Traduttore: M. Nicola
Collana: La memoria
Anno edizione: 2013
Pagine: 211 p., Brossura
  • EAN: 9788838929069
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Né Petra né Fermín sono entusiasti del caso di cui devono occuparsi, perché è un caso ‘freddo’ con un morto di cinque anni prima. L’imprenditore Adolfo Siguán era stato ucciso in circostanze su cui la famiglia (la seconda moglie e le tre figlie del primo matrimonio) preferiva glissare: era insieme ad una giovanissima prostituta che gli aveva teso una trappola - si era accordata con il suo protettore che avrebbe interrotto le effusioni svaligiando la casa.
Qualcosa era andato storto, Adolfo Siguán era morto. La ragazza aveva scontato una pena per favoreggiamento, l’assassino era fuggito ma era stato ucciso a sua volta due mesi dopo a Marbella. Caso chiuso.
Anche se la ragazza aveva sempre difeso l’uomo, dicendo che quella sera, a sorpresa, si era presentato in casa un italiano che aveva commesso l’omicidio. Ora la vedova ha convinto il giudice a riaprire il caso. Che passa quasi subito dal freddo al caldo, perché, poco dopo che Petra e Fermín hanno ripreso i contatti con le persone coinvolte, qualcuno spara alla ragazza che intratteneva Adolfo Siguán la sera della sua morte e che adesso vive in una località isolata, come se volesse nascondersi.
Gli onori di casa sprizza vivacità in ogni sua componente: trama, ambientazione, personaggi. Perché la trama porta inevitabilmente Petra e Fermín in Italia, alla ricerca di un tal Franco Catania, il misterioso italiano di cui il nuovo compagno della ragazza assassinata si è lasciato sfuggire il nome.
Se, da una parte, non c’è nulla di cui rallegrarsi nel leggere che abbiamo esportato camorra e ‘ndrangheta in Spagna, ci solletica venire a sapere dell’aura di moda e cultura che circonda l’Italia - le due giovani colleghe incaricano Petra di portare loro qualunque cosa che sia firmato da un grande della moda italiana mentre la moglie di Fermín gli consegna uno zaino pieno di libri di arte e storia su cui il viceispettore deve documentarsi -, ci lusingano i paragoni a favore dell’Italia (chi li fa non ci ha vissuto), ci diverte seguire Petra e Fermín a Roma - Fermín che, echeggiando le famose parole di Kennedy, ‘ich bin ein Berliner’, asserisce di essere stato un romano nell’antichità, Petra che fa acquisti stravaganti color verde pistacchio per le colleghe, Fermín che si fa fotografare con l’elmo in testa fra due centurioni davanti al Colosseo, Petra che ha una fugace avventura con un intelligente e affascinante ispettore romano che riesce a farci dimenticare le facce dei camorristi che incutono timore persino a Fermín.
Fin qui il romanzo di Alicia Giménez Bartlett è qualcosa di più di un giallo, è una commedia gialla tinteggiata di nero e chi già conosce i due protagonisti può immaginare lo scambio di battute tra di loro su argomenti che spaziano dalla crisi economica (il viaggio a Roma è all’insegna del risparmio) all’armonia di coppia (Petra è al suo terzo matrimonio, Fermín si è risposato con una donna che vuole cambiarlo, in meglio naturalmente), dalla maternità (Petra dice che ormai le donne che fanno figli sono una specie protetta perché in estinzione) al rapporto tra figli e genitori.
Ecco, riflettendo sul rapporto tra le tre figlie di Siguán e il padre, Petra cita Shakespeare e il “Re Lear”: anche in questa famiglia la figlia minore è la più amata? Le allusioni a Shakespeare ricorrono come un gioco tra Petra e il suo vice, finché la commedia gialla si trasforma in una tragedia dalle tinte così fosche aleggianti intorno ad un dramma familiare che neppure il Bardo ha osato affrontare.
Gli onori di casa è la dimostrazione che anche un romanzo ‘di genere’ può essere un’ottima prova narrativa, offrendo spunti di riflessione e mettendo a nudo i mali della società.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    18/08/2016 12:16:18

    Ottimo romanzo della Giménez Bartlett che non sbaglia un colpo, affidandosi alla ormai collaudata coppia investigativa Petra Delicado - Fermin Garzon. L'intreccio giallo è abbastanza complesso e le indagini trascinano i protagonisti in Italia, nel tentativo di fare luce su un omicidio avvenuto cinque anni prima. A mio avviso, il maggiore merito dell'autrice è da ricercare nella caratterizzazione dei personaggi. Petra e Garzon non hanno più niente da nascondere al lettore: Petra dura, cinica, tagliente, ma anche donna sensibile e amorevole, Garzon impulsivo, primitivo e volgare, ma anche intuitivo e brillante. L'unica pecca (irrilevante ai fini del mio giudizio)è che l'autrice ha a volte abusato di qualche luogo comune sull'Italia, ma senza intenzioni negative. Il tutto è riconducibile a un certa leggerezza e ironia di fondo che accompagnano i protagonisti nel corso delle indagini. D'altra parte, la Giménez Bartlett ha un grosso seguito di pubblico in Italia e conosce molto bene il nostro paese. Spero vivamente che l'autrice pubblichi presto un nuovo romanzo della serie.

