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Ida Magli

Collana: Saggi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 165 p., Brossura
  • EAN: 9788817006248
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Recensioni dei clienti

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    Sara

    16/01/2013 19.03.28

    Esattamente ciò che mi aspettavo dalla Magli, una ricostruzione storica precisa, attenta, puntuale e critica. Più italiani dovrebbero fermarsi a riflettere sul passato,voltarsi indietro per vedere ciò che eravamo e rapportarlo a ciò che siamo diventati, probabilmente non saremmo arrivati a questo stato di cose. Un libro che non può che infondere coraggio e invogliare a custodire gelosamente il patrimonio culturale, artistico e linguistico, ereditato dai nostri predecessori, la nostra preziosa italianità come segno distintivo rispetto ad altri popoli.Un ottimo libro assolutamente da leggere!

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    mauro ventresca

    27/10/2006 19.47.31

    Libro decisamente di grande interesse anche perché tra i pochi a porre in risalto questioni scarsamente dibattute come, tra le altre, la calunnia e la sottovalutazione cui è stata - ed è - sottoposta la Civiltà romana a vantaggio di quella greca; o la sostanziale identità di vedute di Ebraismo ed Islam rispetto al Vecchio Testamento, di contro al vero e proprio strappo rappresentato dal Cristianesimo con l’abolizione dei sacrifici, della lapidazione, della circoncisione e la conseguente estensione dell’iniziazione (il battesimo) alle donne, ecc. ecc. Unico neo: l’idea - ripresa più volte nel testo - che i Romani fossero un popolo senza dio o comunque refrattario a qualsiasi sentimento religioso. In effetti, dopo aver parlato dell’importanza del linguaggio e della reciproca (si potrebbe dire “circolare”) influenza tra una lingua “creata” da un popolo e “quel” popolo che con “quella” lingua viene educato e formato, se ne dovrebbero trarre le dovute conclusioni riflettendo, ad esempio, sul fatto che la parola “religio“ esiste solo in Latino ed in nessun’altra lingua, se non - appunto - come derivata dal Latino. E se i Romani erano così razionali, pratici, precisi e puntigliosi come vengono descritti nel libro, non si capisce davvero perché avrebbero dovuto - essi soltanto - “inventare” la parola religione senza minimamente possederne il concetto. Sarebbe come dire che essi, dopo aver creato la “res publica”, non sapessero cosa fosse una repubblica…

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    ant

    29/08/2005 13.47.47

    Molto "romanocentrico", cioè troppa esaltazione della cultura latina a discapito di quelle orientali, sembra una Fallaci più arzigogolata; ma il succo mi sembra quello. Comunque fa riflettere, e questo non mi sembra poco!

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    andrea

    28/04/2005 16.36.10

    A chi ama il proprio paese ed è fiero di essere italiano, il saggio trasmette coraggio e forza, per affrontare temi oggi sbeffeggiati dai cultori dell'Europa unita e totalitarismi simili... Sono un po' polemico anch'io, vero? Buona lettura a tutti. Vai Ida!!! a.

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