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Jonathan Safran Foer

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Guanda
Anno edizione: 2002
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788882464165

Recensioni dei clienti

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    Alex

    26/09/2014 10.07.11

    Dopo due pagine volevo già metterlo via, poi ho continuato fino a metà e avrei smesso volentieri, sono giunto alla fine e avrei voluto capirci qualcosa, ma è indecifrabile per lo stile noioso e insignificante... Morale della favola: tempo sprecato per una storia che non si capisce quale sia!

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    RdG

    04/09/2013 00.08.50

    L'ho letto in inglese, sono curioso di sapere come sia stata resa la lingua unica, divertente e bella di Alex, il giovane narratore e traduttore. L'ho finito ieri e mi è dispiaciuto dovere abbandonare i suoi personaggi alla cui compagnia mi ero così abituato. Prima di metterlo via mi sono riletto tante parti che mi avevano fatto ridere o emozionare.

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    daniele congiu

    27/03/2012 13.22.46

    Conosco il modo ombelicale di descrivere il mondo degli scrittori ebrei. Come popolo eletto sentono il diritto di continue divagazioni laterali, ma sono sempre attratto in modo irrazionale da tutto questo(adoro P. Roth); ma devo ammettere che questo libro non mi è piaciuto. La scelta del triplo registro - epistolare, storico, presa diretta - non mi ha convinto. I personaggi e i dialoghi sono spesso poco credibili (una dodicenne del 1790 chiamerebbe il padre "Tontolone"?). I passaggi temporali spesso rallentano in modo esasperante e sono poco convincenti. In generale deludente. Con dispiacere il mio voto è basso

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    umberto

    27/06/2011 23.34.30

    bellissimo, e con squarci di grande intensità, anche se in qualche momento un po' confuso -le "allusioni" diventano talmente "allusive" da restare criptiche...- il viaggio nel passato; decisamente meno l'altro viaggio (quello di "viaggi tradizione", per intenderci), con una scrittura ed un linguaggio che, alla lunga, diventano ripetitivi ed anche un po' irritanti.

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    Stella

    03/05/2011 11.58.40

    Veramente un bellissimo libro! Sorprendente! Difficile da inquadrare all'inizio, ma poi piano piano "ogni cosa è illuminata". Ci sono delle trovate geniali come la narrazione su tre piani, e riesce a trattare di un argomento difficile in maniera del tutto nuova e moderna. Veramente complimenti al giovanissimo autore!

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    silvietta64

    17/07/2010 19.36.04

    Provo sempre un gran rispetto per i libri sull'Olocausto e sul Dovere di Ricordare gli orrori delle guerre. Questo a mio avviso riprende molti altri libri e stili di scrittura, finendo alla fine a voler inventare un "modernismo", che confonde e si ripete inutilmente. Buon'idea, ma sviluppata in modo troppo pretenzioso.

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    magda

    20/01/2010 21.02.41

    questo libro per me rapresenta l,importanza del non dimenticare ... cio che non esiste piu e il perche della sua scomparsa.... km la citta che cerca il protagonista che rapresenta il dolore e la sofferenza umana enche se e rachiusa adesso solo in una tavola di marmo km monumento .... ma sopratutto non si deve dinmanticare la crudelta che l'uomo e capace a realiare e la forza che a di distrugere... a me la storia e piaciuta anche se complicata ne o tratto idee molto significative... komplimenti al autore...

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    Federico

    20/09/2009 23.45.52

    Semplicemente eccezionale e commovente. E' vero, può apparire molto confuso, ma una volta in fondo, la soddisfazione sarà ancora maggiore.

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    jane

    01/04/2009 12.12.01

    voto 4 solo perchè sto ri-leggendo 'molto forte, incredibilmente vicino', che secondo me lo supera. ma 'ogni cosa è illuminata' (anzi: consiglio l'abbinata film-libro, in questo ordine) è un libro sulla storia, sull'amore, sulla ricerca di noi e del perché siamo come siamo; è un libro che fa sorridere e ridere, e commuove. non è semplicissimo (il film aiuta), ma arricchisce molto.