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    Tiziana

    14/11/2014 11:07:50

    Ho letto quasi tutti i gialli e i romanzi della Giménez-Bartlett e questo lo trovo impeccabile nello stile e nell'intreccio, corposo e sostanzioso, pieno di eventi e personaggi convincenti, ben delineati e strutturati. Ritmo mai lento e mai noioso. Davvero ineccepibile. Ottimo lavoro!

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    Brunella

    14/06/2014 18:33:30

    E' il primo romanzo della Gimenez che leggo e l'ho trovato abbastanza scorrevole pur non essendo un capolavoro. Senza infamia e senza lode ma si può leggere tranquillamente.

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    filippo

    05/11/2013 23:46:05

    E' il primo libro che leggo della Gimenez Bartlett e non mi ha entusiasmato molto se non a tratti.

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    Carmine_76

    06/08/2013 16:15:50

    Noioso, la trama non decolla....si perde nella minuziosa descrizione dei personaggi. Bocciato

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    Fabio

    03/08/2013 11:00:07

    Discreto! Stile scorrevole e storia abbastanza interessante.

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    marina

    06/06/2013 18:52:33

    noioso e deludente :(

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    giorgio g

    26/05/2013 13:07:06

    E'il primo libro della Gimenez Bartlett che leggo e devo dire che si è trattato di una piacevole sorpresa: il personaggio dell'investigatrice Petra Delicado e del suo collaboratore Fermin Garzòn sono ben delineati e la trama è avvincente, anche se si notano molte, forse troppe, digressioni, amorose per lei, gastronomiche per lui, ma forse erano necessarie per riempire le oltre duecento pagine del libro. Non ho poi trovato di buon gusto attribuire al delitto un certo movente (e quasi una giustificazione), che però non svelo per non guastare la lettura del libro, che comunque è più che piacevole.

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    grazia

    21/05/2013 17:29:09

    ho letto con piacere tutti i romanzi con protagonisti la coppia di investigatori. Romanzi spiritosi, divertenti alcuni molto belli. Ho atteso con impazienza questa ultima avventura ma ne sono rimasta delusa. Mentre gli altri li ho letti velocemente, qui sono andata avanti con fatica e, lo ammetto, con un po' di noia.

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    Fabrizio

    17/05/2013 13:58:06

    Finito di leggere. Erano anni che non leggevo nuovamente un libro della Bartlett, con Petra Delgado - I messaggeri dell'oscurità, mi pare - finito, non rimpianto, in un misero scatolone in cantina. Ora, un po' ingannato da tutte queste trombe squillanti, ci sono cascato di nuovo. Mai più. Un'ispettrice acida, totalmente anaffettiva e in continua, inutile, superflua competizione di carattere con i colleghi maschi, accompagnata da un vice-macchietta irreale. La domanda mi sorge subito spontanea: Petra, a quando una bella analisi personale? Che poi, per compensare, le si attribuiscano doti eccelse di investigatrice, con sprazzi di ribellismo anni '70... ed intuizioni che manco nel peggior romanzo trash. Prosa scadente, trama insulsa, superficiale ed inverosimile, la Delgado giganteggia per seri disturbi psichici su altri personaggi davvero inverosimili. Per me, un'autrice del tutto sopravvalutata.

