere fu l’affresco raffigurante la Vergine in casa Santi. Dopo la morte di Giovanni (1494), Raffaello entrò in contatto con Perugino, da cui derivò il suo stile iniziale e con cui rimase in contatto fino al 1498. In questi anni probabilmente intervenne nel ciclo di affreschi della Sala del Cambio a Perugia. Dal 1499 fu a Città di Castello con la bottega rilevata dal padre dove realizzò lo Stendardo della Santissima Trinità e la Pala di San Nicola da Tolentino (oggi smembrata in diversi musei). Ad inizio ‘500 era già tra gli artisti più richiesti in tutta l’Umbria e, dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunse l’amico Pinturicchio a Siena, dove realizzò alcuni cartoni per gli affreschi della Libreria Piccolomini. Nel 1504 dipinse il celebre Sposalizio della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera) e nello stesso anno si trasferì a Firenze, dove dipinse per lo più opere di devozione privata, come la Madonna del Cardellino e la Madonna del Belvedere, e ritratti quali Maddalena Strozzi, la Muta e la Dama col Liocorno. Nel 1507 realizzò la celeberrima Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato a Perugia, che un secolo dopo Scipione Borghese fece rubare (oggi l'opera si trova a Roma alla Galleria Borghese). Nel 1508 Giulio II chiamò Raffaello a Roma, dove rimase fino alla morte, creando i massimi capolavori, tra cui le Stanze Vaticane (Segnatura, Eliodoro, Incendio di Borgo, Costantino) e la Loggia di Psiche alla Farnesina. Divenne anche architetto della Fabbrica di San Pietro e progettò la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo e Villa Madama. Negli ultimi anni dipinse opere come la Fornarina e la Trasfigurazione. Morì nel 1520 a soli 37 anni, lasciando una fiorentissima bottega attiva sul territorio, la cui diaspora conseguente al Sacco di Roma nel 1527, porterà il raffaellismo in tutta Italia.