L' ordine del giorno - Alberto Bracci Testasecca,Éric Vuillard - ebook

L' ordine del giorno

Éric Vuillard

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Editore: E/O
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 900,14 KB
Pagine della versione a stampa: 137 p.
  • EAN: 9788833570365
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Vincitore del Premio Goncourt 2017.

«Erano in ventiquattro accanto agli alberi morti della riva, ventiquattro soprabiti neri, marroni o cognac, ventiquattro paia di spalle imbottite di lana, ventiquattro completi a tre pezzi, e lo stesso numero di pantaloni con le pinces e l’orlo alto. Le ombre penetrarono nel grande atrio del palazzo del presidente dell’Assemblea; ma presto non ci sarà più un’Assemblea, non ci sarà più un presidente, e tra qualche anno non ci sarà più nemmeno un parlamento, solo un ammasso di macerie fumanti».

La Germania nazista ha la sua leggenda. Vi vediamo un esercito rapido, moderno, il cui trionfo sembra inesorabile. Ma se alla base dei suoi primi successi trovassimo invece mercanteggiamenti e volgari combinazioni di interessi? E se le gloriose immagini della Wehrmacht che entra trionfalmente in Austria mascherassero un immenso ingorgo di panzer, semplicemente in panne? Una dimostrazione magistrale e agrodolce del dietro le quinte dell’Anschluss presentata dall’autore diTristesse de la terree14 juillet.
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    rod23

    20/09/2019 22:24:25

    Un cronistoria dal sapore cinematografico folgorante. L'approccio e' quasi metastorico e sorprende per lo stile trascinante, vulcanico e con accenti di forte ironia, sebbene la materia sia sostanzialmente tragica. Vuillard e' una grande scoperta

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    massimo r.

    20/09/2019 13:52:12

    Anche la Storia con la maiuscola ha le sue miserie e perfino i suoi lati comici. Con uno stile asciutto Vuillard tratteggia un momento fondamentale della guerra-lampo, svelandone retroscena , ma anche momenti di disarmante banalità .

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    Giulia

    19/09/2019 18:43:17

    Il nazismo nelle sue forme più nascoste e segrete nell’austria prima dell’annessione. Un libro avvincente e carico di emozioni create attraverso un attento studio delle fonti storiche.

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    Aurora

    01/07/2019 21:55:27

    “Le più grandi catastrofi si annunciano spesso a piccoli passi.” Quando si pensa all’Anschluss l’immagine più usuale che si ha è quella di un’invasione “pacifica” ed eppure fulminea, quasi un’ “invasione lampo”. In realtà di fulmineo nell’occupazione e – quindi – nell’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista, non ci fu proprio niente: non certo la sua proclamazione che fu accettata e sottoscritta, con un atto di resa quanto mai vergognoso, da parte del cancelliere austriaco Schuschnigg; non la sua motivazione (furbescamente spacciata, in finte conversazioni telefoniche, come un semplice aiuto a una nazione al passo dalla guerra civile); e tantomeno l’avanzata, in puro stile di filmato di propaganda, dell’esercito tedesco con i suoi nuovissimi panzer (che nella realtà si bloccarono quasi tutti, in panne, a pochi chilometri dal confine). Ci sarebbe stato tutto il tempo, insomma, perché la Francia (che però era in crisi di governo) o perlomeno l’Inghilterra intervenissero: macché. Chamberlain proprio quella sera aveva indetto una cena in onore del ministro tedesco Ribbentrop, che monopolizzò il tempo e l’attenzione discutendo per ore di tennis e delle sue doti di sommelier. La tragicommedia della Storia secondo Eric Vuillard intreccia perfettamente questi ed altri episodi con l’immagine sorridente e sicura del milionario Gustav Krupp ritratto nella copertina: rimane sempre l’ossequio per l’apparenza e le forme; permangono sempre, intatte, le pomposità d’apparato; ma c’è anche sempre, nascosto dietro a tutto questo, il bluff. Un bluff che – per esistere – necessita comunque di finanziatori e denaro, in questo caso fornito proprio da Krupp e da altri ventitre colossi dell’industria tedesca (prosperi ancora oggi e a tutti noi ben noti) che appoggiarono senza alcuno scrupolo ogni mostruosità e crimine perpetrati dal regime nazista. L’invocazione “liberaci dal male”, per certe persone, non è mai, purtroppo, all’ordine del giorno.

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    Teresa

    08/03/2019 20:37:42

    Non è mai facile cercare di raccontare un preciso momento storico, la difficoltà sta soprattutto nello scegliere lo stile narrativo giusto, non romanzare troppo le verità e al tempo stesso mantenere alta l’attenzione di chi legge. Vuillard lo fa sin dalla prima pagina, prendendo il lettore per mano e conferendogli una punto di vista speciale, quello di un osservatore nascosto che si trova in ogni luogo e ogni momento importante. Vuillard mira anche a responsabilizzare il lettore: immettendo il suo racconto nella società odierna, sottolineando le contraddizioni e i fallimenti passati, vuole spingere il lettore a guardare con occhio critico ciò che gli accade gli intorno, il modo in cui le cose ci vengono raccontate e filtrate senza mai avere la certezza assoluta della loro validità. E alla fine si ha proprio l’impressione che il dito non sia più puntato contro le figure del passato, ma contro di noi.

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    Carmine

    08/03/2019 19:18:32

    Éric Vuillard, vincitore nel 2017 del premio Goncourt, tenta ne il suo "L'ordine del giorno" di fornirci delle istantanee precise e dettagliate che possano farci tornare indietro al momento dell'ascesa nazista. In questo modo raccontarci, passo per passo, tutti i segreti che si nascondono dietro l'Anschluss, l'annesione dell'Austria avvenuta quel fatidico 11 marzo 1938. Un romanzo storico più che riuscito e un'esperienza di lettura edificante, ma soprattutto un saggio che riesce a dirci molto di più di quel che conoscevamo già o avevamo studiato nei libri di storia.

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    GIOVANNA

    15/02/2019 20:52:29

    Un "piccolo" ma essenziale saggio storico

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    gianni

    25/01/2019 22:16:40

    La pavidità e l'opportunismo di chi poteva fare soldi grazie alle mire di Hitler si mescolano alle scene grottesche di una politica austriaca reazionaria incapace di opporsi all'annessione nazista del 1938. Un racconto sul precipitare delle situazioni che sembra un monito per questo tempo. O forse per qualunque tempo. Qualche pagina di finissima intuizione sul compito della memoria storica. Piccolo capolavoro.

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  • Éric Vuillard Cover

    Éric Vuillard, scrittore e cineasta nato a Lione nel 1968, ha ricevuto il premio Ignatius-J.-Reilly 2010 per Conquistadors (Léo Scheer, 2009), il premio Franz-Hessel 2012 e il premio Valery-Larbaud 2013 per Congo e La bataille d’Occident (Actes Sud, 2012) e, sempre pubblicati da Actes Sud, il premio Joseph-Kessel 2015 per Tristesse de la terre (2014) e il premio Alexandre-Vialatte 2017 per 14 juillet (2016). In Italia ha pubblicato, per E/O, L'ordine del giorno (2018), con cui nel 2017 ha vinto il Premio Goncourt, e La guerra dei poveri (2019) Approfondisci
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