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    Vincenzo

    13/05/2013 10:46:30

    I romanzi della Bartlett, pur essendo dei polizieschi, non incentrano l'attenzione sul delitto ma sui protagonisti dell'indagine. Al lettore non perviene alcun dato oltre quelli che man mano acquisiscono l'ispettore Petra Delicado e il suo vice Garzon. Se questa particolarità si aggiunge al fatto che l'età e le vicende familiari dei protagonisti evolvono parallelamente alle indagini che li vedono coinvolti, porta a relegare quasi in secondo piano le diverse implicazioni dell'avvenimento delittuoso oggetto del romanzo, per porre invece, in netta evidenza, le vicende familiari ed i risvolti psicologici dei due investigatori. In alcuni casi questa sorta di impalcatura, che si regge soprattutto sulle schermaglie verbali di Petra e Fermin e sulle intemperanze affettive della Delicado, diventa eccessivamente pesante, tanto da apparire stucchevole: è decisamente il caso di questo romanzo. La Bartlett non si sottrae poi alla regola insita in tutte le narrazioni seriali per cui la qualità e l'originalità della vicenda è inversamente proporzionale al numero delle pagine che la descrivono. In questo caso il libro sarebbe potuto essere composto ridotto della metà senza perdere alcunché. In particolare la trasferta italiana dei due, priva di qualsiasi senso logico, in quanto basata su presupposti d'indagine del tutto inverosimili, è evidentemente un escamotage per movimentare una narrazione che poteva apparire troppo semplice e scarna. La serie investigativa di Barcellona pare giunta ad una fase di stanchezza e calo dell'ispirazione.

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    mauro

    12/05/2013 15:51:42

    Solo carino, mi aspettavo di più dopo tutta la promozione fatta sui mezzi di comunicazione. Non è mai riuscito a "catturarmi". E' da leggere sotto l'ombrellone in quanto non serve alcuna concentrazione di lettura.

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    luca

    12/05/2013 05:05:49

    Era la prima volta che leggevo un romanzo di questa scrittrice, che mi è para davvero brava, sia nel creare un plot ingegnoso, sia nel tenere in piedi i vari personaggi, perfettamente connotati nella loro psicologia. Una trama che forse non avvincerà chi prediligi i gialli tutta azione e inseguimenti, ma che ha l'indubbio pregio di essere ben scritto, con una buona dose si ironia, e di riuscire a tener viva l'attenzione pur senza un susseguirsi sfrenato di colpi di scena. Una lettura gradevole e interessante che consiglio, anche se un po' lunga. luca

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    Dario

    12/04/2013 16:23:01

    Carino e avvincente. Una buona lettura!

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    filippo

    11/04/2013 22:27:45

    Un libro piacevole e scorrevole. Niente di più.

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    NADIA3

    05/04/2013 14:29:24

    Ci ha fatto aspettare alcuni anni ma poi Petra è tornata alla grande,forse un pò più rompi..,ma sempre energica e caustica con il povero Fermin grandissima spalla.Un appunto solo al fatto che c'è qualche pagina di troppo e che il santo Marcos è troppo buono. Speriamo che l'attesa per il prossimo libro non sia troppo lunga.

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    Umberto Mottola

    02/04/2013 18:30:10

    L'autrice anche in questo romanzo dimosra la sua bravura, tuttavia l'ho trovato un tantino prolisso e forse con cento pagine in meno sarebbe stato più snello ed equilibrato. La Bartlett sa come catturare l'attenzione del lettore. L'ispettrice Petra Delicado usa il metodo deduttivo, non tralascia nessun dettaglio, quando sembra in un vicolo cieco qualche personaggio fa qualche piccola rivelazione oppure qualche sua intuizione si rivela fondata.Il personaggio del viceispettore Firmìn Garzòn appare un po' troppo sottomesso a Petra e a volte sembra quasi una "macchietta" da cabaret. Lo sviluppo finale mi è sembrato alquanto scontato e, personalmente, l'avevo già intuito ai due terzi della narrazione.

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    Mauro Vemturini

    29/03/2013 08:42:10

    Avendo letto tutti i libri con protagonisti Petra e Fermin ho notato una certa stanchezza espositiva. Forse è difficile inventare qualcosa di avvincente ogni volta, però se si fa lo scrittore è necessario saperlo fare. Speravo in qualche cambiamento, una maturazione, soprattutto in Petra, ma invece ne è uscita una persona davvero modesta, egocentrica, prevaricatrice e con pochissimo humor soprattutto quando sono gli altri ad essere pungenti nei suoi confronti (vedi Firmin). M. Venturini

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    angelo

    27/03/2013 14:10:54

    Ingredienti: un filo aggrovigliato di colore giallo che unisce Barcellona a Roma, una paziente sarta-ispettrice alla ricerca del bandolo della matassa, un impresa tessile poco incline a svelare i propri "onori di casa", un tessuto ben intrecciato di personaggi, riflessioni e colpi di scena. Consigliato: a chi vuol gustarsi un giallo ben scritto e interpretato da personaggi in rosa, a chi sa che anche le migliori famiglie hanno sempre qualche segreto da nascondere.

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    alessia

    26/03/2013 15:53:19

    Ho letto tutti i libri della serie "Petra Delicado" e ancora una volta lo stile, l'humor e l'intreccio della scrittrice non deludono. Vivamente consigliato agli amanti del genere.

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