Open Access. Conoscenza aperta e società dell'informazione

Luciano Paccagnella

Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 11 marzo 2010
Pagine: 199 p., Brossura
  • EAN: 9788815136701
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Descrizione
Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello "aperto", che ha le sue radici nell'affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell'Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello "chiuso" si è invece affermato negli ultimi tre decenni con l'industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l'estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Tra questi due modelli sta a noi scegliere. Anche orfani, almeno dopo Kuhn, di una visione finalistica del sapere umano, rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future. Incentivare la cooperazione, lo scambio, l'imitazione creativa è cosa assai diversa dall'erigere barriere tecnologiche e legali attorno a forme di conoscenza pronte per l'uso, corredate da rassicuranti certificati di affidabilità rilasciati da autorità impersonali e remote.

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Cos'è un "modello chiuso", cosa un "modello aperto" di gestione della conoscenza? Sono due tipi ideali in senso weberiano, precisa innanzitutto Paccagnella in Open access, utili a riferirsi con relativa semplicità a due "tensioni" interne alla cosiddetta "società dell'informazione" in cui tutti viviamo, nonché utili a sviluppare quanto oggi, più di ieri, sembra imporsi con urgenza all'attenzione di molti: l'elaborazione di una "conoscenza sulla conoscenza" incentrata sui modi di produzione e di fruizione del sapere più che sui suoi contenuti.
Sociologo sia della comunicazione che della conoscenza, Paccagnella contribuisce a chiarire i nessi che intercorrono tra l'uno e l'altro campo di indagine, mettendo assieme una cassetta degli attrezzi (concetti e ipotesi interpretative) utile a chiunque si interroghi su dove stia andando il mondo oggi, prima che allo scienziato sociale di professione. E lo fa lungo un percorso che, nell'arco di sei capitoli e a partire dalla storia di Internet, ripensata all'insegna dell'apertura e dell'inclusione (due caratteristiche fondanti l'interconnettività della rete), attraversa l'ampio territorio oggi popolato dai prodotti e dai processi di produzione di conoscenza aperta (dall'acido acetilsalicilico, liberamente disponibile in farmacia allo scadere del brevetto dell'Aspirina, al software libero disponibile in alternativa al software proprietario; dalla consultazione e coproduzione di Wikipedia, all'open access, alla gestione e diffusione, in rete, del sapere scientifico) e si conclude segnalando le risorse che le nuove tecnologie dell'informazione possono mettere al servizio della costruzione di una "società della conoscenza": una società che non reifichi il sapere, equiparandolo a un prodotto industriale, quanto piuttosto l'assuma come l'esito di una costruzione collettiva e condivisa di significato; una società in cui informazione, comunicazione e conoscenza entrino in circolo virtuoso, quando la comunicazione – un "processo sociale che nasce dall'esperienza dell'incontro con l'altro" – sia in grado di trasformare l'informazionein un "bene pubblico", la conoscenza appunto, sia essa quella scientifica o quella "quotidiana, pratica, di senso comune".
Con tali risorse Paccagnella segnala peraltro anche le ambivalenze che vi si possono accompagnare (la scarsità delle "porte di accesso" ai processi di produzione di conoscenza aperta; la nascita di "nuovi intermediari", spesso impertinenti, tra noi e il mare magnum dell'informazione globale) e i rischi che vi corrispondono quando non si disponga di "competenze tecniche e capacità critiche specifiche" atte a identificarle: competenze e capacità tanto indispensabili all'esercizio della cittadinanza attiva entro i mondi della "conoscenza situata, fluida, reticolare, modulare e complessa", quanto disattese dalle tradizionali agenzie di socializzazione, la famiglia e la scuola. Un contributo a tal fine, suggerisce Paccagnella, può venire da una "nuova" sociologia della conoscenza, attenta ai processi non solo macro ma anche microsociologici di costruzione del sapere, tesa a integrare studi su scienza e tecnologia, comunicazione mediata dal computer e new media studies. Una proposta, questa, che, avanzata in punta di piedi dall'autore a conclusione del suo libro, agevola il lettore nel ripercorrerne con più acutezza i singoli passaggi, il libro stesso nel suo insieme essendo già un prodotto di tale "novità".
Andrea Sormano