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    Dania

    11/02/2008 23.14.42

    Mi dispiace che nessuno qui sotto abbia capito che il vero tema di questo splendido e raro romanzo non sia l'olocausto, bensì il viaggio. Viaggio come esperienza che ti cambia, come esperienza dell'"altro". (Tant'è che, per esempio, alex alla fine si converte all'ebraismo, giusto?). Viaggio lento, in macchina, che si contrappone ai viaggi lampo, ai "last-minute" frettolosi cui ci siamo abituati. Confronto vero fra due culture lontanissime, l'opulenta america e l'arretrata ucraina, stato marginale dell'ex unione sovietica. Caduta dei pregiudizi. La scrittura di Foer è geniale...il personaggio di alex è uno dei piu memorabili della letteratura contemporanea...per me, un capolavoro. La lettura di questo libro è un'esperienza unica che consiglio a tutti.

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    demone libero

    24/01/2008 12.52.28

    ogni cosa è illuminata è un libro geniale! ti trascina lentamente, quasi sonnecchiando, fino alle prime 50 pagine cercando di immaginare se ci sia un senso dietro a quel guazzabuglio di scritti e di lettere.. e poi finalmente ti accorgi che i personaggi ti stanno annientando. Non puoi non sentirne la mancanza. L'"eroe" non è che un'ombra, il sentimento reale di ciò che rimane al di là della memoria storica. Incappacciuta tra pieghe che non sospettava di avere, come l'altro protagonista, quello vero, e suo nonno.. e il cane.. Tutti esistono in memoria di un passato e di un'idea. E Foer, nonostante i commenti forzatamente acidi che ho letto su di lui, è un vero genio! Uno di quelli per cui, sul serio, non puoi non provare un pò d'invidia. Finalmente una scrittura nuova, lieve e pulita come i personaggi che racconta! e finalmente un marasma di allegorie e significati, prorompentemente nascosti dietro ogni frase ed immagine! Anche se, ammetto, il suo più bello rimane "molto forte incredibilemnte vicino", ovvero l'empatia che sì fà pagina...

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    neasy

    30/11/2007 18.51.55

    J.S.FOER, ovvero un ragazzo dotato di una discreta capacita' narrativa che viene considerato un genio della letteratura;storia prolissa,caotica,a tratti noiosa,salverei soltanto il bellissimo titolo.

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    Paola1977

    14/09/2007 15.26.01

    J.Safran Foer è probabilmente uno scrittore che non ammette mezze misure:o si odia o si ama. Capisco chi non l'ha apprezzato:la storia,soprattutto nelle prime decine di pagine,è contorta,confusionaria,senza senso e difficile da leggere anche per chi è avvezzo alla lettura. Ma dopo un pò si schiude:tutto inizia a collocarsi nella giusta dimensione e quello che sembrava senza senso inizia ad averne. Ho letto questo libro qualche anno fà e non ho ancora dimenticato le emozioni che mi ha suscitato.

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    selena

    26/07/2007 14.57.27

    sicuramente il libro più bello letto quest'anno. impegnativo, sia a livello di contenuti che di scrittura, a tratti un poco autocompiacente, ma decisamente di altissimo livello. oggi comincio "molto forte, incredibilmente vicino", spero che sia altrettanto meritevole...

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    Barbara P

    15/06/2007 16.36.27

    Bellissimo,una vera sorpresa...per me che raramente riesco ad apprezzare veramente libri contemporanei,Ogni cosa è illuminata è stato una vera scoperta.Ironico e poetico insieme,bellissimo il personaggio di Alex...

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    luca

    18/03/2007 01.10.54

    Peccato non si possa dare 0 come voto. Per arrivare in fondo ho fatto sforzi sovrumani. Illeggibile. Da evitare accuratamente.

