Traduttore: M. G. Gini
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 19 maggio 2010
Pagine: 398 p., Brossura
  • EAN: 9788845924828

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia - Sociologia del lavoro e dell'impiego

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Descrizione
Che cos'è Donguan? Una città, verrebbe da rispondere, se il termine non si applicasse solo per difetto a un enorme agglomerato di fabbriche, collegate da una rete di tangenziali che non contemplano il passaggio, o anche solo la presenza, di pedoni. Ma perché a Donguan arrivano ogni giorno, dalle sterminate campagne di tutto il paese, migliaia di ragazze? Qui la risposta è più semplice: intanto perché le braccia delle giovani donne sono le più ambite, nel mercato del lavoro cinese, e poi perché una ragazza, in un posto come Donguan, può realizzare il suo sogno, l'unico apparentemente concesso, in Cina, oggi: fare carriera. Certo le condizioni di partenza sono durissime: turni massacranti, paghe minime, il tempo che avanza al lavoro reinvestito nell'apprendimento coattivo di quei rudimenti di inglese senza il quale una carriera non può avere inizio. E come alternativa, una bella serata fra colleghe al karaoke aziendale. Ma le ragazze di Donguan - e in particolare le quattro che Leslie T. Chang, in questo suo reportage, ha seguito per anni sono disposte ad accettare tutto: un nomadismo incessante; relazioni personali fuggevoli, ma irrinunciabili; e una vita interamente costruita intorno al possesso di un unico bene primario, il cellulare. Sembra l'anticipazione di un incubo futuribile, ed è invece solo una scheggia di un presente parallelo al nostro, e molto più vicino di quanto vorremmo sperare.

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Recensioni dei clienti

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    Silvia

    11/10/2010 15:52:02

    Il punto di vista della scrittrice, di origini cinesi ma è nata e cresciuta negli USA, è sicuramente un valore aggiunto in questo reportage sulla Cina estremamente attuale ed interessante, infatti riesce a far capire ad un lettore occidentale sfumature sull'universo socio culturale del Paese che difficilmente sarebbero così chiare. Certo, l'autrice impregna delle sue idee l'intera narrazione: non se ne distacca, anzi, è completamente coinvolta in ciò che vuole raccontare, tanto da dilungarsi sulla sua storia familiare ed essere un tantino troppo autoreferenziale.

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    Alce67

    02/09/2010 12:41:41

    Operaie mi è sembrata una tra le opere che meglio spiega la Cina di oggi. Portata avanti con la struttura del reportage, la storia segue da vicino le storie di alcune operaie, con le loro ambizioni, la loro vita sempre mutevole e la loro ricerca equilibrio tra tradizione e modernità. L'ho trovato un libro che dice veramente tanto della Cina di oggi, delle condizioni in vigore presso le sue fabbriche e di questa migrazione epocale dalle campagne alle città. Mutamenti sociali sconvolgenti che stanno avvenendo ad una velocità molto elevata. Facile scandalizzarsi per le condizioni di vita; in realtà dimentichiamo la Manchester e la Liverpool di metà ottocento. Quello che mi ha invece colpito è l'accellerazione impressa a questi mutamenti. Mi chiedo veramente come sarà la Cina del 2030, con intere generazioni nate in un mondo completamente industriale. Penso che per ora questi sconvolgimenti sociali siano stati digeriti nel nome della vertiginosa crescita dei redditi (più che delle condizioni di vita); quale sarà la seconda fase? le nuove generazioni saranno disposte ad accettare questi stessi sacrifici, questa vita effimera e fuggevole. Molto interessante

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    Angelo

    25/06/2010 21:16:34

    Libro interessante, ben scritto e mai noioso. Unica pecca: l'autrice si dilunga troppo sulla storia della sua famiglia. Nonostante ciò, si merita il 5.

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