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Don Winslow

Traduttore: A. Colitto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 376 p. , Brossura

6 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788806204723


«Il suolo su cui ci troviamo, il cosiddetto "terreno solido", avete presente? Si muove sotto di noi. Ci porta a fare un giro. Diciamolo: che ne siamo consapevoli oppure no, tutti stiamo sempre facendo surf.»

Boone Daniels vive per surfare. Il lavoro è una spiacevole evenienza da affrontare solo quando è strettamente necessario. Magari per racimolare qualche soldo utile a portare una sinuosa account manager in cerca di emozioni forti a fare un salto alla Napa Valley o per riparare qualche tavola crepata.
Boone è un investigatore privato part-time. Ha fatto un po’ d’esperienza quando era in polizia. Mollò tutto per l’imbarazzo causatogli da una vita inappagante e piena di spinosi compromessi morali. Boone è uno che non scinde l’etica dall’estetica. Ciò che è bello deve essere buono.
Infatti in questo seguito de “La pattuglia dell’alba” a colpire è la bellezza mozzafiato dei suoi protagonisti e la feroce repellenza degli antagonisti, tutti brutti, sporchi e cattivi. Potremmo definire Winslow un manicheo della letteratura pulp. I surfer di San Diego sono dei coraggiosi cavalieri dalla scintillante armatura, ingaggiati per annichilire le forze del male, cioè quegli infami del Cartello e la loro ciurma di corrotti.

Cosa apprendiamo da questo secondo capitolo della serie sulla mistica del surf? Innanzitutto che questo sport è un universo con le sue particolari categorie morali. La più importante delle quali è non sconfinare nell’ora dei gentiluomini, quello speciale momento della mattinata in cui i surfer giovani, belli e forti vanno a lavorare e lasciano le onde migliori ai veterani. Un’occasione per queste leggende del surf di ricordare i bei tempi andati o iniziare qualche riverente giovanotto alle gioie dello sport più seducente.
Uno tra i più rispettati intrattenitori di queste adunate, un vero guru del surf, viene trovato morto. Boone non può accettare la ricostruzione sbrigativa data dalla polizia. Perché un ubriacone, una mezza tacca, avrebbe dovuto assassinare quel mito? Un omicidio senza senso. Il protagonista radunerà la Pattuglia dell’Alba, la squadra di surfer vigilantes del primo romanzo della serie, per indagare autonomamente, mettendo a soqquadro le strade più malfamate della città per scoprire, come da copione, che anche stavolta c’è di mezzo il Cartello.
Anche stavolta previste onde anomale su San Diego. Ma non temete, c’è Boone in giro. Il suo personalissimo, e forse pedante, mantra è: “Mai voltare le spalle a un’onda”. Per fortuna abbiamo ancora chi è in grado di domarla.

C’è poco da dire su Winslow. Il maestro indiscusso del pulp ha fatto suo, oramai da quasi due decenni, uno stile che è diventato leggenda tra i suoi lettori, diventati dipendenti da quello squisito intruglio composto da eroi eccentrici, grandiosi panorami su cui batte sempre il sole, quell’iconico confine California-Messico, e cattivi sadici. Il tutto shakerato con improvvisi scoppi di violenza e guarnito con quel pizzico di profanità che non guasta mai. Anche in questo caso Don soddisferà i suoi fan. Per quanto le sue avventure offrano sempre le stesse tematiche, Winslow è letteralmente incapace di annoiare. È probabilmente il più cinematografico degli scrittori di thriller in circolazione. La sua scrittura dovrebbe essere insegnata in ogni corso di sceneggiatura. Inutile consigliare la lettura di questo romanzo. Probabilmente avrete già smesso di leggermi e starete decidendo se pagare con contrassegno o paypal. Sbrigatevi.


Winslow: «Ognuno ha molte storie da raccontare a proposito della propria famiglia. Mia nonna era una giocatrice d’azzardo professionista, è vero. A volte portava con sé una pistola, ed è lei che mi ha insegnato a giocare, cosa che mi sarebbe tornata molto utile, più avanti nella vita (anche se devo dire che trovo giocare d’azzardo piuttosto noioso, e tendo a farlo il meno possibile).
Nell’altro ramo della famiglia, mio padre era un marinaio e un grande raccontatore. Era solito riunire i suoi amici in sala da pranzo, e cominciava a raccontare cose incredibili. Allora io mi nascondevo sotto il tavolo, e lui faceva finta di credere che fossi andato a letto… potevo andare avanti ad ascoltare storie tutta la notte!
Mia madre invece era una bibliotecaria, e questa è un’altra delle ragioni per cui le storie e i libri sono sempre stati considerati sacri, nella mia famiglia.
Non è un caso che sia io che mio fratello siamo diventati scrittori.»
Wuz: «Qual è – nella sua opinione – la qualità più importante che un romanziere deve possedere?»
Winslow: «Empatia. La capacità di sentire assieme al personaggio, di sentire per lui, di vedere il mondo attraverso i suoi occhi piuttosto che col proprio sguardo. Credo che sia questa la qualità più importante.»

Intervista di Matteo Baldi a Don Winslow per Wuz.it, gennaio 2013

Recensioni dei clienti

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    marcello

    18/11/2016 21.27.22

    Ottimo romanzo meno contorto di altri ma sempre con una grande forza traente.

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    Andrea

    14/11/2016 09.50.17

    Bello come tutti i romanzi di Winslow. Prosegue quanto iniziato nella Pattuglia dell'Alba ma secondo me è anche più bello. Consigliato.

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    nanni

    12/11/2016 15.35.20

    Non è uno dei suoi romanzi più riusciti anche se i personaggi sono stati trattati in precedente romanzo di più amena lettura (Pattuglia alba) o di antecedenti scritti molto più coinvolgneti es Frank Machine, Missing, etc

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    mary

    22/10/2016 17.33.35

    WOW, Bellissimo, da "notte in bianco" leggendolo fino alla fine come ho fatto io senza poter smettere, come mangiare cioccolato all'infinito senza igrassare. Adoro Don Winslow e i suoi personaggi, leggetelo ! Pura vida ! Mary

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