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    spes ultima dea

    25/11/2006 02.40.32

    Se la genialità oggi va misurata col grado di confusione che un libro riesce a generare in chi lo legge, be', questo è un capolavoro. Dell'acume e dello spirito tipici della letteratura ebraica contemporanea resta qui solo una parodia quasi auto-offensiva: Foer esaspera uno stile e fa il verso a se stesso. La caricatura di un popolo e del suo modo di raccontare storie assurde e dolcissime non si emenda (sarebbe ora di capirlo!) col solito abuso del tema Olocausto: un libro onestamente e irredimibilmente brutto non ha alibi.

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    lucia

    09/04/2006 11.31.47

    ho letto questo libro dopo "Molto forte,incredibilmente vicino",perchè non potevo leggere nessun altro libro che non fosse di Foer,dopo quello che mi aveva lasciato.non è toccante,è penetrante,è unico nel suo modo di parlare,come in un teatro d'avanguardia,ed è comprensibile che non possa piacere a tutti,perchè pochi sono in grado di avere quella sensibilità sottile che permette di amarlo alla follia."ogni cosa è illuminata" riesce a farti ridere davvero,come pensi che un libro non possa fare davvero,riesce a farti riflettere e ad avere voglia di conoscere quei posti,quei fatti,quelle persone.Foer ha la capacità di farti entrare a contatto con i personaggi che racconta,rendendoli parte della tua famiglia.dopo "Molto forte"mi mancava Oskar,e ho acquistato questo libro,adesso,dopo averlo finito,mi mancherà anche Alex,Jonathan,il Nonno.Credo sia un autore che scrive cose che o si amano o si odiano,non ci sono vie di mezzo,o si capisce al volo o non si capirà mai.inutile rileggere,inutile concentrarsi.è una questione di sensi.Attendo impazientemente un altro lavoro,nell'attesa mi sarà veramente difficile dimenticare e trovare altre letture che mi coinvolgano a questi livelli.

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    Lorenzo Berti

    27/02/2006 12.21.00

    Trovata pubblicitaria? Non so fino a che punto, perché quantomeno sembra un libro sincero... il fatto è che JSF ha molto probabilmente dei buoni sponsor e un po' di talento. Qualsiasi critico, altrimenti, avrebbe messo in luce - per dirne una - il fatto che non esistono né prospettiva né realismo storici, per cui, ad esempio, i personaggi settecentschi si comportano come nostri contemporanei. E lo stesso avviene per gli altri, a seguire - tra l'altro, a seguire in base a cosa? Qual è il motivo che guida nel salto di generazioni? Perché uno e non un altro?. Insomma, fatta eccezione per la caratterizzazione (ben fatta ok, e con ottime punte drammatiche e narrative - ma se non era fatta bene almeno quella...) del periodo di guerra e marcia nazista, i personaggi, siano essi Brod o Safran e via via, si trovano su un piano unico, del tutto extra-temporale e asettico. (A margine, tutto questo mi ha fatto ripensare ad un racconto di Flaubert, Un coeur simple, il quale, a fronte delle 20 paginette scarse di narrazione, ha dietro di sé un avantesto di - almeno - dieci volte tanto). Pare proprio che l'autore (che non è Mordecai Richler, che non è Philip Roth) non abbia le spalle abbastanza larghe per una saga multigenerazionale come questa. E di fatto "s'incarta" più e più volte, incaponendosi in una struttura (una narrazione "a due", con da una parte il tono ironico e mosso - molto buono, quello - di alex, e dall'altra il suo contraltare serio e storico) che, se può essere in via di principio assai originale, di fatto si rivela troppo costrittiva e fonte di confusione ed eccessivi arzigogoli. Alcuni particolari, infine, irritano non poco, uno su tutti il braccio del nonno del protagonista (ma anche la figura stessa di Safran, i particolari sessuali, etc.), di cui non si capisce bene il motivo, né perché questo susciti nelle donne quel turbinìo. E lo stesso vale per l'uomo di Kolki e la sua sega circolare. In definitiva, un libro che mette in mostra una gran serie di difetti, un po' di divertimento e qualche gemma qua e là.

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    Marty

    22/02/2006 17.06.12

    Bellissimo libro. Sicuramente un po' caotico e nn troppo semplice da capire in alcuni punti ma l'ho trovato davvero molto bello ed interessante!

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