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Giampiero Rigosi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 446 p. , Brossura
  • EAN: 9788806186814

Recensioni dei clienti

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    Sofia

    07/10/2008 00.25.18

    Assai più sicuro, ci sussurra Emily Dickinson, l’incontro con un fantasma –esterno- piuttosto che con il suo riscontro interiore – quell’ospite più freddo. L’oscuro che è dentro di noi. E’ quella parte nera che aleggia attorno ai gesti più normali. Spesso l’ombra sta quieta e ci lascia respirare, giocare con i nostri figli, sorridere, lavorare. Altre volte invece prende il sopravvento e dal nostro interno invade il mondo esterno, per scura osmosi. Clara è stata lasciata dal marito e cura la mamma anziana, ma ha ancora il suo piccolo Jacopo pieno di insicurezze. Paolo, suo fratello, sfoga il suo estro artistico tra i tasti del pianoforte e quelli di qualche ragazzina. Stefano, l’ex marito, se la fa con Giuliana, amica e collega di Clara. In questa quotidianità difficile e tuttavia accettabilmente normale Clara s’imbatte casualmente in una vita che le è estranea, un dolore vero e straordinario, una sofferenza estrema che finisce per coincidere con la vera vita, il vero amore. Una certa Laura, come la sua amica Teresa, ha trovato nella strada verso la morte segnata da un linfoma, la vera vita sentimentale e sensuale che gli ha concesso il misterioso oncologo Palmieri. Così il lettore conosce Laura, che per Clara resterà solo un nome. La sua famiglia, i suoi figli, il suo negozio, la sua amica Patrizia. Perché dietro ogni nome c’è una storia, e molto spesso purtroppo c’è la storia di un dolore. Eppure Laura muore felice, inspiegabilmente, come tante cose. Clara vuole Palmieri, vuole scoprire il suo segreto oppure vuole proprio lui, che ha saputo curare il vero dolore di Laura e Teresa, cioè quello dell’anima. Ma non è abbastanza sofferente per lui, allora lo diventa. Si trucca di morte per sedurlo, inspiegabilmente. Perché Clara sacrifica la sua salute per un uomo che neanche conosce? Cosa vuole da lui? Perché un oncologo ama donne distrutte, in pezzi, alla fine della loro esistenza, quando non sono che i puntini di sospensione di quello che sono state? Impazziamo per capirlo. Ma “non è una pretesa assurd

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    serena

    23/03/2008 18.02.16

    ma che razza di storia...è inconcludente e surreale! si continua a leggere solo per vedere come andrà a finire,ci si aspetta chissà quale colpo di scena che dia un senso ad una lettura davvero mediocre e piena di descrizioni più che inutili! cosa ci interessa delle varie operazioni che i personaggi compiono per cucinare la pasta al sugo o le patate in padella??? e che finale è? il messaggio è positivo,ma l'autore poteva metterci un briciolo di fantasia..

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    lalli

    27/02/2008 09.35.48

    E' UN LIBRO SU UN ARGOMENTO ASSURDO E UN PO' FASTIDIOSO ,SOPRATTUTTO ALL'INIZIO. POI LA STORIA NON CAPISCE DOVE VOGLIA ANDARE A PARARE .... NON LO SO PERCHE' LO SCRITTORE HA SCELTO QUESTA TRAMA..NON CAPISCO.. PERO' E' COMUNQUE UN ROMANZO SCRITTO MAGISTRALMENTE QUINDI... SONO PERPLESSA!

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